Vie del destino
Capitolo 47 – Ritorno
Nessuno se lo aspettava …
Nessuno …
C'erano speculazioni, supposizioni e presagi, ma tutti avevano sperato in una soluzione pacifica ... Tutto esplose e la rivoluzione fu inevitabile ... Migliaia di parigini si riversarono per le strade, comprese donne e bambini per rovesciare la monarchia, perché il re aveva tradito il popolo, mandandogli contro le truppe reali, assediando Parigi e portandola alla fame. La gente covava odio e vendetta nei riguardi del re e della regina e lottava per la libertà contro l'oppressione, per l'uguaglianza dei diritti, per l'abolizione dei privilegi dei nobili e del clero e per la fraternità tra tutti …
Oscar prendeva sempre di più le distanze dalla casa dei suoi genitori e dai suoi pari. Ben presto si mise dalla parte della gente comune, dopo che il ministro delle Finanze Necker, amato dal popolo, fu licenziato dal re. Dopo questo ennesimo atto impopolare, la gente scese in armi, protestando furiosamente per le strade. Oscar aveva lasciato al padre un biglietto d'addio in cui lo avvisava che non sarebbe mai più tornata, che si sarebbe schierata dalla parte del popolo e che alla fine di tutto, avrebbe vissuto come una donna. Era certa che per questo suo padre l'avrebbe disconosciuta come figlia e in cuor suo le dispiaceva, ma lo faceva per André e per essere libera come lo era lui.
André era di nuovo scomparso - insieme a Jean, dopo essersi fatti curare da Rosalie. Oscar non sapeva se sarebbe tornato, ma lo sperava. Non l'aveva mai delusa! La speranza e la certezza che fosse ancora vivo erano le sue uniche consolazioni.
La giornata volgeva al termine, gli scontri previsti si erano verificati e Oscar correva lungo le barricate che erano state costruite per proteggere il popolo dagli assalti dei soldati reali. Pensò ad André e a quello che era successo: aveva preso le parti del popolo assieme ai suoi soldati, rinunciando al rango e al titolo. Per questo tradimento, furono messi fuorilegge ed erano ricercati in tutta la città dal reggimento reale. Nemmeno la metà dei suoi soldati era sopravvissuta, compresi Jérôme e Lassalle. Tuttavia, riuscirono a sfondare il centro delle linee nemiche e a raggiungere le Tuilerie, dove Bernard e gli altri li aspettavano. Adesso erano al sicuro, ma le previsioni per l'indomani erano disastrose. Tutti sapevano che gli scontri sarebbero ricominciati - e certamente in modo ancora più brutale e crudele.
Oscar passò davanti a una piccola chiesa isolata e istintivamente si fermò davanti. I soldati della guardia e i cittadini uccisi erano stati sepolti lì dopo la battaglia di quel giorno. Ce n'erano molti e l'indomani sarebbe stati ancora di più. E anche il giorno dopo ... fino a quando la battaglia sarebbe poi giunta al termine ... Ma quel giorno sembrava essere lontano, ed Oscar se ne rese conto con la malinconia nel cuore.
Davanti alla chiesa, sui gradini, c'erano due uomini: Léon e Jean. Avevano pianto per Jérôme. Léon aveva perso il fratello, Jean il suo più caro amico. Oscar sospirò e andò da loro. Leon si alzò subito quando la vide arrivare. Si asciugò in fretta gli occhi con la manica della camicia e cercò di restare in piedi. "Ritornerò immediatamente al mio posto, comandante!"
"Va bene." Oscar gli fece cenno di mettersi comodo. "Puoi ancora stare qui davanti alla chiesa. Tutti dovrebbero fare una pausa."
"Grazie, comandante." Léon si sedette di nuovo sugli scalini, nascondendo la testa tra le mani e ricadendo nel dolore.
Oscar non lo disturbò e guardò Jean, che stava vicino al suo amico e lo assisteva. "Abbi cura di lui, come hai sempre avuto cura del mio André", gli disse con voce sommessa.
"Lo farò", replicò tristemente Jean. "Almeno non siete chiacchierona come il nostro vecchio amico Alain …"
"Dov'è?" Oscar era un po 'sorpresa, perché Alain era anche amico di Jérôme.
