Due fuggiaschi
Dopo la notte delle lucciole abbiamo lasciato Palazzo Jarjayes, Oscar ed io non potevamo più rimanere sotto lo stesso tetto del Generale. Mai mi accetterebbe come marito del suo erede!
Adesso viviamo a Vimy, un piccolo villaggio vicino ad Arras, abbiamo preso una piccola casa in affitto nell'attesa di comprare una casetta con i risparmi di una vita: i miei e, ovviamente molti di più, quelli di Oscar.
La casa in cui abitiamo è poco distante dal villaggio, Oscar ed io abbiamo preferito vivere in una casa di campagna.
Palazzo Jarjayes, cinque mesi prima
Ho di fronte l'unico quadro in cui Oscar si è fatta ritrarre, lo contemplo mentre stringo nella mano destra il mio solito bicchiere, alzo il calice e sussurro: "Vivi Oscar, vivi come il tuo cuore ti suggerisce!" butto giù tutto d'un fiato il liquido rosso, poso il bicchiere sul tavolino. "Ho preteso che si sposasse, desideravo che pensasse alla sua vita di donna,invece preferisce trascorrere la vita con quella maledetta divisa che vent'anni fa l'ho costretta a indossare! … Cosa ho fatto!?" sento dei passi che distolgono i miei pensieri, è la nonna di André, mi porge una lettera.
"Scusatemi Generale ma Oscar mi ha chiesto di lasciarVi questa."
"Leggi!"
"Ma io …"
"Su, avanti leggila!"
"Si, Sissignor Generale!" apro la busta. "Padre, Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per me. Perdonatemi se Vi ho dato dei dispiaceri. Oscar.
"Ma cosa significa? … Non capisco! … Dov'è Oscar? …"
"Ecco, è andata via …"
"Con André?"
"Sissignore!"
"Cosa ti ha detto tuo nipote?"
"… Veramente …"
"Su, avanti, parla!"
"Ecco, io … non so come dirVelo…"
"Sto aspettando!"
"Signor Generale, loro si amano e sono fuggiti insieme …"
"COSA?! … Dovevo aspettarmelo! … Sempre insieme, troppi anni, vent'anni! Oscar ha preferito André, tuo nipote, a tutti i nobili di Versailles!"
"I ragazzi si amano, Signore."
"Me l'hai già detto! Dove sono andati?"
"Giuro che non lo so, non me l'hanno detto. Ho supplicato, implorato di dirmelo ma non c'è stato nulla da fare!"
"… Ovvio! Temono una mia reazione! … Ora che ci penso …" una cameriera interrompe la nostra conversazione.
"Signor Generale, è appena arrivata una lettera dal Quartier Generale." Porgo la lettera, faccio l'inchino e vado via.
Apro la lettera, leggo. Poi sollevo lo sguardo. "Il Generale Bouillè richiede urgentemente la mia presenza al Quartier Generale! … Immagino che Oscar si sia congedata! … Vado a vedere! … E tu, Nanny, avvertimi se avrai loro notizie!"
"Sissignore!"
Lascio in tutta fretta il mio palazzo, mi faccio sellare il mio cavallo e parto al galoppo.
Oscar ha rinunciato a tutto senza pensare che un giorno dovrà occupare il mio posto. Lui è il mio erede e il suo comportamento è alquanto discutibile! … Non ha avuto il coraggio di affrontarmi e poi André è scappato con lei come un ladro!
Vedo il Generale allontanarsi, è preoccupato. Mi chiedo cosa penserà di Oscar e André!? Tenterà di ostacolare il loro amore? Credo che ormai sia tardi, Oscar e André sono ormai insieme …
Quartier Generale
"Generale Bouillè …"
"Generale Jarjayes, Voi sapete che a Parigi avvengono le rivolte!?"
"Ne sono informato …" rispondo tranquillo.
"E sapete che Vostro figlio ha abbondonato l'esercito in un momento tanto delicato?"
"L'ho saputo da poco …"
"Quindi deduco che anche Voi foste ignaro della decisione di Vostro figlio!?"
"Si, è così! Ma ciò di cui non sono a conoscenza è se Voi abbiate accordato il congedo a mio figlio."
"Non avevo altra scelta. Vostro figlio era determinato e, anche se a malincuore, ho accolto la sua richiesta. L'esercito Francese ha perso un soldato valoroso."
"Eh … Conoscete il motivo della sua decisione?"
