EP 35 – PRIGIONIERE SUL SUOLO CYNICLONS.

AVVISO: in questo capitolo c'è una parolaccia, o una piccola imprecazione. Siete stati avvisati.

Oggi, nella capitale del Giappone, la giornata scolastica del giovane trio era iniziata in modo un po' insolito. Le prime ore scolastiche si svolsero in un'atmosfera quasi tetra; delle grosse nubi si erano impadronite del cielo giapponese e il rombo dei tuoni aveva fatto venire la pelle d'oca a Strawberry. La rossa era conosciuta nel suo gruppo stretto di amici per la sua paura dei forti suoni, in particolare dei temporali. Quando era piccola e c'era un temporale, Strawberry era costretta a starsene dentro casa e poteva solo limitarsi a guardare come il brutto tempo si impadroniva di una vasta area del suolo umano. Anche a distanza di anni, l'adolescente aveva conservato quasi intatta la propria antipatia per i temporali, e anche oggi Strawberry faticava a concentrarsi durante la lezione che si stava svolgendo in quel momento. A sua insaputa, Lory le lanciava delle fugaci occhiate, preoccupata per il comportamento insolito dell'amica. Di solito, Strawberry si distraeva e non stava mai ferma, il che non era un bene. La verdina poteva, per il momento, solo limitarsi a osservare il disinteresse della rossa per la lezione d'inglese. L'unica nota positiva di oggi era che, forse, prima di tornare a casa, il temporale sarebbe cessato.

Come previsto, al suono della campanella che indicava la fine delle lezioni, il duo di amiche si incamminò verso la fermata degli autobus. Mentre si intrattenevano in diversi argomenti, non si accorsero di essere diventati oggetto di spionaggio da parte di Ghish. L'adolescente cyniclon levitava a parecchi metri da terra, rendendosi così invisibile alle due amiche, assorbite dalle loro chiacchiere. La sua concentrazione era tutta rivolta verso la rossa, che, anche con la divisa scolastica, secondo lui era molto carina. I suoi lunghi capelli, trattenuti da due buffe code di maiale, si muovevano a ogni singolo movimento della ragazza, e gli occhi dorati del ragazzo ne seguivano il movimento quasi ossessivamente, senza distogliersi neanche per un attimo.

Non volendo perdere le minime espressioni della sua bambolina, Kisshu si limitò a pedinare sia lei che le altre due umane mentre si dirigevano verso casa. All'interno del maniero del clan Uchiha, era sempre uno spettacolo grande per Nenè; l'accoglienza calorosa di Zanna Bianca era un'ottima aggiunta al loro soggiorno presso il maniero dell'amica. La nostalgia si faceva sentire parecchio, e il giovane trio pensava spesso a Pam e al suo lungo silenzio; le poche informazioni che avevano ricevuto da lei non riuscivano a saziare la curiosità delle ragazzine. James, l'autista, spesso si scambiava un'occhiata con qualche membro della servitù, domandandosi se il lavoro diplomatico del conte fosse effettivamente ciò che egli aveva comunicato al resto della servitù. James avrebbe continuato a svolgere il suo lavoro mentre aspettava la famosa chiamata in cui il conte o la signorina Pam gli avrebbero detto che sarebbero tornati sani e salvi dal loro misterioso viaggio diplomatico.

Il pranzo di oggi aveva riempito lo stomaco senza fondo di Nenè, che apprezzò con molto gusto il tacchino preparato con grande professionalità dallo chef. Ondina e Berry ridacchiavano davanti alla voracità della bambina; il pranzo non era mai noioso quando la più giovane di loro si metteva a parlare di tutto ciò che le frullava per la mente.

Messo in disparte, Ghish si limitava a osservarle mentre si divertivano. Con le braccia incrociate, il ragazzo sorrideva nella direzione della rossa, che rideva a una battuta della bambina. Nella sua mente si stava già delineando un pianoforte che aveva progettato da tempo: ogni volta che andava a trovare la sua micetta, sia lei che le altre trovavano sempre un modo per sfuggirgli. All'inizio questa cosa gli piaceva, perché si sentiva molto stimolato e adorava questo "gioco" dell'acchiapparella, ma ora iniziava a stufarsi di vedere la sua micetta sfuggirgli come sabbia tra le dita, il che lo innervosiva. Kisshu, tra sé e sé, poteva essere onesto: non poteva ingoiare il suo orgoglio ferito per il fatto che tre umane riuscissero ogni santissima volta a sfuggirgli, e quelle poche volte che riuscivano a metterle all'angolo, accadeva sempre qualcosa che permetteva loro di fuggire via. Ghish si sentiva un predatore; quando si impuntava su una preda ben specifica (in questo caso Berry), se quest'ultima gli sfuggiva, lui se ne ossessionava, a tal punto da darle una caccia spietata fino a quando la sua preda, stremata, abbassava la guardia, pronta per essere catturata e dominata da lui. Kisshu è sempre stato molto narcisista, a causa delle sue moltissime ammiratrici nel suolo Cyniclon. All'accademia, quelle poche ragazze che la frequentavano gli correvano dietro, tutte innamorate del suo aspetto da ragazzoccio ribelle. L'ego smisurato dell'adolescente, negli ultimi tempi, si è quadruplicato, non solo per il fatto di aver avuto una fortuna così sfacciata negli ultimi avvenimenti, che lo resero il fulcro di molti scandali, ma anche per il solo fatto di essere ancora vivo e vegeto, il che lo rendeva molto propenso a continuare su questo contorto percorso.

Oggi si sentiva molto generoso e, volendo dare un certo "vantaggio" alla sua micia, Ghish decise di "limitarsi" a fare un piccolo giro di perlustrazione all'interno del maniero prima di fare la sua entrata in scena nel suo stile. In quel momento, si tele trasportò verso una meta sconosciuta.

Fragola si voltò di colpo di lato; da un po' di tempo sentiva di essere osservata, ma dato che Mash stava riposando nella sua cartella scolastica senza segnalazione di nulla di anomalo, la rossa si diede della scioccata. Anche Lory e Paddy notarono il movimento improvviso dell'amica, e la verdina, con tono dolce, le chiese se andava tutto bene.

S: - Non saprei, Lory… ho avuto una brutta sensazione, come se qualcuno mi stesse puntando. Ma non ho visto nulla di anomalo, forse è solo la stanchezza per il compito di storia che abbiamo affrontato oggi. -

Lory si limitò a un piccolo cenno con la testa e, dopo essersi trasferite in biblioteca, dove di solito studiavano, nella mente della bambina scattò qualcosa.

Pa: - Lory onee-chan, Strawberry onee-chan, mi è venuta in mente una splendida idea… perché, dopo i compiti, non andiamo in piscina per fare una bella nuotata? –

Gli occhi di Paddy luccicavano per la sua idea e, vedendo come le due adolescenti maggiori sembravano d'accordo nel seguire il suo piano, le sorrisero contente di questa proposta.

S: - Brava Paddy, la tua idea ci ha molto incuriosite. Se vuoi, dopo possiamo uscire a prendere una cioccolata calda… ma prima dobbiamo chiedere a Mash di portare tutte le nostre cose, comprese le cartelle scolastiche. –

Sentendosi nominare, una piccola palla rosa sbucò all'improvviso dalla cartella scolastica della rossa. Mash, contento di essere fuori, svolazzò allegramente, ricevendo alcune carezze dalle tre amiche, godendosi le attenzioni con piccoli strilli di felicità.

S: - Mash, potresti venire con noi? Abbiamo bisogno del tuo aiuto, dato che dovremo trasportare molte cose contemporaneamente. –

M: - Mash aiuta, Mash è forte, sì, sì. – ^^

Mash, felice di essere d'aiuto, volava in cerchio, mentre la sua piccola codina si muoveva freneticamente. Il giovane trio ridacchiava per l'esuberanza del robottino mentre si incamminavano verso le loro stanze. Ma, quando sia Lory che Paddy furono nelle loro stanze, si accorsero che alcuni cassetti erano in disordine, così come gli armadi, e le lenzuola dei loro letti erano stropicciate. Confondetevi, si spostarono nella stanza della rossa. Strawberry, vedendo i loro volti confusi, si preoccupò anche lei e, avvicinandosi alle sue amiche, le interpellò.

S: - Ragazze!?... Che cos'hanno queste facce? Sembra che da voi sia passato un uragano. –

La rossa cercò di rallegrare le due amiche, ma, vedendo che non ridevano alla sua battuta, si incupì anche lei.

L: - Beh… ecco!... Non saprei come dirlo, ma credo che qualcuno sia entrato in camera mia mentre eravamo in biblioteca. –

Pa: - Anche da me sono entrati, se solo lo vedessi, Strawberry, la mia stanza sembra un campo di battaglia. – (•̀ •́ )ノ゙゙

Paddy incrociò le braccia sul petto, e il suo volto divenne rosso dalla rabbia. Il trio rimase in silenzio per un attimo, riflettendo su quello che avevano appena scoperto. Lo staff del maniero Uchiha non avrebbe avuto alcuna motivazione per comportarsi in modo così villano nei confronti di Lory e Paddy. Strawberry diede un'occhiata veloce alla sua stanza, ma, diversamente da quella delle sue amiche, la trovò immacolata come sempre, nulla era fuori posto.

Il ringhio di Zanna Bianca riportò la rossa alla realtà; alzando lo sguardo, vide la lupa con il guinzaglio tra le fauci, segno che l'animale voleva essere portato a spasso.

S: - Ragazze, non so voi, ma sento puzza di bruciato. Per adesso, limitiamoci a portare a spasso Zanna Bianca, la poverina ci sta aspettando, e poi cercheremo di capire cosa sta succedendo nelle vostre stanze. –

Entrambi furono d'accordo con Strawberry, e con i propri bagagli in mano si voltarono verso Mash, che, aprendo la bocca, permise al trio di inserire al suo interno le proprie cose. Mash, come un'estensione, poteva assorbire molti oggetti, anche due volte più grandi del suo minuscolo corpicino* .

