Capitolo 20: guazzabuglio
"Zia potresti convincere Sarah a non rinchiudere Eliza in convento?" chiese Anthony.
"Convento?"
"Si, Emily ha detto che mia cugina andrà in convento. Ti prego zia convinci Sarah a non rinchiuderla in convento. Lei è disperata".
La signora Andrews guardava con curiosità Anthony.
"Non so nulla a riguardo. Sei sicuro tesoro?"
"Si zia. Candy può confermare".
La ragazza annuì.
"Ero andata a trovare Eliza per vedere come stava e e qualche minuto dopo è entrata Emily per preparare le valigie di mia cugina. Sarah vuole che parta oggi stesso".
La signora Elroy guardò con stupore Candy, poì capì e scoppiò a ridere.
"Santo cielo, la ragazza non andrà in convento. Ho intenzione di ospitare Eliza per un po' di tempo a casa nostra. Ma come avete potuto pensare che Eliza venisse rinchiusa in un posto come quello".
"Veramente ho solo riferito quello che ho sentito", disse imbarazzata Candy.
"Questa Emily non deve essere molto sveglia", disse divertita la donna. Poi si fece seria: "Ho già preso la mia decisione, ma spero che voi possiate capire le mie ragioni".
"È per quello che è successo a nostra cugina zia?" disse Anthony.
"Si. Credo che allontanarsi per un po' dalla sua casa, farà soltanto bene alla ragazza. Vi prego di stare vicino a vostra cugina, soprattutto tu Tom".
La signora Andrews inspirò profondamente.
"State attenti a Stear e Archie. Non vedono di buon occhio i loro cugini. Non devono mettere in imbarazzo Eliza, ne farle degli scherzi. Stear ci va giù pesante con le persone che non gli piacciono e Archie è il suo braccio armato".
"Veglieremo noi su nostra cugina. Andiamo da lei e diamole la bella notizia".
I ragazzi entrarono nella camera di Eliza. Neal era accanto a lei. Stavano ridendo.
"Sarai di sicuro la suora più bella del convento. Ti invidieranno tutte… e invidieranno anche me".
"Voglio proprio vederti con l'abito talare fratellino".
"Vuoi entrare in convento cugino", disse Anthony.
"Perché no. Io ed mia sorella ci divertiremo lì dentro. Faremo impazzire tutte le suore e loro impazziranno per me".
"E come pensi di riuscire a farlo? È un monastero femminile".
"Oh, ma lo so benissimo. Diventerò uno, no, una di loro. Il loro abito talare mi starà benissimo e sarò la seconda suora più bella del convento".
Tutti scoppiarono a ridere nel vedere l'espressione sul volto di Neal.
"A… Abitudine. L'abito delle suore si chiama Abitudine Neal".
"Davvero? Come lo sai?"
"Sono stata in orfanotrofio per 14 anni ricordi?"
"Si è vero". Daniel guardò con dolcezza Candy.
"Abbiamo una bella notizia Eliza. Emily ha capito male, non andrai in convento, ma bensì a casa nostra", disse Anthony.
Eliza e Neal erano sorpresi. Emily entrò in quel momento.
"Signorina, sono venuta a preparare le sue cose", disse titubante la ragazza.
"Non ti avevo detto che dovei occuparti del giardino?" disse con rabbia Neal.
"Si signorino, ma sua madre mi ha ordinato di fare le valigie della signorina Eliza e di andare con lei in convento".
"Mia sorella non andrà in convento. Come ti è venuto in mente di raccontare un'assurdità come quella".
"Veramente lo ha detto la signora Sarah".
Neal voleva prendere a schiaffi Emily.
"Emily, mia cugina e tu verrete a stare da noi per un po'", disse con calma Candy
"Prima del convento?" chiese la cameriera.
"No Emily, nessuna di voi andrà in convento e non riesco a capire come è uscita fuori questa storia. Che cosa ti ha detto di preciso Sarah?"
"Ha detto di preparare le valigie della signorina e che dovevo andare via con lei".
"E dopo?"
"Solo questo".
"Aspetta Emily, Sarah non ha mai parlato di monasteri?"
"No".
"Allora perché hai detto che andavate la?" chiese Candy.
"Perché quando succede qualcosa di brutto, le ragazze vengono messe in convento", rispose la giovane cameriera.
Candy aggrottò le sopracciglia.
"Si in molti romanzi rosa è così che vanno le cose".
"Romanzi? Romanzi rosa?" chiese annichilito Neal: "Romanzi stupida oca! Mia sorella è stata malissimo per le tue scemenze. SEI LICENZIATA". Gridò il ragazzo.
"La prego signorino, non mi licenzi. Ho bisogno di lavorare". Emily cominciò a piangere.
"Stai tranquilla Emily troveremo una soluzione".
"No, ora basta. Lei se ne deve andare Candy. Ha fatto del male a Eliza troppe volte".
"Neal smettila. Sono sicura che Emily non ha fatto apposta".
"Non mi importa".
"Neal tutti commettiamo degli errori, anche tu".
"Io sono perfetto".
Anthony e Tom alzarono gli occhi al cielo.
"Ti prego Neal".
Il ragazzo sorrise nel vedere Candy che lo supplicava.
"Non verrà licenziata, ma solo a una condizione. Tra poco ci sarà un ballo di beneficenza e tu dovrai accompagnarmi e ballare solo con me".
"Neal!"
"O così, o niente lavoro per Emily mia dolce Candy".
Eliza guardò con stupore suo fratello. Non riusciva a credere a quello che aveva appena sentito.
"La prego signorina Candy accetti", disse implorante Emily.
"Va bene", disse in un soffio la ragazza.
Neal sorrise compiaciuto. Dorothy entrò in quel momento per annunciare che la cena era pronta da quasi mezz'ora e che la signora Leagan era al quanto alterata.
"Meglio scendere", disse Neal.
Anthony si avvicinò a suo cugino.
"Ho un idea per Emily, che ne dici di farla diventare la cameriera personale di tua madre", sussurrò.
"Verrà subito licenziata", rispose Daniel.
"Tua madre non ricorda i nomi e i volti delle persone che lavorano per voi. Emily non avrà problemi".
"Ma mia madre si".
"Andrà tutto bene", disse divertito Anthony.
L'abito delle suore si chiama veramente Abitudine. Credo che il soprannome di Signorina Sbadatella se lo è aggiudicato Emily.
Guazzabuglio (miscuglio, confusione...)
