Confronti in famiglia
Sono in cucina ad apparecchiare la tavola, controllo minuziosamente affinché non manchi nulla, infine porgo il piatto dove è posto il pane al centro. Osservo il candelabro con sopra le cinque candele infine sistemo i fiori sul tavolo. Sorrido, chiamo la mia amata che in cucina. "Oscar! ... Oscar, ho apparecchiato il tavolo, è pronta la cena?"
"Si certo ... anche se ... non so, ha qualcosa di strano ... questo arrosto mi sembra ... diverso!"
Le parole di Oscar mi preoccupano, la raggiungo e la osservo mentre controlla la teglia che ha appena tolto dal forno. Mi avvicino cauto ed osservo con lei. "Oh .. ehm...forse ... si è un po' bruciato?!"
"Già! ... Uhm ... sono inconvenienti quando l'unica cameriera che abbiamo è ammalata."
"E quando ti improvvisi cuoca ... " poi scoppio a ridere mentre la abbraccio.
"Rimane sempre il formaggio che hai comprato al mercato. Su ho fame, mettiamoci a tavola!"
"Oh beh ... io credo che si possa salvare qualcosa di questo povero arrosto!" Finisco la frase quando sento bussare alla porta. "E adesso chi è?"
"Se non vai ad aprire, non lo sapremo mai."
"E va bene, vado mia cara!" a passo deciso lascio la cucina per andare ad aprire la porta della nostra piccola, calda, accogliente dimora. Apro deciso, e resto come congelato, davanti a me vedo gli occhi di ghiaccio del generale, osservarmi quasi furioso. Dietro di lui, intravedo Madame a la mia nonnina. "B ... Buona sera, Signore" saluto cercando di mantenere la calma. "Si … Signore …"
"In persona!" lo scruto severamente. E' evidente che André è in difficoltà.
"Voi qui!?"
"Forse la mia presenza non ti è gradita?"
"Ma no … cosa dite?!"
"André, ci sono anch'io!"
La voce di mia nonna distoglie la mia attenzione dal Generale. "Nonna, Madame Marguerite …"
"Buona sera André! Sei sorpreso, vero?"
"Madame, io …"
"Brutto screanzato, non ci inviti nemmeno ad entrare?"
"Oh nonna, certo! … Scusatemi." Mi sposto dalla porta e con un gesto cortese invito tutti ad entrare.
Mia nonna continua: "C'è odore di pollo arrosto bruciato. Andrè possibile che tu non sia nemmeno capace di occuparti di un arrosto!? … Oscar è già tanto magra, non vorrei che tu la facessi ammalare!"
"Ehm … no, nonna … ecco …della cucina si occupa una donna ma stasera stava poco bene e così …"
"E così hai fatto bruciare l'arrosto."
Il Generale scruta con attenzione l'ingresso, il suo sguardo si sofferma sul caminetto scoppiettante.
"Signor Generale, fa freddo, prego, venite a riscaldarVi anche Voi madame e tu nonna.
"Nipote, come padrone di casa sei davvero imbranato."
Il Generale continua: "Dov'è oscar?"
Sento delle voci provenire dal salotto, esco dalla cucina e … sono sbalordita, vedo mio padre, mia madre e la nonna di André.
Sento dei passi, mi volto e vedo mia figlia, come impietrita, sulla porta di ingresso alla stanza che ci osserva stranita.
"Oscar!"
"Madre ..." Sussurro con un fil di voce, imbarazzata e stupita di trovarmi davanti i miei genitori. Mia madre mi osserva con amore, uno sguardo dolce, mentre mio padre rimane rigido, inflessibile, come sempre.
"Oscar ... vieni, fatti abbracciare!" corro verso la mia bambina e la stringo a me, come non ho mai fatto, mentre sento alcune lacrime scendere lungo la guancia. "Figlia mia ... ho avuto tanta paura!"
"Paura di cosa!? Madre, io sto bene."
"Ho temuto di averti persa ... dopo i disordini di Parigi ... oh figlia mia!" poso una carezza sul suo viso, la osservo, è così magra, quasi fragile. Però sorride, come non le vedevo fare da tanto ormai.
"Avrei dovuto informarVi del mio congedo. Mi dispiace ..."
"Coff coff ... se avete finito, IO vorrei parlare!"
"Signore ... ci sarebbe la cena pronta ... magari ... ecco ... forse avete fame, dopo il viaggio?!" domando timidamente mentre sento lo sguardo del generale trafiggermi. Temo che non sia proprio felice ...
"La cena?! Tu pensi alla cena? ... André, esigo delle spiegazioni! Perché siete scappati come se foste due delinquenti!?"
"Generale, mio nipote ha ragione ... abbiamo viaggiato tutto il giorno ... non vorrete affamare Madame, spero!"
"Nanny ha ragione, ho fame! Oscar dove hai apparecchiato, in cucina oppure in sala da pranzo?"
"Ecco ... ha apparecchiato Andrè!" poi mi volto verso di lui, gli sorrido.
"In sala da pranzo, abbiamo ospiti. Sistemo tutto in un attimo ... nel frattempo ... magari volete togliere i mantelli e tutto il resto?!"
"Si, cara ..." guardo mio marito. "Con molto piacere! ... Augustin, dammi il tuo mantello."
"Marguerite ... adesso vorresti forse fare la donna di casa? TU sei una nobildonna, non una cameriera!" borbotto scocciato. "In questa casa non avete una cameriera?! Possibile che mia figlia, il mio erede, una Jarjayes viva quasi nell'indigenza, senza neppure una cameriera? Questo davvero non posso tollerarlo!"
André arresta il passo, si volta verso il Generale e con tono gentile, risponde: "Come Vi ho detto, la nostra cameriera si è ammala. Mi dispiace ma non c'è altra servitù."
Nanny ribatte: "Ci sono io e tanto basta! ... Generale, date a me il Vostro mantello!"
"Tuo nipote sta facendo vivere MIA figlia nell'indigenza! Una Jarjayes! Lo capisci?!" sbotto mentre porgo il mantello a Nanny. "Dopo cena, tu mi dovrai dare molte spiegazioni, chiaro Andrè?!"
"Sissignore!"
"Padre; io non vivo nell'indigenza! Non mi manca nulla!"
"Certo ... ti manca solo una cuoca, una cameriera, uno stalliere ... a proposito, dove si sistema il nostro cocchiere? Non vorrete farlo dormire nelle stalle ... avete delle stalle vero?!"
"Eh si ... certo Signore. Abbiamo una piccola stalla e ... il cocchiere potrà dormire ... sul divano."
