Scusate il ritardo

Capitolo 15: volevo solo dormire

Stear, Archie, Anthony, Candy e Tom, insieme ai suoi genitori, scesero a fare colazione. Candy era ancora disorientata dal sogno che aveva fatto. Erano passati 14 anni dalla prima volta che aveva visto Neal al collegio.

Ricordò la dolcezza del loro primo incontro. Daniel era stato gentile con lei all'epoca. Arrossì appena. Ricordò che aspettava sempre il bambino vicino alla rete che separava la loro zona dal resto del collegio. Finché non lo rivide.

Il bambino si era avvicinato, ma questa volta non aveva un'espressione gioiosa sul volto.

"Mia madre non vuole che parli con te. Scusa", disse mesto Neal.

"Perché?", chiese ingenuamente Candy.

"Lei dice che quelli come me non devono avere alcun contatto con quelle come te".

"Perché. Ho fatto qualcosa di male?"

"No, tu non hai fatto nulla. Non so perché mia madre non vuole questo… mi dispiace. Questo è un addio".

Daniel chiese a Candy di avvicinare il suo volto alla rete. Lei lo fece e lui sfiorò le sue labbra con un casto bacio.

Da allora lei non aveva mai smesso di andare vicino alla rete nella speranza di rivederlo. Aveva fatto questo per diversi anni. Lui era ritornato cinque anni dopo. Entrambi avevano 11 anni. Ma lui era cambiato. Non era più un bambino dolce, era diventato dispettoso, arrogante, superbo… cattivo. Anche con lei.

"Va tutto bene Candy?", chiese Anthony.

"Si certo", rispose frettolosamente la ragazza.

"Oh la nostra Candy si è innamorata", disse divertito Stear.

"Chi è il fortunato?", chiese curioso Archie.

"Non sono innamorata", disse nervosamente la ragazza.

"Sei arrossita sorellina", continuò Stear.

"Candy è innamorata, Candy è innamorata…", canticchio Archie.

"Smettetela". La ragazza arrossì ancora di più.

"Albert o Terence?", chiese curioso Tom.

"Nessuno dei due".

"Ragazzi, ora basta. State mettendo vostra sorella in imbarazzo".

"Si zia, scusa sorellina", dissero in coro i nipoti.

Candy fece un respiro profondo e chiese alla signora Andrew di potere uscire un attimo. La donna acconsentì.

Anthony osservò i suoi fratelli. Sapevano essere molto fastidiosi quando volevano. Ma anche lui era curioso di sapere chi aveva preso il cuore di sua sorella. Decise di seguirla.

"Ehi fratellino. Informati su chi è il ragazzo di Candy, poi riferisci", disse sottovoce Stear.

Anthoni annuì anche se non aveva alcuna intenzione di tradire la fiducia di sua sorella.

"Ehi Candy!"

"Anthony ti prego non chiedermi niente".

"Nessun problema sorellina. Lo farai quando ti sentirai pronta"

"Grazie".

Tornarono nella sala da pranzo ad uso esclusivamente della famiglia.

"Ehi avete saputo l'ultima. Quella scema di Eliza ha tentato il suicidio", disse Stear.

"Che cosa?" dissero in coro Candy e Anthony.

"Si, è così", disse Archie.

"Archie che cosa hai fatto all'occhio", chiese Candy preoccupata.

"È stato Tom quando nostro fratello si è messo a ridere. Archie è in punizione, non può andare da nessuna parte almeno per due settimane".

"Perché hai riso Archie, quello che è successo a Eliza è orribile", disse sconvolta Candy.

"Oh andiamo, conoscete Eliza. Chissà quale piano ha messo in atto per avere l'attenzione mondiale".

"Vuoi dire che lei lo ha fatto apposta?" domandò Candy.

"Si", dissero Archie e Stear all'unisco.

Candy rimase senza parole.

"È in punizione anche Tom?" domandò Anthony.

"No, Tom è andato a villa Leagan con la zia"

"Vuoi andare anche tu Candy?" chiese Anthony.

La ragazza annuì. Sellarono i cavalli e partirono verso villa Leagan. Raggiunsero con facilità la carrozza di zia Elroy e la superarono.

Quando arrivarono chiesero in quale ospedale era stata ricoverata Eliza. Con loro sorpresa la ragazza era assistita in casa.

"Non mi meraviglia. I genitori dei nostri cugini non vogliono nessuno scandalo", disse Anthony.

"Anche se si tratta della vita dei loro figli?", chiese Candy.

"Si", rispose suo fratello: "Vieni andiamo da lei. Non ci sarà nessuno con Eliza. Suo padre è troppo occupato con il suo lavoro e sua madre sarà uscita a fare shopping fingendo che tutto vada bene".

"E Neal?" chiese.

"Lui, forse, sarà accanto a lei. Credo sia l'unico insieme a Tom a voler bene alla ragazza".

"Tom?", disse Candy.

"Si, è innamorato di nostra cugina. Non una parola con Archie e Stear. Rovinerebbero tutto".

Raggiunsero le stanze di Eliza. Dentro oltre a lei c'era Neal. Gli occhi del ragazzo erano rossi e gonfi.

"Ciao cugino", disse Anthony.

Neal non rispose al saluto del ragazzo. Guardava sua sorella. Tremava e piangeva. Candy si avvicinò piano al ragazzo. Gli accarezzò la testa. Daniel fu sorpreso dal quel tocco gentile e delicato. Si alzò, prese a coppa il volto di Candy e baciò il viso e le labbra della ragazza con passione e disperazione. Poi ritornò al capezzale della sorella.

"Neal", incalzò Anthony.

"Ora è fuori pericolo", disse stanco il ragazzo.

"Vai a riposare, rimango io con lei", disse Tom appena arrivato.

"Ti accompagno in camera tua Neal", disse Anthony: "Non preoccuparti, tua sorella è in buone mani".

Il giovane Leagan si allontanò scortato da suo cugino. Quando arrivò alla porta alzò lo sguardo e vide Tom. Il ragazzo gli sorrise.

"Tu, lurido schifoso pezzente, è colpa tua", sibilò Daniel.

Neal tentò di colpire Tom, ma era troppo stanco e gli occhi bruciavano così tanto che non vedeva dove colpiva. Sbatté violentemente la fronte contro lo stipite della porta.

"Ci pensiamo noi a lui Tom, tu vai da lei", disse Anthony.

"Grazie".

Il giovane si avvicinò alla ragazza.

-Perché Eliza, perché un gesto così estremo- pensò.

La ragazza si sveglio qualche ora dopo, un po' frastornata. Si girò e vide Tom che le sorrideva dolcemente.

"Tom, che cosa fai qui?", chiese impaurita Eliza.

"Finalmente ti sei svegliata dormigliona", disse dolcemente e ironicamente Tom, nel tentativo di sdrammatizzare la tensione accumulata da entrambi: "Sono qui perché ero preoccupato per te", continuò il ragazzo.

"Perché?"

"Come perché, hai provato a suicidarti!"

"Io non ho tentato il suicidio".

"No! Allora perché hai preso tutte quelle pillole?" Il tono di Tom era alterato.

Eliza guardò sorpresa il ragazzo.

"Io, io non riuscivo a dormire, volevo solo dormire", disse imbarazzata Eliza.

"Cosa?"