I due Winchester e Bobby si ritrovarono in cucina non appena Sam cadde in un profondo sonno e Dean avrebbe voluto immediatamente buttare fuori tutte le domande che gli affollavano la testa, ma riuscì a tenere a freno la lingua fin quando non vide il padre finire il panino che il suo amico gli aveva fatto trovare.
"Grazie, mi ci voleva proprio"- disse John mandando giù un altro sorso di birra.
"Non dirlo nemmeno, sai che mi fa sempre piacere avervi tra i piedi"
L'ex marine sorrise al suo amico, poi girò gli occhi sul figlio.
"Okay, che cosa vuoi sapere?"
"Sam ha qualche malattia?"
"Per le convulsioni? No, ma può capitare in soggetti che sono nati prematuri come tuo fratello, soprattutto quando hanno attacchi di febbre violenti"
"Sammy è nato prematuro?"
"Sì, è nato di otto mesi"
"Non me l'avevi mai detto"
"Non è capitato"
"Ha deciso di venir fuori all'improvviso?"
"Non proprio all'improvviso, erano giorni che tua madre diceva che c'era qualcosa che non andava, mi ripeteva che lo sentiva poco ed era preoccupata. Un giorno mi ha chiamato al lavoro e mi ha detto che, se non fossi tornato immediatamente a casa e l'avessi portata in ospedale, ci sarebbe andata da sola!"
"Mamma era tosta"
"Sì, soprattutto quando si trattava di voi due"
"E quando andaste in ospedale aveva ragione lei?"
"Aveva ragione e se non avesse insistito tanto, probabilmente Sammy avrebbe rischiato la vita e tua madre con lui"
"Ho avuto paura, papà, non l'ho mai visto così"
"So che può sembrare spaventoso, ma la maggior parte delle volte le convulsioni arrivano e passano senza fare grandi danni"
"Gli è successo spesso?"
"No, per fortuna no, ma oggi è stata una giornata di merda e forse lo stress ha amplificato la crisi"
"Deve prendere dei medicinali?"
"No"
"Lo hai fatto visitare?"
"Certo che l'ho fatto"
"Quando?"
"Gennaio 1985, ospedale di Blue Earth"
"Eravamo dal pastore Jim? Non me lo ricordo"
"Avevi solo 6 anni, Dean, e tuo fratello quasi 2. Un attimo prima stavate guardando i cartoni e un attimo dopo sei venuto a dirmi che Sam era sul pavimento e si muoveva in modo buffo"
(Flashback)
"Papà, vieni a prendere Sammy"
John sospirò e chiuse gli occhi. Aveva raggiunto già tre volte i figli nell'ultima ora e le piccole pesti non sembravano nemmeno lontanamente intenzionati ad andare a dormire. Amava con tutto il cuore i suoi figli, ma, da quando Sammy si era messo dritto sulle gambe, era stato un continuo corrergli dietro per impedirgli scalate pericolose o l'assaggio di qualsiasi cosa riuscisse a raggiungere.
"Che cosa c'è, Dean?"
"Sammy è in piedi davanti alla tv e non mi fa vedere niente"
"Spostalo, ma non farlo cadere"
L'uomo sentì le proteste del suo bambino più piccolo e immaginò che suo figlio maggiore fosse passato all'attacco.
"Dee, no"
"Ti devi togliere, voglio vedere la tv"
I gridolini si trasformarono in urla sempre più alte e a quel punto John fu costretto ad alzarsi. Entrò nel soggiorno e vide Dean che strattonava il fratello per il pannolino. Si avvicinò e tirò su Sammy, che nel frattempo era scoppiato in lacrime.
Il bambino si nascose tra le braccia del padre e cercò con la mano le sue medagliette da marine. L'uomo non sapeva perchè, ma il suo secondogenito amava giocarci quando aveva sonno, non si sentiva bene, o semplicemente quando voleva consolarsi.
"Non gli ho fatto male, è un piagnone"
"Lo so che non gli hai fatto male, ma Sammy è piccolo e piangere è il suo modo per dimostrare che c'è qualcosa che non va"
"Daddy"
"Sh, non è niente"
"Dee, cattivo"
"Dean non è cattivo"
"Cattivo"
"Sammy, vuoi venire con me di là? Papà ti da un po' di latte"
Il bambino annuì e continuò a stringere le piastrine tirando su con il naso.