"E ... io e mia moglie? Forse ci farai dormire ... in cucina?!" domando sarcastico.
"Anche se non sarà grande e confortevole, abbiamo una stanza per gli ospiti."
"Uhm ... e tua nonna? Dove pensi di ospitarla?!"
"A beh andrà bene anche il divano, non è un problema! E adesso andiamo a tavola, sono affamata!"
"Il divano è già occupato da Jean, il nostro cocchiere! Nanny ... non posso di certo permetterti di dividere il divano con un uomo ..." aggiungo sarcastico.
"Nanny dormirai con Oscar mentre André ..." lo guardo con aria di sfida. "Dormirà in cucina, penso che in questa casa ci sarà almeno un materasso in più!"
"COSA? Padre! Ma non potete!" sbotto scocciata.
Che situazione assurda. Sono mesi che Andrè ed io dividiamo il letto ed ora mio padre vorrebbe dividerci?
"Come sarebbe?! .. Forse voi due vi siete sposati senza averci informati?"
"Ecco ... no ..." sussurro piano mentre abbasso un poco lo sguardo, imbarazzata.
"Nella mia famiglia nessuno ... sottolineo nessuno, può venire meno alle regole della decenza. Un uomo e una donna, per dormire assieme, devono prima essersi sposati, assieme. Ed ora accomodiamoci a tavola, non voglio di certo affamare tua madre."
Vedo mio padre seguire André, mia madre e Nanny seguirmi. Mi sento a disagio a causa delle parole di mio padre. Possibile che debba essere sempre così pungente?! … Finge di non capire ma sa bene che Andrè ed io dividiamo la stessa camera.
Sento la mano di Nanny posarsi sul mio braccio, indietreggio di alcuni passi, mi sussurra all'orecchio: "Cerca di non discutere con tuo padre, non voglio spargimento di sangue!"
"Ma cosa dici?!"
"Dico che tuo padre è venuto con l'intenzione di costringervi a un matrimonio riparatore …"
"Ma …"
"Niente ma e se! Tu stasera dividerai il tuo letto con me e mio nipote, se sarà necessario, si arrangerà in cucina. E' chiaro?! … E non fare quella faccia! Vuoi o non vuoi trascorrere il resto della tua vita con Andrè?!"
"Ma che domanda!? Cero che si!"
"E allora taci davanti a tuo padre! E poi non voglio che tuo padre sfidi a duello mio nipote, potrebbe ammazzarlo ed io non voglio perderlo!"
"Non lo farebbe mai!"
"Come fai ad esserne così sicura?"
"Non hai appena detto che il Generale mio padre è qui per obbligarci a sposarci?"
"Si!"
"Quindi non l'ammazzerà! Ih ih ih …" mi sfugge una sottile risate che non sfugge, però, a mio padre.
Sento mia figlia ridere, mi giro, sta bisbigliando con Nanny: "Cosa succede?"
Rispondo allegra: "Nulla Padre! Penso che non assaggerete le pietanze a cui siete di solito abituato. L'arrosto è bruciato e dovrete accontentarvi del pane e formaggio, ma di tanto formaggio."
"Hai voglia di scherzare?! Dimentichi che sono un soldato proprio come te e ... Andrè. Siamo abituati a mangiare tutto!"
"Bene, allora accomodiamoci!" Concludo invitando tutti a farlo.
Osservo la mia amata Oscar, le sue parole, il suo tono erano alquanto canzonatorio. Chissà cosa sta tramando con mia nonna!
"Nonna, vado a prendere la cena ... tu potresti aiutare Oscar ad aggiungere i coperti?"
"Se non ti dispiace, vengo con te! ... Scusami, Oscar, sono sicura che te la caverai benissimo!" spingo in cucina mio nipote e dico con tono perentorio: "Andiamo!"
"Ma nonna ..." sento la mia nonnina spingermi con forza, mi arrendo e raggiungiamo veloci la cucina.
Entriamo in cucina, chiudo la porta, e a passo marziale lo fronteggio. "Se credi di dormire con Oscar ti sbagli di grosso! Hai capito?!"
"Ma nonna ... cosa ti prende?" domando sconcertato.
"Succede che non voglio che il Generale ti ammazzi, tutto al più l'onore dovrà essere mio! ... No, no ... ahhhhh io ti voglio vivo non morto!"
"Ma perché mai dovrebbe ammazzarmi, nonna! Stai tranquilla!"
"Come perché!? Nipote sei davvero tonto o fingi di esserlo?! ... Il Generale è furioso perché conduci una vita matrimoniale con sua figlia senza essere sposato! Ma dico, ti ho forse allevato in questo modo?!"
"Nonna ... ma noi vogliamo sposarci ... solo che ... vedi ... vorrei che fosse tutto perfetto. Oscar è una nobile, anche se dal 24 agosto siamo tutti uguali ... lei resta una nobile ed io ... io vorrei renderla felice, e vorrei pagare tutto io, ovviamente"
"Il Generale è qui per chiarire la vostra posizione. Pensa che aveva intenzione di sfidarti a duello!" mi faccio il segno della croce. "Che Dio non voglia!"
"Ma no, nonnina. Stai tranquilla ... prima che lasciassimo il palazzo il generale mi ha detto che sarebbe felice di concedermi Oscar in sposa ... se fossi nobile!"
"Appunto! Prima che lasciassi il palazzo ma adesso vivi con sua figlia senza essere unito in matrimonio!"
"Credo che non sia poi così grave, nonnina ..." risponde mentre faccio la mia migliore faccia angelica.
Nel salone
"Marguerite, ora basta! Vado in cucina."
"Augustin ... smettila subito. Resta qui e siediti!" ordino decisa, con tono autoritario, come non ho mai fatto.
"Padre avete ragione! ... E' ora di cena e dopo un lungo viaggio sarete stanco! Vado da André!"
"NO! TU RESTI QUI!" ordino deciso. "In questa casa va tutto al contrario".
"Esatto! Voi due, Padre e Figlia, rimarrete qui e parlerete! Esigo che vi riappacifichiate, chiaro?!"
Sento la voce di mia madre, decisa come non l'ho mai sentita prima d'ora.
"Marguerite, io non ho litigato con nessuno. Tua figlia e André non sono stati corretti!"
"E tu forse lo sei?!"
"Io non sono fuggito e soprattutto non mi sono nascosto! Anzi sono venuto a cercarli, visto che tutti gli abitanti del villaggio sparlano alle loro spalle!"
