Capitolo 6: doppio compleanno
"Dobbiamo proprio andare zia?", domandò sbuffando Stear
"Si nipote, non possiamo astenerci", rispose la signora Andrew.
"Uffa e se ci diamo malati?", chiese Stear.
"Tutti quanti?", domandò divertita zia Elroy.
"Perché no, possiamo dire che abbiamo tutti l'influenza… oppure che una delle invenzioni di mio cugino ha causato danni irreparabili a cose e persone", intervenne Archie.
"Preferisco la prima", disse Stear.
"Non fate i bambini".
"Ma zia, noi siamo bambini", risposero in coro i ragazzi.
La matriarca non riuscì a trattenere le risa.
"Per fortuna che ho voi nella mia vita. Le mie adorabili pesti".
"Non dimenticarti di Candy zia", disse Anthony.
"La mia principessina". La signora Andrew sorrise pensando alla ragazzina. Aveva desiderato una bambina nella sua vita, e ora era arrivata. Si sentiva realizzata come madre, anche se era la loro zia.
"Dopodomani andremo al compleanno dei gemelli Leagan. Archie penserai tu a un regalo appropriato per loro", disse la donna.
"Noooo!, ti prego sii buona zia", si lamentò il ragazzo.
"Non discutere, sei il più adatto per questo genere di cose".
"Si, è vero!", si vantò Archie.
"Oh, guardate la coda di Archie", disse divertito Stear.
"Quale coda", rispose il ragazzo.
"Quella di pavone". Stear e Anthony scoppiarono a ridere.
oOo
-Un regalo, che cosa regalare a due che hanno praticamente tutto. Un vestito per Eliza… da escludere. I suoi gusti sono terrificanti per me. Un orologio per Neal… da escludere, ogni hanno riceve un orologio- pensava Archie.
"Ciao Archie", disse una voce dolce e cristallina: "A cosa pensi?".
"Ciao Candy, sto cercando di capire che tipo di regalo fare ai gemelli. Tu cosa regaleresti a loro due".
"Non saprei, non conosco i loro gusti", rispose la ragazzina.
"A te cosa sarebbe piaciuto ricevere?", chiese il ragazzo.
"mmmm! A dire il vero, mi sarebbe piaciuto ricevere una Bibbia, solo che all'epoca non sapevo leggere e scrivere".
"Una Bibbia, sai che non è una cattiva idea".
"Probabilmente hanno già la Bibbia", disse Candy.
"Probabilmente, ma non quella che ho in mente io. Grazie sorellina". Archie baciò la guancia di sua sorella. Stava per uscire, quando la bambina lo richiamò.
"Posso venire con te", chiese.
"Sicuro!"
oOo
"Secondo te, che cosa ci regaleranno i cugini", chiese Eliza.
"Non lo so, spero non un altro libro. Tu cosa vorresti?"
"mmmm non saprei, abbiamo praticamente tutto", rispose la sorella.
"Io vorrei un auto".
"Sogna fratello, sei troppo piccolo per un'auto".
"Mamma mi accontenterà di sicuro".
"Lei si, ma nostro padre?"
"Lui non c'è mai, quindi".
Rimasero in silenzio per un po'.
"Pensi che verrà anche lei?", chiese la ragazzina.
"Credo di si", rispose annoiato suo fratello.
-Devo pensare a un modo per metterla in difficoltà, oltretutto devo vendicarmi della figuraccia che mi ha fatto fare con mia madre. Dannata orfana- pensava il ragazzo.
oOo
"Candy, guarda questa Bibbia".
"È bellissima Archie, credi che a loro piacerà?"
"Sicuro, è nel loro stile… esagerata".
"Archie manchi di rispetto a un testo sacro".
"No, io manco di rispetto all'opulenza e al loro pessimo gusto".
Le Bibbie scelte dal ragazzo avevano la copertina in pelle riccamente decorata da intarsi. I lati della copertina erano impreziositi da decorazioni in metallo dorato. In mezzo una targa, sempre dorata con scritto: "Biblia Sacra Latina". Il bordo delle pagine e le pagine stesse erano dorate e finemente decorate da illustrazioni medioevali.
