Capitolo 16: la situazione ci sta sfuggendo di mano.
Carlisle cercò di prendere la situazione in mano.
"Buonasera Demetri a cosa dobbiamo il piacere della tua visita", chiese con calma.
"Buonasera Carlisle. Il mio maestro Aro si sentiva leggermente a disagio nell'avervi lasciato in quel modo. Mi ha chiesto di porgere le sue scuse", disse con altrettanta calma la guardia Volturi.
"Non c'era bisogno di venire di persona, poteva telefonare".
"Non abbiamo il vostro numero di telefono", rispose divertito Demetri.
Il dottor Cullen alzò un sopracciglio.
"Forse ho interrotto qualcosa", chiese Demetri.
"Non hai interrotto nulla", rispose freddamente Esme.
"Carlisle non ho mai visto un'abitazione moderna, potresti farmi da Cicerone e mostrarmi la casa?"
"No, devi andare via", sibilò la signora Cullen.
Il dottor Cullen vide l'espressione divertita del vampiro italiano.
"Esme amore mio, Demetri è un ospite", disse per rassicurare più il segugio, piuttosto che sua moglie.
"Aro ha detto che sei un architetto. Hai progettato tu la casa mia cara Esme?"
"Si", disse semplicemente: "Ogni casa in cui abbiamo abitato". La donna era tesa come una corda di violino.
Demetri sorrideva. Amava stuzzicare i suoi avversari.
"E le profumazioni invece, chi le sceglie", chiese il vampiro italiano.
"I profumi!"
"Si, sento diverse fragranze come quello dell'erba appena tagliata, fresco e pungente, mi piace. Non sono male nemmeno le altre fragranze. L'odore che ricorda il legno e il muschio mi rimanda ai boschi intorno a Volterra…". Demetri notò il fremito di Esmee. Capì che la donna teneva alla persona che aveva quel sentore. Aveva capito che quelle profumazioni non appartenevano alle essenze della casa. "Il profumo", continuò "della brezza marina mi riporta al mare Egeo. Poi ci sono le altre: pane appena sfornato, gelsomino, frutti di bosco, fiori d'arancio e spezie. Ma quello che preferisco è il profumo che ricorda la vaniglia mischiata con lo zenzero. Dolce e speziato allo stesso tempo".
A Renesmee scappo un piccolo grido. Demetri non disse nulla, ma guardò la bambina con la coda dell'occhio. Il ragazzo sorrise appena.
-Due persone a cui tengono. Una è lupa, l'altra o l'altro, no. Aro è stato chiaro a riguardo. C'è una sola ragazza lupo. Forse è un vampiro… forse, ma qualcosa mi dice il contrario. I vampiri non hanno quel sentore. A parte il sentore che ricorda i frutti di bosco. Uno di loro è un vampiro- pensava.
"Ci sono anche altre due profumazioni. Una ricorda il profumo di Irina, l'altro della bambina immortale uccisa quasi due anni fa".
Demetri osservò la reazione delle ragazze Denali.
"Oh, vi chiedo scusa il ricordo di vostra sorella è ancora presente". Il vampiro usò un tono di falso dolore misto a un pizzico di ironia.
Il tracciatore guardò ogni membro dei due clan presenti. Tutti loro nascondevano qualcosa. Tutti tranne il padre di Bella che guardava con apprensione tutta la scena. I suoi occhi si posizionarono su Renesmee e Jacob. Vide quanto era protettivo nei confronti della bambina. Aro aveva raccontato a tutti le storie dei branchi, dell'imprinting. Non aveva detto molto riguardo la ragazza lupo. Diceva solo che lei era unica, e l'unica lupa.
Sapeva quanto Aro amava le rarità, e ancora di più le cose e le persone uniche.
Aveva perso la battaglia, ma non la voglia di avere almeno un trofeo e lei era il premio che, per il momento, il suo maestro bramava.
-Se ti vuole così tanto devi essere davvero speciale ragazza lupo- pensò
Demetri guardò Edward. Vedeva il suo impegno nel tentativo di leggere la sua di mente, ma non riusciva grazie allo scudo di Bella. La donna lo aveva proiettato su tutte le persone presenti. Le proteggeva, e inconsapevolmente proteggeva anche lui da loro.
"Allora questo giro turistico della casa?"
"Perché questo interessamento?" chiese nervosamente Esme.
"Solo curiosità. Difficilmente entriamo nelle abitazioni degli altri vampiri. La maggior parte dei vampiri incontrati sono nomadi, a parte Amon. La sua dimora è molto interessante".
"Si, lo è davvero", disse Carlisle con un falso sorriso sulle labbra.
