80. Verso l'ignoto

Charles uscì rapidamente dalla stanza, era preoccupato e non voleva trasmettere la sua tensione agli altri, il futuro che prima sembrava radioso era stato improvvisamente oscurato da nuvole di incertezze e lui si sentiva profondamente instabile. Sarebbe dovuto andare immediatamente nel sotterraneo per prepararsi per la partenza, invece uscì in giardino per prendere un po' d'aria, si sentiva soffocare dai pensieri che lo avevano circondato come squali affamati, camminava rapidamente e solo per un soffio non andò a sbattere addosso a Roy.

"Oh, Roy … perdonami, ero sovrappensiero, ma in effetti avrei bisogno di parlarti."

Roy sogghignò divertito.

"No, Charles." disse incrociando le braccia al petto "La risposta è no."

"Ma …" iniziò lui, ma Roy lo interruppe.

"So già cosa vuoi dirmi, non serve essere un genio per capire che sei preoccupato dopo ciò che è successo ieri e che vuoi che me ne vada, ma non accadrà Dolcezza, ho intenzione di restare qui."

Charles sospirò.

"So che sarà pericoloso" riprese Roy "Ma credi che non lo sappia? Anche lì fuori è pericoloso per gente come me e io sono qui per imparare tutto sui mutanti, non solo gli aspetti positivi… e non ho intenzione di scappare."

Charles sospirò di sollievo, era sinceramente preoccupato per Roy e temeva che si fosse spaventato, vederlo così tranquillo lo rincuorò.

"Molto bene allora" disse "Io però dovrò partire, non so bene quanto tempo starò via ma è necessario. Tornerò presto, nel frattempo ti lascio alle cure degli altri."

"Saprò cavarmela" rispose Roy "Ora ti chiedo scusa ma ho un appuntamento con alcuni tuoi giovani studenti che mi vogliono raccontare tutto sui loro poteri!"

Charles sorrise e osservò Roy allontanarsi per qualche istante, poi si mosse a sua volta a passo di carica, stavolta tornando indietro verso la villa per andare a prepararsi.

Logan era teso, non tanto per la situazione in sè, quella avrebbe fatto preoccupare chiunque, temeva che Charles non sarebbe stato in grado di gestirla e si sarebbe fatto trascinare ancora una volta dai suoi sentimenti. Con passi lenti raggiunse il sotterraneo, non voleva essere precipitoso, voleva prendersi il suo tempo per fare le cose, come il vecchio Charles gli aveva insegnato; qualche minuto dopo lo raggiune, lui era già lì, immaginava di vederlo teso e ansioso, invece era seduto sulla panca, ancora a petto nudo, stava indossando la tuta nera che aveva portato a casa come souvenir dalla prigionia con Sinistro, i suoi movimenti erano lenti, misurati, come se con il corpo volesse placare la rapidità dei pensieri.

"Charles?" lo chiamò.

Charles alzò lentamente lo sguardo, i suoi occhi erano distanti, persi in chissà quali pensieri.

"Tutto bene?" chiese con circospezione.

"No, Logan" rispose lui con onestà.

"Sei sicuro di ciò che stiamo per fare?" incalzò lui, tentando di metterlo alla prova.

Charles sospirò lentamente.

"No, Logan" ripeté "Allo stato attuale delle cose è tutto talmente incerto che non possiamo fare altro che muoverci seguendo l'istinto."

Logan lo osservò a lungo, ogni movimento era lento e consapevole, non era più il ragazzino ansioso che lo aveva fatto preoccupare negli ultimi mesi, era tornato ad essere lui, il Professor X, serio e affidabile.

"Ti seguo, Chuck" gli disse e, a sua volta, iniziò a indossare la tuta "Hai sempre avuto la mia fiducia e l'avrai sempre."

Charles sorrise, la presenza di Logan era di grande conforto per lui, era uno dei pochi punti fissi della sua vita, averlo al suo fianco gli diede un senso di sicurezza che lo aiutò a superare l'iniziale momento di ansia.

"Bene, aspettiamo Cassandra e Lester e partiamo."

Più tardi, in volo, Charles già indossava Cerebellum, l'aveva tirato fuori poco dopo la partenza per monitorare sia la scuola che eventuali problemi nel loro cammino. Nonostante non fosse un viaggio di piacere e la meta fosse un luogo potenzialmente pericoloso l'atmosfera era decisamente rilassata: Logan come al solito non aveva paura di nulla, Lester si fidava ciecamente di Charles e Cassandra si sentiva decisamente superiore a qualsiasi mutante. Charles invece era combattuto, da una parte si sentiva tranquillo ma non poteva smettere di pensare ai mutanti che si trovavano lì, persi e confusi, accecati dalla rabbia e dalla frustrazione, capaci di tutto pur di sopravvivere.

Erano trascorse alcune ore, ormai era notte fonda, Charles restò sempre concentrato nonostante la stanchezza, mentre gli altri si erano assopiti, lui continuò a pilotare il jet e li svegliò solo quanto sentì che ormai erano in dirittura d'arrivo, aveva subito notato qualcosa che lo allarmò.

