Vie del destino

Capitolo 37 – Cambiamenti

"Voglio stare con te ... Non voglio più servire nella guardia reale ... Voglio stare sempre al tuo fianco, senza dovermi mai separare da te ..." gli aveva detto nell'ultimo giorno di licenza.

Questa frase rimase impressa nella mente di André per diversi giorni. Non aveva compreso a fondo quelle parole, ma si fidava della sua Oscar e quindi non aveva approfondito. Si erano riconciliati, avevano riscoperto il loro amore reciproco e trascorrevano delle intense ore di passione. Per evitare discussioni che potevano degenerare in litigi ed incomprensioni, non si era quindi spinto oltre. Era successo tutto una settimana prima e Oscar non ne aveva più parlato. André era rientrato in caserma nel suo alloggio ed era totalmente concentrato su quello che voleva fare Oscar.

Alain e i suoi compagni giocavano a carte. "... hai sentito? Il nostro colonnello Dagous avrà presto un rinforzo", sentì dire André da uno di loro, ma non intervenne. Il pensiero sulle misteriose intenzioni di Oscar era più importante per lui.

"Che tipo di rinforzo?" chiese curioso un altro di loro. Era Lassalle, pensò André.

"A quanto pare, il nostro colonnello non può tenere d'occhio tutti", rifletté ad alta voce Jérôme e rise, perché a giudicare dal tono, aveva in mano una buona carta.

"Ed è per questo che chiede rinforzi?" domandò suo fratello Léon. "Ma per quanto ne so, non gli abbiamo fatto niente …"

"Beh, fratello, questo non conta. Se gli alti ufficiali nobili al quartier generale decidono di nominare un nuovo comandante qui da noi, il nostro colonnello non può far altro che obbedire agli ordini."

"Un comandante?" André drizzò le orecchie e si mise a sedere. "Sai di chi si tratta?"

Jérôme rispose scuotendo la testa senza interrompere la partita a carte. Alain sorrise. "Di sicuro non sarà la tua calda bellezza..."

"Alain!" Lo ammonì André.

"Oh! Asso di picche!", gridò trionfante Alain gettando la sua carta sul tavolo. "A quanto pare, ho vinto di nuovo!" rideva guardando i volti delusi dei suoi compagni e diede una manata sulle spalle ai due fratelli. "Ora fareste meglio a giocare senza di me!" Si rivolse nuovamente allo sconcertato André. "Pensi davvero che venga qui? La regina ha bisogno di averla sempre al suo fianco!", disse cercando di convincere se stesso. All'improvviso, la porta si aprì. Una delle guardie si precipitò con foga negli alloggi: "Il nostro nuovo comandante... sta arrivando!"

"Pensavo che non sarebbe stato qui prima di domani!" Alain scattò in piedi e fece segno ai suoi compagni di nascondere tutto ciò che c'era di sospetto e di disporsi su due file.

Riuscirono a fare tutto appena in tempo, si sistemarono le loro uniformi, si misero sull'attenti, poi la porta si aprì di nuovo. Il loro ex colonnello entrò, lanciò un'occhiata a tutti i soldati schierati e si fece da parte per far entrare il nuovo comandante. Alain e Andrè spalancarono gli occhi: Oscar! Non potevano crederci! Cosa ci faceva lì una nobile donna così esile in abiti maschili in mezzo ad una truppa di rozzi e grezzi soldati della guardia? Eretta, in piedi e a testa alta, si diresse verso il centro della grande stanza e esaminò tutti i soldati da cima a fondo, come se cercasse qualcuno in particolare. "Mi chiamo Oscar Francois de Jarjayes! Da domani sarò il vostro nuovo comandante!"

"Soldati sull'attenti! Salutate il nostro nuovo comandante!" Ordinò Alain con tono secco e fece il segno del saluto. Gli altri lo imitarono e notarono lo sguardo di Oscar fermarsi su André. Per un attimo, la sua bocca si incurvò in un sorriso sfuggente e un luccichio apparve nei suoi occhi. André ricambiò il suo sguardo ma subito dopo cambiò di nuovo espressione del viso, ridiventando seria e impenetrabile.

"È veramente bellissima ...", esclamò uno dei soldati rivolgendosi ad André, dopo che Oscar e il colonnello Dagous se n'erano già andati. "... ed è così orgogliosa. Sei da invidiare."