Con calma, Strawberry, con il guinzaglio in mano, venne guidata da Zanna Bianca, che, contenta di poter uscire dal maniero, assaporava la sua libertà. Ogni odore attirava la sua attenzione, e questo la portava a tirare il guinzaglio con strattoni sempre più frequenti.

S: - Zanna Bianca!... Non tirare così forte il guinzaglio, o finirai per strozzarti. –

Pa: - Se ti viene difficile, posso portare io il suo guinzaglio. –

Paddy si era offerta di sostituire Strawberry, ma quest'ultima sapeva che, se lei stessa faticava a tenere a bada la lupa, una bambina dalla statura minuscola come Paddy non avrebbe avuto la forza di resistere, rischiando di essere trascinata via.

L: - Ehmm, Paddy… io non credo che sia una buona idea. Come puoi vedere, Fragola fa molta fatica a contenere Zanna Bianca; c'è una buona probabilità che lei ti possa trascinare via. –

Paddy non ribattè; dopo aver riflettuto sulle parole della verdina, e non volendo insistere, si limitò a camminare insieme alle altre. Il resto della mezz'ora è stato trascorso in piccole chiacchiere per evitare un silenzio imbarazzante. A un certo punto, la rossa si accorse che il tempo era volato e che nel giro di qualche ora sarebbe calata la sera.

B: - Accidenti!... Ci siamo allontanate troppo dal maniero. Non credo che riusciremo a tornare in tempo, soprattutto perché tra non molto si rimetterà a piovere. –

Berry sentiva un po' di freddo, e il tempo stava cambiando, il che non la metteva di buon umore. Anche le due amiche alzavano lo sguardo verso il cielo, e videro che le prime nuvole grigie si stavano avvicinando lentamente nella loro direzione.

O:- Hai perfettamente ragione, forse tutte noi dovremmo tornare nel maniero. Mi pare di aver sentito, prima di uscire, che Lisette, una delle cameriere, ha accennato a qualche dessert speciale dello chef per stasera. –

Appena sentì queste magiche parole, alla bambina venne l'acquolina in bocca e nell'angolo della sua bocca si stava formando della bava. Entrambe le adolescenti maggiori scoppiarono a ridere vedendola in quello stato, solo per un dessert.

?:- Mi dispiace per voi, ma non credo che farete in tempo a gustarvi il vostro dessert. –

Una voce a loro conosciuta si era intromessa nei loro discorsi e, in quel momento, sia Mash che Zanna Bianca iniziarono a innervosirsi. Il piccolo Mash strillava come una sveglia impazzita e Zanna Bianca cercava di scappare dalla presa della rossa, ringhiando verso un punto a loro sconosciuto.

M:- BERRY, BERRY… ALIENO, SCAPA, SCAPPA! –

Mash, con il suo strillo, mise in allerta la rossa, che, come nelle altre volte, entrò in panico e girava la testa da ogni parte alla disperata ricerca del suo persecutore. Anche Ondina e Nenè erano confuse e frenetiche, cercando anch'esse di individuare Ghish.

B:- KISSHU, vieni fuori! Lo so che sei tu, fatti vedere se hai il coraggio. – ╰(‵□′)╯

L'impeto della rossa era una fugace prova di coraggio, anche se il suo corpo tremava contro la sua volontà. I suoi occhi cercavano la figura dell'adolescente che la inseguiva senza darle tregua. Alla risposta alla sua provocazione, sentì che il ragazzo rideva, e questo non le prometteva nulla di buono. Infatti, il giovane Cyniclon si era smaterializzato a molti metri di altezza dal suolo e, con le braccia incrociate e il suo classico ghigno, Berry e le altre videro che, diversamente dalle altre volte, negli occhi maliziosi del giovane c'era una strana scintilla : una determinazione o forse un ingegno che attendeva di essere innescato.

Berry e Ondina si misero davanti a Nenè come due scudi umani, ma Ghish non sembrava molto stupido della cosa. Inconsciamente si leccò le labbra mentre i suoi occhi si infocavano verso la figura della sua bambolina. Un attimo prima, nella sua mente, passavano i ricordi del luna park e della vigilia di Natale; quei due ricordi erano i suoi preferiti subito dopo quello in cui aveva avuto il dolce piacere di rubare un bacio alla sua piccola micetta.

Lo sguardo intenso del ragazzo mise in allerta il duo e Berry provando un brivido che la colse di sorpresa, facendola rabbrividire su tutto il corpo. Berry provava molta paura quando Ghish la guardava in quel modo; si sentiva nuda, spoglia delle sue vesti e in balia del suo persecutore.

Il momento di stallo fu bruscamente interrotto dal rumore di un ramo spezzato. Tutti si voltarono nella stessa direzione da cui proveniva il rumore sospetto. Kisshu si voltò nuovamente verso le umane e vide che, approfittando della sua distrazione, erano riuscite a fuggire. Tuttavia, lui ridacchiava e, con una nuova luce negli occhi, si tele trasportò verso di loro.

Il trio stava correndo con Mash e Zanna Bianca appresso a loro, ei loro fiatoni si sentivano fortemente. Berry cominciava a stancarsi di questo solito copione; appena Kisshu arrivava, dovevano scappare per non farsi prendere dal Cyniclon. La rossa era molto indispettita da questo strano scherzo del destino e non voleva continuare a fare la parte della preda rincorsa dal suo predatore. E se, malauguratamente, un giorno Kisshu riuscisse a prenderla, le sue intenzioni erano state chiare fin dall'inizio: la rossa non voleva essere prelevata contro la sua volontà e portata chissà dove.

Sia lei che le altre riuscirono per un soffio a schivare all'ultimo secondo uno degli attacchi del ragazzo, che volava dietro di loro divertendosi come un matto in questa caccia. Il trio, ignaro del vero obiettivo di Kisshu, pensava che tutto il rincorrersi fosse un pianoforte machiavellico orchestrato da lui. I suoi occhi anticipavano tutta la malizia e la gioia per il fatto che tutto stava andando secondo i suoi calcoli, e fremeva dalla voglia di avere la sua micetta tutta per sé. Inoltre, Ondina e Nenè sarebbero stati un ottimo bonus per i suoi fratelli.

(Piccolo marpione, ti piace vincere facile? – Kledy. ( ^‿ ^) )

Con alcune manovre, Ghish stava guidando il gruppo verso la direzione da lui scelta, e questo lo mandava in visibilio. Solo l'idea che la sua micetta potesse essere alla sua portata faceva scorrere l'adrenalina nelle sue vene mille volte più veloce del normale.

K:- "Se solo sapessi cosa mi fa, la mia bambolina." –

Ghish pensava tra sé, mentre schivava alcuni rami degli alberi che in alcuni punti gli offuscavano la visuale, continuando l'inseguimento. Anche da lontano, si poteva notare benissimo che il trio con la lupa era stanco e che, in alcuni tratti della loro fuga, aveva avuto piccoli cedimenti. Tuttavia, tenevano duro anche quando cercavano in tutti i modi di cambiare direzione verso il maniero, la loro unica ancora di salvezza. Ghish, anticipando tutto ciò, le costringeva a cambiare costantemente percorso. Ondina stava diventando rossa per l'enorme sforzo di non fermarsi e di non essere un peso per le altre. Anche Nenè sentiva la fatica della prolungata fuga mentre veniva tirata dalla verdina, per evitare di separarsi. La fitta vegetazione ei vari ostacoli, come piccole buche e rocce, le avevano costrette a rallentare per evitarli e non cadere, altrimenti sarebbe stata la loro fine.

A un certo punto, mentre correvano, Ondina intravide un nascondiglio in mezzo alla fitta boscaglia. Semi-nascosta tra alcuni ciuffi di erba alta, c'era una fossa scavata nel terreno, non troppo grande per essere notata e né troppo piccola per impedire a tre persone e una lupa di nascondersi e trovare riparo. Ondina ebbe un'idea per seminare l'alieno e cercare di riprendere fiato.

O:-BERRY, GUARDA ALLA TUA SINISTRA! –

Berry, voltandosi, vide anche lei la grande fossa e, facendole un cenno con la testa, alla prossima svolta, approfittando del fatto che Ghish le aveva perse di vista, con uno slancio da vero atleta, il trio con Mash e la lupa si infilò nel loro improvviso nascondiglio.

Nel silenzio, i loro polmoni erano in frenetica ricerca di aria, mentre cercavano di trattenere i respiri per timore di essere intercettate. Ci fu un attimo di terrore quando Ghish passò a pochi metri di distanza dal loro nascondiglio. In silenzio, videro come lui era sceso dal suolo e, ancora divertito, si era messo a cercarle chiamandole a gran voce. Per lui, tutto questo era un gioco divertente e Berry era furiosa nei suoi confronti.

K:- Bambolinaaa!... Bambolina, dove sei? Dove ti nascondi!? Non pensare veramente di scapparmi anche questa volta! – ƪ(˘⌣˘)ʃ

Ghish ridacchiava mentre le "cercava" tra le piccole rocce e si spostava verso alcuni cespugli. Facendo la parte del finto deluso, scuoteva lentamente il capo mentre riprendeva a parlare a voce alta.

K:-Avanti bambolina, non puoi nasconderti da me per sempre… dovresti ormai saperlo, quando voglio, io l'ottengo con qualsiasi mezzo a mia disposizione. –

Ghish continuava con la sua commedia, alternandosi tra "parlare" con la rossa e cercarla. Diversamente da quanto pensavano loro, Ghish non sapeva esattamente dove la sua micetta e le altre si erano intanate, ma il suo istinto gli suggeriva che non erano andate molto lontane e che probabilmente si erano nascoste nei paraggi, osservando ogni sua mossa e aspettando la prima occasione di distrazione per scappare nuovamente. Ghish scuoteva divertito il capo; tutto ciò si stava rivelando ancora più divertente di quanto si aspettavasse. Non c'è niente di meglio di una lunga caccia tra predatore e preda prima di gustare la preda tanto agognata tra le fauci del predatore.