Demetri stava per alzarsi pronto a vedere la dimora dei Cullen quando notò un quaderno logoro con la copertina nera. Una nota stonata rispetto al resto dell'arredamento. Stava per prenderlo quando il dottor Cullen cominciò a parlare nel tentativo di distrarlo.
"Sai Demetri che hai un fratello?"
"Sono figlio unico Carlisle".
"Si e no. Quando mordiamo qualcuno per trasformarlo gli somministriamo anche un po' del nostro DNA grazie al veleno".
"Parla di Benjamin allora".
"Si, non vorresti conoscerlo?"
"Perché dovrei? Non credo che lui sia felice di avere un fratello che fa parte della guardia dei Volturi".
"Io ero uno di voi Demetri. Eppure eccomi qua con il clan Denali e la mia compagna".
"Chissà per quanto ancora Denali", disse sorridendo il tracciatore: "E comunque dottore, se davvero trasmettiamo un po' del nostro DNA… allora è come se lei avesse sposato sua figlia".
Demetri guardò divertito la reazione di Esme. Quest'ultima era scioccata e irritata dall'audacia e dalla maleducazione della guardia Volturi. Eleazar non si scompose, mentre Carlisle abbozzò un sorriso. Demetri si voltò e vide che il quaderno non c'era più. Si girò verso gli altri e notò che Garrett stava buttando quell'oggetto. Vide Renesmee che guardava spaventata il vampiro. Quest'ultimo fece un rapido occhiolino alla bambina. Il segugio smise di guardarli. Non era uno sciocco, aveva capito che quel quaderno vecchio e logoro era molto importante per loro, soprattutto per la bambina. Lo avrebbe preso, in un modo o in un altro.
"A dire il vero mi piacerebbe vedere anche la riserva dei cani mannari".
"Lupi, sanguisuga", disse irritato Jacob.
"Abbiamo un trattato con loro. Nessuno di noi invade il loro territorio e loro non invadono il nostro".
"Oh, interessante. E il vostro trattato prevede anche di averli tra le vostre schiere?"
"Era necessario, volevate uccidere la mia Nessie". Jacob abbracciò ancora di più Renesmee.
"Oh si, l'imprinting".
"Come fai a sapere dell'imprinting?" chiese Jacob.
"Ora basta. Jake vai su con lei", incalzò Bella.
"Lei non sa niente dell'imprinting", disse sottovoce Bella al ragazzo lupo.
Jake stava per salire, quando Renesmee lo fermò.
"Mamma io so tutto in realtà".
"Cosa? Jacob ti avevo detto che lei non doveva sapere nulla a riguardo"
"Non è stato lui mamma. Ho avuto una connessione mentale con Sabrina. Lei non è stata in grado di fermarla. È successo tutto in un attimo".
"Chi è Sabrina?" chiese Demetri.
Eleazar si posizionò dietro a Carlisle.
"Siamo troppo nervosi, la situazione ci sta sfuggendo di mano", disse in un soffio.
Demetri osservò divertito la scena. Poi il suo sguardo si fermò sul padre di Bella.
"Signor Swan", disse con educazione: "Dato che lei non fa una piega a riguardo direi che lei sa tutto".
"Non sa nulla", disse Bella.
"E non voglio nemmeno sapere nulla", disse Charlie.
"Allora dovrebbe allontanarsi. Sto per chiedere alcune cose abbastanza personali. Anche se lei ha già sentito molto… troppo", disse Demetri.
Bella portò suo padre nello studio di Carlisle. Quando ritornò era arrabbiata per come il vampiro italiano aveva squadrato suo padre.
"Cosa vuoi sapere".
"Vi dirò la verità. Aro è curioso per quanto riguarda i cani mannari".
"Lupi, idiota. E siamo mutaforma, non licantropi. Di al tuo capo che non diventeremo i suoi cani da guardia".
"No, nemmeno uno di voi? Aro era sicuro che tra voi c'era qualcuno di sacrificabile".
Renemsee ed Edward trasalirono. Sapevano entrambi a chi si riferiva il tracciatore. Il padre della bambina tentò ancora, ma inutilmente di leggere la mente di Demetri. Non capiva il perché non riusciva a farlo. Solo Mike era in grado di inibire il suo potere, ma lui non c'era. Bella toccò appena la mano di suo marito.
"Amore mio stai usando il tuo potere per caso?"
"Si"
"Allora e quello. Il tuo potere protegge noi da lui, ma protegge anche lui da noi. Non riesco a leggere la sua mente".
"Non mi chiedere di smettere di usare il mio dono. Ho paura di quello che potrebbe succedere".
"Lo so tesoro, ma devo leggere i suoi pensieri. Non è qui solo per Leah. Aro ha capito che nascondiamo qualcosa".
"Va bene", disse nervosamente Bella.
Bella stava per ritirare lo scudo, quando una pietra piuttosto pesante colpì la guardia Volturi.