"Grazie. Oscar è veramente la persona più meravigliosa che conosca.", commentò entusiasta André.

Alain, i fratelli Jérôme e Léon e la maggior parte dei compagni non aggiunsero altro, perché avevano avuto modo di conoscere Oscar in un modo o nell'altro. Lasciarono che i nuovi arrivati continuassero a fare domande su di lei.

"Raccontaci qualcosa in più di lei." intervenne Lassalle. "E' gentile come te?"

"A volte può sembrare severa, ma solo nel giusto", rispose André, sorridendo.

"Lo vedremo", aggiunse Alain. "La tratteremo bene la tua Oscar, a patto che lei non ci dia problemi."

"Non lo farà." promise André, e fece per andarsene. "Vedrò se è ancora nella stanza degli ufficiali."

"E non stare troppo a lungo con lei.", gli gridò alle spalle Alain in modo ambiguo mentre era già fuori dalla stanza.

Andrè lo ignorò. Non si era ancora presentata l'occasione giusta per far pagare ad Alain la sua sfrontatezza, ma prima o poi sarebbe successo. Non voleva però che gli altri sapessero di questa piccola diatriba tra loro due a causa di Oscar. Alain l'avrebbe sicuramente provocata e doveva essere fermato! André pensò bene di dare una bella lezione al vecchio amico.

Oscar era ancora nella stanza degli ufficiali, e stava esaminando alcuni documenti che il colonnello Dagous le aveva consegnato. "Questo è l'elenco completo di tutti i soldati", le disse e in quel momento qualcuno bussò alla porta. "Avanti!" esclamò lei. Entrò uno dei soldati. "Cosa c'è?!", chiese subito il colonnello, ma Oscar intervenne: "Ci penso io! Adesso sono il nuovo comandante. Potete andare."

"Signorsi." Il colonnello si congedò e lasciò la stanza.

Non appena la porta si chiuse, l'espressione fredda di Oscar si trasformò in calda gioia. Si alzò dalla scrivania. "André, che bello!"

André la raggiunse. Non pensò più ad Alain – se ne sarebbe occupato dopo. "Non mi aspettavo di vederti qui", disse invece a Oscar, fissando la sua uniforme blu.

"Sei sorpreso?" Chiese Oscar audace.

"Sì, sono un po 'sorpreso." André si fermò proprio di fronte a lei e le spostò i capelli morbidi dietro l'orecchio. "D'altra parte, questo mi rende felice perché così possiamo passare più tempo insieme …"

"Proprio così, ed è per questo che ho chiesto il cambio di servizio." Oscar sollevò una mano e se la mise sul petto. "Non posso vivere senza di te, André ... ti amo dal profondo del mio cuore …"

Com'è bello! "Ti amo anch'io, per sempre..." André si avvicinò e si scambiarono un tenero bacio.

L'ispezione delle truppe si svolse come al solito al mattino presto con i primi raggi del sole. I soldati erano già tutti allineati nella piazza d'armi quando Oscar arrivò a cavallo accompagnata dal colonnello Dagous. Lei non guardava nessuno. Con una postura eretta, aspetto fiero ed elegante, cavalcò in mezzo ai ranghi, poi fermò il cavallo e si rivolse ai soldati. "Dato che questo è il mio primo giorno quale vostro comandante, metterò alla prova le vostre abilità subito dopo l'ispezione delle vostre spade! Sguainatele!" La sua voce alta ed energica riecheggiava nell'aria. I soldati fecero il saluto militare senza protestare tirarono fuori le spade. Sotto il rullo dei tamburi, gli occhi dei soldati erano fissi su di lei.

Poi si disposero in fila davanti al loro nuovo comandante e al loro vecchio colonnello. "Vi ringrazio. E 'stato un bel benvenuto." Ancora una volta, con voce squillante, Oscar diede un altro comando. "Bene. Adesso passiamo alla fase successiva! Voglio verificare le vostre capacità di combattimento! E il primo scontro si svolgerà personalmente con me!"

"Cosa?" Mormorò uno dei soldati sbalordito: "Ragazzi... ma contro una donna?"

