"Signor Carson posso parlarvi?"
"Sono piuttosto impegnato per la cena di domani sera" disse tranquillo tirando fuori dall'armadio dell'argento la zuppiera.
"Beh per l'appunto.. non vi affideretei al signor Lang, specie dopo l'ultima volta?!"
Oh...No di certo!"
"Forse potrei esservi di aiuto io. Ho servito a tavola, ho esperienza"
"Davvero Branson?" chiese il maggiordomo sorpreso.
Il ragazzo annuì con un cenno e l'altro continuò :
"Non ho alcun diritto di chiedere questo ad un autista"
"Dobbiamo tenere alto l'onore di Downton giusto?"
"Ti sono infinitamente grato non te lo nascondo, infinitamente. Sai dove trovare una livrea?"
"Certamente"
"Ho sentito che alla fine non partirai per il fronte!"
"Il futuro è pieno di sorprese" replicò dopo un attimo di silenzio, prima di accompagnarsi.
Poco dopo, si udì un lieve bussare.
"Non ditemi che non c'è una livrea della vostra misura?" chiese Carson leggermente preoccupato ma continuando a dare le spalle alla porta.
"Non credo starei bene in livrea"
L'uomo si voltò scioccato al sentire il tono timido e scherzoso.
"Signora Hughes!"
"Mi scusi signor Carson non volevo spaventarla"
"No affatto. Credevo fosse Branson. Si è gentilmente offerto di darmi una mano per la cena di domani sera"
"Un bel gesto"
"Infatti. Ditemi avevate bisogno di qualcosa?"
"Non vorrei interrompere..."
"Assolutamente. Sedetevi prego, volete dello sherry?"
Il cuore della governante si scaldò al pensiero che FORSE le cose potevano tornare come prima, mentre quello del maggiordomo rallentò nell'attesa della risposta.
"Solo se lo volete anche voi"
"Allora due sherry in arrivo"
Preparò il tutto e le offrì il bicchiere, sedendosi poi difronte a lei.
"Allora..."
"Mmm...che buono" disse la governante dopo qualche sorso.
La imitò nel bere e disse:
"Sì molto, erano diverse settimane che non ne bevevo"
"Per via della salute immagino"
"Non solo. Era la compagnia che mi mancava. Non desideravo fare da solo qualcosa che di solito facevamo insieme"
"Oh signor Carson.."
"Signora Hughes non so se mi crederà ne se le accetterà ma devo chiederle scusa.
Il modo in cui mi sono espresso, le parole che ho usato nonché il tono... era ... è stato pessimo da parte mia.
Voi mi conoscete, quando le cose cambiano in maniera repentina e improvvisa mi destabilizza sempre.E tendo a prendermela con la persona più vicina. Non ho parole per dirvi quanto mi dispiace.
Eravate preoccupata per me ed io, invece di apprezzarlo, ero preoccupato per... LORO" enfatizzando con voce e viso stizzito l'ultimo termine.
"Me lo avete detto che sono tutta la famiglia che avete"
"Si beh... trovo che da quando l'ho detto mi dimostrino in mille e uno modi che non ... meritano questo titolo da parte mia"
Il cuore le si fermò un momento ma trovo la forza per dire:
"E questo è un altro smuovere le cose in modo sgradito"
"Infatti"
"Beh signor Carson, tutti abbiamo una buone dose di disillusioni nella vita. La capisco.
Spero solo che la prossima volta, perché purtroppo mi dispiace dirlo ma ci sarà una prossima volta, terrete un pochino più a freno la lingua"
"Lo prometto. Mi impegnerò con tutte le mie forze"
"Bene. Salute"
"Salute. Di cosa volevate parlarmi?" chiese il maggiordomo più felice che mai.
"Ho saputo da Lady Grantham della cena di domani sera. Volevo chiedere se avete delle richieste particolari da fare"
"Come le ho detto Branson si è offerto di servire quindi potrei fare a meno delle cameriere, anche se ..."
"...Sarebbe sempre meglio tenere un paio di mani pronte, sono d'accordo"
"Direi basta. Ho già scelto l'argenteria e Lord Grantham mi ha indicato le preferenze sul vino"
"Domani mattina definiremo le portate del menù"
"Odio le cose fatte all'ultimo minuto. Non che non siate in grado di organizzare un evento ma non siamo macchine. Vogliono le cose fatte bene e poi non ci danno il tempo materiale per adempiere ai nostri doveri. Pensano che tiriamo fuori le ore dal cilindro?" chiese pensieroso.
La signora Hughes era perplessa di quelle parole. Non pensava che il maggiordomo si sarebbe mai espresso in quel modo, erano più parole di lei che di lui.
Era così amareggiato?
I tempi potevano davvero essere cambiati?
Invece di stuzzicare come avrebbe altrimenti fatto preferì tacere sorridendo (non voleva tirare troppo la corda visto la loro recente pace)
Forse lui era convito di aver solo pensato e non parlato ad alta voce.
