Vie del destino
Capitolo 46 - Gli uomini
"André ..." Che sorpresa! Oscar e i fratelli Jérôme e Léon stentavano a crederci: era riapparso all'improvviso! Cosa ci faceva lì?
Alain si voltò e sorrise come se nulla fosse accaduto. "Immaginavo che c'entravi pure tu nella rissa con Jean!" Rise quasi con gioia, ma poi divenne serio. "Allora... perché ti sei battuto con Jean?"
André era conciato male come l'amico. Aprì la bocca per rispondere quando si intromise bruscamente Jean che gli si parò davanti. "Che ci fai qui! Non ti è bastato ieri?! Ora ti metti a gironzolare in pieno giorno col rischio di attirare l' attenzione su di te? Dovresti rimanere nascosto!"
"Jean ..." André guardò di nuovo Oscar sbalordito e poi di nuovo l' amico. "... calmati. Nessuno mi conosce qui."
"Ah, vedo ..." Jean aveva seguito il suo sguardo: "Non hai resistito, dovevi per incontrarla ..." mormorò. Aveva i muscoli tesi. "Ora che l'hai vista, ti sei accertato che non le manca niente …" commentò Jean e spinse André con forza. "... quindi vattene subito da qui prima che tu venga catturato dai soldati reali!"
André sbuffò e riuscì a non cadere all'indietro. "Che cosa vuoi, Jean ..." spingendolo a sua volta.
"Smettetela subito!" La voce squillante di Oscar tuonò su di loro.
Alain si mise immediatamente tra loro per separarli. "Basta voi due!" Fu spinto da parte da Jean.
"Non t'immischiare!" Lo sentì borbottare e un attimo dopo Jean e André cominciarono a picchiarsi.
Ma questa volta Alain non poteva essere messo da parte! Si gettò di nuovo tra i due per tentare di fermarli. I fratelli si scambiarono uno sguardo d'intesa e si gettarono nella mischia per aiutare Alain, ma lui era già troppo coinvolto. Jérôme fu più veloce di suo fratello e raggiunse per primo il gruppo che se le dava di santa ragione. Afferrò Alain per le spalle per tirarlo via ma improvvisamente sentì il suo potente pugno in faccia. "Che fai? Voglio solo aiutarti", urlò mentre Alain rimase bloccato. André e Jean non ci fecero caso e continuarono la lotta furibonda. Jérôme sputò sangue dalla bocca, quindi si avventò su Alain assestandogli un dritto in piena faccia. Alain non poté evitare il colpo e ricambiò a sua volta. Léon venne in soccorso del fratello ma invece di interrompere la rissa, gli dette man forte per abbattere Alain, che si difese lottando coraggiosamente.
"Fermatevi immediatamente! E' un ordine, soldati!", ripeté Oscar gridando verso di loro, ma il tono minaccioso non ebbe nessun effetto. Poi si ricordò di una rissa simile accaduta qualche anno prima: aveva già visto quella scena - quando aveva dato un passaggio a Parigi alla sua ex tata... aveva solo quattordici anni... Era dentro carrozza e guardava cinque ragazzi che litigavano per una livrea... Una normale lotta tra adolescenti, che alla fine non era niente di grave...
Oscar si ricordava quanto le sarebbe piaciuto partecipare alla scazzottata... Scosse la testa. No! I tempi erano cambiati, erano successe molte cose nel frattempo ed erano tutti abbastanza cresciuti! Doveva assolutamente fermarli! Ma come? Di sicuro non sapevano nemmeno perché si stavano picchiando!
"Alain! André!" Le venne in mente una voce da ragazzina e improvvisamente si ricordò di ciò che i suoi occhi fissarono - a pochi passi dalla mischia. Vide i suoi capelli marrone chiaro legati a coda di cavallo, gli occhi scuri scintillanti per l'eccitazione della battaglia e la voce limpida e chiara gridare frasi di incoraggiamento verso di loro. "Alain! André! Coraggio! Fategliela vedere!"
"Diane ..." Oscar chiuse gli occhi e fece un respiro profondo. Il ricordo si dissolse! Da quasi un anno riposava in pace da qualche parte nel sud della Francia, in un luogo dove si poteva vedere il mare ... Ma perché le veniva in mente quel ricordo proprio ora? Non se lo spiegava, anche perché aveva dimenticato quella scena. Oscar aprì gli occhi e guardò nel punto in cui aveva immaginato di vedere Diane da ragazzina. L'immagine di lei era sparita, ma c'era qualcosa che brillava per terra.