"E questo ti rende forse un padre corretto? Nei sei davvero sicuro?!" domando sarcastica.
"Cosa intendi dire? Su avanti, parla!"
"Cosa hai fatto? Hai fatto di MIA figlia un maschio, l'hai confusa, cresciuta a tua immagine e somiglianza ... ti pare poco?!"
"Non è il caso di recriminare!"
Ascolto mia madre e dico: "Madre al riguardo non posso che esserne felice e adesso scusatemi, vado a vedere cosa succede in cucina."
Sbuffo mentre mi accascio su una sedia. "Siete uguali, Augustin! Lo vedi? Testardi uguali!"
"Dovresti saperlo: buon sangue non mente!"
"Già ... ed ora non ci resta che attendere. Augustin ... devo essere onesta, ho fame! E sono stanca!" appena mia figlia si allontana, afferro per la manica mio marito e dico: "Vieni qui, devo parlarti prima che tu faccia una sciocchezza!"
"Io non faccio mai sciocchezze!" rispondo stizzito, da un po' di tempo Marguerite è diventata prepotente.
"Agustin, non servirà a nulla fare una sfuriata ai ragazzi, inaspriresti solo i nostri anzi i tuoi rapporti con loro! Ricorda che Oscar e Andrè hanno superato da tempo i trent'anni e con o senza la tua approvazione, si sposeranno e avranno tanti bambini quindi ... bada bene a ciò che gli dirai!"
"Certo che si sposeranno! Ma che discorsi fai? Loro ... lui ha ... ha preso qualcosa che non gli apparteneva ed ora esigo che ripari al misfatto! Ovviamente prima dovrà scusarsi, espiare le sue colpe, subire la mia ira e poi la sposerà!"
Osservo mio marito tutto serio ed impettito, assurdo!
"Si, ma attento a ciò che dirai!"
"E cosa vorresti che dicessi? Sentiamo un po'!"
"Essere diplomatico come tu sai fare e soprattutto sii ben disposto verso la loro situazione."
"Ben disposto? Ma Marguerite, le opzioni sono solo due: matrimonio o convento!"
"Che?! Ma per favore! Tu mi hai capita benissimo!" sbuffo un po' scocciata mentre passeggio per la stanza.
"No, sii più chiara o potrei perdere la pazienza" rispondo fiero mentre mi guardo attorno. Osservo per bene la stanza, pulita ed ordinata, i mobili seppure semplici di buona fattura, tutto.
Lo guardo negli occhi. "Augustin sii comprensivo e da la tua benedizione!"
"Avranno la mia benedizione ... ma dovranno meritarsela, Marguerite! Non dimenticare che stiamo parlando di mia figlia, del mio erede, del mio futuro! Io ho riposto tutte le mie speranza in lui .. in lei ... e invece ... invece loro cosa hanno fatto, eh? Lo sai anche tu! Mi hanno mancato di rispetto, loro due!"
"A trentatré anni?! E come avrebbero fatto a mancarti di rispetto!? Certo avrebbero dovuto informarti della loro decisione ma forse Oscar temeva che tu non avresti accettato il suo sposo visto che hai caldeggiato Girodelle e altri nobili."
"Ho caldeggiato un matrimonio, ovviamente con un suo pari rango, ma avrebbe potuto scegliere chiunque! E Comunque ... se mi avesse detto che era Andrè il prescelto ... forse, sottolineo forse, avrei potuto trovare un ... accomodamento ... per risolvere la situazione ... ma non certo una convivenza more uxorio! Questo no!"
"Bene adesso non ti resta che affrontare la situazione!"
"Sono qui proprio per questo, Marguerite!"
Entro in cucina, vedo André e sua nonna discutere. "Scusatemi se disturbo ma dobbiamo cenare ..."
"Oh si bambina mia, hai ragione. Soprattutto tu devi mangiare, mi sembri un po' dimagrita! Su forza, andate di là! Al vostro pollo arrosto ci penso io!"
"Ma è bruciato!"
"Qualcosa da salvare c'è. Su su ... andate di là con il pane, il formaggio e il vino!"
"Sentito André?! Ci pensa tua nonna!"
"Si ... per fortuna" rispondo mentre afferro il pane ed il vino da portare in tavola.
Ci allontaniamo dalla cucina e sussurro: "Oscar, sai cosa mi ha detto nonna!?"
"No, certo che no! Ma sono curiosa ... quindi dimmi!" rispondo mentre sorrido. la cara Nanny ... quanto mi è mancata!
"Teme che il Generale possa uccidermi! Ih ih ih ... le ho detto di stare tranquilla che non accadrà e poi ha detto che stasera dormirete insieme."
"Certo che non accadrà! Non gli permetterò di dividerci! Mio padre dovrà accettare noi due, assieme. Diversamente ... che torni a Parigi e si dimentichi di noi!" rispondo fiera e pronta alla battaglia.
"Sta tranquilla ... vedrai che tuo padre non si opporrà. Adesso andiamo da loro, hanno aspettato fin troppo."
Entriamo nella sala da pranzo, c'è una strana tensione tra i miei genitori. Mia madre mi osserva e mi sorride mentre mio padre appare sempre più contrariato. Posiamo in tavola i cibi e ci accomodiamo, in attesa che arrivi Nanny con l'arrosto. C'è una strana atmosfera, silenzio, un silenzio che sa di imbarazzo e di rabbia.
Entro nella sala da pranzo dopo avere sistemato un poco questo povero arrosto. Sono riuscita a salvarne una buona parte, almeno per cena c'è cibo per tutti. "Bene, se vi sedete a tavola provvedo a riempire i piatti, alla fine la cena si è salvata!"
André con gesti gentile si avvicina al Generale. "Prego, Voi Vi accomoderete al posto d'onore!" tiro la sedia.
"Sgrunt" sbuffo mentre mi siedo a capotavola. "Forse non ricordi che la sedia va spostata alle donne, non agli uomini. Eppure hai avuto i migliori precettori!"
"Si ... si ... lo so." poi guardo Madame Marguerite e la faccio accomodare accanto a suo marito. "Prego Madame!"
"Grazie Andrè, come sempre sei molto gentile" rispondo sorridendo. "Oscar, siediti qui, accanto a me!" aggiungo rivolta a mia figlia, meglio tenerla un poco a distanza da suo padre.
Mi siedo accanto a mia madre, sento addosso lo sguardo rigido di mio padre.
"Tu Andrè qui, siediti al mio fianco. Così potremo discutere meglio ... e sarai vicino ... molto vicino ..."
"Sissignor Generale!"
