Con l'essenziale contributo di Hutch, sono riusciti a fornire al signor Avenac, il locandiere, una descrizione abbastanza attendibile dei due uomini che hanno aggredito Cat e Hutch sulla scogliera, specificando altresì il luogo in cui si è verificata la disavventura. Purtroppo sembra che dei due non vi sia più traccia in paese, e neppure nelle campagne che lo circondano. Ma forse sarebbe più corretto definirla fortuna, dato che né Hutch né Cat avrebbero saputo in che modo evitare una nuova imboscata: Hutch non può muoversi dal letto, per il momento, e Cat… beh lui in teoria potrebbe gironzolare con un vecchio paio di stampelle recuperate in soffitta dal locandiere, ma Hutch gli ha categoricamente vietato di uscire dalla locanda finché non potrà accompagnarlo, il che significa come minimo due lunghissime e frustrati settimane di reclusione forzata. Cat ha un muso lungo più o meno stabile che peggiora di molto il suo umore già poco allegro a causa del dolore al ginocchio.

«Cat, per favore. Lo so che sei incazzato, e mi dispiace, ma…»

«Non è con te che sono incazzato, Hutch! Io… Maledizione!»

«È troppo pericoloso girare là fuori. Non possiamo essere certi che se ne siano andati, e se si fossero nascosti e aspettassero solo di vederci uscire… Non puoi vederli arrivare, e io non posso essere con te per proteggerti.»

«Lo so» ringhia frustrato. «Perché dovevano per forza mettersi in mezzo?» soffia afflitto. Le molle del materasso di Hutch cigolano. Si volta di scatto. «Ehi, sta fermo lì!»

Uno sbuffo divertito risponde alla sua ingiunzione. «Te l'ho mai detto che qualche volta adoro il tuo modo di dare ordini? È piuttosto eccitante.»

Cat arrossisce miseramente, poi ringhia. «Te ne approfitti solo perché sai che non posso prenderti a calci.»

«Mh, forse. Puoi farlo non appena riuscirò di nuovo a stare in piedi senza sentire male. Promesso.»

Incurva un sopracciglio, perplesso. «Non ricordavo fossi masochista» dubita.

«Non lo sono, Cat. Solo mi manca averti addosso. È seccante che tu non possa più spalmarti su di me.»

«Nh… Già, beh, in effetti sei piuttosto comodo, e amo il modo in cui mi tieni al caldo.»

«Ah sì?» si interessa.

«Direi proprio di sì. Ma Maloney sostiene che sarebbe pericoloso.» Si stringe nelle spalle e mugola desolato. «Almeno posso rannicchiami accanto al tuo fianco. Non è la stessa cosa, ma è comunque bello.»

Hutch sorride. «Allora, che ne dici di fare un favore a entrambi e venire qui da me a farmi un po' di compagnia?» domanda speranzoso, picchiettando sul materasso al suo fianco.

Cat reclina il capo di lato, sembrando pensieroso. Poi le sue spalle si piegano verso il basso. «D'accordo, perché no. Non c'è molto altro che si possa fare in questo mortorio, d'altra parte, a meno che non mi metta a giocare a scacchi con gli anziani del circondario.»

Sogghigna, divertito da quel quadretto immaginato da Cat. «Supponi che potresti dar loro del filo da torcere?»

Arriccia il naso, riflettendo. «Ricordo a mente le disposizioni e le mosse. Avrei qualche buona possibilità. Ma, che ne sai, magari in questo posto vive qualche genio degli scacchi in pensione e mi spennerebbe fino all'ultimo cent.»

Ride, e poi mugola perché si è procurato un'altra fitta dolorosa. Piano, Cat si mette in piedi, afferra i trabiccoli che il locandiere ha spacciato per stampelle e con cautela si sposta fino al fianco del compagno.

«Non sembra che tu possa rimanere molto più fermo di quanto riuscissi a fare io, almeno dopo che ho ritrovato un minimo di autonomia.»