I suoi occhi dorati si erano nuovamente accesi di una luce di brama che avrebbe messo a disagio chiunque fosse nei paraggi. Mentre continuava il suo teatrino, Nenè, per la prima volta da quando aveva conosciuto l'adolescente alieno, cominciava ad avere paura. Prima Kisshu sembrava giocare, ma ora che la situazione stava prendendo una brutta piega, le due adolescenti avevano cercato di aprirle gli occhi sulla vera personalità tossica del verdino. Ondina, vedendo che Nenè stava iniziando a singhiozzare, le posò una mano confortante sulla spalla ricurva, cercando di consolarla in silenzio, sperando che i singhiozzi della bambina non rivelassero il loro nascondiglio al ragazzo. Berry stava entrando nuovamente nel panico; doveva gestire tre emergenze contemporaneamente: trattenere Mash, che in quel momento aveva scelto il momento peggiore per animarsi di coraggio e caricare contro Kisshu; Zanna Bianca, che veniva trattenuta dalla rossa e che, come Mash, voleva scacciare il ragazzo; e infine, il panico crescente della rossa.

Il cuore di Berry, come quello delle altre, batteva all'impazzata. A Berry sembrava di essere caduto dentro la trama di un film dell'orrore e il suo pallore non migliorava certo la situazione attuale. Ondina era molto preoccupata per l'aspetto poco salutare dell'amica. Non sapendo come dare un briciolo di pace alle due, Ondina si sentiva impotente.

Come se la tensione non fosse già abbastanza alta, il trio vide che Ghish si era smaterializzato altrove. Tutte e tre tirarono un sospiro collettivo, ma il cellulare della rossa le mise in allerta: Kisshu potrebbe essere ancora vicino al loro nascondiglio e la suoneria era abbastanza forte da attirare l'attenzione del ragazzo. Le due amiche erano in preda al panico e, mentre Berry cercava freneticamente il suo cellulare per farlo smettere, Ondina l'aiutava a trovarlo. La frenesia non le aiutava a ritrovarlo più velocemente, prima che la suoneria attirasse Ghish.

B:- ACCIDENTI!... Dove sarà il mio cellulare!? È mai possibile che io non riesca ad avere un attimo di ritmo? – /( Ä )

O:- Berry!... Dobbiamo ritrovarlo e spegnerlo prima che Ki-Kisshu ci trovi. –

Entrambi frugavano nelle tasche della giacca della rossa, mentre quest'ultima cercava nella sua borsetta una tracolla senza risultati, e con la punta dell'occhio guardava fuori cercando freneticamente la figura del loro inseguitore. Per fortuna, la rossa riuscì a tirare fuori il suo cellulare e a spegnere la suoneria. Dopo un breve momento di silenzio, il trio si guarda tra di loro per accertarsi di essere ancora al sicuro, fuori dalla portata di Ghish.

N:-Non c'è!? – (・.) ?

Domandò con un filo di voce Nenè, alcune lacrime pronte a uscire dai suoi occhi in qualsiasi momento. Ondina, nel suo migliore, cercava di darle un po' di coraggio, anche se la verdina stessa non si sentiva all'altezza del compito (dato che anche lei era spaventata a morte). Il percorso fatto da loro le aveva lasciato quasi letteralmente senza fiato, e Zanna Bianca si era un tantino calmata.

O:- N-non saprei, io non l'ho visto! –

Berry guarda con fare circospetto la natura incontaminata, senza neanche per sbaglio vedere la punta del suo naso. Conoscendo bene Ghish, si poteva aspettare qualsiasi cosa da lui; il ragazzo era testardo e impulsivo, ei suoi comportamenti erano, in certi versi, imprevedibili da anticipare. Purtroppo, la mezzana doveva essere obiettiva: con la poca neve rimasta, erano impressione le orme di tutti loro, anche se a tratti. Ma Berry non voleva essere cieca alla realtà: Kisshu potrebbe sorprenderle in qualsiasi momento, e loro non sapevano come risolvere questo gran pasticcio in cui si erano cacciate.

All'improvviso, la testa di Ghish appare sopra la fossa, sorprendendole tutte. Il loro urlo smorzò il silenzio semi-silenzioso che un attimo prima stavano percependo in mezzo alla natura. Lo spaventoso le fece quasi saltare in aria; Ghish, con la sua malizia dipinta sui suoi occhi dorati e un ghigno sulle labbra, le osservava.

K:- Ecco dove eravate nascoste, piccole birbanti, e io che vi cercavo ovunque! –

I suoi occhi si erano ingranditi a causa dell'eccitazione di averle scovate. Il trio si strinse l'una all'altra, cercando conforto nel gesto. Zanna Bianca iniziò a ringhiare ea mostrare i denti verso l'intruso, e con un balzo cercò di azzannare il viso del ragazzo molesto. Ghish spalancò nuovamente gli occhi, ma questa volta per il terrore di essere nuovamente assalito dalla bestiaccia, e con riflessi pronti schivò per un secondo le fauci feroci della lupa. Berry, vedendo questa unica occasione di fuggire, prese per mano le sue amiche e, tenendo anche il guinzaglio dell'animale, scapparono come missili.

Ghish, dopo aver ripreso dallo spaventoso, levitava ancora a mezz'aria a testa in giù. Riprese la sua compostezza e, vedendo che l'inseguimento era di nuovo ricominciato, dopo un breve momento di silenzio scoppiò in una grossa risata.

K:- AHAHAHAH! Tesoro mio, anch'io apprezzo molto questo tipo di attività che ci unisce, ma ora credo che dobbiamo darci un taglio. – (ȅ ȅ )

In un secondo, si tele trasportò a poca distanza dalle fuggiasche. Vedendolo apparire all'improvviso, cambiarono direzione, e questo strano percorso a zig-zag le portava a perdere l'orientamento.

O:- Berry, non possiamo continuare così…abb-abbiamo bisogno di un aiuto esterno.

Ondina aveva assolutamente ragione: loro tre non potevano continuare a correre all'infinito, soprattutto perché Ghish era in grosso vantaggio, mentre loro potevano solo continuare a correre, mentre lui poteva volare o usare il teletrasporto senza consumarsi dalla corsa frenetica che stavano subendo.

B:- Lo so, ma a chi potremmo chiedere aiuto?...Non possiamo fidarci di nessuno, anche una sola persona sbagliata che lo scopre e noi saremo in grossissimi guai. –

Distratta com'era a riflettere a chi potersi fidare per questo dilemma, Berry, essendo la capo fila, non si accorse di essere arrivata a un burrone. Mettendo male il piede destro in un terreno fragile, esso cedette al suo peso e, malauguratamente, la rossa trascinò con sé anche le altre con la lupa verso il baratro. Ghish, a poca distanza da loro, vide con orrore la scena terrificante svolgersi davanti a sé. Tremava fortemente volando verso di loro e, con il braccio destro, cercava disperatamente di salvarle.

K:- NOOOO, BAMBOLINA! –

Il suo urlo fu udito chiaramente in ogni angolo della fitta vegetazione, e alcuni stormi di uccelli volarono via per il frastuono emesso dal giovane alieno. Con gli occhi pieni di shock, in quel frangente avevano perso la luce maliziosa che li caratterizzava. Kisshu si era inginocchiato con le ginocchia a contatto con il terreno, mentre con il capo chino nascondeva il viso impietrito da quello che aveva appena visto. La sua amata bambolina e le sue amiche erano state risucchiate da un burrone. Ghish, nella sua mente, si ripeteva che non doveva andare così; il suo piano era stato studiato nei minimi particolari per avere finalmente la sua michetta tutta per sé.

Il cielo si era oscurato rispecchiando il tumulto interiore del ragazzo: se fuori sembrava un blocco di marmo, dentro di lui si stava scatenando una forte tempesta. Era così insensibile e estraniato da tutto ciò che lo circondava che non si accorse nemmeno che aveva iniziato a piovere.

K:- La mia micetta…non c'è più! –

Un singolo sussurro era udibile alle sue orecchie, e il tuono che si era manifestato in quel frangente non lo scalfiva minimamente dal suo torpore interiore. Se Ghish si fosse avvicinato alla superficie del burrone dove Berry e le altre erano precipitate un momento prima, si sarebbe accorto, con immensa gioia, che un portale a forma circolare si era attivato.

La pioggia non era così forte, ma stava rendendo la visuale poco nitida, e il freddo aveva preso possesso delle ossa del giovane trio. Tutte erano prive di sensi e, miracolosamente, erano tutte vive e sopravvissute a un'altezza mostruosa. Il fango appena creato rendeva scivoloso il terreno dove precipitato, e con i movimenti lenti e le articolazioni doloranti, ricomporsi non era così semplice come si potrebbe immaginare. Berry, aprendo con molta fatica l'occhio sinistro, cercava di mettere a fuoco il posto dove si trovavano. Per sua fortuna, l'occhio distrutto era a posto, a parte qualche piccolo difetto visivo temporaneo che le impediva di mettere a fuoco il paesaggio circostante. Dando una piccola occhiata ai suoi vestiti, notò che erano strappati e sporchi in molti punti, e una smorfia le dipinse il volto. Anche i suoi capelli non erano messi meglio, scompigliati e con qualche piccolo ramo in mezzo a loro. I lacci che di solito usava per legarsi i lunghi capelli erano allentati.

S:- Ragazze!...ragazze, state tutte bene? –

Fragola vide che una leggera nebbiolina si stava formando, rendendo sempre più difficile intercettare le altre. Ma un movimento dietro le sue spalle la fece scattare, temendo che Ghish o qualche animale feroce fosse dietro di lei. Vide che una strana orma si stava muovendo; socchiudendo l'occhio "sano", Strawberry mise a fuoco la figura e con sua gioia vide che era solo Lory, che con molta fatica cercava di mettersi in piedi.

