Vie del destino
Capitolo 31 - Ladro mascherato
André si ricordò delle parole di Bernard quando in autunno cominciarono a verificarsi degli strani episodi in città e nella zona circostante: si era infatti diffusa la notizia dei furti di un eccentrico ladro. Rubava solo nei palazzi nobiliari e poi distribuiva la sua ricca refurtiva ai più poveri. Coloro che lo avevano intravisto riferivano di un uomo mascherato con un costume nero e quindi fu soprannominato Il Cavaliere nero. Godeva della simpatia della gente comune e i nobili stabilirono una taglia per farlo arrestare, ma senza risultato.
Oscar ricevette l'ordine di indagare su di lui e di acciuffarlo al più presto. Non c'era niente di personale, per lei si trattava di far rispettare la legge, ai suoi occhi, un ladro era sempre un ladro e doveva essere assicurato alla giustizia.
André sapeva dell'ordine dato al reggimento delle guardie reali di ricercare il ladro, ma non poteva opporsi, perché Oscar era davvero ansiosa di afferrare il Cavaliere nero. "Un giorno lo prenderò", giurava ogni volta che andava a trovare Andrè nei suoi giorni liberi e, dopo l' inebriante gioco d'amore tra le sue braccia, chiacchieravano delle loro cose. Giacevano di nuovo insieme, stretti nel suo letto, guardandosi negli occhi.
"Calmati, amore." André accarezzò dolcemente le ciocche sulla fronte sudata di lei. Aveva ancora la pelle calda ed arrossata dalla recente passione. "Perché vuoi catturarlo? E' affare della polizia."
"Devo farlo io!", sbottò lei, girandosi di scatto sulla schiena. Fissava il soffitto ed era visibilmente infastidita. Trovava eccessiva la preoccupazione di André e questo la irritò.
Lui capì che non c'era niente che potesse fare per convincerla a desistere da quella impresa pericolosa e si arrese. "Hai già' qualche idea su come organizzarti?"
La domanda sembrò interessarla e lei ci pensò un attimo. "No, non ancora ...", ammise ma le venne un'idea su come poter catturare il Cavaliere nero. "Chiederò subito una lista dei palazzi nobiliari più ricchi e sarò presente in tutti!"
"Oh, Oscar, sei impossibile ..." André si voltò lentamente sulla schiena e tirò Oscar verso di sé. Spostò leggermente il cuscino all'indietro per vederla meglio, le passò un braccio dietro la testa facendola poggiare sul suo petto. Con l'altra mano, cominciò a torturare la cascata di riccioli biondi. "È davvero così importante catturare questo Cavaliere nero? Riflettendoci, non fa male a nessuno. E poi, a quanto pare, non tiene niente per sé ma distribuisce il suo bottino tra i più poveri ..."
Fu un passo falso. Subito Oscar si fece scura in volto e non gli fece finire la frase. "Ma quello che fa è sbagliato!" quasi urlò e scagliò la coperta. Si staccò da lui, spostandosi dall'altro lato del letto, quindi si mise a sedere appoggiando i piedi sul pavimento. "Un Ladro è un ladro e io ho il dovere di assicurarlo alla giustizia!" Si sporse in avanti e afferrò la sua camicia da terra.
All'improvviso dietro di lei sentì le sue forti braccia attorno al suo corpo e il calore che si irradiava dalla sua pelle. "No, aspetta, non andare ancora ... mi dispiace ... hai ragione …"
"E perché mi parli in questo modo?" Voltò la testa e guardò da sopra la spalla direttamente sul suo viso. I suoi occhi verdi la pregavano silenziosamente di restare con lui. Provò a resistere a quello sguardo con tutte le sue forze. "Tu sei l'unico che non ha mai voluto mettere in discussione le mie decisioni."
"È vero ...", ammise André e la strinse tra le sue braccia. "Mi dispiace se hai pensato diversamente, ma sono solo preoccupato per te …"
"Oh, André..." Il suo sguardo supplicante la colpì al cuore e lei non poté più resistere. La camicia le cadde dalla mano e si girò verso di lui . "Non preoccuparti per me. "Fidati di me e tutto andrà bene..."