"Archie, vorrei fare un regalo a Eliza".
"Davvero!", disse curioso il ragazzo.
"Si, mi piacerebbe regalarle una carillon".
"Qua vicino c'è un negozio che vende articoli come quello. Ma tu sei sicura?"
"Si", rispose dolcemente.
Il negozio in questione aveva carillon di ogni tipo: in legno, in metallo, in avorio… Candy era un po' confusa, finché non ne trovo uno grande quanto il palmo della sua mano. Era di forma rotonda, di un bel rosso mattone e con decorazioni floreali dorate. Sopra il coperchio il ritratto di una giovinetta dipinta a mano e somigliante a Eliza. La melodia era 'Per Elisa' di Beethoven.
-È perfetto- pensò la ragazzina.
oOo
"Signorina questo vestito le sta d'incanto, sembrate una sposa", disse la cameriera personale di Eliza.
La ragazza fissava la sua immagine allo specchio. Indossava un bellissimo abito bianco leggermente vaporoso e con decorazioni tono su tono.
"Sono sicura che farete strage di cuori per la gioia di vostra madre", continuò.
Eliza si voltò di scatto.
"Vuole trovarmi un fidanzato?", disse scioccata la ragazzina.
"Si, signorina. Vostra madre ha invitato le famiglie più importanti della città. Spera che uno dei loro figli sia di vostro gradimento. Oh è così romantico, oggi potreste ricevere il vostro primo bacio".
Eliza arrossì violentemente. La ragazza aveva già avuto il suo primo bacio e subito dopo quella frase così dolce, piena d'amore, sussurrata all'orecchio da un ragazzino della sua stessa età. Un ragazzo che lei considerava un pezzente. Tom e la sua famiglia erano stati cacciati via per questo. Non lo aveva più rivisto.
oOo
"Sei bellissima Candy. Con questo vestito sembri una sposa".
"Grazie Archie", disse Candy.
"Signorino, la signora Andrew vi sta aspettando".
Salirono in carrozza alla volta della residenza dei Leagan.
Quando arrivarono trovarono la famiglia dinnanzi all'ingresso a salutare gli ospiti appena arrivati. Eliza trasalì nel vedere Candy. Aveva il suo stesso abito. Neal alzò un sopracciglio. Stear comincio a ridacchiare e sussurrò ai fratelli: "Ne vedremo delle belle". Candy sussurrò ad Anthony: "Per favore, puoi consegnare tu il carillon a Eliza. Non credo sia felice di vedere che siamo vestite allo stesso modo". Anthony sorrise e annuì.
"Mia cara cugina, buon compleanno". Sollevò la mano di Eliza e appoggiò il carillon nel palmo.
"Grazie Anthony, sono felice di vedere che c'è qualcuno nella tua famiglia che sa come trattare una ragazza".
"Anthony quello è il regalo di…"
Stear non finì la frase, perché Candy prese la mano del ragazzo e la strinse fino a fargli male.
"Scusa, per favore non dire nulla. Va bene così", sussurro la ragazzina all'orecchio del fratello.
Neal osservò la scena con curiosità. Era sicuro che l'orfana nascondesse qualcosa. L'avrebbe tormentata fino a farla confessare.
"Ehi Neal hai messo l'acqua di colonia di tuo padre? Vuoi conquistare qualcuna?", disse divertito Stear.
Neal arrossì leggermente. Il suo sguardo cadde sul viso di Candy. La ragazza schiuse appena le labbra e lui arrossì ancora di più.
"Sembri un peperone cugino, allora chi è la sfortunata?", incalzò Stear.
"Non sono affari tuoi cugino", disse con rabbia il giovane Leagan.
I ragazzi si allontanarono. Neal cercava un modo per avvicinarsi a Candy, ma lei era sempre circondata dai suoi fratelli. -La lascerete da sola prima o poi- pensava. L'occasione arrivò quando lei si staccò dal gruppo per andare alla toilet. Neal la raggiunse e sebbene quella stanza era adibita solo per le donne non si fece remore ad entrare.