S:- LORYYY! – /TДT)/

Strawberry non diede il tempo all'amica del cuore di riprendersi che quest'ultima venne presa alla sprovvista dalla rossa, che l'avvolse in un forte abbraccio pieno di amore e gratitudine per il fatto che la verdina fosse viva e vegeta. Entrambi iniziarono a lacrimare trattenendo a stento i singhiozzi, la gioia di essere ancora vive e di essere in qualche modo sopravvissute alla caduta da quell'altezza e anche per quegli attimi di terrore quando Ghish le stava inseguendo. Entrambi sapevano che questo inseguimento era ben diverso dagli altri, e lo dimostrava la determinazione di Kisshu e le molteplici volte che lui le aveva scaricate contro di loro le sue strane sfere di energia, che sembravano costringerle a seguire un percorso stabilito da lui. Ondina, come Berry, riflettevano in silenzio mentre continuavano ad abbracciarsi, dandosi conforto reciproco.

Un piccolo rumore le mise in allerta e, distaccandosi e mettendosi spalla contro spalla, entrambe girarono i loro volti alla ricerca di qualche segnale di pericolo imminente. Ma con una certa confusione videro che la nebbiolina, che fino a qualche secondo prima le rendeva difficile orientarsi, si era un po' dispersa, dando la possibilità alle due amiche di vedere con orrore che Paddy era svenuta a pancia in giù, e Zanna Bianca l'annusava.

Entrambi si avvicinarono alla bambina venuta ea Zanna Bianca con Mash e fecero le feste alle nuove arrivate. Si adoperarono per controllare le reali condizioni della bambina e, vedendo che le caviglie erano in brutte condizioni, Strawberry la prese in stile sposa e, con una rapida occhiata, notò che la nebbiolina non sembrava voler scomparire subito. In silenzio, cercarono con gli sguardi qualche segno di civiltà. Non trovando nulla di tutto ciò, si incamminarono verso una meta incerta. Dopo qualche minuto di percorso e una visione migliore, si resero conto di essere entrati in una strana foresta ricca di vegetazione. Con occhi più attenti, riuscirono a individuare una grotta che, a prima vista, sembrava intatta e forse era quello che avevano bisogno per mettersi al riparo dalla pioggia che si sarebbe scatenata a breve.

Sia Strawberry che Lory non sapevano con precisione quanto tempo fosse trascorso tra l'inseguimento, la loro caduta nel burrone e il risveglio. Di certo, sentivano i primi morsi della fama che suggerivano loro di mettere qualcosa sotto i denti prima di svenire dalla mancanza di cibo. La mezzana aveva le ginocchia vicine al petto come forma di conforto e, con la coda dell'occhio, vide Lory preoccupata e con il capo chino, persa nel vuoto. La rossa si chiedeva cosa stesse pensando la timida ragazza e quali paure l'attanagliassero in quel preciso momento.

Dentro di sé, Strawberry si sentiva in parte in colpa. Da quando alcuni mesi prima era avvenuta quella festa in maschera, la sua vita e quella delle sue amiche avevano preso una strana piega. Nel suo piccolo, aveva sempre cercato di dare loro un pizzico di vita serena, ma Ghish, imperterrito com'era, non rendeva le cose facili. Ecco perché, dopo qualche secondo di esitazione per trovare le parole giuste, Strawberry prese la parola.

S: - Pensi che qualcuno della servitù del maniero si sia accorto della nostra scomparsa? –

Lory, non aspettandosi che Strawberry prendesse la parola, ebbe un piccolo susulto che la riportò nel mondo reale. I suoi occhi si incrociarono con quelli scuri della rossa e prese tempo per risponderle.

L: - Io... credo proprio di sì!... Non so che ore siano, ma penso che sia passato molto tempo da quando siamo uscite dal maniero. Forse a quest'ora ci staranno cercando. –

La verdina abbassò nuovamente il capo verso il suolo, mentre ascoltava il suono della pioggia che faceva da sfondo. L'odore dell'erba bagnata era forse una magra consolazione per Lory, che le ricordava la sua infanzia, prima che la guerra si diffondesse ferocemente. La nostalgia di casa si faceva sempre più forte. Onestamente, Lory aveva sempre saputo di desiderare una sola cosa nella vita: coraggio! L'adolescente aveva sempre voluto dimostrare il suo coraggio, ma, per un motivo o per l'altro, la sua timidezza aveva sempre prevalso su di lei. Questo l'aveva scoraggiata molte volte, impedendole di prendere iniziative in molte occasioni mancate, e la colpa era solo sua. Non importa cosa poteva o non poteva fare, la sua esitazione aveva solo reso le cose come erano adesso. Strawberry poteva anche sentirsi responsabile per la situazione attuale, ma Lory, intelligentemente com'era, sentiva che il solo responsabile era Ghish.

Il rombo di un forte tuono le fece saltare dallo spaventoso e le loro urla si sentirono nei dintorni della foresta. Entrambi si ritrovarono abbracciate per il grande spavento di prima, tremavano come foglie. Dopo aver aperto gli occhi pieni di paura, si guardarono e poco dopo scoppiarono a ridere, piene di gioia.

S: - Guarda, Lory, sembriamo due bambine di quattro o cinque anni che si mettono a strillare per un brutto temporale. –

Le lacrime di risata le stavano colando agli occhi, anche Lory sembrava nelle stesse condizioni. Quest'ultima, con un dito, si asciugò una lacrima che le era uscita dall'occhio sinistro prima di parlare.

L: - Hai perfettamente ragione, Fragola. Siamo delle vere sciocche. A questa età non mostrare più avere paura dei temporali. –

Lory ridacchiava e, vedendola sorridere di nuovo, anche la rossa si mise di buon umore. Entrambi guardarono Paddy, che stava ancora priva di sensi, ma il suo viso sembrava meno sofferente di prima e questo fece sperare le due adolescenti in un miglioramento delle condizioni della bambina. Strawberry vide come Zanna Bianca si era acciambellata e dormiva come un ghiro, e il piccolo Mash era appollaiato sopra la folta pelliccia della lupa. Forse anche lui cercava un po' di calore confortante dall'animale?

Uno sbadiglio colse di sorpresa la rossa, e stiracchiandosi le braccia per la stanchezza, sorrise all'amica e le disse:

S: - Se per te va bene, avrei un'idea! Domani mattina, sperando che abbia smesso di piovere, andremo a cercare qualche abitazione e chiedere aiuto a qualcuno del posto. –

L: - Credo che sia un'ottima idea! Forse, se siamo fortunati, qualcuno potrà aiutarci a tornare al modo il più in fretta possibile. –

Lory si era riaccesa con una strana luce nei suoi occhi. La fiamma della speranza si era nuovamente alimentata dalle parole di Strawberry. Entrambi, ottimisti per il giorno successivo, si adoperarono per creare due giacigli per la notte. Sembra che la dea bendata della fortuna fosse dalla loro parte questa volta: la notte non fu disturbata da niente eccetto il temporale, ma la mattina seguente alcuni raggi stavano riscaldando il suolo vicino ai giacigli del trio. La prima a svegliarsi fu Lory, che dopo qualche secondo di confusione si accorse di essere senza occhiali. Metterseli le fece capire meglio dove si trovava, ma dando una rapida occhiata in giro, le venne in mente il calvario vissuto da lei e dalle altre. Voltandosi verso destra, si accorse che Fragola stava ancora dormendo rannicchiata su sé stessa. Non sorpresa dall'amica dormigliona, Lory scosse il capo con un piccolo sorriso e con calma iniziò a scuotere le spalle della rossa cercando di svegliarla senza metterle nel panico.

L: - Fragola! Fragola! Su, avanti, ti devi svegliare, si è fatta mattina. –

Il suo tentativo di svegliare l'amica fu vano. Non poteva aspettarsi nulla di diverso dalla rossa, che aveva l'abitudine di fare sempre tardi a scuola. Non trovando alternative più pacifiche, Lory decise di alzare la voce.

L: - OH NO! CHE CI FA KISSHU QUI!? –

Appena dalle labbra di Lory uscì il nome del ragazzo con tono panico, gli occhi di Strawberry si spalancarono. Alzando il busto, emise uno strillo e, girando il capo da ogni parte per cercare la figura del suo stalker, emise un forte lamento.

S: - DOV'È KISSHU!? COLOMBA!? – (((φ(◎ロ◎;)φ)))

Fragola non si diede pace. Cercando con lo sguardo il cyniclon, non si era minimamente accorta di non trovarsi all'interno del maniero Uchiha. Dopo essersi calmata, osservò con molta attenzione che erano fuori in mezzo alla natura. Facendo mente locale, le venne in mente tutto il calvario di ieri. Sbattendo gli occhi come un gufo, Strawberry si voltò verso Lory e, vedendola fare mille pollicini con la faccia piena di colpa, capì che non c'era nessun Kisshu nei paraggi. Dopo il frastuono di prima, poté tirare un respiro di sollievo.

L: - Mi dispiace tanto, Strawberry, ma era l'unico modo per svegliarti. –

Vedendola scusarsi eccessivamente per una cosa così minima, la mezzana volle assicurare all'amica che non era arrabbiata per il gesto estremo. Mettendole le mani sulle spalle, l'assicurò con un sorriso genuino.

S: - Stai tranquilla! Non è successo nulla di grave. Anzi, mi hai aiutato a svegliarmi. –

Non dando tempo a Lory di replicare, Fragola si alzò e, uscendo dalla grotta che le aveva ospitato, poté stiracchiare le braccia indolenzite. Sentendo la luce solare che le arrivava in faccia, era felice che la giornata fosse iniziata meglio di quanto avesse sperato ieri sera. Dando una veloce occhiata in giro, la rossa vedeva solo molta vegetazione; ma non essendo molto esperta di botanica, ebbe la strana sensazione che la foresta che le circondava fosse… diversa. Questa sensazione non volle andarsene, e, non volendo perdere tempo con Lory, si adoperarono per spostarsi verso sud. Con Paddy ancora svenuta, toccò nuovamente a Berry caricarsela sulle spalle, mentre Lory prese il guinzaglio di Zanna Bianca e, con Mash che svolazzava vicino alla verdina, il loro gruppo si incamminò verso una meta sconosciuta in una foresta straniera.