Oscar leggeva nei loro volti incredulità e sbigottimento. Che fosse per il fatto che era una donna o perché erano amici di André, non lo sapeva. Oscar lanciò un'occhiata al suo uomo, che sembrava sbalordito quanto tutti gli altri, poi i suoi occhi si sostarono sulle facce sgomente. Di nuovo, tuonò nell'aria la sua voce alta ed energica. "Allora?! Non c'è nessuno tra voi che si presenti volontario per il primo combattimento con me?!"

"Non vogliamo farle male ..." disse a bassa voce Léon tra sé e sé. "Il nostro André ha detto che a lei piacciono le sfide ..." sussurrò il fratello e guardò Alain e André. "Mi chiedo perché nessuno di voi vuole farsi avanti. Soprattutto tu, André, che la conosci meglio di noi... "

André aprì la bocca come per dire qualcosa, ma Alain continuò: "Non combatterò mai contro di lei, primo perché è una femmina. E secondo, perchè mi piace di più nuda con addosso solo una coperta che in unif...", non riuscì a finire la frase. Prima che se ne rendesse conto, era stato spinto bruscamente in avanti dalla fila.

"Comandante de Jarjayes."

"Sì, Colonnello Dagous?"

"Penso che abbiate trovato un volontario. Alain de Soisson sembra voglia combattere con voi." Il colonnello Dagous indicò col mento verso una direzione.

Oscar non credeva alle sue orecchie e ai suoi occhi. Ironia della sorte, proprio l'uomo che non combatteva contro le donne, accettava la sua sfida? Come mai quel il cambiamento così improvviso? Oscar ne fu visibilmente sorpresa. Quello era davvero Alain! Oscar però si rese conto che non era avanzato dalla fila da solo perché era quasi inciampato sui suoi stessi piedi. Qualcuno doveva averlo spinto di proposito!

Alain riprese l' equilibrio, si voltò e si avvicinò all' amico. "Questa me la paghi, André!"

"Alain de Soisson!", sentì la voce squillante di Oscar. "Sono felice che tu abbia trovato il coraggio di batterti con me. Cosa preferisci: spada o pistola o, nel tuo caso, il fucile?"

Alain si fermò di colpo, stringendo i pugni e digrignando i denti. Il suo sguardo di vendetta trapassò André, ma lui sorrise soddisfatto. "Questo per esserti preso gioco della mia Oscar e di me", disse con espressione dispettosa.

"Quindi sei suo complice!" Grugnì Alain e si voltò. "Bene, allora aspetta, ti farò vedere io!" pensò malignamente. Che lo volesse o no, doveva duellare con lei. Rilassò i suoi muscoli tesi e fece il saluto militare. "Se voi permettete, preferirei la spada!"

"Acconsento", rispose Oscar con un mezzo sorriso che confermò ad Alain che i due si erano messi d'accordo!

Oscar scese dalla sella e ad Alain venne un' idea. "Ho una condizione, Comandante, e spero che accettiate!"

"Di cosa parli?!" Alain sentì André brontolare sottovoce dietro di lui e la bocca gli si incurvò in un ghigno soddisfatto.

Oscar si era già avvicinata. "Dimmi qual è questa condizione."

"Se vincete, allora potete disporre di me come desiderate e sarò sempre un vostro fedele soldato", disse solennemente Alain, poi fece una pausa.

"E se vinci?", continuò Oscar, interrompendo quel silenzio carico di tensione .

Il sorriso gongolante apparso sulla faccia di Alain le causò una spiacevole sensazione di formicolio al collo. "Beh..." Alain iniziò a parlare e già assaporava la sua vittoria: "...se vinco, allora avrò da voi un piacevole bacio, tenero e appassionato per almeno cinque minuti..."

"Come, scusa?" Oscar era scioccata. Solo grazie ai suoi anni di educazione alla disciplina, poté mantenere la calma.

