Scusate il ritardo, ho alcuni problemi in famiglia. Grazie per il vostro appoggio

Capitolo 19: cambiamenti

"Ti prego zia Elroy, ho una forte emicrania", disse annoiata Sarah.

"Te la faccio breve cara Sarah, ho deciso di portare Eliza per un po' a casa mia. Credo che le farà bene questo cambiamento".

"Va bene, fai quello che vuoi. Hai sempre fatto quello che vuoi", disse tra i denti la signora Leagan.

"Veramente quella che fa quello che vuole sei tu mia cara Sarah"

La donna più giovane fece una smorfia.

"Non so però se mio marito sarà d'accordo con la tua decisione".

"Lo sarà senz'altro. È più facile che lui si impunti per Neal, ma non per Eliza. Dopo tutto lei è la tua bambolina; anche se penso che un cambiamento farebbe bene anche al ragazzo".

"Fa come ti aggrada, mia cara zia".

"Fai preparare le cose di tua figlia. Dopo cena partiamo".

"Per quanto tempo starà via?"

"Finché non sarà lei a decidere di tornare".

Sarah chiamò Emily e le ordinò di preparare i bagagli della figlia.

"Veramente signora, io non sono più la cameriera personale di vostra figlia. Il signorino Neal…"

"Si, si… vai a preparare le valigie. Ti trasferisci anche tu".

"Si signora", disse perplessa Emily.

La ragazza cercò Dorothy per riferirle gli ordini della signora.

"Non posso andare con la signorina Eliza. La signora Sarah rimarrà senza cameriera personale".

"Allora andrò io. Thomas non ha effettivamente bisogno di me dato che lavora con suo figlio".

"Si trasferisce anche il signorino?"

"Non lo so, la signora ha parlato solo della figlia", disse Emily.

oOo

"Signorina Candy?" chiamò Dorothy.

"Si Dorothy!"

"La signorina Eliza si è ripresa. Con lei c'è il signorino Tom".

Neal fece una smorfia.

"Grazie Dorothy. Vado a vedere come sta. Anthony puoi restare con Neal per favore?"

"Si, certo".

"Grazie".

Candy uscì dalla stanza e andò in quella della cugina. Bussò delicatamente.

"Avanti", disse la voce dolce di Tom.

"Ciao Tom, ciao Eliza. Come ti senti?"

La ragazza non rispose subito. Guardò con sospetto Candy.

"Che cosa vuoi veramente?"

Tom alzò un sopracciglio per la risposta affatto gentile di Eliza.

"Voglio solo sapere come ti senti"

"Perché. Non siamo amiche".

"Siamo cugine".

"Nemmeno quello".

Tom si chinò appena e sussurrò: "Non sei molto gentile con chi si preoccupa per te. Candy non ha alcun secondo fine amore mio".

Eliza arrossì di colpo e distolse lo sguardo.

"Ho solo un po' di mal di testa", rispose secca e tremando leggermente.

Tom le prese con delicatezza la mano accarezzando con il pollice il dorso. La ragazza fremette appena. Era imbarazzata, nervosa. Candy sorrise nel vedere la premura di Tom verso sua cugina. Stava per andare via quando entrò Emily.

"Buonasera. Signorina Eliza, sua madre ha detto che devo preparale le valige".

"Perché?", chiese stupita la ragazza.

"Sua madre dice che oggi si trasferisce".

"Dove?" chiese allarmata.

"Non so dove si trova il posto".

"Mi sta mandando via", disse in un soffio la giovane Leagan.

Emily quasi inciampò nel tappeto e si aggrappò al mobile più vicino, facendo cadere il carillon preferito di Eliza.

"Emily! Stupida ragazza", disse piangendo.

"Mi dispiace tanto signorina, ma non credo che in convento le faranno tenere i suoi carillon. A dire il vero non credo che potrà tenere tutte le sue cose là". Emily tremava di paura.

