Capitolo 11: i segreti della foresta

I Cullen e i Denali perlustrarono tutta la foresta. All'interno avevano trovato diverse piccole cassette in legno usate nei primi anni del 900 come rifugi per la caccia e ora utilizzate per i turisti e residenti che praticavano attività all'aperto. Stavano per raggiungere il limite della foresta quando Garrett scorse una struttura piuttosto grande.

"Speriamo sia quello l'edificio Carlisle, siamo quasi alla fine di questa maledetta foresta e finora nulla di fatto. E' molto probabile che la donna abbia mentito, dopotutto è la sorella di Aro".

L'edificio in questione era un ex segheria, una delle prime. Aperta anch'essa nei primi anni del 900 e chiusa intorno alla fine degli anni 30. Nonostante fosse abbandonata da tempo era, come l'ex tipografia, una struttura solida, capace di resistere a qualsiasi intemperia. Il complesso era molto grande, troppo per l'epoca in cui era stato costruito. Secondo alcune leggende locali il proprietario voleva diventare il re del mercato del legname di tutta la città e forse di tutto lo stato americano.

Quando raggiunsero il punto cominciarono a guardarsi intorno. Percepirono diversi odori: quello delle persone che cercavano, ma anche qualcos'altro, perché sentivano un puzzo immondo. Era un mix di fogna, sangue marcio e cadavere in putrefazione. La porta dell'edificio era sfondata.

Non appena entrarono videro uno spettacolo terrificante. Distesa sul pavimento c'era una creatura orrenda. Non si capiva bene cosa fosse, aveva squame e pelo, zanne lunghe e triple, diverse aperture oculari. Era una bestia a quattro zampe, ma in alcune parti del corpo comparivano degli artigli e in alcuni punti anche delle dita, se così si potevano chiamare. Per non parlare delle dimensioni: 5 volte più grande di un licantropo adulto. Quell'odore nauseabondo proveniva da quella cosa.

Emmett non era facilmente impressionabile, ma quel mostro lo aveva messo in apprensione.

"Carlisle, temo sia uno degli esperimenti di quel folle scienziato", disse Eleazar.

"È uno dei mostri descritti nel diario?", chiese Emmett.

"Si, per fortuna è morta. Dobbiamo stare ancora più attenti".

La creatura era trafitta da parte a parte da una pesante asta di metallo.

Continuarono a camminare, finché non si imbatterono in un altro sgorbio persino più disgustoso. Come l'altra creatura aveva diversi occhi, ma erano tutti di dimensioni diverse e la bocca era così grande da ricordare un taglio. Non aveva pelo e squame. La pelle era granitica come quella dei vampiri, ma trasparente, si vedevano le interiora. Anche questa era deceduta. Videro altre mostruose creature più o meno grandi e tutte morte.

"Quante oscenità troveremo ancora? Spero siano morte tutte".

"Ehi Emmett è la prima volta che non vuoi combattere", disse divertito Jasper.

"E' solo generosità la mia fratello, te li lascio volentieri".

"Questo posto è molto grande forse dovremmo dividerci", disse Eleazar.

Si separarono in due gruppi: Jasper, Emmett, Edward e Bella andarono a controllare il lato Ovest dell'edificio, mentre Carlisle, Garrett, Eleazar e Kate andarono a Est.

Entrambi i gruppi trovarono altre creature immonde ormai inoffensive, finché Carlisle e i suoi non sentirono un rumore sordo provenire da una delle stanze laterali. Quando entrarono videro una cosa abnorme e gigantesca, una sorta di creatura vermiforme. Stava soffocando uno degli ibridi: Mike.

I viscidi 'tentacoli' del mostro si allungavano a dismisura. Quella cosa tirò fuori la lingua e cominciò a sbavare. Newton era il suo pasto. Presi da una rabbia improvvisa i vampiri si scagliarono contro quel mostro, ma il ragazzo però fu più veloce. Grazie alla 'telecinesi' riuscì a muovere una lama della segheria e a tagliare di netto i tentacoli. La creatura si contorceva dal dolore e i tre vampiri ne approfittarono per ucciderla.

Mike era in ginocchio, si teneva la testa tra le mani. Non diceva niente, ma soffriva molto. Alcuni di loro potevano usare alcune capacità psioniche, ma il dolore che arrivava dopo era lancinante. Il dottor Cullen notò delle righe rosso sangue bagnarli le guance.

"Ha un emorragia interna, aiutatemi dobbiamo portarlo fuori di qui".

Stavano per prenderlo in braccio quando il ragazzo li fermò.

"Non ho bisogno del suo aiuto dottore".

"Mike ti prego non essere così testardo, non sono un tuo nemico. Nessuno di noi lo è". Carlisle era molto preoccupato per lui e per gli atri ibridi. Dopo i mostri che aveva visto voleva fare diverse analisi.