«Uff… Lo so, è solo che non ho ancora ben capito quel che posso permettermi e cosa invece mi fa male.»

«Sentiamo, pensi di poterti permettere di avermi appiccicato al tuo fianco?»

«Su questo non ho nessunissimo dubbio. Vieni. Mi manca da morire avere il tuo odore addosso» lo prega, allungando con cautela le braccia e sperando che il suo ragazzo colga l'invito.

Cat non lo delude. Si siede con tutte le precauzioni del caso sul bordo del letto, poi con attenzione raggiunge il suo braccio destro, lo solleva e ci si rannicchia sotto, sorridendo soddisfatto e procurando un similare sorriso anche sul volto di Hutch.

Eddie, inutile sottolinearlo, è incavolato nero. E, cosa strana, non lo è solo con i due fuggiaschi della scogliera, ma soprattutto con il suo giovane compagno di viaggio che sembra fare del suo meglio per mettergli i bastoni fra le ruote e complicare tutto. Gli fa male la gamba, dove si è beccato il coltello del ragazzo, ma questo non gli ha minimamente impedito di prendere a calci quell'idiota di Joey. Per poco il maledetto deficiente non li uccideva entrambi. È un puro miracolo che siano sopravvissuti alla caduta. Come fa quel piccolo bastardo arrogante e presuntuoso a non capire che se tornano dal capo con due morti ammazzati e niente refurtiva sono belli che morti anche loro? È abbastanza stremato, e ha dovuto sedersi e smettere di maltrattarlo, ma questo non significa che si sia calmato. Proprio il contrario, semmai.

«Quando la smetterai di fare di testa tua? Stavi per rovinare tutto. Mesi a frugare mezzo mondo per ritrovarli, e nel momento in cui li abbiamo a portata di mano, tu che fai? Rischi di ucciderli. Tutti e due! Sei un vero deficiente. Lo capisci che ci servono vivi? O almeno uno dei due. Come lo ritroviamo quel maledetto oro, se sono morti entrambi?»

«C'è sempre il dottore» borbotta, dondolandosi sui talloni con le mani in tasca.

Lascia sfuggire una risata secca e isterica. «Il dottore, Joey? Il cazzo di dottore, appena si renderà conto che quei due sono finiti all'altro mondo, leverà le tende e non lo ritroveremo mai, né lui né tanto meno quel che ci serve sapere. E a quel punto puoi pure dire addio alla tua testa dura (e io alla mia). Ora per di più sono stati messi in guardia, sia loro che, molto probabilmente, quelli che hanno attorno. Così, pensa che bellezza, se solo facciamo per mettere fuori il naso, saremo fortunati se avranno la bontà di chiuderci in cella.»

«Sono solo pescatori» replica stizzito.

«Oh, sì? Ne sei certo? Ti sei già informato su come girano le cose in questo misero buco di campagna, eh?»

«Beh, no, ma…»

«No? Non mi dire. Beh, avresti dovuto, perché in tal caso avresti scoperto che ci viene spesso e volentieri un ufficiale della polizia parigina e, guarda tu la coincidenza, giusto per starsene in pace a pescare e rilassarsi dalle noie accumulate in città. Pensa che spasso se veniamo beccati e qualcuno avesse la bella pensata di interpellarlo. Non solo saremmo accusati di aggressione e tentato omicidio, ma avremmo anche rotto le palle a un pubblico ufficiale in congedo. Come minimo ci beccheremmo l'ergastolo anche solo per quello.»

«Come sei allarmista» commenta, poco toccato dagli infausti scenari proposti dal compagno di sventure.

«Joey, mio giovane, piccolo bastardo senza cervello, ti faccio presente che almeno io ragiono sulle conseguenze. Tu, per contro, non sai nemmeno cosa voglia dire la parola "conseguenze". Adesso fai il favore di sederti e chiudere il becco. Se provi a uscire ti pianto una pallottola nel culo, e se ti lamenti posso sempre ammazzarti e fingere che l'abbiano fatto loro.»