" … Uhm … mi ha detto che era giunto il momento di abbandonare l'uniforme per vivere da civile. Ma … non è tutto, anche il suo attendente, Grandièr, ha chiesto e ottenuto il congedo quindi è comprensibile tale richiesta da parte di entrambi. Credo di essere stato chiaro!"
"Si, Generale Bouillè." Rispondo cercando di mantenere un tono fermo e deciso.
"Jarjeyes posso ... farVi una domanda delicata?"
Osservo il generale Bouillè, sembra quasi imbarazzato, che stranezza. "Certo, ditemi" rispondo deciso, senza lasciare trasparire la minima emozione.
"Che cosa intendete fare ... mi riferisco a Vostro figlio ..."
"Per il momento ... nulla."
"Quindi lascerete che il nobile sangue che scorre nelle Vostre vene si mescoli con quello di un attendente?"
"Non so dove siano ... Oscar è un adulto e ... se fosse davvero un maschio, potrebbe sposare chi vuole, nobile o meno. Lo sapete bene anche Voi."
"Avete detto bene, se fosse un maschio! ... Comunque non è mia intenzione intromettermi. "
"Per la legge ... è un maschio. Ho formato il suo certificato di nascita" rispondo fiero, tutto sommato non intendo venire meno alla mia menzogna. Ormai sono passati più di trent'anni!
"Bah ... La Vostra è una storia assurda! ..."
"Che fino ad oggi ha fatto comodo anche a Voi."
"Coff ... coff ... ehm ... è innegabile che Vostro figlio sia un soldato valoroso. La miglior lama di tutta la Francia. Una carriera brillante, un nome illustre, un'infinità di nobili pretendenti e alla fine sceglie un servo. Ehm ... scusatemi, come già detto la questione non mi riguarda. Il mio dovere era informarVi e l'ho fatto!"
"Grazie Generale. Se non c'è altro ... io andrei"
"Potete andare!"
"Grazie" Faccio il saluto militare ed esco dallo studio borbottando. "Ora però ... vorrei cercare Marguerite. Magari lei sa qualcosa di più!"
Palazzo Jarjayes
Sono seduta davanti allo specchio, raccolgo i capelli, ecco l'ultima forcina infine con il dito do forma al boccolo che mi cade sul collo. "Ecco fatto! ... Sono perfetti!" Mi alzo dalla poltroncina per uscire dalla mia stanza e quasi mi scontro con Nanny.
"Oh scusate, Madame Marguerite!" Sussurro mentre porto con me la biancheria. "
"Sono le camicie di Augustin?"
"Si, Madame. Sono state appena stirate ..."
"Nanny, sono diversi giorni che non vedo Oscar, sai dirmi dov'è? Ho bisogno di parlarle."
"Oh ecco ... Vostra figlia è ... insomma ... ha lasciato palazzo Jarjayes, Madame."
"E' fuori con il suo esercito?"
"No ... è ... partita ..."
"In missione?! Oh spero che non le accada nulla. Nanny, ho tanta paura, a Parigi ci sono i disordini. Vorrei che lasciasse il servizio e si dedicasse a vita privata magari che si sposi e finalmente viva come si conviene a una donna."
"Ecco ... Madame ... io credo che ... anzi no, io so per certo che è fuggita con mio nipote. Loro ... loro si amano."
" ... Chissà perché ma le tue parole non mi colgono di sorpresa. Si, insomma, tanti anni insieme ... sono sempre stati complici! ... Dove sono andati?"
"Non lo so. Mio nipote non ha voluto dirmelo ..." mi sciugo rapida una lacrima, mi mancano ... tanto.
Tolgo dalle sue mani le camicie di mio marito e le poso sul tavolo e dico: "Dobbiamo gioire per loro, si amano e soprattutto sono lontani dall'inferno di Parigi."
"Si ... certo Madame. Però ... Voi ... Voi siete contenta?"
"Se è ciò che vuole Oscar, io sono contenta."
"Mi mancano ... mi mancano molto, Madame. Chissà se stanno bene ... sniff ..."
Prendo le sue mani e con dolcezza sussurro: "Sono sicura che i nostri ragazzi stanno bene ed io sono tanto felice per loro…"
"Davvero Madame? … Andrè è un servo!"
Con tono giocoso continuo: "Anche il Generale Jarjayes è un servo, il mio servo! … Scccc … ma non dirlo a nessuno!"
