"Dr Redmond, grazie di essere venuto" disse Sharon stringendogli la mano.

"Salve, si figuri"

"Ha portato tutto quello che le serve per fare le analisi adeguate?"

"Certo, ma cosa volete che dica ai ragazzi?"

"Ancora niente, metta soltanto quello che le serve sopra il tavolo e si assicuri che vedano cosa stia facendo.

Andy, vuoi mostrare al Dr Redmond la Sala Conferenze?"

"Ok! Ah che dici della prova, credi che.."

"Mi occuperò dei ragazzi se aiuti il Dr Redmond ha sistemarsi, grazie"

"Prova?" chiese Redmond una volta solo con Flynn.

"Già, ci sposeremo domani"

"Congratulazioni, è fantastico"

"Lo sarà se accadrà. Di qua Dottore" disse Andy cercando di essere spiritoso, ma il suo cuore era pesante.

Sharon intanto era tornata dai figli.

"Ok, parleremo di tutto più tardi.

Io non ho bisogno e non voglio che vi preoccupate per me, sul serio"

"Torniamo alla prova solo un secondo" disse Rusty.

"Tutto quello che devo fare è cercare di sembrare stupenda e camminare lungo la navata tranquillamente, non serve provare per questo"

"Si ma mamma..." disse Em.

"Ho detto che non serve provare per camminare lungo la navata, ora se volete restare, Rusty vi mostrerà la Sala Ristoro. Padre, a domani sera."

"Questo è un altro di quei momenti in cui pregare è la miglior cosa da fare" disse Padre Stan.

"Lo dice sempre"

"Ricky!" esclamò Emily dandogli un schiaffo sul petto.

Finalmente quella sera, come per miracolo, chiusero il caso e per festeggiare Buzz scattò loro una foto mentre fuori dall'ufficio si teneva la rassegna stampa a causa della pioggia.

"Comandante, posso entrare?" chiese Andy dopo aver bussato.

Tutti se ne erano andati ma ovviamente lei doveva finire dei documenti.

"Certo Tenente si accomodi" rispose con un sorriso stanco mettendo giù la penna.

Le piaceva quando facevano gioco di ruolo.

"Come ...si insomma, come va?"

"Bene. Mi stavo portando avanti con degli incartamenti per la prossima settimana così Provenza non sarà troppo impegnato quando ... che c'è?" chiese quando lui espirò sonoramente e scosse la testa.

"Credo... che forse... dovremmo rivedere qualche priorità"

"Di che genere?"

"Il matrimonio Comandante"

"Che vuoi dire?"

"Non credo ... sia ... quello che vuoi"

"CHE COSA?!"

"Beh, capisco che abbiamo già rinunciato ai nostri piani della luna di miele e abbiamo dovuto optare per un'alternativa ma.."

"Scusa tanto se sono malata di cuore!" esclamò con più rabbia del dovuto.

"Ma è proprio di questo che sto parlando! Non ti sei mai fermata un attimo, questo caso ti ha prosciugato e non hai.."

"Sono a capo di questa squadra non posso prendermela comoda!"

"Sei tu che hai appena ammesso di soffrire di cuore"

"Anche tu"

"Già, e come ti ho detto, ogni volta non esiti a mettermi in panchina..."

"Non ho cosa?"

"Eh?"

"Hai detto NON HAI.. finisci la frase"

"Non so, pensavo che per le donne l'organizzazione del proprio matrimonio fosse importante invece non mi sembra che tu..."

"Pensi che non mi sia concentrata sul nostro matrimonio? Perché non voglio fare le prove della camminata? Dio mio, cammino da tutta la vita... non ho bisogno di provare!

E poi sarò con mio padre che.."

"Non lo sarai"

"Che vuoi dire?"

"Mi ha appena chiamato. Sia lui che zio Perry saranno ad una convention di avvocati e giudici come oratori. Non si possono ritirare, e ovviamente le mogli andranno con loro. Era terribilmente dispiaciuto"

"E perché ha chiamato te?"

"Perché non rispondi mai in orario d'ufficio a meno che non sia lavoro? Per non darti un dispiacere? Perché sono settimane che sei più impegnata del presidente? Non lo so"

"Zio Seth?"

"Riunion del battaglione"

"Inaudito. Chiederò a nonno Jim"

"Influenza, e i genitori di Andrea saranno lì per accudirli"

"Tom e Jean non si rifiuteranno"

"Tom è in crociera sul Nilo, e Jean in Europa"

"Non posso crederci" disse alzandosi e andando alla finestra.

"Forse è un segno"

"Che vuoi dire?" chiese preoccupata voltandosi.

Lui le indicò la targa sulla scrivania.

"Non si può avere tutto dalla vita Sharon. Non ti chiedo di rinunciare a qualcosa per me, ma forse non dobbiamo stare insieme. Non così, non come marito e moglie"

"Andy non dire sciocchezze. Posso andare sola all'altare oppure chiederlo a Ricky"

"Dannazione Sharon, lo vedi?"

"Vedere cosa?"

"Non te ne frega niente. Se va bene ti sei scelta il primo vestito che Emily ti ha supplicato di provare.

Dovevamo organizzare insieme ma questo lavoro ce lo ha impedito.

E alla notizia dell'ultimo secondo che tuo padre non ti accompagna, quasi ti offendi e cerchi un sostituto così" disse esasperato, schioccando le dita per far capire il punto.

"Cosa suggerisci? Strapparmi i capelli? Andare a prendere mio padre?"

"Annullare il matrimonio"

"Non sei serio!"

"Credi che è questo che voglio!"

"Lo hai suggerito tu"

"Già solo perché non riusciamo nemmeno a parlare cinque minuti senza litigare. Non lo voglio per te Sharon. Lo hai già avuto" e se ne andò.

Arrivato agli ascensori si diede dello stupido, fece per tornare indietro ma senti i tacchi dietro a lui e la sua voce rotta dal pianto.

"Non l'ho avuto. Ogni litigata con te è meglio di qualunque momento di solitudine con ... lui.

Ti prego Andy. Io ti amo. E mi dispiace, per tutto.

Ho paura. Paura che ora sono così vicina alla felicità posso perdere tutto. Ho preferito concentrarmi sul lavoro più che sul nostro matrimonio per tenere occupata la mente. Ma credimi ti amo con ogni fibra del mio essere. La promozione, il lavoro, non hanno senso senza di te.

Sono stata pessima ma ti prego..."

La zittì baciandola sonoramente e, senza staccarsi mai, la portò nel suo ufficio dove beh, spazio all'immaginazione...