Il loro lungo pellegrinare sembrava non finire mai. Strawberry sentiva il peso di Paddy iniziare a farsi sentire per tutto il tempo che si era caricata sulle spalle. Zanna Bianca odorava intorno a sé, captando nuovi odori sconosciuti. A un tratto si fermò, e questo fece fermare anche il duo di amiche, che, vedendola comportarsi in quel modo, si erano voltate verso l'animale. Lo scodinzolio della coda era un chiaro segnale che Zanna Bianca aveva captato un odore familiare e, iniziando ad abbaiare, cercava di scappare dalla presa di Lory.

L: - Zanna Bianca, ti prego, non tirare così forte il guinzaglio! –

Lory era chiaramente in difficoltà, e vedendo che l'amica non riusciva a tenere ferma la lupa, Strawberry si preoccupò e, avvicinandosi alla verdina con tono preoccupato, le chiese:

S: - Lory!? Sei sicuro di stare bene? Zanna Bianca tira il guinzaglio da un po' e ho paura che tu possa farti male. –

L: - Non ti preoccupare!... I-io riesco a tenerla ancora un po'. –

La sua faccia diceva tutt'altra cosa, ma, non volendo mettere ulteriormente pressione all'amica, Strawberry si limitava a osservarla. Tuttavia, in un momento di distrazione delle due adolescenti, Zanna Bianca riuscì a sottrarsi dalla presa della verdina e, abbaiando, corse verso una direzione sconosciuta. Spaventate, entrambe possono solo rincorrere la lupa nella vana speranza che non si mettesse nei guai.

A loro insaputa, nella stessa foresta che sembrava averle inghiottite, si stavano svolgendo due eventi in posti ben distanti dal trio. Da un lato, un Kisshu frenetico sorvolava dall'alto la foresta alla ricerca di Berry e delle sue amiche, dopo aver versato molte lacrime amare. Per puro caso, affacciandosi oltre il limite del burrone dove aveva assistito impotente alla caduta del trio, si accorse che il suo portale, che aveva attivato precedentemente, era ancora attivo. Ghish, spinto dalla speranza che la sua micetta e le sue amiche potevano essere ancora vive, seguiva le loro tracce. Ogni minuto che passava e vedeva nuove tracce fresche lasciate da loro, il suo cuore batteva sempre più forte per la gioia immensa di avere dimostranti schiaccianti che tutte loro erano sopravvissute in qualche modo alla caduta.

Sempre nella stessa foresta, dall'altra parte, Pam era riuscita a fuggire dalla casa-base senza farsi prendere. Dopo aver consegnato i viveri ai bambini ed avendo accertato che stavano tutti bene, si stava incamminando verso la sua abitazione temporanea nella sua forma umana. Per sua sfortuna, un ringhio minaccioso si udì negli intorni. Sentendo un cattivo presagio, vide che il lupo maschio di nome Duncan era uscito da uno dei cespugli e, ringhiando, si stava minacciosamente avvicinando all'ereditiera. Pam sapeva benissimo che il lupo, come il resto del mondo animale, aveva un forte sesto senso. Nonostante avesse fatto del suo meglio per nascondere la sua doppia natura animalesca, l'istinto del lupo non poteva essere ingannato. Duncan, come gli altri animali, percepiva chiaramente la lupa in lei. Forse, anche memore del loro recente scontro, il lupo testardo voleva una rivincita?

L'ereditiera del clan Uchiha era molto restia a trasformarsi per un secondo scontro, dato che alcune sue ferite non erano ancora del tutto guarite, anche con la sua capacità di guarigione accelerata. In questo caso, la guarigione era molto lenta a causa della frustrazione, e una trasformazione improvvisa in mezzo alla foresta con un lupo che la fronteggiava non garantiva la sicurezza che nei paraggi non ci fossero degli Cyniclons. Duncan, da quanto Ishur le aveva detto, aveva un padrone, e questo le poteva creare dei problemi. Cercando di mantenere la calma, Pam tentava di afferrare un bastone, ma il lupo, con un forte ringhio di avvertimento, le fece capire di non scherzare con lui. Pam alzò le mani come segno di resa e, mentre vedeva il lupo prepararsi ad attaccarla, un secondo rumore fece voltare i due avversari. Con sorpresa somma della ragazza, da un cespuglio anonimo emerse Zanna Bianca, che non diede tempo a Duncan di muoversi e lo attaccò subito.

Lo scontro tra i due animali era inevitabile. Duncan, percependo Pam come una minaccia per il suo territorio, si stava preparando ad attaccarla, mentre Zanna Bianca, venuta in soccorso alla sua padrona, stava affrontando il suo avversario con grande determinazione. Duncan, ringhiando, cercava di girare intorno a Zanna Bianca per aggredire l'ereditiera, ma il forte istinto di protezione della lupa glielo impedì, mettendosi tra Pam e il lupo ostile. I due lupi ringhiavano e, mentre lo scontro continuava, si spostavano, mordendosi a vicenda e dando potenti zampate. La polvere sollevata dallo scontro riempiva l'aria, e la foresta, fino a pochi minuti prima avvolta nel silenzio, era diventata il campo di battaglia.

Pam sapeva che intervenire sarebbe stata una mossa rischiosa, ma riflettendo attentamente, si chiedeva cosa ci facesse la sua lupa nel territorio dei Cyniclons. Un pensiero orribile le passò per la testa. Sentendo altri suoni e voci che conosceva bene e non sentiva da mesi, voltandosi, i suoi occhi si spalancarono per lo shock nel vedere il duo di amiche in cattive condizioni e una Paddy svenuta tra le spalle della rossa. Senza dare il tempo alle nuove arrivate di prendere fiato, Pam si avvicinò a Strawberry, prendendo la bambina svenuta e notando che anche lei non stava molto bene. Anche le due amiche erano sorprese da rivedere Pam in questa foresta sconosciuta. Senza sapere nulla della maggiore, erano molto preoccupate per le sue sorti. Un lungo abbraccio da parte dell'ereditiera le aveva prese alla sprovvista, prima di iniziare il suo interrogatorio.

P.m: - Lory!?... Strawberry!?... Cosa ci fate qui?... Non dovreste essere nel mio maniero, al sicuro? -

Lo sguardo sconcertante della maggiore aveva preso alla sprovvista le due amiche, ma, stanche e affamate com'erano, sembravano poco recettive a rispondere alle sue domande. Vedendo le condizioni delle ragazzine, Pam si accorse che dovevano aver passato di tutto. Decide di metterle al riparo lontane dallo scontro in corso e, dando una veloce occhiata dietro le due adolescenti, vide che lo scontro continuava. Certo che Zanna Bianca sarebbe stata in grado di cavarsela da sola, avrebbe potuto seguirle più tardi. Con la piccola Paddy ancora venuta tra le sue braccia sicure, Pam si limitò a dire:

P.m: - Non so cosa sta succedendo, ma vi chiedo di seguirmi senza fare rumore. Da quello che posso dedurre, voi tre non siete consapevoli di essere entrati nel territorio degli Cyniclons. –

A queste informazioni appena apprese, le due amiche si fecero bianche in volto, e una lampadina si accese nella mente di Strawberry. Conoscendo le vere intenzioni di Kisshu, riuscì a mettere insieme i vari pezzi del puzzle ea capire a cosa mirava il ragazzo fin dall'inizio. Confusa com'era, non riuscivamo a comporre una frase di senso compiuto.

S:- Io, no, noi!... lui… Ki-Kisshu, lu-lui ci... correre, cadere in un dirupo, Paddy svenuta... –

Poche parole furono sufficienti a fare avanzare una prima ipotesi alla maggiore del loro gruppo, e non volendo dare nessun vantaggio allo stalker della rossa, Pam si adoperò in silenzio per guidare il gruppo in sicurezza verso la casa-base. Per sua fortuna, aveva recentemente imparato ad abbassare il suo piacere la barriera protettiva che fungeva da sentinella alla casa invisibile. Con grande sorpresa delle ragazzine, quando entrambe seguirono la maggiore ed entrarono nell'area della barriera invisibile, videro davanti ai loro occhi una casa che rispecchiava lo stile degli alieni.

Senza dire una sola parola, Pam posò con delicatezza la bambina ancora privata di sensi sul divano a tre posti in salotto. I suoi sensi da lupa le suggerivano che Paddy avesse una brutta febbre e, con passi veloci, salì al piano di sopra per prendere il suo kit di pronto soccorso. Dopo aver preso cura della bambina, Pam la portò in una delle stanze libere del piano superiore per farla riposare meglio. Scendendo le scale, il suo viso divenne impassibile quando, rielaborando le poche informazioni che Strawberry le aveva dato, si rese conto che c'era lo zampino di Kisshu. L'ereditiera si chiedeva cosa fosse successo per arrivare a questa strana e distorta trama di eventi. Le sue protette erano arrivate nel territorio degli Cyniclons ei guardiani che Pam aveva posto silenziosamente a vegliare, che fine avevano fatto? Un presagio inquietante le prese dritto al petto; forse, in qualche modo, Gwen ei suoi sottoposti erano stati compromessi da Kisshu? Non lo conoscevamo personalmente, ma le sporadiche occasioni in cui lo aveva visto all'opera avevano indicazioni sulla sua inclinazione distorta.