Mi asciugo le lacrime con il fazzoletto. "Grazie Madame, siete così buona!"
"Mi sono affezionata subito ad Andrè, dal primo giorno che lo vidi arrivare. Andrè è un ragazzo dolce, buono e poi è così innamorato di Oscar …"
"Quindi Voi lo sapevate?"
"Nanny! … Dimmi, come non accorgersi di un amore tanto grande verso una persona? Bastava guardare come la guardava per capire! … Forse tu non lo sapevi?"
"Certo che lo sapevo, l'ho sempre saputo e gli ho sempre detto di non farsi illusioni, la differenza di rango era troppa!"
Induco Nanny a seguirmi sul sofà. "Vieni, sediamoci! … Mia cara e dolce nutrice ascoltami, nessuno potrà mai amare mia figlia come tuo nipote l'ama e Oscar non potrebbe avere al suo fianco un uomo migliore!"
"E il Generale?! Cosa dirà il Generale?"
"Per i primi tempi farà l'offeso ma poi gli passerà. Uhm … forse griderà allo scandalo perché sono andati via senza alcun vincolo matrimoniale ma tutto si sistemerà! Ora dobbiamo scoprire dove sono …"
"A Vimy."
"Davvero?! Oh beh almeno saprò dove raggiungerli per poter assistere al matrimonio!"
"E il Generale?"
"Parlerò io con lui."
"Grazie Madame!"
Villaggio di Vimy
"Andrè, non pensavo che avremmo trovato questa meravigliosa casetta in così poco tempo!"
"Nemmeno io. Siamo stati fortunati, una bella casa non tanto grande ma con un bel giardino. Sai cosa mi piace di più?"
"Cosa?"
"La casa ha soltanto un piano, niente scale."
"Beh volendo si potrebbe elevare un altro piano!"
"Uhm … per adesso va bene così, non trovi?"
"Si, certo. Per noi quattro stanze sono fin troppe!" mi guardo intorno quando sento le braccia di Andrè stringermi con delicatezza ma al contempo con tanta passione. Sento le sue labbra sfiorarmi il collo, mi volto, i nostri sguardi carichi d'amore fanno battere forte il mio cuore. Mi sciolgo in un abbraccio caldo e forte. Sento le labbra di Andrè affondare tra i miei capelli, il suo alito caldo, un sussurro: "Ti amo, Oscar …" le nostre labbra si sfiorano per poi perdersi in un bacio appassionato …
"Oscar, ti desiro ancora …"
Sento le gote avvampare, mi sciolgo tra le sue braccia, annuisco.
"Stai tremando, hai freddo?"
"No …"
"Ti imbarazza sentirmi parlare in questo modo?"
"… Un po' … si … ecco io …" sento le dita di Andrè sollevare il mio mento, mi guarda con dolcezza.
"Ti capisco, per vent'anni abbiamo vissuto con fratelli, amici e adesso siamo un uomo e una donna che si amano."
"Ecco … non provo imbarazzo per la nostra nuova condizione ma …"
"Ma?"
"Sentirti parlare di …"
"Che ti desidero, che ti voglio, ti imbarazza?"
Le mie guance avvampano sempre di più, non riesco a sostenere il suo sguardo. "Basta Andrè …" sussurro piano, sento un gran caldo e lo stomaco in subbuglio, le gambe che tremano …
"Si, hai ragione! Adesso basta!" la sollevo, la sento ridere. "Quanto è bello sentirti ridere!" Varchiamo la nostra camera da letto e con un calcio chiudo la porta ….
Sono stretta tra le braccia dell'amore della mia vita, sento le coperte di lana sul mio corpo, Andrè mi stringe forte a sé. "Senti freddo? Forse è meglio rivestirci."
"Si, hai ragione, comincia a fare freddo."
"Siamo in Agosto … Oscar .."
"Si?!" "A cosa stai pensando?"
"… A … tuo padre …"
"A mio padre?!"
"Si."
"Sarà furioso perché ho preferito te a … un nobile."
"Forse."
Mi allontano dal suo abbraccio stupita. "Cosa dici?! Credi davvero che a mio padre faccia piacere che abbia scelto te?"
"Non vorrei sembrarti presuntuoso ma credo che a tuo padre non sia poi tanto antipatico."
"Spiegati!" mi accorgo che la coperta mi scopre i seni, avvampo, la tiro nuovamente su, allungo la mano sulla sedia accanto al letto dove sono posti i miei vestiti e mi copro.
