Salve cari amici,qui Reshiram Lego e oggi andremo a lezione di Paramedicità (credo si dica così)
A parte gli scherzi siamo dentro con un nuovo capitolo perché noi siamo gente che non molla, i risultati potrebbero arrivare presto, molto presto…adesso ancora più presto.
Ok , ho già detto abbastanza andiamo dentro con la storia ma prima vediamo la puntata precedente.
Nel capitolo precedente, sono successe davvero tante cose! L'Oshawott di Anita si è finalmente evoluto, Asami è finalmente diventata un'Allenatrice e ha vinto la sua prima medaglia, facendo nascere un'amichevole rivalità con Anita.
E le belle notizie non finiscono qui. I nostri eroi hanno conosciuto anche Yara, una ragazza sordomuta che, grazie all'aiuto di Ash è finalmente diventata un'Allenatrice. Ma le belle notizie finiscono qui. Il Team Plasma è più forte che mai e sembrerebbe che abbiano preso particolarmente di mira la povera Asami.
Nuove scoperte nel deserto della Quiete
«Da una settimana, ogni notte faccio sempre lo stesso sogno…» Carlos sorseggiò il suo cappuccino «Mi sveglio, esco dalla mia camera, e mi dirigo verso il bagno… appena entrato però, mi ritrovo nell'andito del centro Pokémon. Indossavo una maglietta con degli Psyduck… provo a rientrare in camera, ma la porta è chiusa, così come tutto il resto delle camere.
Scendo le scale, ma nella caffetteria non c'è nessuno… mi addentro al suo interno e sento molto caldo… inizio a sentire delle goccioline di sudore che mi scendono lungo la schiena.
Mi giro e vedo una ragazza… una ragazza che non avevo mai visto prima. Mi saluta: "Ciao Carlos" "Come sai il mio nome?" Le chiesi. "Beh.. c'è scritto sul tuo pantalone di Psyduck" ...aveva ragione…"Cosa ci fai qui?" Le domando. "Sto cuocendo la pasta, vieni qui e aiutami!" Lo sapete, a me piace cucinare, e a quanto pare lo stesso vale nei sogni… quindi mi avvicino… ma, mentre cerco di raggiungerla, all'interno della stanza si innalza una cortina di fumo e, a un certo punto mi rendo conto che la ragazza sconosciuta è sparita.
Dopo qualche secondo sento delle risate, che sembrano finte, o comunque forzate. A quel punto senza volerlo recito I TRE MATTACCHIONI, una filastrocca che mi ricordo da quando ero piccolo, ma sbaglio alcuni versi e finisco per diventare sempre più minuscolo, e quando sto per scomparire… "CIAO CARLOS"» Il ragazzo si fermò. «…E dal nulla arriva Ash che mi sveglia, e torno nel mondo reale…cioè riuscite a crederci?» Le ragazze si scambiarono uno sguardo. Serena, piuttosto perplessa, fece una domanda: «Perché ti sei messo a recitare quella filastrocca?» Il ragazzo si grattò il mento: «Non lo so è come se mi fosse venuto spontaneo.» Serena si toccò la tempia «C'è chi dice che certi sogni lascino o un messaggio. Non so se ci credi a queste cose. Per quanto non creda molto a queste cose.» Carlos si alzò le maniche e, cercando di cambiare argomento, si rivolse all'amico: «Ash,quanto manca ancora?» Il Campione del mondo rassicurò l'amico: «Manca ancora un pezzo di strada, ma siamo quasi arrivati.» Il ragazzo continuò poi il discorso sui sogni, iniziato poco prima da Carlos. «Sai anche io ho fatto un sogno stanotte, ho sognato di fare una lotta contro un Allenatore, che non ho mai visto prima… dopo aver vinto,mi compare una tavola piena di prelibatezze di ogni tipo. Solo che mi accorgo di non avere le mani. Per questo sono costretto a mangiare con la faccia direttamente nel piatto. Mangio talmente tanto da diventare una gigante polpetta che rotola giù per una collina…»
Serena cercò di non ridere «Dovevo aspettarmelo da te, conoscendo il tuo amore per il cibo e per le lotte.» Carlos sospirò roteando gli occhi mentre Anita non disse una parola, completamente imbarazzata da quei discorsi. Da una parte sperava di raggiungere presto il Deserto della Quiete, ma dall'altra non nascondeva una certa preoccupazione: «Non è che ci sono dei Pokémon pericolosi nel Deserto?» Ash cercò di rassicurarla: «Stai tranquilla, se si chiama "Deserto della Quiete" ci sarà un motivo.» Carlos si intromise: «Quindi non abbiamo di che preoccuparci? Sei sicuro sicuro?» Il Campione del mondo ostentò un po' meno sicurezza: «Si, penso sia abbastanza sicuro.» Carlos pensò "AH Andiamo bene, proprio bene" Anita, che nutriva enorme stima e fiducia in Ash, tirò un sospiro di sollievo e tornò a sorridere.