Arrivata in salotto, Pam vide le due amiche con la testa bassa e molto pensierose, che non si accorsero del suo arrivo. Un suo schiarirsi la gola le fece tornare al mondo reale. Alzando lo sguardo, le due amiche videro che la loro amica si stava avvicinando e, con loro sorpresa, notarono il cattivo stato di Pam e il suo zoppicare, che era un chiaro segnale di allerta. Strawberry si spostò accanto a Lory, permettendo alla nuova arrivata di sedersi anche lei sul divano a tre posti. Un silenzio calò in salotto e il nervosismo delle due amiche era evidente a Pam. Lei cercava di restare calma e, non volendo avere ulteriori mal di testa, decise di dare il tempo al duo di amiche di spiegarsi.

Pm:- Posso sapere cosa vi è successo?... e come avete fatto ad arrivare qui? –

Come previsto dall'ereditiera, queste semplici domande misero a disagio le due adolescenti. Con qualche esitazione, Strawberry fu la prima a prendere la parola.

S:- Ecco, vedi… ahahah!... Noi stavamo facendo fare una pa… passeggiata alla povera Zanna perché era molto nostalgica di te… emm!... A un certo punto è apparso Ghish e ci ha inseguite in modo così feroce che siamo riuscite a stenderlo e fuggire... fino a quando siamo precipitate in un dirupo. –

Pam, che era rimasta in silenzio, con la sua faccia impietrita non aiutava a sciogliere il nervosismo di Strawberry. Dietro di lei, Lory, come sua abitudine quando era parecchio stressata o nervosa, muoveva le dita delle mani in modo frenetico o si agitava sul posto senza guardare dritto negli occhi dell'interlocutore.

La rabbia di Pam stava salendo di livello e si notava chiaramente come il suo sguardo diventava sempre più tagliente man mano che la narrazione di Strawberry proseguiva.

P.m:- Ricapitoliamo la storia: tu, Lory e Paddy stavate facendo una "passeggiata" a Zanna perché, a quanto pare, secondo te, sentiva la mia mancanza. E lì è apparso Ghish, che vi ha inseguite in un rocambolesco inseguimento fino a quando non siete precipitate in un dirupo. E questo dirupo dovrebbe avere un portale che vi ha teletrasportato in questo antro della foresta nel territorio degli Cyniclons. Correggimi se sbaglio, ma ho tralasciato qualche dettaglio nel raccontare la tua storia? –

Il tono tagliente e con un leggero senso di sarcasmo aveva abbassato la temperatura del salotto e le due amiche si sentivano ancora più intimidite dall'ereditiera. Non era colpa loro se erano finite in questa situazione surreale, non avevano chiesto di essere inseguiti da Kisshu e rischiare di morire per una caduta in un dirupo.

L:- Beh!... ecco, io… non abbiamo scusanti per quello che è appena successo… noi non c'entriamo nulla… - (._.)

Lory stava cercando di difendere Strawberry, che la ringraziò silenziosamente appoggiando la sua mano sopra quella dell'amica, dandole il conforto ricercato. Pam si limitò a un sospiro e, prendendo la parola per esprimere la sua opinione su quanto appena sentito dalle sue protette, disse:

P.m:- Ragazze!... Io non ho mai detto di avercela con voi. Sono arrabbiata per quello che vi è successo, nessuna di voi può essere biasimata per quanto mi avete appena raccontato. Quella da biasimare sono io, che, sapendo che qualcosa del genere sarebbe potuto succedere conoscendo l'individuo che è Ghish, non ho chiesto al mio branco di vegliare su di voi in modo discreto per scongiurare qualsiasi pazzia da parte sua. –

Un secondo sospiro uscì dalle sue labbra e, vedendo che le ragazze si erano leggermente rilassate, Pam sorrise cercando di smorzare la tensione tra di loro tre.

S:- Vieni qui Paddy!? –

chiese la rossa, con il volto ancora pieno di graffi. Pam le aveva subito medicata insieme a Lory, e le due amiche trovavano questa premura da parte della licantropa confortante.

Pm:- Come già sapevo, Paddy ha la febbre e, per ora, le sue condizioni si sono stabilizzate. Tuttavia, non essendo un medico, posso solo fare del mio meglio per tutelarla nelle ore alterne. –

Pam stava sistemando il suo kit di pronto soccorso e, vedendo come le due amiche stavano osservando la stanza, le sorrise. Non volendo dimenticare le cose importanti, le richiamò:

Pm:- Adesso parliamo di cose più serie. Come ormai sapete, ho deciso di intraprendere questo lungo viaggio diplomatico con Oscar. Non volendovi mettere più ansia di quella che avete già avuto durante il mio silenzio in questi mesi, vi dico che ho accompagnato Oscar per cercare di ottenere un trattato di pace con i Cyniclons, nella speranza di fermare la guerra che dura da troppo tempo. –

Lory e Strawberry rimasero a bocca aperta quando scoprirono il vero motivo di questo strano viaggio di lavoro del conte e del perché Pam lo aveva seguito senza dire nulla. La discrezione in questo ambito era molto presa sul serio, e le due adolescenti, a differenza di Paddy, lo capirono perfettamente. Ma si sentivano comunque ferite per essere state escluse dalla loro amica. Non comprendevano tutti i meccanismi tecnici dell'essere un ambasciatore in una terra martoriata dalla guerra, ma non volendo aggiungere altro, annuirono con la testa. La lungimiranza di Pam le permetteva di capire il loro disagio e, rassicurandole, con tono dolce le parlò:

Pm:- So che vi sentite offese per il mio silenzio e che non vi ho detto fin dall'inizio del mio progetto di seguire Oscar. Ma sapete che la mia posizione di figliastra di un ambasciatore al livello di Oscar, che opera in Giappone, a pochi passi dal conflitto, mi metteva in una posizione molto compromettente. Non volendo che vi capisse nulla di spiacevole, ho preferito celarvi questo progetto. Speravo che, con delle false credenziali e iscrivendovi a scuole pubbliche, vi avrei risparmiato molti grattacapi. Ma, da quello che ho visto, ci ha pensato Ghish a sconvolgervi più della guerra stessa. –

Guardandole dritta negli occhi, la licantropa si sentiva meno ansiosa di prima, quando molti chilometri di distanza la separavano dalle sue protette.

L:- Scusami tanto Pam…vedi, io vorrei sapere dove si trova il tuo patrigno. –

In effetti, la verdina aveva girato il capo più volte alla ricerca di qualcosa, ma la risposta di Pam lasciava le due adolescenti a bocca aperta.

Pm:- Questo è il mio problema principale. Nell'ultimo incontro di Oscar con l'élite (soldati scelti per vegliare il loro sovrano), c'è stato un piccolo incidente. Una chimera canaglia ha fatto irruzione durante l'incontro sui trattati e ha attaccato tutti i partecipanti, compreso Oscar. Lui in questo momento si trova in un reparto per riprendersi dalle sue ferite. Dal momento che ci sono io, mi hanno chiesto "gentilmente" di sostituirlo fino a quando il caro vecchio Oscar non sarà completamente ripreso. –

Pam aggiornò anche su alcuni fatti accaduti nei mesi successivi al suo arrivo nel suolo dei Cyniclons, evitando però di raccontare l'incidente e le molestie che aveva subito all'inizio del suo breve periodo nel palazzo principale, e non accennò nemmeno all'altro incidente. , la sua perdita di controllo e il fatto che gli alieni l'avessero vista nella sua forma di lupa. Raccontò loro della presenza dei bambini e che nel suo tempo libero andava da loro per offrire viveri. Strawberry e Lory rimasero di stucco per l'evolversi delle dinamiche che avevano reso protagonista Pam. Vedendole con gli occhi sbarrati, la licantropa ridacchiò, e anche loro iniziarono a ridere per la situazione attuale.

Con un colpo di lancio, Pam ha ripreso la parola:

Pm:- Anche se siamo nel suolo degli alieni, vi chiedo di essere ancora più prudenti. Dovrò fare avanti e indietro tra la casa-base e il palazzo principale per sostituire Oscar. Vi chiedo anche di non avventurarvi al di fuori del perimetro della barriera che è stata impostata per difendere questa casa dagli occhi degli estranei, e continuare a usare i vostri falsi nomi per la vostra sicurezza. Allo stesso tempo, dovrò occuparmi dei piccoli licantropi, quindi abbiate pazienza per i miei lunghi periodi di assenza. –

Pam si appoggiò al bracciolo del divano e con le dita si massaggiava le tempie con movimenti lenti e circolari. Sentiva che il mal di testa stava prendendo piede e, alzando gli occhi, si accorse degli sguardi preoccupati delle due ragazzine. Pam si limitò ad alzarsi e, dando le spalle a loro, disse:

Pm:- Per adesso restate in questa casa-base; vedrò cosa posso fare per farti ritornare a casa il prima possibile. Come sapete, ora ho gli impegni di Oscar e quindi forse sarete voi tre rinchiuse in queste quattro mura. Spero solo che la tua presenza in questo posto non mi crei altri grattacapi, che ho già abbastanza per tenermi occupata nei prossimi giorni. –

L'ultima frase sembrava rivolta più a sé stessa che a loro. Con un gesto della mano le condusse in un breve tour della casa e, con un secondo controllo a Paddy, vide con sollievo che la febbre sembrava iniziare ad abbassarsi.

La sera, dal loro arrivo alla casa-base di Pam, Zanna Bianca fece finalmente il suo ingresso trionfale. Potendo ricongiungersi con la sua padrona, la lupa poteva fare festa all'ereditiera, felicissima di riaverla al suo fianco. Verso notte fonda, come programmato, dopo che il duo si era sistemato nei nuovi letti, Pam diede un'ultima occhiata a Paddy. La piccola sembrava avere un sonno tranquillo e questo la confortava. Con una leggera carezza sulla fronte della bambina, Pam scese e uscì furtivamente nel cuore della notte.

