Capitolo 13: casa dolce casa

Candy e i suoi fratelli partirono alla volta di villa Andrews. Annie e Patty cominciarono i preparativi per tornare a casa. Entrambe le ragazze abitavano a New York, mentre Terence e Albert si preparavano per ritornare a San Francisco. Si erano ripromessi di tenersi in contatto e vedersi ancora.

A Candy dispiaceva lasciare le sue amiche, ma non vedeva l'ora di riabbracciare zia Elroy. Era stata invitata anche lei al party dei Leagan, ma aveva disdetto all'ultimo minuto. Quando poteva, evitata come la peste i Leagan.

Una volta arrivati Candy si precipitò ad abbracciare sua zia. La donna stava aspettando il loro arrivo davanti alla porta principale. Insieme a lei i genitori di Tom.

"Piano tesoro. Non sono più quella di una volta", disse con dolcezza la signora Andrews.

"Ciao zia", dissero in coro i ragazzi.

"Amori miei. Sono così felice di riavervi nella mia vita".

Tom si avvicinò ai suoi genitori che guardavano il ragazzo commossi. Tom quando li lasciò per andare a studiare in un collegio privato, era solo un adolescente. Ora la sua famiglia aveva di fronte un giovane uomo, alto, di bell'aspetto. Tom abbracciò entrambi visibilmente commosso anche lui.

A differenza di Candy, i ragazzi potevano scrivere e ritornare per le vacanze a casa. Tom però non era tornato a trovarli. I suoi genitori quando era un bambino avevano fatto molti sacrifici per lui. Voleva tornare a casa si, ma voleva anche essere degno di loro, di tutto il loro amore e di tutte le loro tribolazioni.

Il ragazzo ringraziò la signora Andrews per averli permesso di frequentare una scuola tanto prestigiosa.

"Sei un bravo ragazzo Tom. Meriti il meglio dalla vita. Tutti voi meritate il meglio dalla vita. Guardatevi, siete tutti così belli. Eravate dei ragazzini quando siete partiti e ora, ora…"

La signora Andrews era commossa.

"Ragazzi, abbraccio a panino per la zia", disse Stear.

"Ora basta. Andate nelle vostre camere e preparatevi per la cena", disse amorevolmente la zia.

I ragazzi raggiunsero le loro stanze. Candy era felice di ritornare nella sua. Amava la sua camera da letto. Archie l'aveva decorata e arredata con tanto amore solo per lei. Stear era altrettanto felice. La sua stanza era ingombra di libri e progetti vari. Aprì una delle sue valigie e tirò fuori i nuovi progetti. Non vedeva l'ora di rimettersi all'opera sulle sue invenzioni. Aveva provato in collegio a costruire qualcosa, ma finiva sempre in punizione, perché tutto quello che realizzava alla fine faceva più danni che altro.

Archie dal canto suo era sereno perché finalmente poteva dormire da solo e non in una camerata con altri studenti. Soprattutto era contento di non sentire più Stear borbottare nel sonno.

Anche Anthony era contento di ritornare alle sue vecchie abitudini. Il ragazzo amava rifugiarsi nella sua stanza per pensare e sognare, senza essere preso in giro dai suoi fratelli.

La cena fu servita verso le 19:00. Candy era felice di vedere che insieme a loro cerano anche i coniugi Stevens e Tom.

"Candy, tesoro, come è stata la tua esperienza in collegio", chiese dolcemente la zia Elroy.

Candy arrossì un po'. Aveva sempre trovato alcune delle regole del collegio assurde. Altre invece una vera mancanza di rispetto verso la propria privacy. Decise di dire una mezza verità.

"È stata un'esperienza molto interessante e gratificante zia".

"Veramente?"

"Si, zia".

"Allora le cose all'interno del collegio sono cambiate. Ricordo che c'erano regole assurde come ad esempio considerare qualunque allieva una rivale".

Candy per poco non si strozzava.

"Sono contenta che tu sia riuscita a fare delle amicizie la dentro. Sono passati decenni, ma ricordo ancora i miei anni in collegio. Nessuna visita ai parenti perché mi consideravano inferiore dato che ero americana. Uno stato che loro credevano barbaro. Nessuna amicizia… ma cosa peggiore nessuna privacy. Si azzardavano a leggere le nostre lettere".

"Zia anche tu sei andata alla Royal Saint Paul School", chiese Candy.

