Una volta finito raggiunse la moglie in giardino, stava occupandosi dei fiori e gli dava le spalle.
Il suo sedere tornito lo guardava e non potè fare a meno di avvolgere le braccia intorno al suo corpo esile, spingendo la sua eccitazione contro di lei mentre le mani le stringevano il seno.
"Sei stata cattiva"
"Io?"
"Sì tu"
"Quando?"
"Quando? Mi hai lasciato nell'ufficio in uno stato indicibile e poi la questione del gelato"
"Magari avevano fame"
Nel frattempo aveva posato gli strumenti da giardinaggio e girava il collo mentre glielo baciava.
"Io ho fame"
"Vuoi del gelato?" disse sorridendo.
"È già in camera da letto. Manchi solo tu"
"Io?"
"Sei la mia cialda"
Il venerdì era il giorno della presentazione del progetto e fu un disastro.
Emily non sapeva cosa pensare e si arrabbiò quando Lorelai suggerì che a suo padre avrebbe fatto bene parlare con uno psicologo.
Mentre discutevano una porta si aprì.
"Richard sei tu?!"
"Certo! Certo che sono io ... bene che c'è per cena?"
"Che c'è per cena? Che significa che c'è per cena?" disse andandogli incontro.
"Pensavo che la domanda fosse abbastanza chiara ma posso riformularmi...che tipo di prodotti gastronomici saranno serviti sulla tavola questa sera?"
"Sei tornato a casa come una furia, ti sei isolato nello studio ..."
"Avevo molte cose da fare. Dovevo riflettere e lo devo a te signorina" disse indicando la nipote.
"Mi dispiace"
"Non devi assolutamente dispiacerti "
"Metti giù quel panino e dacci una spiegazione per favore"
Emily stava diventando sempre più ansiosa.
"Questa settimana, la partecipazione al progetto di Rory, il kit di pronto soccorso, un'idea maledettamente buona indipendentemente dal giudizio espresso dalle teste vuote della tua scuola, insomma questa settimana ho capito una cosa non voglio essere un pensionato"
"Cosa?"
"Non mi piace detesto questa condizione non fare niente tutto il santo giorno e sono stufo di cercare di inventarmi qualcosa per passare il tempo "
"E cosa intendi fare?"
"Tornare a lavorare"
"Quindi hai intenzione di farti riassumere?" chiese con un tumulto di emozioni nel petto.
"Per carità no! Ho deciso di entrare nel mondo degli affari"
"Quale genere di affari?"
"Ancora non ho deciso, forse farò il consulente o costituirò una società. Oppure insegnerò. Ritengo di poter mettere a frutto la mia esperienza trentennale per insegnare una materia o due al vostro istituto commerciale"
"Richard stai parlando seriamente?"
"Quanto è vero che sono qui! Non mi sentivo così da tanto tempo. Sono eccitato e questo lo devo a te"
"Mi fa molto piacere"
"Sei contenta spero. Non hai parlato molto, con me almeno" disse quando furono a letto.
"Che vuoi che ti dica. Sembra che, ancora una volta, tu fossi troppo impegnato a prendere le decisioni sul tuo futuro da solo"
"Emily..."
"Non sono arrabbiata Richard, solo non capisco perché non ne parli prima con me. Che ti costa?"
"È solo allo stato embrionale. Potrei non trovare nulla, non trovarmi bene...cambiare idea! È successo spesso ultimamente"
"Già, e io che pensavo fossi eccitato per altri motivi"
"Oh tu mia cara non manchi mai di eccitarmi" disse accarezzandole il viso.
"Ti amo Richard e ti appoggio qualunque cosa deciderai"
"Oh Emily non sai quanto valgano queste parole per me"
"Potresti dimostrarmelo" replicò iniziando a sbottonare la camicia del pigiama.