Oscar scese da cavallo e si diresse verso quel punto – dimenticando per un momento la rissa. Sul selciato c' era una Livrea – appesa ad un cordoncino di cuoio. "E 'un portafortuna." Oscar immaginò di sentire di nuovo la voce di Diane, ma questa volta era una giovane donna: "Mio fratello l'ha fatto per me e ha persino lottato contro i suoi amici per questo. Anche André lo ha aiutato." Oscar raccolse la livrea, la strinse stretta nel pugno e si rialzò. Guardò i cinque amici che si picchiavano senza controllo ed estrasse la pistola. Lentamente, sollevò il braccio, puntò l'arma verso l'alto e premette il grilletto. Lo sparo echeggiò in modo assordante e pose subito fine alla lotta. I cinque uomini, colti di sorpresa, fissarono Oscar increduli e perplessi.
"Vi comportate ancora peggio di quando eravate ragazzi!", li rimproverò con voce gelida. "Ma non siete più ragazzi! Siete degli uomini adulti! Siete compagni e amici! Ci aspettano momenti difficili e dobbiamo restare uniti per sopravvivere! Dobbiamo sostenerci e invece vi distruggete a vicenda! Non siete migliori di questo esercito degenerato e diviso! Alain! Come può il popolo uscire vittorioso quando c'è odio tra le sue stesse fila? Tutto questo non porterà a niente!" Oscar notò le espressioni disorientate dei cinque amici. Lei ripose la pistola e si avvicinò lentamente a loro. Gli uomini cercavano di rimanere dritti, sentivano dolore dappertutto ma non volevano mostrarsi sofferenti. Oscar si fermò davanti ad Alain e aprì la mano dove teneva il ciondolo. Il cordoncino penzolò e la livrea brillò sul suo palmo. Oscar addolcì la voce: "E non si deve mai perdere qualcosa di così prezioso per una discussione così stupida."
Alain si toccò la divisa, si controllò le tasche e si accorse subito che il portafortuna di sua sorella era sparito! Quasi imbarazzato e sollevato allo stesso tempo, prese la livrea dalla mano di Oscar. "Grazie, comandante."
"Voi tre tornate in caserma e fatevi medicare" comandò ad Alain e ai due fratelli. Il suo sguardo quindi si diresse verso André e Jean. "E voi andate da Rosalie e lasciate che lei vi aiuti. Potete nascondervi da lei per un po'. Vi raggiungo più tardi e poi decideremo cosa fare!"
"È una buona idea, comandante." Jean accettò strizzando l'occhio al suo amico.
"Oscar ...", sussurrò André. Solo per un breve istante vide un luccichio nei suoi occhi freddi. Ora doveva rimanere lucida e lui questo lo capiva. Non era il momento adatto per le frasi d'amore a prescindere da quanto tempo non si vedevano. Avrebbe voluto continuare la frase ma non lo fece. "... va bene."
"Bene." Oscar si sentì dispiaciuta per lui, ma doveva pensare anche agli altri. Si sarebbero incontrati più tardi da Rosalie e poi avrebbero parlato. Ora era necessario mantenere l'ordine e la disciplina tra loro.
Jérôme diede una pacca sulle spalle ad Alain. "Oh, amico, guarda! Hai un bel livido Alain. Tutto merito mio! Mi dispiace."
"Oh, che cosa?" Fece Alain. "Guarda che te ne ho fatto un paio anche io!"
André, Jean e Léon li guardarono sbalorditi. Poi tutti scoppiarono a ridere. "Oh, mio Dio, quanto eravamo stupidi allora!" Disse Léon, appoggiandosi alla spalla di André. "Mi dispiace André, ma tua nonna sarà ricordata per sempre come il drago di fuoco."
"Esatto!" esclamò Jean smorzando la risata e appoggiandosi sull'altra spalla di André. "Ma smettetela!" Jean guardò Oscar perplesso. "Quei giorni spensierati sono finiti. I tempi sono cambiati. Dovremmo piuttosto guardare avanti, allearci e non distruggerci a vicenda. Come già ha detto il vostro comandante."
Oscar si mosse leggermente ma non disse nulla. All'improvviso, sentirono un cavallo al galoppo che si avvicinava velocemente. "Comandante!" Era Lassalle e sembrava agitato. Frenò bruscamente il cavallo davanti ad Oscar e per un attimo guardò sbalordito i cinque amici con le facce meste alle sue spalle.
Oscar lo richiamò subito. "Dimmi, cosa è successo?!" Chiese col suo solito tono imperioso.
Un brivido le corse lungo la schiena come se in quel momento stesse succedendo qualcosa di terribile. Anche gli altri si erano messi in allerta, aspettandosi qualche brutta notizia. Lassalle evitò gli sguardi penetranti e i volti gonfi dei suoi compagni. Aveva veramente brutte cose da riferire. Per Lassalle era difficile, ma doveva dare quel messaggio urgente! Presto la notizia si sarebbe diffusa a macchia d'olio e tutta la Francia lo avrebbe saputo. "Comandante!" tossì per schiarirsi la voce: "La regina ha licenziato il ministro delle Finanze Necker, che era dalla nostra parte! E il re ci ha dichiarato la guerra!"