"Io ... io mi fido di te ..." André tirò un sospiro di sollievo e sorrise dolcemente. "Non voglio litigare con te, Oscar ... voglio passare quel poco tempo prezioso che abbiamo solo nell'amore e nell'armonia con te …"
Il suo sorriso contaggiava Oscar, e di nuovo si sentì irresistibilmente attratta da lui. Poggiò le gambe sul letto, e mise le mani sul suo collo. "Allora usiamo bene il tempo prezioso che abbiamo..."
"Oh Oscar, la mia Oscar ..." André cadde sui cuscini con lei, tiro su la coperta e riaccesero la loro passione.
Una sera, Oscar fu fortunata. Il suo piano aveva funzionato e finalmente aveva trovato il famigerato Cavaliere nero in uno dei palazzi. "Questa volta ti prenderò!" gli urlò ma lui era riuscito a fuggire col suo cavallo così lei cominciò ad inseguirlo per le vie di Parigi. Una strada dopo l'altra, attraverso l'intera città, protetto dalle tenebre della notte, il Cavaliere nero tentò con ogni mezzo di scrollarsi di dosso il comandante della guardia reale. Oscar, tuttavia, non lo mollava e gli stava dietro inseguendolo al galoppo in tutte le direzioni. Non si sarebbe di certo arresa così facilmente! Stava davanti, sempre a pochi metri di distanza, ma lei, senza demordere, l'avrebbe inseguito fino alla fine.
Le venne in mente André. Se solo avesse saputo che cosa stava succedendo, gli sarebbe preso un colpo! E conoscendolo, si sarebbe intromesso e si sarebbe messo lui ad inseguirlo - per la sua stessa sicurezza in modo da impedire che il Cavaliere Nero le facesse del male! Che cosa assurda! Cosa potrebbe succedere?! Lei e Il Cavaliere Nero sembravano essere gli unici sulla strada a quell'ora di notte! Era l'occasione migliore per acciuffarlo finalmente, e Oscar non l'avrebbe lasciato scappare! André poteva dire quello che voleva!
Affondò ancora di più gli speroni sui fianchi del cavallo, cercando di non perdere di vista l'uomo mascherato di fronte a lei. Era incredibile che il cielo stellato fosse chiaro e luminoso nonostante la stagione fredda. Tanto meglio per Oscar. Almeno lei riusciva a distinguere i contorni oscuri del Cavaliere Nero e ad inseguirlo!
Improvvisamente, Il cavaliere nero girò il suo cavallo e puntò qualcosa contro di lei. Quando Oscar si rese conto di cosa si trattava, tuonò nell'aria il colpo di una pistola Il suo cavallo spaventato la disarcionò e lei cadde rovinosamente a terra ma grazie alla sua esperienza da cavallerizza, Oscar non rimase ferita. Con un abile gesto, tirò fuori dalla fondina la pistola e sparò puntando al cavallo dell'uomo mascherato, riuscendo ad atterrare l'animale che lanciò un forte nitrito. Colto di sorpresa, il cavaliere nero balzò dalla sella con grande agilità, e si mise a correre.
Oscar cominciò l'inseguimento a piedi, senza dargli tregua. Non immaginò minimamente che il ladro la stava attirando in una trappola. Pensava anzi di averlo in pugno essendosi addentrato in un vicolo senza vie di fuga, ma si sbagliava di grosso. Improvvisamente fu circondata da alcuni uomini sbucati dal nulla, uno di loro la colpì alla testa con il pomo di una spada. Oscar cadde in ginocchio con un grido di dolore.
"Non ucciderla. Lei è il comandante della Guardia Reale. La sua morte causerebbe solo reazioni dannose per noi. Meglio prenderla in ostaggio." Nonostante fosse stordita dal colpo alla testa, Oscar riuscì a sentire le parole del cavaliere nero e raccolse le forze per tentare di liberarsi da quella trappola. Scorse un varco e approfittò della distrazione del gruppo.