John strizzò l'occhio a suo figlio maggiore e lasciò la stanza. Tornò in cucina e aprì il frigo. Prese la bottiglina di Sam e dopo qualche minuto suo figlio succhiava soddisfatto con gli occhi chiusi.
"Vuoi fare un pisolino, little boy?"
Il bimbo sbadigliò senza mollare la presa e il cacciatore si disse sorridendo che stava vincendo. Probabilmente entro qualche minuto Sammy si sarebbe addormentato e la pace sarebbe tornata nel piccolo appartamento attaccato alla chiesa che il pastore Jim dava ai Winchester ogni volta che capitavano in città. Si alzò e cominciò a cullare il bambino andando avanti e indietro.
"Daddy"
"Sh, fai la nanna"
"Giù"
"No, adesso dormi un po'"
"Dee"
"Dean sta guardando la tv"
"Giù"
John tentò di trattenere il figlio, ma il suo piccolino continuava a tentare di sgusciare via, così si arrese e lo mise a terra. Sam non perse tempo e in breve tornò davanti alla tv, ma questa volta si sedette accanto al fratello ficcandosi un dito in bocca.
"Dee"
"Ehi"
"Cane"
"Si chiama Scooby"
"…by"
"Scooby, Sam"
"…by"
"Okay, come vuoi. Hai visto? Sta mangiando gli spaghetti"
"Pappa"
"Sì, sta facendo la pappa"
John ringraziò il cielo che i due fossero tornati tranquilli e riportò gli occhi sulle sue carte. Stava leggendo della sparizione di un'adolescente in una città dell'Arizona e dalla descrizione fatta dal cronista si intuiva che la polizia brancolava nel buio. Amy Thompson era una ragazza tranquilla, figlia unica di un imprenditore e studentessa modello del liceo locale, insomma una con la testa sulle spalle.
L'uomo si disse che forse la sua scomparsa era solo una bravata e stava già ripiegando il giornale quando vide Dean entrare in cucina.
"Sammy, è stupido"
"Che è successo ancora?"
"Ha visto Scooby tremare in tv perché aveva paura di entrare in una casa stregata e ha cominciato a fare come lui"
"E dai, sta solo giocando"
"Non mi piace come gioca, soprattutto se sbava sui miei pantaloni"
John schizzò dalla sedia e chiese allarmato:
"Che cosa hai detto?"
"Sam fa le bolle con la bocca"
Fu un attimo e l'uomo capì che qualcosa non andava.
"Dean, resta qui, non ti muovere"
"Che succede, papà?"
"Non venire di là, hai sentito?"
"Okay"
John si allontanò di corsa e non appena entrò nel soggiorno, i suoi timori furono confermati dalla vista di suo figlio in preda ad una crisi convulsiva.
"Sammy"
Si precipitò verso il suo ragazzo e frenò la corsa della sua testa verso il pavimento. Si ricordò che gli avevano spiegato in ospedale circa un anno prima che cos'era giusto fare in occasioni simili e reagì immediatamente. Mise il suo bambino in posizione di recupero allontanandolo da qualsiasi oggetto che potesse ferirlo, poi chiamò:
"Dean, sei ancora lì?"
"Sì, sto mangiando dei Lucky Charms"
"Okay. Conta ad alta voce per me"
"Perché?"
"Fallo, per favore"
"Okay"
Il maggiore dei Winchester iniziò a contare e quando arrivò a sessanta, chiese se poteva fermarsi.
John avrebbe voluto rispondergli di sì, ma Sam continuava a scuotersi sul pavimento e gli chiese di continuare.
"Fino a quando?"
"Fin quando non ti dico stop"
"Okay"
Il bambino riprese a contare e dopo circa venti secondi il padre lo interruppe:
"Va bene, Dean, grazie"
"Posso mangiare ora?"
"Prima devi fare un'altra cosa"
"Cosa?"