Le tenebre erano ottime alleate per la lupa. Con un grosso sacco che celava i viveri da donare ai piccoli ribelli, avvolto in una coperta e trasportato tra le fauci della predatrice, il percorso tracciato dalla sua mente era seguito con cautela. Anche in questa certezza, Pam era attenta a muoversi nella foresta ancora sconosciuta. I suoi passi silenzio eranosi e furtivi, evitando di calpestare rami che rompere il silenzio. Pam riuscì ad arrivare con qualche minuto di anticipo nei pressi della grotta dove sapeva che i piccoli la stavano sicuramente aspettando. Rimase nascosto tra i cespugli, osservando gli interni e cercando di percepire rumori o odori a lei sconosciuti che potrebbero avvertirla di presenze estranee. Vedendo che aveva il via libera, con la telecinesi aprì un dialogo per mettersi in contatto con i piccoli avvisandoli della sua arrivata.

Pm:- "Bambini, sono arrivata! Potete uscire dalla grotta e cercate di non fare rumore."-

Con questa premessa, ancora nascosta, vide che i primi musetti dei lupetti non tardarono a farsi vedere. Con molta cautela, li vide iniziare a uscire dalla grotta uno dopo l'altro. Momoka, Sarah, Joshua, James e gli altri annusavano l'aria per cercare di percepire l'odore della lupa adulta. Pam uscì dal suo nascondiglio e, vedendola, le code di alcuni di loro scodinzolavano quasi istintivamente. Pam annusava i cuccioli con il suo muso per memorizzare nuovamente i loro odori; alcuni di loro si strusciavano contro le lunghe zampe della lupa adulta, salutandola in questo modo. Appoggiando con delicatezza il sacco, si rivelarono tanti cibi squisiti pronti per sfamarli. Come al solito, i cuccioli non si fecero pregare e si abbuffarono. Pam li osservava e, con i suoi occhi, analizzava eventuali cambiamenti che mostravano anomalie, oppure se stavano crescendo sani e forti. Rifletteva, domandandosi se, trovando del tempo da dedicare a loro, poteva insegnare qualche trucco per permettere loro di occuparsi mentre lei si dedicava ad altre domande urgenti.

Pm:- "Bambini, ho qualcosa da dirvi, quindi cercate di prestarmi attenzione." –

La comunicazione telepatica era aperta per tutti loro. Smettendo di mangiare, tutti alzarono i loro capi per osservare la lupa che si stava prendendo cura di loro. Vedendo di avere la loro attenzione, proseguì.

Pm:- "Come ben sapete, da qualche tempo mi sto prendendo cura di voi, ma adesso ho avuto alcune complicanze che mi terranno lontana. Non preoccupatevi, riuscirò a trovare del tempo per portarvi i viveri, ma voglio rincuorarvi con una bella notizia: Cheveyo dovrebbe iniziare il suo lungo viaggio per arrivare in Giappone, e spero che tutto vada per il verso giusto. Dovrei riuscire a trasferirvi nel suolo degli umani, dove Cheveyo dovrebbe riuscire a rimpatriarvi in America, così potrete riabbracciare le vostre famiglie." –

Se all'inizio del discorso di Pam i piccoli lupetti erano confusi, quando arrivò la parte in cui diceva che alcune complicanze l'avrebbero tenuta lontana, i piccoli si erano agitati, per poi essere rincuorati dalla bella notizia che Cheveyo avrebbe fatto il suo viaggio per recuperarli e portarli a casa. Tutti erano felici di ricevere questa notizia, ma come aveva accennato prima, Pam li aveva avvisati di non fare troppo rumore. Nei loro cuori si erano riempiti di speranza di poter riabbracciare i propri genitori; la nostalgia di casa si faceva sempre più forte, ma Pam era con loro per proteggerli dai pericoli esterni della foresta che li ospitava in quel momento.

Da quando gli adulti si erano accorti della scomparsa dei bambini, li avevano cercati in lungo e in largo si era scatenato il panico, ma non c'era nessuna traccia di loro. I genitori dei bambini scomparsi non trovavano pace; lacrime di dolore rigavano il volto della madre di Momoka. La donna licantropa era una versione adulta della figlia scomparsa. Accanto a lei, la madre di Sarah aveva già subito un lutto simile due anni prima. Ora le due donne si facevano forza nel dolore che le univa.

?:-Momokaaa… Momokaa, la mia bambina, dove me l'hanno portata? Ridatemi la mia bambina! –

L'urlo straziante della madre di Momoka portava ulteriore dolore. Anche il resto del villaggio era a subuglio; gli abitanti non sapevano più cosa fare. Gli anziani si scambiavano alcune parole, ma nessuno sapeva come risolvere il disastro. I parenti dei bambini scomparsi erano caduti in un incubo vivente. Il loro isolamento non faceva altro che peggiorare le ricerche, e le loro suppliche di chiedere l'intervento di Zannafè erano state vane. Le minacce di pesanti ripercussioni da parte dell'usurpatore avevano acuito ancora di più lo sconforto del villaggio.

All'insaputa di tutti, approfittando del clima, nella stessa buca scoperta dai bambini era stata scavata una buca ancora più grande, allargando il terreno sottostante e permettendo la fuga del licantropo. In mezzo alla boscaglia, un lupo dal manto nocciola stava correndo per mettere una maggiore distanza tra sé e il villaggio natale, dove Zannafè lo aveva portato da un luogo confortevole e quasi paradisiaco a uno lugubre, simile a un campo di concentrazione. I rami si spezzavano sotto le zampe del grosso lupo, mentre egli continuava a correre. Approfittava di quel momento per osservare l'ambiente circostante; l'aria fresca sfiorava il suo folto pelo e le sue orecchie captavano suoni che non avrebbe mai immaginato di udire.

?:-"Dicono che la libertà è come una leggera ebrezza, basta poco per perderla."

Questo era il pensiero del licantropo in fuga. Dopo un lungo percorso, il giovane raggiunse finalmente la sua destinazione. Vedendo una casa nascosta nella foresta, il giovane lupo potrà trasformarsi in un adolescente. Alto nella media, con carnagione chiara, occhi scuri e capelli corti castani che rispecchiavano la pelliccia della sua forma di lupo, l'adolescente si avvicinava silenziosamente all'abitazione che sembrava disabitata, dato che con il suo udito non captava alcun suono al suo interno .

Arrivato davanti all'ingresso dell'abitazione, il giovane esitava per qualche motivo. Forse i suoi sensi da lupo lo mettevano in allerta riguardo alla foresta dietro di sé. Non essendo del tutto tranquillo, alzò il cappuccio della sua felpa grigia, sistemò leggermente i pantaloni scuri per assicurarsi che non fossero stropicciati, controllò che le scarpe da ginnastica non fossero sporche di fango e si accertò che i capelli nascosti sotto il cappuccio non fossero in disordine. Se voleva parlare con Cheveyo, doveva essere preso sul serio dal vecchio sciamano; il giovane doveva avere una buona presenza. Ma distratto com'era, non si accorse di una presenza alle sue spalle. Una grossa lama gli fu puntata sotto la gola. Sentendo il freddo metallo a contatto con la pelle, il giovane divenne subito pallido in viso e, inghiottendo la saliva, mostrò il suo disagio.

Dopo qualche secondo di panico, il giovane vide con grande sollievo che il pugnale era stato tolto dal suo aggressore, e una voce profonda e maschile lo prese alla sprovvista.

C:- Vedo che tutti voi del villaggio avete la brutta abitudine di venirmi a visitare senza alcun invito da parte mia. Anche se non dovrei essere così sorpreso, dato che anche il tuo fratello più piccolo, James, ha questa abitudine, vero… Matthew? – ᓀᓀ

Il tono con cui Cheveyo pronunciò il suo nome suscitò un certo allarme nel ragazzo. Tuttavia, vedendo che lo sciamano si avvicinava, il giovane Matthew si fece da parte e vide che l'anziano stava estraendo le chiavi di casa e aprendo la porta. Entrato, si voltò verso il giovane licantropo e le sorprese con la sua frase.

C:- Che fai, non voci?... Hai bisogno di un invito scritto da me per entrare? Muoviti, qui si gela. –

Con tono brusco, Cheveyo fece entrare il giovane licantropo. Mentre metteva dell'acqua a bollire nel suo bollitore, lo fece accomodare in cucina. Matteo osservava l'arredamento della stanza; essendo la prima volta che visitava il vecchio sciamano del villaggio, trovava la casa calda e accogliente. Una tazza gli venne messa davanti e, mentre entrambi si sedevano uno di fronte all'altro, attesero che il bollitore si fischiasse per indicare che l'acqua era pronta. I due licantropi rimasero in silenzio. Lo sciamano aveva un'idea del perché Matthew fosse venuto da lui in tutta fretta, ma sentiva che, se non fosse stato lui a parlare per primo, il ragazzo avrebbe perso il coraggio di esporre le sue domande.

C:- Ragazzo, parla!... Non ho tutto il giorno da spendere per te, ho una valigia che deve essere ancora riempita delle mie cose. –

Appena lo sciamano accennò alla sua valigia, l'attenzione di Matthew si focalizzò su di essa e lo portò a prendere la parola.

M:- Valigia!... Voi dovete partire? Proprio ora che abbiamo più bisogno di voi? Il nostro villaggio sta attraversando un'emergenza critica. –

Il ragazzino si agitò sentendo che lo sciamano seduto davanti a lui sarebbe partito a breve. Da quello che aveva sentito dagli adulti, lui era l'unica possibilità per ritrovare i bambini. Matthew aveva sempre ascoltato racconti orribili dagli anziani riguardo alla presa di potere di Zannafè avvenuto ben trent'anni prima, e molti di loro perirono durante l'assedio da parte del tiranno usurpatore e dei suoi cani pazzi. E coloro che riuscirono a fuggire dal villaggio assediato furono condannati a una vita di vagabondaggio senza una fissa dimora, braccati dagli scagnozzi del traditore. Il fischio assortito del bollitore lo riportò alla realtà e, vedendo Cheveyo riempire le loro tazze di tè, il giovane lupo accettò il tè ben volentieri. L'anziano, vedendo lo stato d'animo sconvolto di Matthew per la sua imminente partenza, pensò che forse condividere i suoi pensieri sarebbe stato positivo. Posando la sua tazza fumante, attirò l'attenzione del ragazzo.

