EPISODIO 2*18
Le settimane erano passate e i coniugi Gilmore erano più uniti che mai, anche se lui aveva ancora difficoltà a trovare il suo posto nel mondo e lei era impegnata con eventi vari e le riunione DAR.
Quel venerdì sera, Emily era irremovibile, scocciata e anche un po nervosa.
"Mamma.."
"No!"
"Ma io ho fame"
"Dobbiamo aspettare tuo padre"
"Si raffredderà"
"Aspettiamo l'arrivo di tuo padre"
"Aspettiamo da un'eternità"
"Non è vero"
"Invece sì ..." disse petulante Lorelai.
"Quando la famiglia si riunisce, si cena tutti insieme, non si mangia a turni. Tu lo sai benissimo come lo sa anche Richard"
Quando era arrabbiata lo chiamava sempre per nome davanti ai familiari.
"Quando ha comprato la macchina d'epoca?" chiese Rory.
"Un paio di tragiche settimane fa"
Per non dire 'la sera in cui ero tra le braccia di un altro uomo'
"Che ne è stato del suo hobby della pittura?"
"Conosci tuo padre, quando ha capito che non avrebbe eguagliato Cézanne ha perso il suo interesse e ha comprato quella macchina ...Lorelai!" riprese la figlia quando si accorse che aveva qualcosa in bocca.
"Dai mamma non è la cena è solo una caramella al limone"
"Ho detto che dobbiamo aspettare per mangiare"
"Anche tu sei vincolata il regolamento della convenzione di Ginevra come tutti... Uh ...Come sei elegante..."
Emily si voltò e fissò il marito, palesemente schifata.
"Buonasera a tutti, non avete cominciato?" chiese l'uomo tutto giulivo indossando una tuta sporca da meccanico.
"Certo che no ti stavamo aspettando ma tu non sei pronto"
"Lo ero ma la macchina sembra aver capito che stavo per andarmene e mi ha schizzato addosso uno strano liquido verde"
"Che schifo"
"Infatti, su coraggio cominciate non ha senso aspettare"
"Ben detto" disse Lorelai fiondandosi sulla carne.
"Ferme"
"Non si mangia più"
"Ti aspetteremo. In 37 anni non ho mai hai mangiato senza di te a meno che tu non fossi fuori città o ammalato... Elsa porta via tutto e mantieni in caldo.
Ora caro va a prepararti così ci godremo una bella cena con la famiglia riunita" disse con tono perentorio.
"Va bene torno subito"
Lorelai col suo solito fare melodrammatico aggiunse:
"Subito papà, ti prego, immediatamente. Spogliati salendo le scale, fai una doccia lampo.
Sciacquati velocemente e non perdere tempo a specchiarti"
Alla fine la cena fu perfetta e si diedero la buonanotte.
"Scusa" disse lui mentre infilava i pantaloni del pigiama.
"Per cosa?"
"Per il mio ritardo. So quanto ami la puntualità e mi dispiace di averti fatto arrabbiare"
"In realtà..." replicò la donna mettendosi a letto e aspettandolo.
"Cosa?"
"Devo ringraziarti"
"Ah si?"
"Si. Il tuo piccolo siparietto ci ha permesso di passare più tempo con le ragazze che, stranamente, oggi non sembrava volessero scappare"
"Quindi sono perdonato?" chiese sdraiandosi e prendendola tra le braccia.
"Mmm... fammi pensare..."
Iniziò a muovere la gamba sulle sue, il ginocchio particolarmente e pericolosamente vicino ai gioielli di famiglia.
"Emily..." ringhiò eccitato.
"Sì, Richard?" chiese innocente e maliziosa, salendo a cavalcioni su di lui.
"Farò tardi piú spesso se questo è il tuo ringraziamento" disse stringendole il sedere.
"Se vuoi che davvero ti ringrazi, non osare" replicò mordendogli il collo e poi leccandolo.
Il giorno successivo Rory si presentò dal nonno per chiedere aiuto.
"Posso sapere cosa ti ha chiesto?" chiese Emily, che li aveva appena raggiunti, quando la nipote li lasciò.
"Un aiuto per il corso di economia..Non è importante"
"Forse per lei è importante. Ha per caso dei problemi in quella materia?"
"No Emily, mi ha chiesto di partecipare alla realizzazione di un progetto per la scuola e io ho gentilmente rifiutato" disse continuando a fare ciò che stava facendo.
"Hai rifiutato?"
"Lasciamo stare per favore"
"Perché lo hai fatto?"
"Ne parleremo dopo con calma adesso ho da fare"
"Hai da fare?! Sono tre settimane che armeggi con quello stupido motore inutilmente. Sarebbe questo il tuo grande da fare?!"
"Vedi questa auto d'epoca mi impegna molto ma non mi aspetto che tu capisca"
"Non vuoi aiutare tua nipote"
"Possiamo rimandare questo discorso?"
"Non posso credere una cosa simile!"
"Che cosa?"
"Che un giorno Richard Gilmore avrebbe deluso la sua adorata nipotina"
"Ti prego non cominciare"
"Richard, è così che andranno le cose d'ora in poi?!"