"Bene, allora buon appetito a tutti" aggiungo dopo avere riempito tutti i piatti ed essermi accomodata a tavola, vicino a mio nipote.
La cena si svolge in un silenzio irreale, sento lo sguardo di mio padre addosso, un po' osserva me e poi passa ad Andrè. Alzo appena lo sguardo ed incrocio quello del mio Andrè, mi sorride appena, come a volermi rassicurare. Alla fine l'arrosto non è poi così male ma ho lo stomaco chiuso, tutta questa tensione mi impedisce di mangiare. Sorseggio un poco di vino, mia madre non parla ma osserva mio padre, ogni tanto lo vedo sobbalzare, tossire, borbottare. Ma nulla di più. Finiamo di mangiare senza avere intavolato alcun discorso, mia madre si volta verso di me e mi sorride. "Oscar, mi faresti vedere il resto della casa?"
" ... Si, certo, venite con me!"
Vedo Nanny alzarsi per sparecchiare mentre mia figlia mi conduce attraverso una porta che da accesso ad un piccolo ambiente su cui si affacciano due porte.
"Madre, questo è solo un piccolo ambiente, noi lo usiamo per lasciare le scarpe, le mantelle o altro. Di qua c'è la stanza per gli ospiti, dove alloggerete Voi e mio padre." Apro la porta e faccio segno a mia madre di entrare.
"E' una stanza confortevole!"
"Si ... aspettate che aggiungo un po' di legna nel camino ... non avevamo previsto di avere ospiti. Madre ... come ... come ci avete trovati?" domando mentre mi piego per rendere alcuni ciocchi ed aggiungerli nel camino.
"Tuo padre, ti ha cercata. Era disperato."
"Disperato?" domando stupita mentre mi volto verso mia madre. "Io ... credevo fosse furioso ..."
"Offeso, direi ..."
"Offeso? Ma ... siamo andati via proprio per non offenderlo ..."
"Quindi la tua non è stata una decisione improvvisa?"
"Io ... ho deciso di abbandonare tutto perché mi sentivo fuori posto. Madre ... con i soldati della Guardia ho visto cose che ... che a Versailles non sono neppure immaginabili. La gente a Parigi moriva di fame, Madre. Io non potevo più restare a guardare tutto ciò. Vivere nel lusso, io dovevo fare qualcosa. E poi ... quei ragazzi, i miei soldati ... sono persone vere, oneste. Ho conquistato la loro fiducia. Loro ... mi obbedivano non per dovere ma per fiducia, capite?"
"Si, capisco ma tu e André avevate deciso di unire le Vostre vite prima di partire?"
Mi alzo, respiro, sorrido. "Vorrei dirvi di si ... ma in realtà ... ho avuto paura, Madre. Andrè ha confessato di amarmi davanti a mio padre, quella sventurata sera. Avrebbe dato la sua vita per me. Ed io ... io sono rimasta immobile, muta, scioccata. Non credevo che potesse amarmi Madre. Ma poi ... poi ... è ... è successo qualcosa ... e ... io e Andrè ..." lascio la frase sospesa, troppo imbarazzata per proseguire oltre.
"Finalmente ti sei accorta di amarlo! ... Però possibile che prima d'ora non hai pensato di unire la tua vita alla sua?! Perché hai aspettato tanto?"
"Perché ... non avevo capito nulla, Madre. Volevo vivere come un uomo, anzi volevo essere un uomo. Volevo tornare alla semplicità dei miei quindici anni ... era tutto facile allora. Tutto ben scritto, organizzato. Ero libera, seppure imbrigliata in una divisa"
"Da ciò che dici, capisco che ciò che è successo tra te e André sia accaduto all'improvviso!"
"Si ... almeno per me, si. Poi siamo venuti qui, in questo paesello, dove nessuno ci conosce. Qui sono solo Oscar, senza titolo, senza doveri, senza responsabilità. Sono libera, finalmente libera."
"In un paesello, come tu lo chiami, dove alcuni pensano che siete due sodomita ed altri che vivete nel peccato. Ecco perché tuo padre è qui! Vuole che vi sposiate e non mettiate in ridicolo il buon nome della famiglia."
"Il buon nome della famiglia, a lui interessa solo questo. Allora può stare tranquillo, nessuno sa chi sono ... il suo onore è salvo!"
"Non parlare in questo modo! Tuo padre, ti vuole bene, non è giusto che parli in questo modo!"
"Lo avete appena detto Voi, è venuto qui per preservare il buon nome della famiglia ... non certo per me o per Andrè"
"Tuo padre è un uomo d'onore ma ama tantissimo la sua famiglia!"
"Quindi secondo Voi sarebbe felice se io sposassi Andrè? O mi diserederebbe?"
"Diseredarti?! Dopo tutto quello che ha fatto per te!? Oscar hai forse dimenticato che tu sei il suo orgoglio, la luce dei suoi occhi? Tuo padre non ha nulla in contrario sulla tua unione con André ma avrebbe voluto maggiore considerazione!"
"Voi ... ne siete sicura?!" domando mentre sento un moto di speranza e gioia nel cuore.
"Ne sono sicura." Rispondo prendendo le sue mani e sorrido.
"Andrè, ora che siamo finalmente solo tra uomini dobbiamo parlare. Anzi ... tu DEVI parlare."
"Si, avete ragione! E adesso che siamo soli devo chiarire il mio atteggiamento ..."
"Uhm ... inizia ... ti ascolto. Anche se chiarire mi sembra ... poco, troppo poco"
Guardo negli occhi il Generale. "Ho sempre amato segretamente Vostra figlia ma lei non ha mai ricambiato il mio amore, non se ne è mai resa conto ..."
"E questa è cosa nota, Andrè. Solo un cieco non se ne sarebbe accorto, ed io non sono cieco, non lo sono mai stato."
Sento una goccia scivolare sulla fronte. "Ecco io ..." abbasso lo sguardo. "Voi l'avevate capito ma non lei. Oscar ha vissuto solo per il suo dovere finché qualche mese fa mi ha confidato che era stanca della vita militare e desiderava ritirarsi a vita privata e così chiese il congedo. Poi mi chiese cosa avrei fatto della mia vita e le dissi che l'avevo seguita nei soldati della guardia solo per proteggerla e a quel punto non aveva più senso continuare. Oscar desiderava allontanarsi da Versailles, da Parigi e da Voi, pensava che non l'avreste capita e fu così che mi chiese di seguirla a Virny almeno finché non si sarebbe stabilita definitivamente ... infine è accaduto qualcosa che mai avrei sperato: ottenere il suo amore.
