Vie del destino
Capitolo 35 – LA PRIMA VOLTA
Quando due persone trovano un accordo dopo una lite, allora significa che si sono riconciliate! Ma come chiarire la situazione, se nessuno dei due osava parlare per primo? Rimasero in silenzio per molto tempo ancora. Era comprensibile che non potessero scambiarsi nemmeno una parola durante la cavalcata verso Parigi.
Ma anche dopo essere entrati in casa, inizialmente nessuno parlò per un può. André si diresse verso la cucina e accese il fuoco per rendere l'ambiente più caldo e confortevole. Nel mentre, Oscar accese la candela sul tavolo da pranzo, guardandolo mentre armeggiava di fronte al camino. André sentì il suo sguardo su di sé, ma non disse nulla: non si voltò e continuò il suo lavoro.
Quando ebbero finito, si sedettero in silenzio a quel tavolo, l'uno di fronte all'altro, studiandosi a vicenda. La candela accesa si stagliava tra loro, proiettando una leggera ombra sui loro visi. Il fuoco del camino cominciò ad emanare il suo calore nella grande stanza. Nessuno dei due osava aprire bocca per primo. Si guardarono a lungo finché André, dopo aver fatto un respiro profondo, cominciò a parlare. "Non possiamo continuare così, non credi?"
"E' vero …", confermò lei.
"Vuoi un po' di tè?", suggerì André.
"Pensi che servirebbe?"
"Meglio che stare qui a non far niente." André si alzò senza aspettare la sua risposta e tornò in cucina. Si ricordò improvvisamente che non aveva più tè, anzi, non aveva avuto il tempo di rimboccare la dispensa. Si fermò e si voltò verso Oscar, imbarazzato. "Mi ero scordato che non ho più ... scusami..."
"Poco male ..." Oscar si alzò e si diresse con calma verso di lui. "Penso che per oggi sia abbastanza e adesso dovremmo salutarci ... Passo domani mattina così poi andiamo insieme dal tuo amico Bernard..."
Non lo pensava veramente? Perché era venuta, allora?! Davvero non aveva capito il senso del suo invito a casa? Sembrava che anche lei lo volesse!
André si strofinò il collo - le aveva promesso di non toccarla. Quindi doveva rinunciare? E come avrebbe potuto avvicinarsi a lei visto che lo stava trattando con freddezza e formalità? Avrebbe dovuto fare lei il primo passo, ma come farglielo capire? "Posso accompagnarti, se vuoi", si offrì. Cos'altro poteva dire?! Che era sul punto di infrangere tutte le regole del pudore ed anche il suo giuramento?
"Non c'è bisogno ... trovo la strada da sola ..." Anche Oscar era rimasta immobile e non sembrava che volesse andare via veramente
"Vuoi andare in giro con questo costume?", chiese André. Non fece caso alle parole che gli uscirono dalla bocca, pensava solo che Oscar era ferma davanti a lui e poteva perdersi ancora per qualche istante nei suoi occhi così seducenti.
"È notte fuori ...", commentò assorto, i suoi pensieri erano già altrove mentre lei abbassava lo sguardo sulla sua bocca. "Nessuno mi vedrà …"
"Almeno togliamo la maschera ..."
"Sì ..."
André sollevò le braccia, prima levò il cappello, poi sciolse il nastro che teneva legata la maschera, liberandogli il viso. "Questo è il tuo aspetto migliore ..." mormorò mentre lasciava cadere la striscia nera sul pavimento.
"Cosa?", chiese Oscar, incerta.
"Voglio dire, mi piace il tuo travestimento e hai un bell'aspetto in costume, ma ..." Di cosa stava parlando? Che c'entrava questo? Doveva solo baciarla finalmente! Perché era esattamente ciò che voleva e che si aspettava che facesse!