"Al suo posto." rispose Jean facendo un gesto con la mano. "Era qui fino a poco fa e ha fatto un minuto di silenzio con noi, ma poi ha detto che la vita continua, la ruota del destino non smetterà di girare e che non siamo gli unici il cui cuore sanguina in questa città. Poi è tornato alla sua postazione. Cioe', ha ragione ma doveva per forza dirlo in modo così brutale?"
"Avrà avuto le sue ragioni", commentò Oscar cercando di essere comprensiva. "Ma non penso che lo abbia detto perché non gli importa. Dopotutto, lui sa cosa vuol dire perdere una persona cara."
"Certo, è possibile comandante Oscar", concordò Jean. Oscar voleva continuare il suo giro, anche se il dolore le lacerava il petto. Si fermò bruscamente e si rivolse a Jean senza guardarlo. "Dimmi di nuovo di André, come vi siete persi di vista?"
"Va bene." Jean fece un respiro profondo. In realtà, Oscar aveva già chiesto a Jean notizie di André, ma c'era stata troppa fretta ed agitazione e non aveva potuto approfondire. Ora voleva sapere di più. "Quando sono scoppiati i tumulti alle Tuilerie, eravamo diretti qui con un piccolo rinforzo. Un reggimento nemico ci aveva tagliati fuori e ci aveva sparato contro. Ci siamo dovuti separare e l'unica cosa che ho sentito dire da André nel trambusto, mentre scappavamo, è che ci saremmo incontrati di nuovo alle Tuilerie. Ma invece di lui, ho incontrato Bernard e Rosalie. Poi siete arrivata voi con i soldati rimasti vivi e vi siete unita a noi."
"Grazie, Jean." Oscar sospirò di nuovo tristemente. Era una misera speranza credere che non fosse successo niente ad André e che lo avrebbe rivisto presto. Ma questa incertezza almeno era una piccola cosa a cui aggrapparsi per sperare che fosse ancora vivo …
Dei passi veloci dietro di lei, la strapparono da quei pensieri angoscianti, riportandola bruscamente alla realtà. Uno dei soldati sopravvissuti era rimasto di guardia, e qualcosa era successo. "Comandante!" La chiamò a metà strada e non appena si fermò davanti a lei, le riferì: "Abbiamo fermato un uomo a cavallo. Alain e Bernard lo stanno controllando!"
"Una spia?" Oscar si mosse.
Il soldato scosse la testa. "No." Un mezzo sorriso si stampò sulla sua faccia. "È uno di noi. Ed è tornato per voi."
"Chi?" Oscar lanciò un'occhiata impaziente all'uomo, e poi ebbe una intuizione: "André?"
"Sì, comandante." Il sorriso del soldato si allargò.
Oscar iniziò a correre. Il suo cuore accelerò i battiti per l'eccitazione, sembrava scoppiarle in quel momento. Raggiunse il punto in cui c'era Alain assieme ad un piccolo gruppo di persone. Riconobbe alcuni dei suoi soldati, oltre Alain, c'erano anche Bernard e Rosalie. Stavano intorno ad un cavallo e parlavano animatamente con un uomo che teneva le redini. Oscar rallentò il passo - l'uomo non assomigliava ad André. Aveva i capelli lunghi castano scuro, la barba incolta, l'abbigliamento vecchio e logoro e un mantello polveroso sulle spalle.
Oscar concluse che non poteva essere il suo Andrè. Il suo cuore, tuttavia, andava contro quel pensiero razionale e non smise per questo di sperare fosse davvero lui. Alain disse qualcosa e diede una pacca sulle spalle dell'uomo. L'uomo espresse le sue condoglianze per i caduti e in quel momento Oscar riconobbe qualcosa di familiare. Sì, adesso ne era più che certa! Conosceva quella voce fin troppo bene! Cominciò a muoversi più speditamente e a passi decisi verso il gruppo, guardando oltre le persone riunite. le voci si zittirono una dopo l'altra non appena la videro avvicinarsi. Anche l'uomo vicino al cavallo. I suoi occhi esprimevano gioia e felicità. Il dolore e l'amarezza di poco prima d'un tratto erano spariti dal suo cuore. "Oscar..." lasciò le redini del suo cavallo marrone e si diresse verso di lei. Si fermarono l'uno di fronte all'altro e si guardarono a lungo, avidamente. "Sei cambiata", aggiunse, toccandole dolcemente uno dei riccioli sulla fronte.