Oscar mi amava in silenzio e non ha mai fatto trapelare alcuna emozione. Non so da quanto tempo mi amasse ma io ... Signore, per me è stata la realizzazione di un sogno."
"E quindi? Su su ragazzo ... non essere timido ... non sei timido, tu. Tu hai approfittato di mia figlia! Tu hai osato fare ciò che non avresti dovuto fare prima del matrimonio! Tu ... fai vivere MIA figlia come ... come ... una concubina!" batto un pugno sul tavolo, furioso.
"Ecco ... io ... Generale ... non volevo offenderVi ma io l'amo, noi ci amiamo. Generale, Vi chiedo umilmente perdono ma non posso tornare indietro. Accettate il mio pentimento sincero e dateci la Vostra benedizione.
Generale, Vi chiedo la mano di Vostra figlia Oscar. Giuro sul mio onore che la renderò felice fino all'ultimo giorno della mia vita!"
Osservo Andrè, vorrei davvero passarlo a fil di spada, quello che mi ha fatto è un affronto. Ma il suo sguardo è così sincero, innamorato, commosso. "Pentito ... e perché non l'hai sposata?"
"Perché ... è successo tutto così ... all'improvviso e poi ... avrei voluto parlarvi ma ... io ... mi dispiace Signore. Ma dovete credermi ... io darei la mia vita per Oscar"
Lo guardo negli occhi e con tono rabbioso ribatto: "Lo so! Su questo non ho alcun dubbio!"
"E quindi ... mi concedete la mano di Vostra figlia?"
" ... Non credo che ci sia una alternativa?" poi con tono pacato sussurro: "Comunque ... sappi che sono felice e onorato di darti in sposa mia figlia! ... Sei l'unico uomo degno di lei!"
"Grazie Signore! Farò tutto ciò che posso per renderla felice!"
André mi tende la mano, la stringo e infine l'abbraccio stretto al mio petto. "Sono felice figliolo!" sento una lacrima scendere sulle gote.
Sento il caldo abbraccio del Generale, sussurro: "Grazie Signore ..."
Andrè ed io siamo nuovamente faccia a faccia, entrambi siamo emozionati. "Tra due settimane sarà Natale e ovviamente il compleanno di oscar, mi piacerebbe che Vi sposereste in quell'occasione! ... Almeno questo desidero potreste concedermelo..."
"Ma certo Signore! Sarà un vero onore per me!"
"Adesso non ci resta che informare le donne ...
"Grazie Signore ... non avrei mai potuto sperare in qualcosa di meglio"
"Uhm ..."
"Forse ... c'è altro, Signore? Lo so ... questa casa non è grande ma per noi basta. E poi non dovete preoccuparvi, sono in grado di mantenere entrambi ... ho un lavoro onesto ..."
"Si, lo so! ... Stavo pensando alla festa di nozze ma sarebbe meglio che ne parlassimo in presenza di Oscar."
"Io credo, Signore, che una festa piccola, una cosa tra di noi, sarebbe perfetta"
"Visto le circostanze credo che tu abbia ragione. Ma adesso andiamo a parlare con le ... nostre dame."
"Certo, credo che siano nelle stanze da letto. Madame si starà sistemando, immagino. Prego, venite" faccio segno al Generale di seguirmi mentre apro una porta che conduce in un piccolo disimpegno, su cui si affacciano le due stanze da notte.
Osservo le stanze che percorriamo, sussurro: "Questa casa è piuttosto piccola. Dovreste far sopra elevare un altro piano, a questo ci penseremo in seguito!"
"Magari più avanti ... per ora due stanze da letto, una sala ed una cucina per noi sono fin troppo."
"Ora pensiamo al matrimonio!"
Busso alla porta della stanza per gli ospiti ed attendo, sento parlare, non possiamo entrare così.
TOC TOC
"Madre, hanno bussato ... vado ad aprire!"
Vedo mia figlia aprire la porta.
"Oscar, dobbiamo parlare, adesso"
"Prego, accomodateVi!"
Mia figlia si sposta e mi fa segno di entrare, osservo mia moglie seduta sul letto, immagino che sarà il nostro letto. Entro deciso, mi fermo accanto al letto, osservo per bene la stanza. E' piccola ma accogliente, pulita ed ordinata. Nel camino scoppietta un bel fuoco, alla finestra sono collocate delle tende semplici e sobrie. "Ho deciso che tu e Andrè vi sposerete, è tempo di regolarizzare la vostra situazione, non credi Oscar?"
"Voi ... ci date la Vostra approvazione, Padre?"
"Ovvio! Non vorrai forse vivere nell'immoralità! More Uxorio per sempre! Questo io non posso accettarlo."
Sono terribilmente in imbarazzo, abbasso lo sguardo, sorrido appena. "Avete ragione. Dovete sapere che Andrè aveva espresso il desiderio di tornare a Parigi per parlarVi e … chiedere il Vostro assenso al nostro matrimonio."
Mi giro e osservo severamente il mio futuro genero. "Non me l'avevi detto!"
"Ecco … Signore, abbiamo parlato di tante cose che …"
"Come hai potuto dimenticare un particolare tanto importante!? … Comunque mi fa immensamente piacere sapere che ancora una volta ti sei dimostrato un uomo corretto!"
Avanzo verso mio padre. "André è l'uomo migliore che io conosca!"
Le parole di mia figlia mi emozionano, osservo lo sguardo di André, i suoi occhi brillano, poi osservo mia figlia, sussurro: "Concordo con te ma noi tutti sappiamo che il Vostro sarà un matrimonio riparatore …"
"Oh Padre!" sbuffo un poco scocciata.
"Non è forse così?! … Lo sappiamo noi come lo sa una parte degli abitanti di questo villaggio .."
Esclamo timorosa: "Una parte?!"
"Si, perché l'altra parte pensa che voi siate due sodomita!"
All'unisono: "COSA?!"
"Si, avete sentito bene! Forse esistono donne che indossano abiti maschili?!"
Andrè ed io ci scambiamo uno sguardo fugace, sussurro: "No, certo che no!"
"Appunto! Quindi adesso pensiamo ai preparativi delle nozze!"
Andrè avanza verso di me. "Oscar, tuo padre e anche a me piacerebbe che ci sposassimo il giorno di Natale .." sento mia nonna esultare felice.
"Siiii … il giorno del compleanno della mia amata bambina. Che bello!" domando a Madame Marguerite. "Voi cosa ne pensate?"
"Sarebbe perfetto! … Oscar avanti, dicci qualcosa!"