André quasi esplose per la rabbia. "Se lo fai, ti uccido", pensò furibondo. Lo avrebbe volentieri preso a pugni seduta stante ma si controllò a fatica. Fiutando il pericolo, i fratelli Jérôme e Léon si misero di fianco a lui da entrambi i lati, in modo da poter intervenire in qualsiasi momento e impedirgli di compiere azioni sconsiderate. Alain sentì il suo sguardo minaccioso puntato sulla schiena, ma questo non lo dissuase dal suo piano. Non che fosse così ossessionato dal voler baciare Oscar a tutti i costi, non era stanco della vita e l'amicizia di André era più importante per lui di qualsiasi donna, ma voleva vendicarsi di loro così. Inoltre, sperava che con quella condizione Oscar non avrebbe mai accettato di lottare con lui e avrebbe cancellato il duello.

Oscar non pensò mai di tirarsi indietro. Solo se la situazione era pericolosa per la vita e non c'era altra via d'uscita. Ebbe un'intuizione. "Ho una condizione anche io."

"Sentiamo." Alain si sbagliava. Quella donna era irremovibile e indomabile. Avrebbe dovuto saperlo.

"Se vinco, Alain de Soisson, ognuno di voi avrà diritto ad una giornata libera e ad un aumento del salario."

"Oh bene, la sua offerta è allettante ..." Alain si fermò di fronte a lei e non si lasciò intimidire. "E se vinco io?"

"Sicuramente non avrai nessun bacio da parte mia." Oscar sorrise, come per dire che c'era un unico uomo ad averne diritto. Per fargli capire a cosa alludeva, lanciò prima un'occhiata ad André, poi guardò di nuovo Alain con aria di sfida. "Se vinci, allora puoi continuare a essere il capo dei tuoi compagni …"

"E se insisto sul bacio?"

"Soldato Alain de Soisson!" Borbottò il colonnello Dagous a poca distanza. "La tua oltraggiosa insolenza finirà per portarti all'impiccagione! Come osi rivolgerti così ad un nobile ufficiale? Per la tua lingua sciolta ti meriti almeno cinquanta frustate!"

"Fermo, colonnello Dagous!" inaspettatamente Oscar alzò la mano. Non voleva che nessuno fosse punito a causa sua. Dagous tacque e lei continuò: "Ogni essere umano ha diritto esprimere la sua opinione!"

"Ma comandante, questi sono semplici soldati e non nobili ..." Infatti, neppure i soldati potevano dire niente. Solo i nobili ne avevano il diritto e nessun altro.

"Sono esseri umani come lo siamo noi ..." Oscar si rivolse di nuovo ad ad Alain e lo sfidò apertamente. "Che cosa decidi? Accetti la sfida alle mie condizioni oppure no?!"

Per un momento, Alain ne fu sconcertato. Persino i suoi compagni dietro di lui fissavano Oscar con stupore e ammirazione. Tutto ciò che André aveva raccontato su quella donna in divisa sembrava essere vero. Non gli avevano tanto creduto e consideravano i suoi vaneggiamenti la cecità di un uomo innamorato. Solo André appariva fiducioso. Non aveva mentito ai suoi compagni. E anche se non volevano credergli, allora non poteva farci niente.

Alain deglutì per schiarirsi voce. "Comandante. Accetto la sfida e la sua offerta e ritiro subito la mia condizione."

Oscar annuì d' accordo. Il duello che ne seguì non durò molto. Oscar usò tutte le sue abilità, così come Allain. Alain era più forte di André, Oscar lo sentiva attraverso i suoi colpi precisi e pesanti. Per un momento, si chiese se André non avesse affondato apposta durante gli esercizi di scherma. Ma forse lo immaginava soltanto, perché quello non era un semplice allenamento ma un duello vero e proprio. In uno scontro reale, André avrebbe sicuramente usato tutta la sua forza e la sua abilità, e stimolata da questo pensiero, Oscar continuò il duello con ancora più vigore.

Alain tirò fuori tutte le sue tattiche della scherma. Non immaginava che Oscar potesse combattere davvero così bene. André lo aveva sempre sostenuto, ma credeva che il suo amico faceva in modo ogni volta di farla vincere. Ora aveva ricevuto una bella lezione e si rese conto che Oscar meritava il suo rispetto. La lotta si concluse in parità. Nessuno aveva vinto e nessuno aveva perso. In verità, nessuno dei due era ansioso di vincere. Dopo il duello, gli altri soldati mostrarono le loro abilità combattendo tra di loro. Oscar era soddisfatta. Comandare questi soldati sarebbe stato divertente. L'avevano accettata e la cosa era reciproca.