Mi vesto in tutta fretta mentre Andrè mi guarda rapito mettendomi a disagio. "Potresti almeno girarti mentre mi vesto?" domando imbarazzata, sento le gote arrossire, povera me …
"Ops … scusami, non volevo metterti in imbarazzo." Fingo di voltare la testa ma continuo a guardarla. "Hai ragione, fa freddo. E' bene che mi vesta anch'io!" lascio il letto, sono di fronte ad Oscar senza nulla indosso. La vedo avvampare …
Vedo Andrè in tutta la sua sfolgorante bellezza maschile, spalanco gli occhi, poi di scatto gli do la schiena mentre lo sento ridacchiare. "Smettila André!" caldo … fa caldo … caldo … troppo caldo. Abbasso lo sguardo sempre più imbarazzata.
"Oh scusami ma credo che dovremmo abituarci a conoscerci anche senza vestiti!" infilo prima la camicia poi le culotte e infine i pantaloni.
Dopo essermi vestita e aver infilato le calze e le scarpe, mi siedo sul sofà e dico: "Adesso possiamo parlare?"
"Vuoi sapere di tuo padre?"
"Cosa ti ha detto?"
Mi siedo accanto a lei, con le dita giocherello con i suoi capelli d'oro.
André mi guarda intensamente …
"Sei più bella che mai … forse perché adesso sei diventata una vera donna al mio fianco …"
"André!"
"Non arrossire anche se mi piace così tanto."
"… Nessuno mi ha mai parlato in questo modo … Oh Andrè basta! Smettila! Abbiamo qualcosa di cui parlare." Cerco di riprendere il controllo ma faccio davvero fatica, è tutto così difficile!
Mi perdo nel cielo dei suoi occhi. " … Ah … si, stavamo parlando di tuo padre." Allungo il braccio intorno alla sua spalla portandola dolcemente a me." Prima che partissimo, il generale mi ha raggiunto nelle scuderie, credo che volesse parlare con me."
"Cosa voleva?"
"Era preoccupato per te … per noi. Sai, per via della situazione a Parigi …"
"Ma poi abbiamo deciso di abbandonare l'uniforme, ci siamo congedati qualche giorno prima."
"Senza mettere al corrente tuo padre e abbiamo sbagliato."
"Già … è vero!" rispondo alzandomi dal sofà. Mi avvicino alla finestra, osservo il cielo scuro con le nuvole cariche di pioggia. "A breve ci sarà un temporale …" mi giro, lo guardo. "Cosa ti ha detto?"
"… Che se fossi stato un nobile non avrebbe avuto nulla incontrario nel caldeggiare il nostro matrimonio."
"Dici davvero? Mio padre ha detto questo!?" domando sorpresa, mio padre avrebbe potuto accettare Andrè, magari con un po' di fatica … ma no, per lui il rango viene prima di tutto!
"Si."
"… Credo che mio padre ti abbia considerato come un figlio, si è sempre fidato di te."
"Ed io l'ho sempre rispettato. Tuo padre sarà anche un uomo burbero, severo ma è anche generoso … come sua figlia." Mi avvicino, accarezzo nuovamente il suo viso e poso un piccolo bacio sulle sue labbra.
"Si, ma … conosco bene il suo modo di pensare, sarà arrabbiato per aver lasciato il palazzo senza avergli detto nulla. Riconosco che non è stato corretto avergli lasciato una lettera senza alcuna spiegazione."
"Mia nonna lo avrà informato. Oscar, quello che è accaduto poi tra noi non era previsto, almeno io non mi aspettavo che tu finalmente ricambiassi il mio amore altrimenti l'avrei affrontato! … Oscar, in tal proposito ho riflettuto, andrò da lui."
"André!"
"Mi sembra giusto che vada a chiedere la mano di sua figlia. Dopo tutto ciò che ha fatto per me, il Generale non merita di essere ignorato in questo modo." Vedo oscar guardarmi stranita. "Tu mi vuoi sposare, vero?"
"Ma?!"
"Hai una strana espressione …"
"E' che io … certo che voglio sposarti! Te l'ho detto quella notte nel boschetto anche se …"
"Quella notte siamo già diventati marito e moglie."
Mi getto tra le braccia di Andrè, sussurro: "Ti amo, Andrè, ti amo!"
"Anch'io ti amo Oscar, ti amo da tutta una vita. Sei la mia vita, mia amata Oscar ….