Sorrido. "Si … per me va bene…"
"Evviva! Oscar e mio nipote finalmente si sposeranno!"
"Oscar, domani mattina andremo da una sarta per farti cucire un bellissimo abito da sposa! … Ovviamente anche per te, Andrè, voglio che tu sia perfetto per Oscar!"
"Grazie Madame!"
Abbraccio mia figlia. "Auguri figlia mia … sapessi come sono felice!" accarezzo i suoi lunghi capelli biondi e poso le mie labbra sulla guancia.
L'ultima volta che mia madre mi ha dato un bacio è stato il giorno che a palazzo Jarjayes arrivò il precettore per insegnarmi discipline maschili. Sono tanto commossa.
Mi sciolgo dall'abbraccio di mia figlia ,prendo la sua mano la conduco a mio marito. "E tu, Augustin, non abbracci oscar?"
Per qualche istante tra noi c'è uno scambio di sguardi, sento luccicare gli occhi, gli stessi occhi di mia figlia. E' commossa. Mi getto tra le sue braccia, accarezzo i suoi capelli. "Sono felice, Oscar …"
Affondo la testa sul petto di mio padre, è la prima volta, tra i singhiozzi, sussurro: "Grazie per tutto quello che avete fatto per me, Padre …"
Vedo Oscar e il Generale stringersi in un abbraccio, non li ho mai visti così. Sono felice per la mia amata Oscar …..
Il giorno dopo
E' mattina presto, mi volto nel letto e mi trovo faccia a faccia con Nanny ... che ha russato per tutta la notte. Chissà come avrà dormito Andrè, obbligato a dividere il divano con il cocchiere? Piano esco dal letto, infilo veloce i miei abiti pesanti, mi sciacquo il viso e scendo di sotto, in punta di piedi, cercando di non svegliare nessuno. Voglio abbracciare il mio Andrè. Chiudo la porta, un passo alla volta attraverso il corridoio, entro nella sala da pranzo ma vedo solo il cocchiere, nell'ingresso però manca la mantella di Andrè. Decido di afferrare la mia, la indosso veloce, infilo gli stivali pesanti ed esco, in questa fredda mattina di dicembre. Seguo le impronte sulla neve fresca, fino a ritrovarmi nella nostra piccola ma accogliente stalla.
Dopo aver sistemato le mangiatoie per dei cavalli e riempito i secchi d'acqua, infilo la mano nella tasca e afferro una mela che ho preso dalla cucina, poi mi riposo un poco su di una panca e comincio a gustarmela.
Sento alcuni passi, li riconosco, è la mia Oscar.
"Sei qui! E' presto Andrè ... e fa anche un freddo!" mi avvicino ad Andrè e mi siedo sulla panca stretta a lui. Lo sento passarmi un braccio attorno alle spalle e stringermi un poco a lui.
Le poso un bacio sulla nuca, la stringo a me, porgo la mela. "Ne vuoi?"
"Si grazie ... "afferro la mela e la addento. "Hai già fatto colazione?"
"No. Ma dimmi, come hai dormito con mia nonna?"
"Uhm ... russa, lo sapevi? Russa tanto, ma proprio tanto!" poi scoppio a ridere.
"Ah ah ah ... Si, lo sapevo. Ecco perché te l'ho chiesto! Ah ah ah ..."
"E tu ... sul divanetto con Jean?!"
"Oh beh ... mettiamola così, ho messo delle coperte a terra davanti al camino e dormito, puoi immaginare come! Pensa che allo scoccare delle cinque mi sono svegliato e sono venuto qui. Ti assicuro che la paglia è molto più comoda delle coperte ah ah ah ..."
"Non credo di poter passare le prossime due settimane così! Che poi ... tua nonna ... parla anche nel sonno! Non lo avrei mai detto! Credo che ti abbia sognato ... ih ih"
"Me?! Non ci posso credere! Cosa diceva?"
"Qualcosa del tipo ... se la tocchi di prendo a mestolate ... vedi di trattare bene la mia bambina ... cose così ..." Poi scoppio a ridere alla faccia stranita che fa Andrè.
"Cosa?! Ma ... possibile che lo pensi davvero che ..."
"Che ...?!" domando sospettosa.
La guardo stupita. "Che tu ed io siamo già marito e moglie!"
"Scusa ma ... non è forse così?!"
"Ma mia nonna non lo sa o non lo immagina."
"Io credo che lo immagini ... di certo io non le ho detto nulla! Ti pare che mi metta a raccontare certe ... certe ..." inizio a sentire le guance diventare calde, di sicuro sto arrossendo.
Dopo aver consumato la mela, prendo la sua mano, mi alzo dalla panca e la tiro su. "Cosa c'è ... forse ti infastidisce parlare di certe cose?"
"É che ... non mi sento a mio agio ... io ... Andrè, lo sai. Certi discorsi non mi ..." mi sento sempre più imbarazzata, certi discorsi sono così complicati.
Sorrido appena. "Lo sai che mi fai tenerezza!?" mi avvicino. "Ti amo ..."
Sento le labbra di Andrè posarsi sulle mie, le sue mani mi stringono, si avvicina, sento il suo corpo contro il mio, mentre il bacio diventa più profondo, più caldo. "Andrè ... ti amo" sussurro appena mentre sento Andrè stringermi ancora di più.
"Ti amo ... ti amo ... ti amo! ... Vita mia ..."
Sento il calore di André sul mio corpo, sussurro ansimando: "Andrè ... Andrè ... dobbiamo rientrare ... non vorrei che si svegliasse tua nonna o peggio ancora mio padre e pensassero male. E poi stamattina dobbiamo andare a cercare dei vestiti per ... per il nostro matrimonio. Oramai mancano poco tempo."
"Si, hai ragione!" l'avvolgo nel mio abbraccio e lentamente lasciamo la stalla." Fa molto freddo. Stringiti a me!"
Sotto la sua mantella, le mie braccia avvolgono i fianchi di André, sorrido. "Si, fa molto freddo ed io sono molto felice!"
"Anch'io sono tanto felice!" arresto il passo, siamo l'uno di fronte all'altro la bacio mentre dei fiocchi di neve cadono giù lentamente.
Dalla finestra del salotto vedo mia figlia e André baciarsi. Non voglio essere indiscreto, meglio che mi allontani! ... Mi siedo sulla poltroncina mentre vedo Nanny preparare la colazione. Poi domando: "Sai se mia moglie è pronta per la colazione?"
