Vie del destino

Capitolo 49 - Morire per vivere

André si svegliò il mattino dopo e subito si rese conto che qualcosa non andava: la sua Oscar era sparita! Non voleva crederci, ma la parte vuota del letto accanto a lui era già fredda. Ma com'era stato possibile per lui non accorgersi che andava via? E perché lei non l'aveva svegliato? Era successo nel cuore della notte quando lui dormiva ancora, che di nascosto si era allontanata silenziosamente come un gatto? Se lo avesse fatto poco prima di svegliarsi o almeno all'alba, lo avrebbe notato e si sarebbe svegliato! André non riusciva a darsi una spiegazione. All'improvviso,una sensazione angosciante si impadronì di lui. Si alzò, si infilò in fretta i calzoni e si guardò di nuovo intorno, per essere certo che non stesse sognando. Ma Oscar non era da nessuna parte.

D'un tratto, sentì delle grida provenire da fuori e si avvicinò alla finestra. "Prendiamo la Bastiglia! Avanti, cittadini, tutti alla Bastiglia!" La gente urlava per le strade, migliaia di persone marciavano come un fiume in piena verso un'unica direzione: la fortezza della Bastiglia! Erano presenti anche donne, bambini e ragazzi. André sentì il sangue raggelarsi nelle vene, era sorpreso e preoccupato allo stesso tempo. Pensò ad Oscar e improvvisamente capì perché lo aveva lasciato lì da solo: non voleva che venisse ucciso nella battaglia! Ma lei stessa si sarebbe trovata in prima linea proprio come ci si aspetta da un comandante!

No! Come aveva potuto fare questo?! Non poteva permettere che succedesse! André finì di vestirsi in fretta e furia, uscì, prese il cavallo e si diresse a tutta velocità verso la fortezza. Doveva raggiungere la Bastiglia e proteggere Oscar! Non avrebbe permesso che le accadesse qualcosa anche se non aveva potuto impedirle di andare a combattere senza di lui!

Spinse il suo cavallo in un galoppo sfrenato e raggiunse la fortezza nonostante la folla riempisse le strade. Udì il primo tuono di cannone e condusse il suo cavallo ancora più velocemente. L'odore acre della polvere da sparo, del sangue e del sudore si mescolavano a voci strazianti e urla terribili, mentre André si avvicinava al grande edificio, si fermò strattonando il cavallo e vide il primo cannone puntato contro le possenti mura. "Dov'è Oscar ?!", gridò a uno dei suoi compagni che lo aveva riconosciuto. Questi gli indicò il grande portone della fortezza. Oscar si trovava tra due cannoni. Ordinò ai suoi uomini di far fuoco verso la Bastiglia. Alain e Léon erano a pochi passi da lei e comunicavano agli altri i suoi ordini: non c'era traccia di Jean.

Lo sguardo di André si soffermò casualmente su una delle torri di vedetta. I soldati posizionati ai bordi avevano puntato i loro fucili verso il comandante e sembravano pronti a spararle, ma il fuoco ininterrotto dei cannoni e i colpi alle mura glielo impedirono. "Sparate ai soldati del bastione sud!", gridò con tutta la voce che aveva: "Non lasciate che uccidano Oscar!" Affondò gli speroni sui fianchi del cavallo per avvicinarsi di più ai cannoni, ma l'animale impaurito dai terribili rumori delle armi, si imbizzarrì. Una massa di gente furiosa, che non aveva niente da perdere, continuava a riversarsi sul piazzale antistante la Bastiglia, mischiandosi tra i soldati della guardia. André non ci pensò un attimo, saltò dalla sella e si mise a correre. Si gettò nella folla vociante e si fece largo a suon di gomitate e spintoni.