"Dannazione. Svegliatevi!" esclamò con urgenza "Siamo quasi arrivati!"

Tutti si svegliarono lentamente, Logan si alzò e stiracchiandosi andò da Charles.

"Tutto bene?" chiese "Riusciamo ad atterrare in modo discreto?"

"Purtroppo no" rispose Charles preparandosi all'atterraggio "Sedetevi e legatevi, tra poco scenderemo. Non è possibile atterrare senza essere visti, ci hanno già localizzati e ci stanno preparando un'imboscata."

"Merda!" grugnì Logan "Cosa vuoi fare?"

"Dovremo improvvisare" rispose Charles calmo "Inoltre c'è un altro problema."

"Un altro?" chiese Lester "Come se quelli che già abbiamo non fossero abbastanza!"

Charles sorrise, divertito dal suo atteggiamento leggero.

"Stiamo per atterrare, ascoltatemi bene."

Pyro era eccitato, era certo che prima o poi gli X Men sarebbero andati a fargli visita, ma quando gli avevano detto che il loro jet era in avvicinamento aveva iniziato a ridere sguaiatamente. In quel momento, a bordo della jeep che li avrebbe portati a destinazione,

"Quei poveri ingenui non si immaginano che noi sappiamo che stanno arrivando" disse "Faremo loro una bella sorpresa!" disse, voltandosi appena per guardare anche gli altri veicoli pieni di mutanti pronti a dare loro il benvenuto.

"Già!" rispose il mutante che stava guidando "Poveri scemi!"

Pyro sogghignò.

"Non sanno quello che li aspetta."

A bordo del Blackbird, Charles guardò tutti per capire se avessero compreso cosa gli aveva detto, erano appena atterrati, lui aveva spento il motore e aveva riposto Cerebellum all'interno del bracciale.

"Ho capito, Charles" disse Logan con esitazione "Ma sei sicuro di ciò che stai dicendo?"

Charles sospirò, impaziente.

"Chiedimelo un'altra volta, Logan, e dirò a Jean di comprare degli elastici con fiocchetti rosa per farti le treccine."

Cassandra rise piano, Lester aggrotto le sopracciglia ma Logan annuì, intuendo al volo la portata di quella minaccia.

"Ora scendiamo. State tranquilli."

Scesero dal Jet con circospezione, come se tentassero di individuare nemici nascosti tra le fronde, erano atterrati nel mezzo di una radura e avevano fatto pochi passi quando tutti vennero colpiti dai collari che si chiusero immediatamente attorno ai loro colli, privandoli dei poteri. Charles guardò gli altri, come lui erano riusciti a mantenere la calma, pochi istanti dopo apparve Pyro.

"Guarda guarda chi c'è!" esclamò avvicinandosi "Il vecchio, si fa per dire, Professor X! Mi avevano detto che era ringiovanito, ma sembra davvero un ragazzino! Invece dentro è rimasto un vecchio rincoglionito, sbaglio?" chiese con tono provocatorio.

"Potrebbe essere. Tu invece sei invecchiato, John" rispose Charles pacato, usando volontariamente il suo vero nome "ma sei rimasto un ragazzino impulsivo."

Logan, Lester e Cassandra si scambiarono uno sguardo ma restarono in silenzio. Pyro sorrideva ma le parole di Charles gli fecero arricciare il naso per la stizza.

"Lo vedremo." rispose secco "Cosa ci fate qui?" chiese "Dov'è Magneto? Quel vecchio traditore è schiattato o semplicemente non ha avuto le palle di mostrarsi ai suoi vecchi alleati?"

Charles rise di gusto.

"Alleati?" chiese "Pensi che vi considerasse alleati? Lui non ne ha mai avuti, eravate suoi sottoposti!"

Era evidente che Pyro iniziasse a innervosirsi, decise di ignorare quell'ultima affermazione e tornò alla prima domanda.

"Non hai risposto a una domanda, Prof" lo riprese "Perché siete qui?"

Charles sorrise.

"Per curiosità" disse "Sai, una tale concentrazione di mutanti è difficile da ignorare. Volevamo capire cosa state facendo qui."

"Difficile da ignorare?" chiese Pyro divertito "Eppure siamo qui da mesi! Da mesi, Prof! Ci ha scoperti solo adesso?"

"Ho avuto di meglio da fare" rispose lui secco "In ogni caso non abbiamo intenzioni ostili. Voglio dire, John, siamo in quattro! Cosa avremmo potuto fare? Anche senza questi collari siamo in netta minoranza, non avremmo mai potuto fare nulla contro di voi. Ah, a tal proposito, mi duole dirti che sei un pessimo padrone di casa." aggiunse, indicando il collare.

Pyro restò senza parole, a bocca aperta per lo stupore per qualche istante, poi si riprese, a Charles sembrò di vedere una scintilla nei suoi occhi, un attimo di eccitazione, subito celato da un sorriso finto.