Non era perfettamente lucida, ma riuscì comunque a scappare. Nessuno sarebbe mai riuscito a catturarla! Sembrava che André avesse previsto tutto! Forse avrebbe dovuto coinvolgerlo? Ma non sarebbe stato sicuro e forse sarebbe finito lui nelle grinfie di quelle canaglie invece che lei. O addirittura ucciso, perché come soldato semplice non era così prezioso come lo era lei con il suo rango e titolo? No! Era stata una buona decisione quella di cercare da sola il cavaliere nero …
Oscar corse più veloce che poteva, tenendosi la mano sulla ferita alla testa. Non sapeva dove si trovasse e comunque, in quel momento non era importante. Dovette sfuggire agli inseguitori e svoltava di continuo ad ogni angolo di strada per tentare di seminarli.
La testa le pulsava dal dolore come mai nella sua vita e la sua mano era bagnata dal sangue della ferita. Non avrebbe resistito ancora per molto e presto le sue gambe avrebbero ceduto. Aveva la vista annebbiata, avvertiva un forte ronzio nelle orecchie e le fitte lancinanti alle tempie prefiguravano la sua inevitabile resa. Ma prima che ciò potesse verificarsi, avrebbe dovuto almeno mettersi al sicuro da qualche parte, magari nascondendosi dentro uno dei palazzi, invece che rimanere in strada, dove i malfattori potevano individuarla più facilmente! Oscar cominciò a spingere con una spalla su ogni porta che incontrava finché ne trovò una che si aprì sotto la sua spinta. Entrò e richiuse subito al porta alle sue spalle, poi cadde quasi a corpo morto. Finalmente si era liberata dai suoi inseguitori, evitando di essere di nuovo catturata. La sua mente andò ad André e a quel maledetto Cavaliere nero e a quanto fossero somiglianti, quasi come due gocce d'acqua! Svenne e sognò. "Chi sei?", gridava Oscar nel sogno ma l'unica risposta che sentì fu una risata diabolica. No, non poteva essere vero! Anche la sua voce sembrava quella di André! Ma perché lo faceva?
Poi sognò il loro ultimo incontro quando lui quasi la implorava di non perseguire il Cavaliere nero. "Ma André ..." Poi il sogno si dissolse, lasciandola da sola circondata dalle tenebre. "André, no!" Si risvegliò di soprassalto e riprese i sensi, cercando di rimettersi in piedi. Era da sola ed in preda alla disperazione. NO, non poteva essere! Doveva esserci un errore! Quello non era certo il suo André! "André ti prego, vieni da me!" Urlò nell'oscurità, ma nessuno le rispose. Cadde in ginocchio e mise le mani sulla testa sanguinante. "André ..." biascicò sottovoce, poi non vide più niente e svenne di nuovo.
Oscar si svegliò in un piccolo letto di un povero appartamento. Le ricordava la stanza di André, ma era diverso. Era tutto strano e sconosciuto per lei. Come era arrivata lì?! Cosa era successo?
La sua testa pulsava e toccandola, sentì che era fasciata da una grossa benda. Si ricordò degli eventi della notte precedente e rabbrividì. Il ladro che era riuscita finalmente a trovare assomigliava incredibilmente al suo André. Non voleva crederci, ma la somiglianza tra i due la faceva dubitare.
"Buongiorno, Oscar. Come stai? Che cosa è successo?" Sentì una voce familiare vicino a lei.
"André?" Oscar si stupì e nonostante il dolore alla testa, si alzò di scatto e vide i suoi occhi verdi che la guardavano con dolcezza. Era davvero il suo André, non lo aveva immaginato! Era seduto accanto a lei sul bordo del letto ed aveva una espressione preoccupata.
"Buongiorno", sentì dire in modo gentile da una voce femminile e si voltò. Poco più in là nella stanza c'era una donna di mezza età, a lei sconosciuta, ma che sembrava essere la padrona di casa. Le rivolse un sorriso amichevole. "Vi ricordate cosa è successo ieri sera? Avevo sentito dei rumori e quando ho guardato, vi ho visto stesa per terra. Mi sono spaventata molto, ma quando Rosalie mi ha detto che vi conosceva, vi ho portato in casa." In quel momento, la porta si aprì cigolando e una giovane donna entrò nella stanza con una brocca d'acqua.
"Rosalie ..." Oscar era stordita.