Oscar lo fissava con lo sguardo perso nei suoi occhi verdi. Sentì il cuore sciogliersi e gli occhi bagnarsi di lacrime. Sì, era il suo André ed era tornato da lei! "Anche tu...quasi non ti riconoscevo!" disse scherzosamente per calmare la sua emozione. "Dove sei stato così a lungo?"
"Te lo spiegherò più tardi." Le sue dita le sfiorarono il viso, poi si fermò dietro l'orecchio. "Volevo solo vederti, e recarmi con Jean e Léon in chiesa per onorare i caduti di oggi..."
Oscar annuì. Quindi sapeva già della morte dei suoi amici e compagni. "Fallo ..."
"E poi voglio radermi e liberarmi della polvere", aggiunse e nonostante tutta l'amarezza e il dolore, non poté fare a meno di sorridere.
"Va bene ..." Persino Oscar non ce la faceva più. Lei si sentiva come lui. Il suo sguardo penetrante aveva acceso di nuovo in lei quel fuoco d'amore che lei aveva pensato fosse ormai spento. Il tocco delle sue mani sulla pelle le provocarono un brivido di piacere. Istintivamente gli mise le braccia intorno al collo e si strinse forte a lui. "André, mi sei mancato …"
André sorrise e la avvolse in un abbraccio pieno d'amore. "Mi sei mancata anche tu, Oscar."
"Amore mio ..." Oscar non riuscì a dire più niente. Lui poggiò le labbra sulla bocca di lei e le diede un lungo bacio. La barba ispida solleticava la pelle di Oscar, ma lei non ci fece caso. Così come le persone in piedi intorno a loro.
Una voce imbarazzata interruppe il loro bacio: era Bernard. "Scusate se vi interrompo, madamigella Oscar."
"Oh, va bene." Oscar si separò di nuovo da André e rimase accanto a lui. "Cosa c'è?"
"Ho già offerto ad André la mia casa in modo che possa rinfrescarsi e riposare dopo il lungo viaggio."
"E ho già accettato la sua offerta." André sorrise e Oscar arrossì. Aveva capito il messaggio sotteso, ma lo respinse con un gesto della mano. "Allora vai a riposare, André. Ci vediamo dopo. Devo restare qui per garantire l'ordine e la sicurezza."
"Come vuoi." André sospirò deluso, tornò al suo cavallo e salì in groppa. "Ci vediamo dopo." Andò al galoppo verso la chiesa per esprimere le sue condoglianze ai suoi amici.
"Dovrebbe seguirlo, comandante." sussurrò Alain alle sue spalle mentre André si allontanava scomparendo pian piano dalla sua vista.
"Vai al tuo posto, Alain. So quello che faccio." gli disse lanciandogli uno sguardo severo e guardò di nuovo André. Non lo vide più dopo che aveva svoltato per un vicolo secondario, mentre il gruppo attorno a lei si scioglieva. Alain, Bernard e Rosalie rimasero lì. "Adesso prendi tu il comando, finchè non ritorno", ordinò improvvisamente Oscar e se ne andò via.
"Dovevi per forza provocarla?" Chiese Bernard, scuotendo la testa rassegnato.
Alain fece un ghigno diabolico. "Non l'ho provocata. L'ho solo... beh, diciamo che l'ho incoraggiata."
Rosalie ridacchiò accanto a Bernard. "Pensi che madamigella Oscar abbia davvero bisogno di essere incoraggiata?"
"Lo vedremo. Tra un po'..." Alain non finì nemmeno la frase quando il cavallo bianco con Oscar in sella gli passò davanti. "Che vi dicevo? L' ho solo convinta a farlo. Tutto quello che bisogna fare con lei è trovare il suo punto debole."
"E tu ovviamente lo hai trovato." concluse Bernard sorpreso.
"Certo. Tutto quello che so è che sia André che Oscar non possono fare a meno l'uno dell'altro." continuò Alain: "Soprattutto se non si vedevano da molto tempo. Anche se il loro ultimo incontro è stato appena tre giorni fa."
"Sono semplicemente fatti l'uno per l'altra." concordò Rosalie, appoggiandosi a Bernard. "Diamogli un po' il tempo. Chissà se questa non sarà la loro ultima notte. Non solo per loro, ma per tutti noi."
"Hai ragione", convenne Bernard, abbracciò la moglie teneramente.