"Oh, certo! Certo!" esclamò "Perdonatemi."

Tirò fuori dalla tasca della giacca un telecomando e premette un pulsante che disattivò i collari, Charles e gli altri se li tolsero all'istante.

"Così siete qui per curiosità, eh?" chiese con un tono indecifrabile "Ottimo. Allora nei prossimi giorni sarete miei ospiti. Potrete stare qui quanto vorrete. Venite. Tu" disse rivolto al mutante che aveva guidato all'andata "Vai con Dark e Sunpowder, loro verranno con me."

Charles fece cenno a Logan, Lester e Casandra e tutti lo seguirono a bordo della jeep parcheggiata poco lontano. Una volta a bordo Pyro divenne improvvisamente molto loquace.

"Quindi siete qui per imparare, eh?" chiese mentre guidava per uscire dalla foresta "Vedrete, vi piacerà. Tutto sommato non è molto diverso dalla sua scuola, Prof. Anzi, è molto meglio!"

Pochi minuti dopo superarono gli ultimi alberi e si ritrovarono circondati da campi coltivati.

"Quando è scoppiata la crisi dei sensori e sono iniziati gli arresti indiscriminati dei mutanti" spiegò, senza staccare lo sguardo dalla strada sterrata sulla quale stavano avanzando "abbiamo pensato di venire qui per nasconderci e proteggerci. Da quando abbiamo costruito la prima casa sono passati mesi e siamo diventati sempre più indipendenti, anche se per alcune cose dobbiamo ancora rivolgerci all'esterno ma, credetemi, non è difficile trovare degli umani disposti ad aiutarci e a chiudere occhi e bocca sul fatto che siamo mutanti … in cambio di denaro."

"Hai scoperto l'acqua calda!" commentò Lester.

"Abbiamo costruito case" continuò Pyro ignorando il commento "scuole, negozi, abbiamo un piccolo ospedale, abbiamo coltivato campi, comprato del bestiame che alleviamo. Insomma, è un piccolo paradiso!"

Charles e Logan si scambiarono un'occhiata ma non commentarono.

"A proposito" continuò Pyro, che era in vena di chiacchiere "Conosco voi due, ma gli altri chi sono?"
Stavolta furono Lester e Cassandra a scambiarsi uno sguardo.

"Io sono Lester Hudson. Piacere." rispose lui stringendosi sulle spalle.

"Io sono Cassandra Xavier" rispose invece lei con tono provocatorio.

"Cos-" disse Pyro preso alla sprovvista "Xavier? Siete parenti?"

"Ovvio." rispose lei "Hai presente il clichè sul gemello cattivo? Nel nostro caso sono io, perciò vedi di non infastidirmi o sarò costretta a squartarti."

"Cassandra …" la riprese Charles.

"Che c'è?" chiese lei offesa "L'ho solo avvertito!"

Pyro si sforzò di ridere.

"Ah, capisco … quindi anche tu hai ottant'anni?" chiese con il tono vago di chi non sa come continuare una discussione.

"Quale parte di "gemelli" non ti è chiara?" chiese lei caustica.

Qualche minuto dopo entrarono in un piccolo borgo fatto di case prefabbricate, tutto era silenzioso a quell'ora della notte, Pyro parcheggiò accanto a una grande casa.

"Scendete" disse "Sarete affamati, posso prepararvi qualcosa?"

Charles scosse la testa.

"No, ti ringrazio, siamo molto stanchi, per ora preferiremmo andare a dormire, faremo una colazione abbondante domani mattina."

Pyro esitò per un istante, poi sorrise.

"Ottimo. Per ora allora seguitemi, vi mostrerò dove potrete dormire."

Lo seguirono all'interno della casa e poi nella stanza.

"Tengo sempre qualche letto pronto a disposizione per dei nuovi arrivati" spiegò "Accomodatevi e fate come se foste a casa vostra. Qui c'è l'interruttore per il riscaldamento, l'ho acceso ora ma la stanza si scalderà subito. Ora, se non vi dispiace, ho del lavoro da fare. Ci vediamo domani mattina."

Una volta rimasti soli si distesero sotto le coperte e chiusero gli occhi.

Un istante dopo si trovavano nella stessa stanza, ma solo nella loro mente, Charles aveva creato un'illusione nella quale riuscirono a parlare mentre i loro corpi giacevano sui letti, apparentemente immersi nel sonno.

"Capisco essere prudenti, Chuck"disse Logan guardandosi attorno"questo però mi sembra eccessivo!"

"No, non lo è"rispose lui"Pyro non si fida di noi, questa stanza è piena di microfoni e videocamere e io ho bisogno di parlarvi senza che ci sentano."

"La situazione è così grave?"chiese Lester"Non mi sembra che ci sia nulla di cui preoccuparsi."

"Invece sì"disse Charles"A quanto pare William Stryker è tornato a tormentarci dalla tomba."