"Credo proprio di si, Generale. Ma sapete dove sono Oscar e Andrè?! Questa mattina, quando mi sono alzata, Oscar non c'era."
"Sono ... in giardino ma stanno rientrando."
"In giardino? Ma nevica! Oh ... quei due mi faranno impazzire!" borbotto mentre mi avvicino alla finestra.
Spalanco gli occhi ma poi sorrido. "Quei due si stanno baciando..."
"Lo so, Nanny ... perchè credi che mi sia spostato dalla finestra?!" aggiungo ironico, non c'è nulla che io non sappia … qui o a palazzo!
"Quindi li avete visti!?"
"Esatto ... coff ... coff ..." tossisco fintamente imbarazzato.
"Oh beh ... anche noi, abbiamo avuto la loro età! ... Oh ecco ... è arrivata Madame! Potete accomodarvi a tavola."
"Grazie Nanny" rispondo mentre mi alzo e mi sistemo a tavola. "Non sarà palazzo Jarjayes ma Nanny ... sei riuscita a fare un vero miracolo!"
"Basta avere un poco di inventiva, Signor Generale."
"Uhm ... se quei due però non entrano ... rimarranno senza colazione!"
Vedo mia moglie sorridere, con un gesto della mano la invito ad accomodarsi, tiro la sedia.
"Grazie Augustin!"
Poi prendo posto. Seno la porta aprirsi e delle gioiose risate. "Eccoli! Sono arrivati!"
"Andrè ... Oscar, cosa ci facevate lì fuori, sotto la neve?!" Domando allegra mentre mi sistemo a tavola.
"Oh ecco Madre ... noi ... abbiamo fatto una ... una passeggiata. Si, una passeggiata mattutina!"
"E' bello passeggiare sotto la neve." Rispondo mentre mi sistemo il tovagliolo. "Ma su, cosa fate lì?! Venite a tavola! ... Dobbiamo sbrigarci, la sarta ci aspetta!"
Vedo Oscar guardare André con smarrimento quasi se fosse a disagio e mentre sistemo il tovagliolo dico: "Oscar devi solo scegliere un abito da sposa non devi mica andare in missione!"
Sento la voce di mio padre, mi volto lo guardo, mia madre ribatte: "Augustin hai ragione ma comprendo nostra figlia, non ha mai indossato un abito da donna e si ritroverà a indossare addirittura un abito da sposa!"
"Uhm … si, si ma non sarà mica la fine del mondo! E poi non può mica presentarsi in chiesa vestita da uomo!"
Le parole di mio padre mi strappano un sorriso. "Beh forse al villaggio non mormorano che io sia un uomo che vive con Andrè?!"
"Solo alcuni. Altri pensano che viviate More uxorio. Quindi … dovete quanto prima regolarizzare la vostra posizione! Seppure ti sentirai a disagio con l'abito da sposa dovrai indossarlo!"
Ascolto le parole del Generale, anche se con me si è contenuto, mi rendo conto che è risentito nei nostri confronti, soprattutto con me che ho condiviso il letto con sua figlia prima di esserci sposarci.
E' così evidente, il Generale è risentito con mio nipote …. Questa conversazione mi mette a disagio, devo interromperla ….
"Scusate Generale se Vi interrompo ma abbiamo una certa fretta. Sapete, certe cose richiedono tempo …."
Marguerite continua: "Hai ragione Nanny, dobbiamo sbrigarci!"
Il Generale continua: "Oscar …"
"Si, Padre …"
"Vorrei fare una richiesta, una sola, se ti è possibile."
"Dite."
"Mi piacerebbe che il tuo abito fosse bianco …"
"Bianco?!"
"Si. Il bianco è il colore nell'onestà e della perfezione, caratteristiche che ho sempre associato al mio erede. E poi sono sicuro che ti starà benissimo"
Sorrido, annuisco. Mio padre è sempre stato di poche parole ma ciò che mi ha detto mi lusinga…
Andrè ed io seguiti da mia madre e Nanny ci siamo recati dalla sarta del paese.
Il laboratorio è alquanto modesto, nulla a che vedere con quello della sarta della Regina.
Mi guardo intorno, vedo alcuni vestiti da donna esposti sui manichini, alcuni ancora imbastiti altri completi, ritengo che siano di buona fattura.
La padrona della sartoria ci viene incontro e con modi gentili saluta: "Benvenuti nella mia sartoria, posso esservi di aiuto?"
Mia madre le va incontro e dice: "Buongiorno Madame! Abbiamo bisogno di un abito da sposa e uno da sposo."
"Siete nel posto giusto! Qui realizziamo abiti perfetti per questo genere di evento. Ma ditemi, dov'è la sposa?"
La sarta guarda con sospetto me e Andrè, con tono deciso ribatto: "Sono io!" noto l'espressione della donna, è decisamente sorpresa. "Credete di riuscire a consegnare un paio di abiti, uno per me e l'altro per il mio futuro sposo?" indico Andrè.
"Ma certo! Certo Mademoiselle! Vi mostrerò alcuni modelli e se non dovessero piacerVi, Vi mostrerò alcuni disegni!"
Nanny ribatte: "Che siano belli e raffinati."
"Ma certo Madame! … Prego, andiamo nella stanza accanto, è tutto lì!"
Seguiamo la sarta nell'altra stanza, dove sono esposti alcuni modelli di abiti da sposa. Oscar li osserva pensierosa.
"Io ... vorrei qualcosa di meno ... meno ... pieno, ecco. Una cosa semplice!" sento la voce di mia figlia, la osservo ed aggiungo: "Ma Oscar ... questi abiti sono semplici! Guardali! Hanno solo alcuni ricami, dei fiocchi, una o due balze! Meno di così ... davvero ..."
"Appunto ... balze, fiocchi ... non ne voglio! E poi ... sono troppo scollati, è inverno!" aggiungo decisa.
Sento la mia cliente, inizio a credere che sia difficile. Questo è un piccolo atelier di campagna, qui è tutto semplice, ma lei forse vuole ancora meno di così?
"Mademoiselle, potreste spiegarmi come lo volete?"
"Si ... certo. Dunque, deve essere accollato, con le maniche lunghe fino ai polsi, senza balze o fiocchi. Ah .. e stretto ... quasi dritto!"
"Dritto? Accollato? Ma ... va bene, provo a disegnarlo e vediamo se riesco a capire come lo desiderate. In ogni caso considerate che sopra dovrete mettere una mantella, quindi sarete comunque coperta!"
"Anche se avrò la mantella, comunque voglio un vestito accollato!"