Mike sputò un grumo di sangue e ripeté che non aveva bisogno di aiuto. Si alzò barcollando leggermente e uscì dalla stanza seguito dagli altri.

Altri esseri immondi tentarono di ucciderli per nutrirsi, ma furono fermate da Mike. Il ragazzo era visibilmente stanco.

"Mike ti prego, stai male e stai chiedendo troppo a te stesso. Devi riposare e farmi fare una visita di controllo".

"Una visita di controllo qui, dottore?", il tono dell'ibrido era ironico.

"Sei testardo ragazzo", disse Kate.

Carlisle stava per controbattere quando sentirono un lieve respiro e un battito cardiaco simile a quello di Renesmee all'interno di una delle sale.

Quando entrarono si trovarono di fronte a una bambina di 10 anni circa. Aveva lunghi capelli neri, come gli occhi. La pelle tipica dei vampiri. Il suo profumo ricordava il miele d'acacia. Era circondata da tanti piccoli insetti.

Il dottor Cullen ed Eleazar osservarono attentamente la piccola, aveva un viso famigliare. Soprattutto quest'ultimo sembrava molto interessato. Il vampiro era in grado di localizzare umani e altri suoi simili, dotati di particolari qualità. Quando era ancora al servizio dei Volturi, Aro utilizzava il potere del vampiro per trovare persone o vampiri con doni speciali, così da poterli inserire nelle sue file.

"Carlisle la piccola può comunicare telepaticamente con gli insetti. Temo sia un altro ibrido".

Il dottor Cullen non rispose. Si limitò a fissare il suo amico con un'espressione di stupore e preoccupazione. Forse era come gli altri ibridi, o almeno ci sperava. Di sicuro non aveva nulla di mostruoso, anzi era una bambina di straordinaria bellezza.

Mike si avvicinò.

"Ciao io sono esperimento n.2357 e tu?" Chiese Mike.

"Esperimento n.5010. Sei stato creato dal dottore?"

"Si signorina, proprio lui", rispose Mike: "Quando ti ha creata?"

"L'anno scorso", rispose la bambina.

"Sei cresciuta in fretta, anche più di me. Che geni ha usato?"

"Vampiro, licantropo comune e insetti vari", disse la piccola.

"Non si smentisce mai. Il prossimo ibrido potrebbe avere nel DNA i geni delle piante. Sai chi sono i tuoi genitori?"

"Una volta si è lasciato sfuggire due nomi: Felix e Sabrina".

"Cosa?", dissero in coro Mike e Carlisle.

Il dottor Cullen guardò Mike. Il ragazzo non aveva voglia di rispondere.

"Mike!", incalzo il dottor Carlisle.

"L'hanno scorso Sabrina è sparita per qualche mese. Eravamo sulle tracce del nostro creatore. L'abbiamo cercata. Alla fine e ritornata senza alcun ricordo e ora so il perché".

Carlisle guardo attentamente il volto della bambina. La somiglianza con Felix era innegabile, ma aveva le espressioni di Sabrina… di sua figlia.

"Congratulazioni nonno. Ora hai un'altra nipote", disse divertita Kate.

Il dottor Cullen sorrise dolcemente.

"5010, sai dove è andato il nostro creatore?", chiese Mike.

"No, è scappato. E' arrabbiato con me."

"Maledizione, ha percepito la presenza di Jake", disse con rabbia Mike, "Perché è arrabbiato con te?" Continuò il ragazzo

"Stava per portarmi via con lui, ma mi ha fatto male e gli insetti lo hanno attaccato. Non gli hanno fatto nulla, ma si è arrabbiato lo stesso. Ha detto che il mio potere era ridicolo e che io ero inutile". Scoppiò a piangere.

"Non sei inutile tesoro e il tuo potere è straordinario. Nessun vampiro o licantropo è come te. Non scordarlo mai. Ora piccola hai una lussazione alla spalla, posso sistemarti l'osso, ma ti farò un po' male. Dato che comunichi telepaticamente con loro devi dire ai tuoi amici di non intervenire se sentono che soffri un po'". Disse Mike.

Gli insetti cominciarono a sciamare. Mike prese tra le mani il punto dove si trovava la scapola.

"Conto fino a tre... uno, due, fatto. Non fare movimenti bruschi, il dolore passerà prima", disse Mike.

"Grazie", rispose la bambina.

Mike stava aiutando la ragazzina ad alzarsi quando Carlisle notò qualcosa che non andava nei suoi movimenti.

"Mike stai per avere una crisi epilettica".

"Io sto bene dot..."

Gli occhi del ragazzo si rovesciarono e lui cadde all'indietro in preda alle convulsioni. Il dottor Cullen prese appena in tempo il ragazzo e lo adagiò sul pavimento. Nella sala entrò anche l'altro gruppo. Ancora non avevano trovato le ragazze.

"Edward devi portarlo a Port Angeles, io ti raggiungerò appena posso".