André lesse questo suo desiderio nell'azzurro dei suoi occhi scintillanti e non riuscì più a trattenersi. Con le dita sfiorò lentamente le labbra di lei, e allontanò un poco il viso. La guardò, aspettando la sua reazione, ma lei non si mosse. Oscar era incantata e si chiedeva perché si fosse fermato. Questo incoraggiò André, così le prese delicatamente il viso tra le mani. "Mi sei mancata da morire... la tua presenza ... il tuo amore ..." Avvicinò il suo volto e posò un piccolo bacio sulle labbra di lei.
"Mi sono sentita lo stesso ...", confessò Oscar e sorrise. Sfilò le braccia da sotto il mantello, lo prese dai fianchi e si strinse a lui con forza, appoggiando il corpo contro il suo.
"Allora siamo d'accordo ..." Il viso di André era vicinissimo e Oscar sentiva il suo respiro ansimante sulla faccia.
"Sì ...", sussurrò Oscar, poi le loro bocche si unirono: inizialmente delicate e timide, poi più appassionate ed esigenti.
André le lasciò il viso e, senza staccarsi da quel bacio travolgente, si liberò della giacca, che fece cadere sul pavimento, poi provò a fare lo stesso con il mantello di Oscar ma non ci riuscì. Interruppe a malincuore il bacio e si staccò da lei. "Oscar ... non senti caldo?" toccò il suo mantello e Oscar capì. Le sue labbra si incurvarono in un sorriso accattivante. Quanto gli era mancato! André sorrise a sua volta, e incoraggiato da quel suo invito silenzioso, si mise ad armeggiare con le fibbie del mantello. Cercò di mantenere la calma, in modo che il lei non vedesse quanto era eccitato. Questo lo mise a dura prova, fosse stato per lui, le avrebbe strappato il vestito di dosso e l'avrebbe posseduta subito. Tanto era il desiderio che aveva di lei che avrebbe rinunciato al gioco d'amore che Oscar amava fare, come una gatta giocosa.
Finalmente riuscì a slegare il mantello, che abbandonò sul pavimento, mentre lei si era già liberata della cintura assieme alla pistola ed alla spada. Attirò Oscar verso di sé e impresse le sue labbra sulla morbida bocca di lei. Con un braccio le circondava la vita tenendola stretta e con la mano libera cominciò a sbottonarle la giacca.
Oscar avvolse le braccia attorno al suo collo e sciolse il nastro sui i capelli lunghi di lui. Come un fiume nero, i suoi capelli si sparsero sulle spalle possenti e muscolose. Immerse le sue mani nella folta chioma scura, avida di sentirne la morbidezza tra le dita e il profumo.
André dovette di nuovo staccarsi da lei per aiutarla a liberarsi del gilet. Poi, con un gesto veloce, si aprì la camicia, poi la spinse contro il muro vicino. Oscar si appoggiò con la schiena, afferrò i suoi capelli e mise una gamba attorno al fianco di lui.
André le baciò il collo sottile su e giù, mentre con le mani le apriva la camicia. Sentì la sua pelle calda sotto le dita, e cominciò ad esplorare avidamente le forme del suo corpo, poi tirò fuori la camicia dai pantaloni. Spinse una gamba tra le cosce di Oscar, mentre lei istintivamente spingeva col bacino, mentre lui la spogliava.
Quanto gli era mancati il suo corpo tenero e morbido, la sua pelle eccitata dalla passione! Aveva desiderato ogni giorno di sentire di nuovo l'irresistibile odore della sua pelle e il calore del suo corpo su di lui! I suoi occhi brillavano estasiati alla vista del corpo nudo di lei. Quanto era bella! Oscar emise un gemito voluttuoso e premette i seni contro di lui, e cominciò a muovere sempre più velocemente il bacino sulla sua coscia. André continuava a baciarla con foga dappertutto, sempre più giù, indugiando con la lingua sui capezzoli eretti. Poi le prese un seno con una mano, mentre fece scivolare l'altra più giù, fino alla cintura.
Oscar gemette, il suo respiro divenne affannoso e il suo desiderio insopportabile. Sollevò le braccia fin sopra la testa, aderendo completamente alla parete. Era totalmente presa dalla eccitazione. Non poteva più aspettare e glielo fece capire con dei movimenti espliciti.