"Sul tavolo c'è il mio cellulare"
"Visto"
"Prendilo e chiama il pastore Jim. Ti ho fatto vedere come si fa, ti ricordi?"
"Sì, mi ricordo. Che cosa devo dirgli?"
"Chiedigli di venire"
"Solo questo?"
"Digli che papà ha bisogno di vederlo subito"
"Okay"
John tornò a guardare il suo bambino sul pavimento e lo accarezzò:
"Sammy, svegliati"
Il piccolo non si mosse e l'ex marine valutò seriamente di portarlo in ospedale senza aspettare il pastore Jim.
"Dad, ha detto che sta arrivando"
"Okay, Dean, sei un bravo ragazzo"
"Posso andare in camera tua a giocare con i soldatini? Non voglio che Sam li prenda e se li metta in bocca, ne ha già masticati due"
"Certo che puoi andare"
Qualche minuto dopo il pastore Jim entrò nell'appartamento e trovò il suo amico con il suo bambino tra le braccia.
"John, che cosa è successo?"
"Ha avuto le convulsioni"
"Sta bene?"
"Non si è ancora ripreso. Ti ho chiesto di venire per restare con Dean nel caso dovessi portarlo in ospedale"
"Da quanto si è fermata la crisi?"
"Tre minuti adesso. Sammy, apri gli occhi, ti prego"
Un piagnucolio fece sussultare John e pochi istanti dopo incrociò lo sguardo confuso di suo figlio.
"Sammy, sono papà, mi senti?"
Il lamento si trasformò in pianto e l'uomo si sedette sul divano tenendo stretto al petto il suo bambino.
"Sh, sh, va tutto bene"
Padre Jim si avvicinò per valutare con i suoi occhi la situazione, poi disse:
"Vado di là a trattenere Dean, è meglio che Sammy non abbia troppa gente intorno"
John annuì e tornò a guardare suo figlio, che stava di nuovo stringendo le piastrine.
"Ti piacciono proprio, eh?"
(fine flashback)
Dean guardò suo padre e gli chiese:
"Non ricordo nulla"
"Jim ti ha portato a casa sua quella sera e io sono rimasto con Sammy. Credo che sia stata la notte più lunga della mia vita, non ho chiuso occhio"
"Non lo hai portato in ospedale?"
"Sì, ci siamo stati il giorno dopo. Un amico del pastore Jim, il dottor Taylor, mi ha rassicurato quella sera dicendomi che le convulsioni non sono così rare nei bambini, ma mi consigliò comunque di farlo controllare. Gli ho fatto fare un day hospital e lo hanno rivoltato come un calzino. Sammy era molto irrequieto per i prelievi e tutto il resto, e ti ha cercato continuamente. Temevo che avrebbero trovato qualcosa di brutto, ma poi la pediatra mi ha detto che le analisi erano buone e mi ha permesso di portarlo via con la raccomandazione di tornare subito in ospedale se avesse accusato qualche disturbo"
"Perché non siamo andati ora in ospedale? Non deve vederlo un medico?"
"Quando le crisi non durano a lungo e chi ne soffre si riprende abbastanza in fretta, non c'è bisogno"
"Per questo Bobby contava"
"Sì"
"Era confuso"
"Può succedere, ma questo non significa che abbia qualche danno cerebrale o roba del genere"
"Gli facevano male le gambe"
"Sì e potrebbe avere mal di testa quando si sveglia"
"Ma poi sarà di nuovo Sam, vero? Non avrà qualche tipo di ritardo o…"
"No, sta tranquillo, sarà tuo fratello al 100%"
"Okay. Posso salire da lui? Non mi va che stia da solo"
"Dormirà a lungo"
"Ma posso comunque stare lì con lui…Non farò rumore, lo lascerò riposare"
"Dean"
"Lascialo andare, John"
"Va bene. Dean, se succede qualcosa, qualsiasi cosa, mi chiami immediatamente"
"Lo farò"
"E se si sveglia, non lo toccare, in genere gli ci vuole un po' per riprendere contatto con la realtà e può reagire male"
"Sì, signore. Posso andare ora?"
"Vai"
Il maggiore dei Winchester si allontanò velocemente e salì al piano superiore.