Ancora una volta i cannoni tuonarono contro le possenti mura della fortezza, e massicci blocchi di pietra crollarono sotto i colpi violentissimi. André cercò di non agitarsi troppo, anche se quel suono terribile riecheggiava nelle sue orecchie e lo faceva trasalire ogni volta. Si avvicinava sempre di più alla sua Oscar, ma quei pochi metri sembravano infiniti. Inciampò involontariamente, ma immediatamente si rimise in piedi e continuò a correre verso di lei. "Oscar!" Gridò forte finché non gli fece male la gola.

Oscar si voltò nella sua direzione. "André?" Fu sorpresa nel vederlo lì e proprio in quel momento fu colpita alla spalla da un proiettile! Portò una mano sulla ferita e il suo guanto bianco si macchiò del sangue che sgorgava copioso. Sentì un dolore lancinante, si fermò e spalancò gli occhi terrorizzata.

"Mio Dio, Oscar!" André corse più velocemente, cercando di raggiungerla. Una pioggia di proiettili le esplosero intorno, questa volta mancando il bersaglio. Le cedettero le gambe, si piegò in avanti e in quel momento André la raggiunse. Si gettò su di lei per proteggerla dai tiri incrociati dei cecchini, che chiaramente miravano per ucciderla.

" Fuoco! Puntate a quei soldati!", urlò furiosamente Alain, non lontano da loro. I suoi compagni eseguirono l'ordine. Aveva preso subito il comando, in modo da impedire ai soldati appostati sul bastione di continuare a sparare e far allontanare senza pericolo André ed Oscar.

André era seduto accanto al letto dove riposava la sua Oscar. L'aveva trascinata via da quell'inferno di fuoco e morte e l'aveva portata a casa di Bernard. Erano riusciti a trovare un dottore che le aveva estratto il proiettile mentre lei urlava di dolore, le aveva curato la ferita e le aveva messo la benda. Rosalie era presente, l'aveva spogliata e lavata, cercando anche di farle bere dell'acqua nonostante fosse semisvenuta. "Sopravviverà?'", chiese André con gli occhi umidi e la voce rotta dall'emozione. Oscar dormiva e André era ancora stordito.

"Purtroppo ha perso molto sangue. Se ha una volontà forte, allora ce la farà." rispose il dottore e impacchettò le sue cose.

"Oscar ha una volontà di ferro, lei vivrà!", disse Andréprovando a darsi una speranza e prese la mano di Oscar. "Non la lascerò morire!" Come se potesse essere lui a decidere! Era tutto nelle mani di Dio, ma André si aggrappava alla minima speranza e ad un miracolo …

La porta si aprì e Alain entrò con i compagni sopravvissuti – tra i quali c'era anche Jean. "La Bastiglia è stata conquistata." disse Alain con una espressione amara nella faccia. "… ma abbiamo perso Léon", aggiunse mesto: "Dopo che hai portato via il comandante, André, hanno continuato a sparare dalla Bastiglia. I nostri soldati sono stati colpiti e Léon si era gettato inaspettatamente in mezzo alle linee di fuoco... sono andato subito da lui, ma era già morto quando l'ho raggiunto..."

"E io non ero lì, anche se avevo promesso al tuo bellissimo comandante di prendermi cura di lei ..." spiegò Jean in preda al rimorso. "Ho partecipato all'assedio della Bastiglia ... Ma quando finalmente i soldati della fortezza si sono arresi e si è aperto il grande portone, i cittadini superstiti si sono vendicati dei loro morti , ma io non lo volevo ... hanno decapitato gli ufficiali che avevano dato l'ordine di sparare e hanno messo le loro teste sulle picche, festeggiando e portandoli come trofei in giro per le strade! È uno spettacolo orrendo! Sono fuggito via e poi ho incontrato Alain ... e Léon ... " Jean tacque e posò lo sguardo stanco su Oscar, che sembrava più morta che viva... "Come sta?" La domanda gli rimase bloccata in gola. Un pesante e opprimente silenzio calò sulla stanza - nessuno osò dire nulla.

