Il sabato di Richard e Lorelai era passato bene.

Avevano sistemato il più dell'arredamento, riordinato un po e comprato ciò che serviva, dalla cancelleria alla macchina del caffè.

Si erano trovati così bene che la domenica Lorelai tornò da suo padre, approfittando del fatto che nessuno dei due aveva impegni importanti.

Emily era contenta che suo marito trascorresse tempo con la figlia ma non vedeva l'ora che tornasse a casa, così lo chiamò.

"Pronto Gilmore Group" rispose Lorelai.

"Richard Gilmore per favore"

"Subito. Posso chiederle con chi parlo?"

Riconoscendo subito la voce della madre, cammuffò la sua per prenderla in giro e farle uno scherzo.

"Emily Gilmore"

"E lui conosce il motivo della sua chiamata?"

"Spero di sì, sono sua moglie"

"Oh ah.. Accidenti Richard non mi ha mai detto di essere sposato..."

"COSA?!"

Il cuore di Emily iniziò a battere all'impazzata. Le sue più grandi paure si stavano tramutando in realtà.

"Mamma rilassati sono io"

"LORELAI?!"

"Sì!"

"Sei molto distaccata e professionale" disse sarcastica riprendendo fiato.

"Come posso aiutarti?"

"Venerdì voglio organizzare un piccolo party in ufficio per inaugurare la nuova attività.

Allora il servizio di ristoro verrà alle 3:00 in punto per preparare il buffet... stai prendendo degli appunti? Segnati tutto"

"Scrivo furiosamente"

"Marge si appuntava sempre ogni cosa"

"Allora niente cena del venerdì?"

"No perché andremo tutti quanti al party"

Nonostante volesse parlare con il marito, Emily riagganciò.

"Chi era?"

"La mamma"

"Oh che strano... la richiamo"

"Perché non vai? Siamo vicini. Io aspetto il tecnico dell'ADSL e del computer"

"Sei sicura?"

"Certo. Penso che le farà piacere"

Fece come gli era stato detto.

"Emily sono a casa?"

"Richard! Che ci fai qui?"

"Mi ha mandato Lorelai dice che...che succede?" chiese notando che aveva gli occhi rossi.

"Niente deve essere allergia" rispose voltandosi.

"Emily..."

"Sono solo una vecchia sciocca"

"Non credo proprio. Che è successo?"

"Ho chiamato al tuo ufficio. E Lorelai, burlona com'è mi ha fatto uno scherzo" disse con voce tremante.

"Che scherzo può averti mai fatto per ridurti in questo stato?"

Si guardarono in silenzio.

"Oh no... non dirmi che ha finto..."

"Di essere una segretaria che ha una relazione col suo capo? Sì!"

"Dio quella ragazza..."

"Mi dispiace mi ha colpito più del previsto"

"È normale dopo quello che mi hai detto l'altra sera"

"Mi dispiace"

"Per cosa? Vieni qui" disse abbracciandola. Poi aggiunse:

"Ascolta, hai voglia di fare qualcosa insieme? Lorelai ha detto che se la cava"

"Beh.. una cosa ci sarebbe"

"Tutto quello che vuoi"

Si alzò sulle punte e lo baciò sensualmente, succhiandogli il labbro inferiore.

"Vorrei fare l'amore con mio marito"

"Tuo marito vuole la stessa cosa" disse sorridendo e portandola in camera.

Lorelai si era rivelata così efficiente che Richard il lunedì non mise il cuore nei colloqui per una nuova segretaria. Voleva sua figlia.

E quando glielo disse, lei fece le sue rimostranze e lui finì per chiudersi a riccio.

Era ferito che lei non volesse lavorare con lui, lasciando tutto per stare con suo padre.

A Lorelai dispiaceva ma non poteva proprio rinunciare alla sua vita per compiacere il suo vecchio.

Così, dopo le interviste ad alcune giovani promettenti tra cui Karen, il loro primo pranzo finì bruscamente con Richard che fingeva di telefonare.

"Pronto casa Gilmore, parla Emily Gilmore"

Senza rendersene conto aveva fatto il familiare numero di casa.

Sentire la voce di sua moglie era come arrivare in un porto sicuro dopo la tempesta.

"Emily cara.."

"Richard! Credevo lavorassi caro, come stai?"

"Bene, volevo sentire la tua voce"

"Richard non mentirmi. È successo qualcosa"

"Lorelai mi ha abbandonato"

"Che vuol dire?"

"Speravo...in questi giorni sono stato molto bene con lei in ufficio e speravo..."

"Che rimanesse con te come segretaria?"

"È stupido vero?"

"No caro assolutamente anzi è comprensibile"

"Fatto sta che non vuole"

"Mi dispiace"

"L'ho praticamente buttata fuori duranti il nostro pranzo, oh niente liti o robe del genere, solo..."

"Sei diventato Richard il riccio ho capito"

"Esatto"

"Hai tanto da lavorare oggi?"

"Non molto no"

"E allora perché non ci vediamo? Potremmo andare al club a vedere il roseto oppure ..."

"Mi piacerebbe molto"

"Allora ci vediamo per le 2.00"

"Perfetto. Ti amo Emily e grazie"

"Ti amo anch'io. Non c'è di ché"