André lo capì. Oramai conosceva bene il linguaggio del suo corpo e sapeva dalle sue movenze che cosa voleva da lui. Si staccò da Oscar e si tolse la camicia. Poi la prese e la sollevò dal bacino, lei gli avvolse le braccia intorno al collo, stringendo le gambe attorno ai suoi fianchi mentre lui la portava in camera da letto.
La tenue luce del della candela illuminava a malapena la piccola stanza, ma non se ne preoccuparono. Si conoscevano così bene che non avevano nemmeno bisogno di vedersi l'un l'altro. André si liberò velocemente degli stivali e dei pantaloni, e anche Oscar si sbarazzò di ciò che le restava ancora addosso. Cadde supina sul letto e André le fu subito sopra. Oscar lo accolse completamente inebriata dall'eccitazione, avvolgendo le gambe attorno al suo bacino. Poi poggiò le mani sui suoi glutei sodi e premette con forza. André entrò dentro di lei con un colpo preciso e si fermò. Ebbe il timore di essere stato troppo irruento e precipitoso con lei.
Oscar gemette, muovendo ritmicamente il bacino su e giù sotto di lui. Affondò ancora di più le dita nella sua carne, i suoi gemiti e il suo respiro ansimante fecero capire ad André che poteva continuare. Si lasciò andare al desiderio e si mosse in lei con movimenti lenti e vigorosi. Oscar continuava a gemere di piacere, totalmente presa dall'insaziabile desiderio del piacere che lui le procurava. Muoveva i fianchi sotto di lui sempre più velocemente finché non raggiunse il culmine dell'estasi... André fece appena in tempo a scivolare fuori dal suo grembo, gettandosi sulle lenzuola accanto a lei …
Faceva sempre così quando trascorrevano insieme i loro momenti intimi. Per André, quello era il modo più sicuro per evitare che Oscar rimanesse incinta - e aveva sempre funzionato.
André la coprì con la coperta e Oscar lo abbracciò, poggiando il capo sul suo petto. "Ti amo, Oscar ...", le sussurrò e le accarezzò i morbidi capelli: "Ti chiedo scusa se ho fatto qualcosa di sbagliato, ma ti prego non litighiamo più, non posso sopportare di starti lontano"
"Vale anche per me ...", confessò Oscar, sorridendo: "Ti ho desiderato tanto in questo periodo di separazione ... Sì, amore mio, non litighiamo mai più... E ti chiedo scusa perché anche io ho sbagliato con te..."
"Per me, tu sei sempre innocente …", disse André ridacchiando e la baciò sulla fronte.
"Smettila di prendermi in giro!", scherzò Oscar per cambiare argomento. "Non sono più innocente da molto tempo! Grazie a te, ora sono una vera donna e anche tua moglie e sinceramente non me ne pento!" L'umore allegro di Oscar si spense subito dopo. Succedeva quando era assonnata e infatti sbadigliò per la stanchezza. "Sei tu l' uomo della mia vita, amore mio... il mio André … mio marito ... e solo tu hai il diritto di chiamarmi tua moglie ... Nessun altro uomo mi avrà mai... solo tu ..." Le sue palpebre si stavano facendo sempre più pesanti. "Solo tu, mi hai sentito?"
"Sì, Oscar … amore mio... la mia adorata Oscar ..." André la baciò sulla fronte ed ebbe un brivido lungo la schiena. "E tu sei l'unica donna nella mia vita, che amerò oltre la morte ... Non ti lascerò mai ... nel bene e nel male, qualunque cosa accada, io sarò sempre al tuo fianco ...", suggellò André dolcemente. Nella penombra della stanza, gli sembrò che Oscar sorridesse soddisfatta ma forse lo aveva solo immaginato ... Oscar si era già addormentata e non l'avrebbe di certo svegliata. Pensò che quella era la prima notte che Oscar passava con lui. Con un leggero sorriso sulle labbra, anche lui si addormentò.