"Di che parli non capisco?"
"Voglio sapere cosa devo aspettarmi da te. Finché ti disinteressi del mondo che ti circonda, cadendo in depressione e non preferisci parola per giorni va bene, ma se volti le spalle a Rory allora..."
"Io non ne ho voltato le spalle a Rory!" disse arrabbiato.
"Tu adori la nostra nipotina, lei è tutto per te l'hai dimenticato?"
"Emily cara..."
"Siamo arrivati a questo punto?!"
Scocciato, l'uomo si voltò e accese la musica a tutto volume, indicando che la conversazione era finita.
Platealmente, la moglie gli disse, prima di andarsene:
"Richard questa non te la perdono hai proprio esagerato"
Emily odiava quella macchina per diversi motivi.
Primo fra tutti, era stata acquistata quando lei era alla spa e aveva fatto quel brutto incontro, che lei reputava l'avesse resa una moglie infedele.
Secondo, la manutenzione richiamava tutta l'attenzione, l'energia e il tempo di Richard ed infine, non era buona nemmeno per farci l'amore dentro.
Per questo, per qualche sera, Emily si mantenne distaccata dal marito.
Non voleva sentire ragioni, allora lei non avrebbe detto nulla.
La domenica sera Richard era in apprensione.
La moglie non gli aveva parlato dallo scontro nel viale e lui si era subito pentito delle parole dette mentre lei se ne andava.
Erano due giorni che non gli parlava e non poteva più sopportare il silenzio.
"Emily cara..." disse nel buio della stanza.
"Che c'è?"
"Dormivi?"
"No"
"Mi dispiace"
"Per cosa esattamente?"
"Per essere un uomo ottuso"
"Mm"
"È come la questione del golf non è vero? Rory ha un problema, dove posso aiutare e forse risolvere, e sono recalcitrante come un mulo"
"In effetti"
"E tu vuoi solo che io mi riprenda dal mio torpore. Se poi c'è il vantaggio di stare con nostra nipote tanto meglio"
La donna sospirò, poi disse:
"Richard tu sei fortunato. Rory non ha mai bisogno di me..."
"NON È VERO!" esclamò inorridito.
"Si invece. Fammi finire.
Per le questioni da donna ha Lorelai, che oltre essere sua madre è la sua migliore amica.
Per lo shopping abbiamo età e vedute diverse.
Non ha mai bisogno di aiuto per la scuola perché sa una pagina più del libro, e comunque i corsi che segue sono più nel tuo campo, come l'economia.
Io sono buona solo per organizzare un compleanno che non le piace e costringerla a un ballo delle debuttanti alla quale non aveva mai nemmeno pensato di partecipare. Ma non ti invidio.
Se posso vederla anche solo riflessa nei tuoi occhi, mentre mi racconti una giornata passata con lei, mi basta. E sì, vorrei che trovassi stabilità nella tua realtà da pensionato"
"Emily..."
"Per non parlare del fatto che sono stupidamente gelosa della macchina"
"Oh Emily mi dispiace che...aspetta, sei gelosa della macchina?"
"Assorbe tutte le tue energie. Mi consideri certo e mi ami ma sembra che ultimamente ti dedichi più a lei che a me. Che sciocca sono! Nemmeno fosse un'altra donna!" disse dandogli la schiena.
Dopo qualche istante di silenzio, Richard abbracciò sua moglie da dietro, e disse al suo orecchio:
"Ho pensato a te quando l'ho comprata. È... la macchina... dalla quale sei scesa il giorno del nostro matrimonio. Che ci ha portato al ricevimento e poi all'aeroporto. Ci siamo baciati su quei sedili. Abbiamo quasi fatto l'amore su quei sedili. Proprio su QUEI sedili. È QUELLA macchina"
"Oh Richard..." si girò sulla schiena e si fissarono per un lungo momento.
"Ti amo Emily. Ti amo e ti desidero in ogni momento. Anche quando lavoro a quella macchina. Anzi, spesso mi serve la musica per distrarmi dai pensieri che mi vengono in mente mentre ci lavoro.
L'altro giorno se avessi potuto, cioè se non fossi stato ricoperto di grasso e schifezze, e fossimo stati nel garage invece che nel viale, ti avrei preso proprio lì. Ma sono un uomo grosso e non credo di poter star dietro"
"Sei il MIO uomo grosso. Meravigliosamente grosso" disse accarezzandogli il petto, avvolgendo una mano dietro la sua nuca abbassandolo per baciarlo e abbassando l'altra per accarezzare la sua anatomia.
Ringhiò contro le sue labbra mentre le saccheggiava la bocca con la lingua.
Le prese le mani e le appuntò sul materasso, sopra la testa.
"Ti voglio"
"E io voglio te" rispose agganciando le caviglie al suo busto.
Inutile dire che Richard cambiò idea, recandosi a scuola il lunedì per aiutare la nipote (un po a malincuore pensando alla moglie ancora nuda tra le lenzuola) con la promessa di dedicare il tempo opportuno, ma con la postilla che tutti dessero il massimo, perchè non vedeva l'ora di stare nuovamente con Emily.