C:- Matthew, così già perché sei venuto di corsa da me, con il grosso rischio di essere scoperto e ucciso sul posto dagli scagnozzi di Zannafè. –

Gli occhi di Matthew si spalancarono alle parole del saggio. Vedendo il volto serio di Cheveyo, capì che forse la sua venuta non era stata così necessaria.

M.- Ma!... Come lo sapete? –

Era normale che Matthew fosse senza parole. Nessuno al di fuori del villaggio sapeva che tipo di inferno stessoro subendo lui e gli abitanti a causa di quel bastardo. Solo a pensarci, digrignò i denti e con il pugno serrato in una forte presa sentiva che, se non si fosse calmato, avrebbe rischiato di trasformarsi nella cucina del suo ospite.

Vedendolo agitarsi, Cheveyo prese un lungo sorso del suo tè e, attendendo il momento propizio per parlare con il giovane, attese che si calmasse.

C:- Forse tu non lo sai, ma anche se vivo qui tutto solo, lontano dal villaggio, non sono estraneo alle vicende che avvengono lì. Ho occhi e orecchie ovunque. Vengo aggiornato su quello che sta combinando Zannafè e, credimi, se non volessi strangolarlo per quello che sta facendo al nostro villaggio… E poi, come puoi intuire, ho avuto modo di ospitare periodicamente il tuo fratellino e gli altri bambini. –

Quando Cheveyo accennò al tiranno, la sua voce assunse un tono carico di collera, mal celando la sua rabbia verso il traditore. Matthew bevve anche lui il tè e, riflettendo attentamente, gli venne un'illuminazione.

M:- Sapete cosa è successo al mio fratellino e agli altri bambini del villaggio? Tutti stanno impazzendo, e vedere mia madre non darsi pace per la scomparsa di James mi fa impazzire di brutto. –

C:- Purtroppo lo so eccome… L'incidente è avvenuto a casa mia e non ho potuto fare nulla per scongiurare una svista che avrebbe potuto diventare molto tragica. – (-ι_- )

Matthew aveva il cuore che palpitava velocemente. Finalmente lo sciamano stava per rivelare qualcosa sulle sorti del suo fratellino e dei suoi amici.

C:- Loro… Da qualche tempo venivano da me per trascorrere dei momenti spensierati e farmi un po' di compagnia. Quel giorno specifico, mentre stavo preparando una crostata per loro, quei piccoli birbanti si erano messi in testa di giocare a nascondino. Non ebbi nulla da ridere… Purtroppo, non sapevo che alcuni di loro si erano addentrati in soffitta e avevano trovato un artefatto un po' particolare… Non sapevo che fosse intriso di un potere strano. Non so cosa sia successo nello specifico, ma nel caos che quelle piccole canaglie provocate hanno nella mia soffitta, devono aver attivato accidentalmente l'oggetto incriminato. Ebbi solo il tempo di vedere che tutti furono risucchiati da una forte luce e, un attimo dopo, non c'erano più. –

Il racconto di Cheveyo mise in soggezione Matthew. Ora sapeva cosa era successo al suo fratellino e agli altri bambini, e questo gli procurò una strana sensazione nel petto. Cheveyo, vedendolo pensieroso, pensò bene di rincuorarlo dicendo le seguenti parole:

C:- Matthew, non devi preoccuparti per James e gli altri bambini; loro stanno bene. Ho avuto modo di mettermi in contatto con una persona fidata che si sta prendendo cura di loro in questo momento. –

Matthew era sia sollevato che ansioso di sapere ulteriori notizie del fratello più giovane, ma le labbra del vecchio licantropo erano, per qualche strano motivo, sigillate. Il giovane non aveva alcun motivo per dubitare delle parole dell'anziano, ma sentiva crescere nel suo petto un grosso macigno a causa del silenzio del suo interlocutore. Matthew si chiedeva cosa lo stesse trattenendo dal dirgli dove si trovavano i bambini. Ogni singolo abitante del loro villaggio era prezioso per la comunità, anche a causa delle avversità che stavano subendo da ben trent'anni per colpa dell'infame. Il villaggio era suddiviso in molte aree, e tutti si sentivano uniti dal forte cameratismo e dalla speranza che un giorno il vero erede di Elizabeth Uchiha potesse tornare e rimettere le cose a posto.

L'anziano sentiva che doveva rimandare il giovane licantropo al suo villaggio, poiché la sua assenza avrebbe potuto essere notata in qualsiasi momento, e di certo Zannafè non era molto clemente con chi osava disobbedirgli, sia direttamente che trasmetteva.

C:- Torna a casa ora!... Si sta facendo tardi, e non credo che tu voglia dare un altro dispiacere alla tua povera madre. E prima che tu me lo chieda, sto partendo per andare a recuperare James e gli altri, e non cercare di convincermi a portarti con me, perché la mia risposta è un assoluto no. –

Cheveyo non volle dare a Matthew il tempo di replicare. Lo mandò via dalla sua casa e, chiudendo in modo un po' brusco l'ingresso, lo spiò da una delle finestre del salotto. Per sua fortuna, vide che il ragazzo riprese le sue sembianze lupine e si addentrava nella fitta boscaglia della vegetazione.

Nei paraggi dell'abitazione dello sciamano, due paia di occhi gelidi avevano assistito alla dinamica tra i due licantropi. Un grosso lupo grigio, con una profonda cicatrice che partiva dall'occhio sinistro e proseguiva lungo una parte del collo fino alla spalla, era evidenziata dalla mancanza di pelo nell'area cicatrizzata della vecchia ferita. Il lupo, dopo aver atteso un certo tempo, tornò al villaggio del giovane appena partito. Facendo la sua contro-mutazione, un uomo sulla quarantena fece la sua apparizione all'ingresso principale del villaggio assediato. Era alto, con capelli grigi raccolti in un piccolo codice dietro la testa. Anche la sua barba incolta e il suo vestiario trasandato erano visibili a un miglio di distanza, rispecchiando la sua trascuratezza. Una camicia semi-bottonata metteva in evidenza alcune piccole cicatrici sul petto, rivelando un corpo asciutto e quasi privo di muscoli. I pantaloni scuri erano sporchi di fango in alcuni punti, e gli stivali non stavano meglio. Mentre si incamminava verso l'ingresso principale del villaggio, era sorvegliato da due sentinelle. Non prestò la loro attenzione, sorpassandoli e avanzando con passi decisi verso una meta ben precisa.

Entrando in un grande edificio, percorsi il lungo corridoio semi-buio e, arrivato davanti a una porta chiusa, bussò.

?:- Signore, sono io… Posso disturbarvi? Avrei qualcosa da comunicarvi in tutta fretta. –

?:- Avanti! –

La voce che proveniva dall'altra parte della porta chiusa diede il permesso di entrare. Chiusa la porta alle sue spalle, l'uomo ebbe una conversazione che avrebbe cambiato le sorti degli abitanti del villaggio.


ANGOLO AUTENTICO:

Anche questa volta soro è riuscita a completare quest'altro capitolo, lungo ma dà anche le sue soddisfazioni. Fragola e le altre sono finite nel suolo Cyniclons, e questa volta si troveranno in guai seri; ovviamente Ghish ha la sua parte di colpa in questo pasticcio.

Anche Pam tra gestire loro tre, ei cuccioli con l'aggiunta del suo nuovo status temporaneo di ambasciatrice, credo proprio che la poverina dovrà avere una lunga vacanza.

Kisshu questa volta ha oltrepassato il limite, anche sé io l'ho sempre preferito al posto di quel stoccafisso di Mark, lo dico e l'ho ripetuto: Il comportamento di Kisshu non è normale, la sua ossessione per Strawberry è alla stregua di uno stalker. I suoi comportamenti sono tossici non solo per la ragazza l'oggetto dei suoi impulsi malati, ma anche per sé stesso.

Io per esigenze della trama della mia storia, mi limite a seguire la trama originale del cartone, anche perché sento che Kisshu sé venisse motivato dalle persone che gli stanno intorno potrebbe "riuscire" a rinsavire.

Dico questo anche perché, devo ammetterlo sono sempre stata attratta e fan sfegatata di queste coppie tra eroine ei loro antagonisti maschili:

-Fragola x Ghishua

-Sailor Moon/Bunny/Serenity x Principe Diamond

-Pam Fujiuwara x Profondo Blu

-Bloom x Valtor

Queste sono alcune copie che ho citato, era per farvi un po' capire meglio che tipo di tipologia di coppie a me piacciono, l'ho so dovrei essere disgustata ma piacciono perché nei loro spettacoli nessuna di queste coppie è concretizzata.

* Mi sono ispirato all'incantesimo Extension Charms, della serie di Harry Potter. E per essere più precisi, ho preso spunto a questo incantesimo grazie ad Hermione che usò questo ciondolo sulla sua piccola borsa di perline durante la ricerca degli Korcrux.

/wiki/Estensione_Charm

Questi portali hanno una forma circolare, quasi come un anello luminoso. Il bordo del portale è delineato da una luce blu brillante, che emana un'aura futuristica e tecnologica. Al centro del portale, invece, si può vedere un effetto visivo che ricorda la distorsione dello spazio, come un vortice fluido e traslucido che permette di intravedere il luogo di destinazione dall'altra parte. Il contrasto tra la luce intensa del bordo e il movimento dinamico al centro crea un senso di energia in costante movimento.

Credo di aver detto tutto!...

Che cosa posso dire, vi auguro una buona lettura e alla prossima, e ricordatevi di lasciare una vostra recensione su quello che ne pensate e alla prossima.

Kledy.❤️