"Non potevi trattenerlo qui nemmeno legandolo, quei due respirano la stessa aria"
"Sì, sono molto uniti, ma, quando litigano, sono tremendi"
"Dean mi ha raccontato che stamattina hai avuto un brutto scontro con Sam"
"Molto brutto, ultimamente non facciamo altro che litigare"
"E lo hai punito"
"Bobby, non sono il genere di padre che alza gratuitamente le mani sui propri figli, ma Sammy non sa quando è il momento di fermarsi e non fa altro che sfidarmi. Mette in discussione tutto quello che dico e questo non è tollerabile, soprattutto nel nostro lavoro. Devo essere sicuro che, quando gli ordino di fare qualcosa, lui la farà seguendo le istruzioni alla lettera. Sai com'è quando siamo a caccia, non si può improvvisare"
"Disse il più cocciuto e egocentrico dei cacciatori"
"Bobby, non scherzare, lo sai che ho ragione. Sam deve capire che non può fare di testa sua perché questo può costare caro a chi è sul campo con lui"
"Su questo posso essere d'accordo, ma andare a giocare una partita di pallone non mi sembra un atto di ribellione così grave"
"Lo è se sa benissimo che non voglio che si metta in mostra"
"Magari potresti essere un po' orgoglioso di avere un figlio che è bravo nello sport ed è praticamente un genio a scuola"
"Deve essere bravo nella caccia, quello che impara a scuola non gli salverà la vita"
"Veramente? Mi sembra di ricordare che proprio le cose inutili che impara a scuola ti sono tornate utili più di una volta, per non parlare del fatto che conosce il latino meglio di te e Dean messi insieme"
"Okay, d'accordo, non è tutto inutile, ma questo non cambia il fatto che è troppo indisciplinato"
"Per me il problema vero è che lui ti assomiglia più di quanto tu voglia ammettere"
"Non ho mai discusso un ordine di un mio superiore"
"Sam non è un marine, è tuo figlio"
"Lo so benissimo, ma deve fare quello che gli dico"
"John, Sam non è più un bambino e non si andrà a nascondere perché ha paura che papà lo sculaccerà"
"Proprio perché non è più un bambino mi aspetterei più disciplina e senso di responsabilità"
"Sam è responsabile, molto più di qualsiasi altro adolescente io abbia conosciuto ed è uno tosto"
"Lo piego io, non ti preoccupare"
"Non voglio darti lezioni, John, ma non penso che la forza funzionerà, con Sam devi parlare e spiegargli le cose"
L'ex marine scosse la testa e mandò giù un altro sorso di birra.
"La verità è che ho lasciato a Dean il comando per troppo tempo e lui ama talmente tanto suo fratello da concedergli più di quello che dovrebbe. Non lo sto criticando perchè senza di lui non ce l'avrei mai fatta, ma lo ha coccolato più del necessario"
"John, Sam è un bravo ragazzo e che io abbia memoria, non ha mai fatto un capriccio in vita sua"
"Non ho detto che non è un bravo ragazzo, ma tira troppi calci per i miei gusti e deve essere rimesso in riga"
"Può essere, ma ti dico per esperienza personale che un genitore troppo severo non ottiene che la ribellione dai propri figli. Mio padre era un bastardo e mi ha fatto conoscere spesso il peso della sua cinghia perchè cercavo di impedirgli di fare del male a mia madre. E mi ha piegato? Assolutamente no e non appena ne ho avuto la possibilità, me ne sono andato senza mai voltarmi indietro. Non ho nemmeno saputo quando è morto perchè ho fatto terra bruciata intorno a me e non ho mai rimpianto la mia scelta di mandarlo a farsi fottere. Tu ami Sam e so che non vuoi che succeda qualcosa del genere, quindi va bene la guida forte, ma non esagerare perchè sono sicuro che il ragazzo non si farà strangolare dal guinzaglio".
John sospirò, poi voltò lo sguardo verso la finestra e fissò le nuvole che si stavano addensando all'orizzonte.
"E' previsto un brutto temporale stanotte, siete arrivati appena in tempo"- disse Bobby, poi prese il piatto ormai vuoto del suo amico e andò a riporlo nel lavandino.