Edward prese tra le braccia il corpo dell'ibrido ancora scosso dagli spasmi e uscì dall'edificio. Carlisle si voltò e guardò la ragazzina. Non sembrava sorpresa o spaventata.

"Lei è un dottore?" Chiese
"Si", rispose Carlisle

"E' come il dottore che mi ha creato?", continuò la bambina.

"No, io cerco di salvare le vite altrui, come quella di Mike".

"Parla di esperimento n.2357?"

Carlisle sorrise dolcemente. Quel mostro aveva dato un numero di matricola per identificare le sue creature. Per lui erano solo oggetti.

"Non si deve preoccupare, anche a me succede spesso, ma poi passa".

Il dottor Cullen allargò appena il sorriso e coprì la ragazzina con la sua giacca.

"Grazie, ma non è ho bisogno. Sono insensibile al caldo e al freddo".

"Stiamo cercando altre quattro persone. Due sono come te, riesci per caso a percepirle?" Chiese Carlisle.

"Non so come fare, io comunico solo con gli insetti, ma posso chiedere loro di cercarle per conto vostro signore", rispose la bambina.

"Vada per loro".

In poco tempo la saletta si riempi di piccole creaturine: Ortotteri allo stadio giovanile, farfalle della specie Vanessa Atalanta...

"Ma non sono in letargo? È pieno inverno", disse Emmett.

"Emmett la maggior parte degli insetti muore in questa stagione, ma altri sopravvivono e vanno in diapausa, non in letargo. Probabilmente sono attivi per via della bambina", disse Jasper.

La ragazzina diede precisi ordini alle creaturine e queste si intrufolarono in ogni crepa dell'edificio. Dopo una decina di minuti alcuni Ortotteri tornarono.

"Le hanno trovate, ma non potete arrivarci dall'interno, dovete uscire. La sala in questione si raggiunge solo dall'esterno dell'edificio".

"Ti hanno detto tutto questo?" Disse incredulo Emmett.

"Si signore, gli insetti sono molto intelligenti".

"Signore! è un po' troppo per lui piccola".

"Attento Jasper, non provocarmi".

Il gruppo uscì dal caseggiato finché non trovarono la sala in questione. La serratura della porta era scardinata. Quando entrarono videro Annie e Sabrina vicino a due corpi in preda alle convulsioni: Leah e Seth. Sabrina fissava Carlisle e lui fece altrettanto. Solo ora si rendeva conto della somiglianza che c'era tra lei ed Esme, solo ora vedeva le espressioni del viso, erano anche le sue. Da lui aveva anche preso l'altezza 1 metro e 80 cm. Il dottore si ricordò il momento in cui vide la ragazza per la prima volta in ospedale. Lei tendeva ad abbassare leggermente le ginocchia. Si vergognava della sua altezza. Sorrise ripensando a quel giorno. Vide che sua figlia arrossì un po'. Capì che aveva appena letto il suo pensiero.

"Dottor Cullen", disse sua figlia: "Ha usato il suo veleno mischiato a quello di un licantropo comune. Per fortuna ha usato solo quelli e non altri geni. Deve portare via anche loro come ha fatto con Mike. Stanno già cambiando".

Carlisle guardò terrorizzato Seth e Leah. Il veleno dei vampiri era mortale per i mutaforma come loro. All'improvviso alcune pietre cominciarono a fluttuare leggermente, mentre il corpo di Leah svaniva per qualche secondo, per poi riapparire.

"Molto probabilmente avevano dei doni latenti e con il cambiamento stanno venendo fuori", continuò Sabrina, "Anche il loro odore è diverso".

Emmett e Jasper presero i mutaforma. Sorridevano Seth ora profumava di pane appena sfornato e non più di cane bagnato. Il sentore di Leah ricordava quello dolce della vaniglia mischiato a quello più speziato dello zenzero. Leah tra i mutaforma, prima della nuova trasformazione, era quella con l'odore più gradevole. Aveva il profumo della stagione autunnale. Quando se ne furono andati Carlisle si rivolse direttamente a sua figlia.

"Perché non mi hai mai detto nulla Sabrina. Perché non volevi che sapessi che ero tuo padre!"

"Le sembra semplice dottore… Ciao, sono tua figlia e sono pure un mostro! E poi non ci sono solo io".

"Ti riferisci al resto della tua famiglia?".

"Si", rispose la ragazza.

Carlisle si avvicinò alla figlia. Per mano teneva la ragazzina incontrata prima. Sabrina e Annie la guardarono.

"Ciao, io sono esperimento n..."

"Sabrina, il suo nome è Sabrina, e lei è Annie. Non siete dei numeri e tanto meno dei mostri… troveremo un nome anche per te".

La figlia di Sabrina e Felix ha l'aspetto di una giovanissima Jennifer Connelly. Mentre Jake ha l'aspetto di un giovanissimo David Mazouz.

Un ringraziamento speciale a delucacarina17 che continua a seguire la storia e la messa tra le preferite