"Ciao orfanella", disse con suadente cattiveria il ragazzo.
Candy si era appena sciacquata il viso. Gocce d'acqua cominciarono a scivolare sulle gote rosa e sulle labbra.
-Non questa volta, orfana- pensava
"Sai che sei una bella maleducata. Vestirti come mia sorella".
"Non era intenzionale", rispose con calma la ragazza.
"Sarà, però non ti sei presentata nemmeno con un regalo".
"Nemmeno tu cugino, al compleanno di Anthony", rispose Candy.
"Non chiamarmi cugino orfana, non siamo parenti".
Candy si allontanò per asciugarsi il viso.
"Non mi ignorare orfana". Il tono del ragazzo era alterato. Prese con forza l'asciugamano. Era un po' più alto di lei. Questo lo faceva sorridere. Era felice di sovrastarla anche se per poco.
Si avvicinò ancora, mentre lei indietreggiava. Alla fine Candy toccò lepiastrelle della parete del bagno. Il ragazzo poggiò le mani ai lati della testa di lei. Non smetteva di guardarla. Candy non capiva che cosa volesse il ragazzo.
"Meriti una lezione orfana".
Il tono della voce si addolcì un poco. Lei era troppo vicina, troppo… Il giovane Leagan carezzò appena la guancia di lei. I suoi occhi si addolcirono, si chinò su di lei e…
"Ho santo cielo", disse una signora di mezza età.
Neal si voltò di scatto. La baronessa von Hellman, vecchia conoscenza di famiglia, guardava accigliata il ragazzo.
"Mia cugina non si sente molto bene. Sono qui solo per aiutare", rispose freddamente il ragazzino.
Neal uscì dalla stanza ancora incredulo su quello che stava per fare.
-Che cosa mi hai fatto orfana- pensava.
Il rampollo dei Leagan tornò nella sala grande. Poco dopo arrivò anche Candy.
"Candy stai bene", chiese preoccupato Anthony.
"No, vi chiedo scusa preferirei tornare a casa".
"Sorellina sei così pallida", disse Stear.
"Che cosa è successo?", domandò Archie.
"Io… io…", balbettò la bambina.
Neal era lì vicino e ascoltava tutto nascosto da una colonna.
"Chiama la zia", disse Archie a Stear.
"Ciao cugini, grazie per il bellissimo regalo Anthony, mi piace molto".
"Sono felice per te", rispose lui.
"Quel regalo non è di Anthony… è di…"
Archie non finì la frase. Candy lo strattonò leggermente e con un leggero movimento del capo fece capire al ragazzo che non doveva dire niente. Neal aveva visto e sentito tutto.
"Noi andiamo, Candy non si sente bene".
La ragazza guardò sua zia e i ragazzi andarsene. Neal le arrivò alle spalle.
"Cielo Neal mi hai fatto paura", disse la ragazza.
"Scusa sorellina, posso vedere il regalo di Anthony?"
"Si, guarda. È un bellissimo carillon".
"Ma quanto è originale nostro cugino", disse con un tono beffardo il ragazzo.
"Questo è diverso. Sul coperchio è dipinto il volto di una fanciulla molto simile a me e poi la melodia… Per Elisa di Beethoven. Ho molti carillon, ma nessuno con questa melodia. Non sono mai riuscita a trovarla e ora eccola qua. Credo proprio che sarà il preferito della mia collezione. Anthony è stato… no un momento, non è stato lui ha regalarmi il carillon. Ma allora chi di loro tre".
"Credo di sapere chi sia stato".
Neal si voltò per vedere Candy uscire dalla loro abitazione
-Abbiamo ancora un conto in sospeso, anzi due, orfana; ma grazie per il regalo. Hai fatto felice mia sorella- disse tra se e se.
Ciao viriG. Un po' di pazienza per Tom and Eliza