"Convento? Vuole rinchiudermi in un convento. Non voglio andare in convento". Eliza era disperata.

"Nemmeno io", disse Emily in un soffio.

"Va tutto bene Emily, vai pure. Aiuterò io Eliza", disse Candy.

"G… grazie signorina".

"Eliza stai tranquilla, magari Emily ha capito male. Forse tua madre vuole solo farti fare una breve vacanza vicino a un monastero".

Eliza non smetteva di piangere e tremare.

"Uscite tutti"

"Tesoro", disse amorevolmente Tom.

"Voglio stare da sola"

"Eliza", disse Candy.

"USCITE", gridò.

Tom fece cenno a Candy di allontanarsi. Prese tra le braccia Eliza e la cullò dolcemente.

"Andrà tutto bene amore mio. Parlerò con zia Elroy. Vedrai che troverà una soluzione".

"Lei mi odia. Odia tutta la mia famiglia".

"Quanto poco conosci tua zia. Lei non ti odia, è incapace di provare questo sentimento".

oOo

"Che cosa è successo. Ho sentito gridare Eliza", disse calmo Anthony.

"È stato lui, è così Candy? È stato quel bastardo di Tom?", disse furente Neal.

"No cugino. Tom non le farebbe mai del male".

"Allora perché mia sorella ha gridato. Anche se siamo gemelli eterozigoti sento quando lei sta male".

"Sta male Neal, ma la causa non è Tom".

"Allora chi è stato a farle del male".

Anthony faticava a tenere fermo il ragazzo.

"Smettila di muoverti in quel modo. Neal, peggiori solo la tua salute. Non stai ancora bene", disse Candy.

"Non prendo ordini da una stupida orfana".

Candy trattenne le lacrime e Neal chinò il capo per la vergogna.

"Perdonami", mormorò.

"Neal, devo parlare con mio fratello. Promettimi che starai calmo e tranquillo".

Candy uscì dalla stanza con Anthony.

"Sarah vuole chiudere Eliza in un convento", disse piano la ragazza.

"Sei sicura?" domandò il ragazzo.

"È quello che ha detto Emily".

"Non credo che lo farebbe. Sarah vuole vedere sposata sua figlia con un buon partito: ricco e nobile. Forse Emily ha capito male, però da Sarah non mi aspetto mai nulla di buono".

"Eliza è disperata. Ora c'è Tom con…". Candy non finì la frase perché un rumore sordo e forte la fece sussultare. Aprirono la porta e trovarono Neal disteso sul paviemento.

"Neal, perché ti sei alzato!"

"Devo andare da mia sorella".

"No, non stai ancora bene".

"Lascia stare sorellina. È un ragazzo testardo. Lo aiuto io, tranquilla".

Candy fece un lieve sospiro. Dorothy arrivò in quel momento.

"Buonasera, la cena è quasi pronta signorino Neal. Vuole essere servito in camera sua o scende?"

"Vado da mia sorella, portamela dopo".

"Si signorino. Signorino Anthony, signorina Candy, la signora Andrews vuole parlare con voi, e anche con Tom".

"Vai pure Candy, io accompagno Neal da Eliza e poi arrivo con Tom", disse Anthony.

oOo

"Tom, la zia vuole vederci. Ci aspetta al piano di sotto", disse Anthony.

Tom sorrise, diede un lieve bacio sulla tempia destra della ragazza e si allontanò con suo cugino.

oOo

"Perché piangi sorellina?"

"Mamma vuole rinchiudermi in convento".

"Cosa? Sei sicura? Chi ti ha detto questo?"

"Emily"

"Emily, Emily…".

"È la mia cameriera personale".

"Credevo fosse Dorothy. Sono sicuro che c'è stato un malinteso sorellina. Non andrai da nessuna parte. Oppure saranno costretti a mandare anche me nel tuo stesso convento. Credo che mi starebbe bene l'abito delle monache e in più avrei molte ragazze da corteggiare".

Eliza guardò suo fratello e cominciò a ridere.