La normalità sembrava essere tornata a Downton, o almeno la normalità da quando era iniziata la guerra.

Una nuova schiera di malati era arrivata e il maggiore Clarkson chiese se si poteva accettare un paziente che aveva richiesto di essere curato lì.

Il maggiordomo non era felice di vedere il dottore. Non aveva dimenticato come volteggiava attorno alla signora Hughes tempo prima e come, a detta di qualcuno, aveva rifiutato a vivavoce alcune degenze (tra cui il ragazzo cieco)

Daisy era sempre più cupa, la governante più distante e svagata e, come se non bastasse, i Bates avevano deciso di sposarsi, cosa che Carson riteneva alquanto impropria.

In realtà la sua era solo un pizzico di invidia, con contorno di gelosia.

Loro erano giovani, innamorati corrisposti e liberi di sposarsi, pubblicamente pergiunta, nonché di tenere le loro posizioni.

Gli veniva mal di testa e male al cuore ogni volta che pensava a quanto sarebbero stati felici lui e Elsie se solo fossero stati nella loro posizione. Certo c'era da vedere SE lui avesse mai avuto la spina dorsale da dichiarare i suoi sentimenti e SE lei li avesse corrisposti.

"Signor Carson.."

"Signor Bates mi dica"

"Stavo uscendo dalla camera di milord e ho incontrato Sir Richard, vuole parlarvi"

"Grazie signor Bates"

A malincuore, visto che sperava di trascorrere anche solo cinque minuti in presenza della donna che amava prima di servire la cena, il maggiordomo cambiò rotta e si diresse al piano superiore.

"Potete andare Brux"

"Il signor Bates mi ha detto che volevate vedermi" disse con quanto rispetto possibile.

Carson non nutriva simpatia per quell'uomo. Proprio per niente.

Era un borghese di nuova generazione, un tizio senza scrupoli che calpestava qualunque cosa e chiunque avesse attorno per proprio tornaconto. Se Thomas non stava attento rischiava di diventare come lui.

"Ah si vi ho fatto venire qui perché vorrei offrirvi un impiego" disse Carlisle con noncuranza.

"Ho già un impiego signore" sottolineò l'ovvio il maggiordomo.

Come se MAI sarebbe andato a lavorare per un uomo del genere, lasciando la sua Elsie per giunta.

"Oh si naturalmente non intendo dire che ve ne offrirei uno migliore..." disse aspettando che lo vestisse.

Il maggiordomo si trattenne. Se lo voleva come valletto non aveva capito proprio nulla.

"Anche se significherebbe un notevole aumento di salario"

'Non tutto ruota intorno ai soldi, e di certo non il mondo di Charles Carson' pensò.

Poi, sapientemente, Sir Richard disse qualcosa che colpì l'omone.

"Lady Mary ed io vorremmo comprare una casa vicino Downton.

È distante da Londra ma ho guadagnato abbastanza da potermi godere un po' la vita.

So che lei ha di voi un'altissima considerazione e penso che da novella sposa apprezzerebbe molto il vostro aiuto nella sistemazione della casa"

In qualche modo il giornalista doveva aver capito che la ragazza era la sua preferita, come direbbe la signora Hughes.

Intontito, chiese:

"Mi state chiedendo quindi di lasciare Downton Abbey per trasferirmi...?"

"Domani andremo a visitare Haxby Park, se dovessimo comprarla prenderemo tutti i 12.000 acri"

"Senza dubbio potrete godervi molte passeggiate interessanti"

"Ovviamente è un po malmesso ma non c'e nulla che il denaro non possa aggiustare.. allora? Che ne pensate?"

"Ho una domanda da porvi. Lady Mary è al corrente di questa vostra proposta?"

"Non ancora, volevo farle una sorpresa. Come vi ho detto ha un'alta opinione di voi, spero tanto di non assumere un rivale"

"Aspetterò che Lady Mary mi dia istruzioni"

'E spero proprio che non lo faccia' pensò uscendo e chiudendo la porta dietro di sé.

Con umore cupo attese alla cena, dove presenziarono solo la famiglia con la contessa vedova.

Alla fine, troppo preso dai suoi cupi pensieri e nell'intento di andare a prendere la macchina mentre Lord e Lady Grantham con la madre discutevano sui progetti di Isobel per Downton, non vide il fugace scambio di sguardi che passò tra Robert e Jane.

Scese sperando di vedere la signora Hughes ma non trovandola preferì bere lo sherry nella sala della servitù, sperando che il chiacchiericcio lo distraesse dalla proposta ricevuta.

Le aveva preparato un bicchiere e, incurante di ciò che accadeva intorno, era preoccupato per lei.

Stava male e quindi era andata a letto?

Nel suo salotto non c'era e la porta era aperta.

Che fosse da qualche parte della casa?

Ad un tratto gli sembrò di sentire un rumore provenire dalla porta sul retro.

Nel frattempo dall'altro lato della porta...

"Mi dispiace di non essere potuta venire ma avevamo la casa piena. Chi sta badando al bambino?" chiese la governante a bassa voce, mentre dava il cestino a Ethel.

In realtà quella sera non c'era stata tutta quella ressa che dava ad intendere, non voleva che la ragazza fosse troppo legata a Downton. I rubinetti dovevano chiudersi e sperava che il tempo l'avrebbe convinta ad arrangiarsi quando non avrebbe visto arrivare la signora Hughes.

"La mia vicina. E mi ha prestato anche la bicicletta"

"Beh sarà meglio che tu vada" disse accompagnandola fuori dopo aver sentito un rumore, dove l'attendeva il suo mezzo di trasporto sotto la pioggia battente.

Le due si separarono e la donna più grande fece una preghiera mentre guardava il cielo oscuro, sperando che la giovane non si ammalasse.

Entrò e subito si ritrovò davanti il signor Carson con una faccia illeggibile.

Si sentì male allo stomaco.

La sua espressione era così... strana.

"Signor Carson io..."

"Le dirò buonanotte signora Hughes. Ne parleremo domattina"