André guardò Oscar e le strinse delicatamente la mano. "Bernard ...", mormorò André rompendo il silenzio. Un nodo alla gola gli impedì di continuare. Aveva un'idea in testa ma aveva bisogno dell'aiuto di Bernard. "Potresti farmi un favore?" chiese all'amico guardandolo con occhi umidi. Lui annuì in silenzio e André continuò: " Tu sei un giornalista, potresti divulgare una notizia per me? Devi far sapere in tutta la città e anche a Versailles che Oscar è morta nella presa della Bastiglia. E aggiungi che è stata sepolta insieme ad altri in una fossa comune sconosciuta fuori Parigi."

"Ma André, ne sei sicuro?!" chiese Bernard meravigliato, ma annuì d' accordo. "E' una idea pazzesca! Ma se è questo che vuoi, lo farò. Tra poco la tua Oscar scomparirà da tutta la regione..." confermò strizzando l'occhio.

Che fossero vivi o morti, nessuno lo avrebbe mai saputo. André lanciò un'occhiata ad Alain e Jean. "Anche voi volete andarvene, vero?"

"Sì ...", confermò Jean. "... io a sud. Non voglio più restare qui. Continuerò la rivoluzione da lontano."

"André...", una flebile voce interruppe la conversazione. André trasalì. Si voltò verso il letto e cambiò espressione. "Sei sveglia, finalmente!" Oscar lo guardò con espressione scoraggiata. "Come ti senti, amore mio?" André si avvicinò a lei per poterla vedere meglio sforzandosi di non piangere e fingendo di essere felice.

"Stai già organizzando il mio funerale ..." gli disse guardandolo con occhi interrogativi Aggrottò la fronte, e cercò di rallentare il respiro per non sentire il dolore che le provocava la ferita."... non nascondermi niente, ho sentito tutto."

"No, Oscar, ti sbagli …" André le accarezzò la guancia, e le strinse di più la mano . "Non morirai, Oscar ... rimarrai con me per sempre ... sarai mia moglie ..." La sua voce divenne roca: "Se anche tu lo vuoi …"

"Se è così, allora va bene ..." Oscar sorrise debolmente e tossì. Rosalie voleva darle un po' l'acqua ma lei la respinse. "Va tutto bene ..." ansimò. "Sì...voglio essere tua moglie, André ..." continuò, come se fossero soli nella stanza e rispose alla stretta della sua mano con le ultime forze rimaste. "Vivere con te e correre a piedi nudi sui prati verdi... Sulla costa fino al mare e al vento di libertà..."

"Lo faremo, Oscar, te lo prometto ..." André si sforzò di reprimere le lacrime, cercando di parlare in tono calmo e sereno. La sua Oscar doveva credere che tutto sarebbe andato bene. Non voleva che capisse che aveva il cuore lacerato in mille pezzi.

La voce di Oscar era sempre più debole, ma nonostante la sofferenza sorrideva e le brillavano gli occhi. "Se muoio, allora sarò vento e canterò per te..."

"Amore mio, ma cosa dici...?" André si portò la mano che teneva ancora stretta sulla guancia e poi la baciò. Come le era venuto in mente?! "Non dirlo più ..." Si fermò, non riuscendo più a trattenere le lacrime, che cominciarono a scendere copiose sulla faccia. "Tu non sai cantare!", scherzò penosamente nell'ultimo disperato tentativo di mantenere viva la speranza...

"Hai ragione, non so cantare ..." La mano di Oscar era bagnata dalle sue lacrime e anche sulle sue guance le lacrime scorrevano senza che lei potesse evitarlo. "Morirò per vivere... solo per te … per sempre..." Chiuse gli occhi e fece un respiro profondo. Il suo petto si sollevò. Poi rimase immobile e non disse più niente.

"Oscar … amore..."

Sembrava si fosse addormentata.

"Oscar...?" ripeté scuotendola leggermente.

Una sensazione di smarrimento e di terrore si impossessò di lui.

"Oscar...!" urlò disperato. Ma non ottenne risposta.