Prendo un foglio ed una matita ed inizio a disegnare, poche linee per definire la figura snella della mia cliente e poi provo a creare un abito. "Dunque, accollato, con dei bottoncini sul retro o sarà impossibile indossarlo, davanti farei alcune pieghe per definire meglio il taglio, spero mi permetterete di inserire alcune perle di fiume per illuminare. Poi, le maniche lunghe ... le preferite chiuse con dei polsini o aperte, un poco larghe, magari bordate?"
"Uhm ... io sono abituata alle camice maschili ..." lascio la frase in sospeso, un poco pensierosa. "Madre. Voi cosa dite?"
"Credo che le maniche lunghe con polsini chiusi andrà bene ma con bottoncini di perle di fiume."
"E sia, saranno di sicure più simili a quelle che indosso! Però le perle sul davanti ... non saranno troppo?!"
"Ma no Oscar, andranno benissimo, alcune file di perle sul davanti, che seguono le linee delle pieghe. Perfetto! Anzi, io ne metterei anche qualcuna sulla vita, per formare una cintura! Oh si, sarà magnifico! E per la mantella ... se la sarta non ha nulla, puoi mettere la mia bianca, è tra i bagagli! Sarà perfetta. Ah i guanti! Fa davvero freddo, quindi i guanti ... o un bel manicotto?!"
"No no ... guanti, Madre! Il manicotto proprio no! E' troppo ... femminile!"
"E sia ... Ovviamente tutto bianco. Madame, potete farci vedere del tessuto bianco, semplice Ma caldo?"
"Bianco?! ... Ne siete sicura?"
"Si, sicurissima! Bianco! Ed anche le scarpine, devono essere bianche, come l'abito!"
Guardo le sue accompagnatrici e ribatto: "Ma non ho mai confezionato un abito da sposa bianco! ... E poi le scarpe e immagino che la sposa vorrà indossare anche le calze bianche!?"
"Certo!"
"Ma ... Mesdames e Voi Monsieur dite qualcosa!"
"Madame, è l'unica richiesta che ha fatto mio padre ... non ho motivo di non accontentarlo! Quindi bianco!"
"Vostro Padre!? Ma cosa ne sanno gli uomini di abiti femminili!? Soprattutto di abiti da sposa!"
"Non importa ... bianco. Forse non avete del tessuto bianco con cui confezionare l'abito?!" domando un poco sospettosa.
"Ma certo che lo ho!"
Nanny ribatte: "Madame, sono sicura che Oscar sarà bellissima vestita di bianco!"
La sarta spalanca la bocca e sussurra sbalordita: "Oscar?! La sposa si chiama oscar?! Ma è un nome maschile!"
"Si si ... ma Voi non fateci caso, è una donna! Allora .. possiamo scegliere il tessuto?!"
" ... Ssssi ... aspettate, prendo il tessuto ..." mi aggiro per gli scaffali e guardo distrattamente i tessuti. Il nome di quella donna è mi fa pensare, forse in realtà è un uomo! ... E' troppo spigolosa, non ha forme, è troppo alta o alto. Che sia vero ciò che dicono di quei due? ... Che siano davvero due uomini e magari vorrebbero ingannare il parroco? ... Ma che strane idee che mi vengono! No, non può essere. Quei due sono davvero una coppia, un poco strana ma una coppia!
Osservo la sarta, è distratta, ha il tessuto davanti e non lo vede, sussurro a Nanny: "Forse è meglio aiutarla."
"Si Madame ... ci penso io!" mi avvicino alla sarta decisa. "Questo! Guardate, è proprio davanti a Voi. Oppure anche questo potrebbe essere adatto! madame ... ma forse non Vi sentite bene?!"
"Ohhh ... scusatemi ma ... ecco pensavo al ... miglior tessuto che abbiamo."
"Sarà ... ma non mi convincete affatto! Comunque, io direi che questo è perfetto! Mi sembra anche più caldo! Guarda Oscar ... sarà perfetto!" aggiungo mentre mi volto verso la mia piccola bambina.
"Si, va bene."
"Perfetto, allora Madame potete prendere le misure di mia figlia. Riuscirete a fare tutto entro Natale? Vorremmo che il matrimonio venisse celebrato proprio quel giorno!"
"Il tempo non è molto ma farò del mio meglio ..."
Nanny continua: "Non dimenticate che dovrete provvedere anche a mio nipote."
"Certo ... anche lui bianco?" certo che sono davvero strani!
Andrè sorride e risponde: "No, per me un normalissimo abito da cerimonia."
"Ah ... bene, allora sarà più facile! Forse c'è qualcosa di pronto, basterà adattarlo alla Vostra figura! Allora, inizio a prendere le misure di mademoiselle?!"
"Prego!"
"Mademoiselle, venite di là, dietro al paravento. Dovrete togliere gli abiti! Davanti al caminetto starete più calda!"
Raggiungo la sarta dietro al paravento, inizio a togliere la giacca ed il gilet. "Spero che così sia sufficiente, madame!"
"Perdonante ma dovreste togliere anche la camicia, è ampia e avrei difficoltà a prendere le misure."
"Ah ... si certo, avete ragione. E .. i pantaloni? Posso tenerli?" domando un poco imbarazzata mentre inizio a sbottonare la camicia. Mi vergogno un poco, sulla pelle ho alcune cicatrici, quella sul braccio poi è abbastanza ampia, risale a quando ho salvato l'allora Delfina ... spero che la sarta non faccia troppe domande.
"Si certo, sono attillati."
Faccio un sospiro di sollievo, almeno non mi vedrà le gambe! Sento lo sguardo della sarta addosso, mentre mi osserva. Sotto la camicia non indosso nulla, neppure le fasce, e sono davvero in imbarazzo. Cerco di coprirmi come riesco, mi sento davvero in difficoltà.
Osservo la mia strana cliente, di sicuro è una donna, le voci sul fatto che fossero due uomini sono evidentemente false. Certo che è un po' strana, così asciutta, muscolosa e con alcune cicatrici sulla pelle. Strana, davvero strana.
"Madame ... dovete aprire le braccia, così come posso misurarvi?"
"Eh ... si si ..." lascio cadere la braccia sempre più imbarazzata. La sarta si avvicina e inizia a misurarmi, con precisione e delicatezza. Prima il petto, poi le braccia. il busto. Ad ogni misura prende appunto su un taccuino. Poi passa ai fianchi ed alle gambe. "Um ...bene, potete vestirvi ... ora però dobbiamo cercare delle scarpe, non c'è il tempo per farle su misura!"
"L'importante che sia tutto pronto per il venticinque."