"Si, lo ricordo come il periodo peggiore e migliore della mia vita".

Candy arrossì. Sapeva molto bene a cosa si riferiva la zia Elroy. Peggiore per la severità del corpo docenti e non solo loro, migliore per l'istruzione che veniva data. Anthony intervenne in suo aiuto.

"Candy ha raccontato di tutte le sue amiche. Due di loro sono diventate le sue amiche più care: Patty e Annie. Erano presenti anche loro alla festa organizzata dai Leagan per sponsorizzare i loro figli".

Anthony guardò con la coda dell'occhio Tom.

"Sponsorizzare? Così Sarah ha deciso di trovare un pretendente per Eliza".

"Si, e anche una futura moglie per Neal", disse Anthony.

"Poveretti, sposare un Leagan. Mi fanno già pena", disse Archie.

Tom strinse i pugni.

"Eliza non è cattiva come pensiamo noi", disse Anthony.

"Cosa? Mi sono perso qualcosa?" disse Stear.

"Nella traversata per andare a Londra Eliza ha salvato un gabbiano ferito".

"Probabilmente voleva farlo arrosto", disse Stear.

"E mangiarlo", aggiunse Archie.

"Lo ha preso tra le braccia, quando tutti lo schifavano per salvarlo", continuò Anthony.

"È stata gentile anche con me", disse Candy.

Archie stava per quasi per soffocare.

"State parlando di Eliza, nostra cugina Eliza?", disse Archie.

Candy sorrise.

"Ti chiedo scusa zia, ma ho omesso la verità sul collegio. Le regole non sono cambiate. Sono però riuscita veramente a fare amicizia con Annie e Patty. Eliza sapeva tutto, ma non mi ha mai messo in cattiva luce e nemmeno ha usato questo piccolo segreto contro di me".

"Forse era troppo occupata a fare qualcos'altro", disse Archie.

"Sono anaffettivi", disse sconsolato Tom.

"Ma che dici Tom. Sono straviziati. Vengono accontentati in tutto. Non sono mai contenti di quello che hanno e vogliono sempre di più", disse Stear.

"Non hanno amore. Non sono mai contenti perché non riescono a compensare quella mancanza". Tom era alterato... e stanco.

I ragazzi guardavano esterrefatti il loro amico.

"Scusa come fai a dire questo?" incalzo Archie.

La signora Andrews ascoltava con mola attenzione la conversazione dei suoi ragazzi.

"Una delle suore del collegio di Candy ha notato questa cosa", disse Tom.

Il ragazzo pensò ad Eliza. Voleva amarla, voleva compensare quella mancanza, voleva renderla felice.

Stear ricominciò a parlare, per rompere quel silenzio imbarazzante. Parlava delle invenzioni che aveva ceracto di costruire in collegio. Archie, di come la moda e l'estetica in generale stava decadendo. Anthony dei corsi extrascolastici che aveva frequentato e Candy della bellissima biblioteca della scuola. Per tutto il resto della cena nessuno fece alcun riferimento ai gemelli Leagan.

La signora Andrews prima di congedarsi disse a Tom:

"Mio caro Tom, credo che tu possa essere un ottimo candidato per la sua mano. Ma soprattutto penso che tu possa renderla felice e amata mia nipote. Se vorrai corteggiare Eliza avrai il mio appoggio".

Il ragazzo la guardò con stupore.

"Come fate a sapere…"

"Coma fai a sapere Tom. Devi darmi del tu. Considerami come una zia acquisita. Per quanto riguarda la tua domanda ragazzo mio, ho semplicemente visto la tua reazione quando i ragazzi dicevano delle cose molto poco carine verso Eliza. E poi vedo il tuo viso, come si illumina quando pensi a lei e quel breve attacco di gelosia mentre parlavo di un futuro pretendente alla mano della ragazza".

"Grazie", disse semplicemente il ragazzo.

"Non sarà semplice però. Lei stessa potrebbe rifiutare il tuo corteggiamento e la futura proposta di matrimonio", disse la signora Andrews.

"Lo so, ma non voglio arrendermi. Voglio che diventi mia moglie".

"Sei ancora molto giovane per pensare al matrimonio, ma ti confesso che la tua maturità mi riempie di orgoglio. Mio amato nipote".

Il ragazzo era visibilmente commosso.