"Sì, sono proprio io... quanto è piccolo il mondo!" L' anziana donna si avvicinò a Rosalie e le prese la brocca dalle mani. "Ora vi lascio soli. Vado a preparare qualcosa di caldo da mangiare."
"Oh, Madamigella Oscar ..." Gli occhi di Rosalie erano colmi di lacrime e si precipitò verso il letto. André si alzò per farla sedere al suo posto. Rosalie si gettò tra le braccia di Oscar e cominciò a singhiozzare, bagnando le lenzuola.
Oscar le accarezzò la testa. "Va tutto bene, Rosalie … non mi è successo nulla di grave, come vedi. Ho solo un po 'di mal di testa." Guardò André e di nuovo provò quel dubbio atroce. Possibile che fosse lui il ladro vestito di nero? Lo farebbe davvero? "... ma che ci fate qui voi due?", chiese, tentando di sviare quei brutti pensieri. Avrebbe senz'altro chiarito con André quando sarebbero stati di nuovo da soli. Rosalie sollevò la testa e si raddrizzò asciugandosi le lacrime con il grembiule. "Non potevo più sopportare i Polignac e sono scappata. Volevano solo usarmi per le loro sporche trame e darmi in moglie ad un uomo che io non amavo. La donna con cui adesso vivo è una mia ex vicina ed una cara amica. Faccio la commessa da un fioraio e mi piace stare qui. Sono stata io ad avvertire Andrè."
"Per fortuna, ero ancora a casa e oggi sono libero dal servizio. Cosa stavi facendo, Oscar?! Mi sono preoccupato per te." André appariva molto agitato. Ma possibile che fosse così capace di recitare da non far trasparire nulla?
"Faccio ciò che devo." Oscar si sentiva lacerata internamente da quel sospetto terribile e abbassò lo sguardo. " Vado alla ricerca dei criminali."
André spalancò gli occhi e Oscar avvertiva il suo nervosismo, anche se si trovava a pochi passi dal letto. "Come hai potuto essere così spericolata?!", la rimproverò. Oscar si sentiva più sconvolta di prima.
La donna anziana rientrò con un piatto fumante. "E' pronto."
Rosalie prese il piatto e lo portò a Oscar. "Non è certamente quello a cui siete abituata, ma almeno è caldo."
Oscar fissò il piatto inorridita: dentro c'era solo del brodo bollente con un piccolo osso galleggiante. Aveva già visto abbastanza povertà, ma sembrava che questo superasse e oscurasse tutto quanto aveva visto fino a quel momento! Nonostante lo stupore, prese lo stesso il cucchiaio e mangiò come se nulla fosse. "Va tutto bene, Rosalie. La zuppa è eccellente."
André si girò di spalle e guardò fuori dalla finestra. Aveva notato lo stupore iniziale di Oscar, anche se lei era stata brava a camuffare il suo imbarazzo. Ma oramai la conosceva bene e non poteva sfuggirgli più nulla di lei. E c'era anche qualcos'altro: il Cavaliere Nero! Che fosse Bernard o un altro poco importava per André, avrebbe comunque fatto i conti con lui! Cosa gli era saltato in mente di trattare Oscar a quel modo?! E quanto incosciente era stata Oscar ad inseguirlo così, da sola?!
Oh, lo avrebbe sentito! Ma non lì, dove erano presenti altre persone. Avrebbe potuto almeno comunicargli le sue intenzioni! Ma Oscar era una cocciuta e non ascoltava nessuno. Come aveva potuto essere così testarda?
Oscar aveva finito di mangiare. "VI ringrazio dal profondo del cuore per la vostra ospitalità", disse educatamente alle due donne e guardò André. Gettò anche lei un'occhiata fuori dalla finestra, voleva sapere cosa stava rimuginando André. Si sentiva in colpa? Le sue cattive azioni disturbavano la sua coscienza? E perché non la guardava?!
Si trattava sicuramente del cavaliere nero, lo capiva molto chiaramente. Prese un impegno con se stessa: avrebbe ottenuto una confessione da lui! Ma non ora! Forse a casa sua, o nel tragitto verso la tenuta. Doveva esserne assolutamente certa!