«Domani dovrò allenarmi per il Varietà, sarà questo Sabato e, per vincere la Chiave della Principessa io e i miei Pokémon dovremo allenarci duramente.»
Tutti annuirono mentre la nativa di Kalos continuò: «E tu mi raccomando, hai una lotta in palestra da preparare, e vorrei festeggiare la vittoria insieme a te.»
Dopo una infinita strada fatta di cemento, finalmente Pikachu avvistò qualcosa in lontananza. Non perse tempo ad avvisare il suo Allenatore «Pika-pika!» Il Campione del mondo alzò la testa e rapidamente interpretò ciò che il suo amico Pokémon aveva da dirgli: «Girata quella curva arriveremo nel Deserto della Quiete.» Serena diede un'occhiata allo Smart Rotom: «Non sono previste tempeste di sabbia ringraziando Arceus. Tutto tranquillo, non finiremo come quella volta nel bosco…» Carlos sorrise ironicamente, mentre Ash si mise a correre «Cosa aspettiamo? Andiamo!» I tre, non avendo molta scelta, si misero a rincorrerlo.
«Finalmente siamo arrivati, il Deserto della Quiete ci attende, vedrete che sarà un'avventura emozionante!» Il Campione del mondo si sfregò le mani «È davvero immenso!» Anita rimase meravigliata dalle dimensioni di quella distesa di sabbia dorata. «Qua vicino ci sono delle rovine, di solito è possibile incontrare dei Rellor.» Spiegò Serena, mentre consultava la pagina del Pokédex dedicata a quella zona. «Ah... Giusto. Il Pokémon perfetto per Mildred!» Commentò Carlos, ricordando a Serena di una delle sue rivali.
I quattro proseguirono verso destra. Tra la sabbia riuscivano a malapena a vedere dei Sandile e dei Roggenrola che sguazzano nella sabbia, senza far caso alla presenza di esseri umani…
la nativa di Soffiolieve scansionò con la funzione Pokédex del suo Smart Rotom entrambi i Pokémon, a cominciare da quello più piccolo. Il suo corpo aveva approssimativamente la forma di una sfera. Il suo corpo era blu ed era coperto da grandi sfaccettature lisce. Al centro del suo corpo, si trovava un'apertura gialla dalla forma esagonale. Sulla parte superiore del corpo una cresta marrone, dello stesso colore dei piccoli piedi. "Roggenrola. Pokémon Placca. Tipo Roccia. Esemplare femmina. Si muove reagendo ai rumori. È tiepido al tatto per via del nucleo di energia al suo interno. Mosse conosciute: Rocciotomba, Geoforza, Azione, Lucidatura"
«Che pace…quasi quasi mi viene voglia di dormire, ma non posso farlo altrimenti avrei i vestiti pieni di sabbia.» Scherzò Carlos.
Anita era pensierosa. Quel deserto così silenzioso e pacifico le fece tornare in mente il sogno che aveva fatto quella notte. Aveva sette anni e stava andando da mio padre. Nel suo sogno, i suoi genitori si erano separati, per dei motivi oscuri.
Era una giornata ventosa, e lei stava andando a scuola. Sulle spalle uno zainetto a forma di Luvdisc. Non conteneva nulla, a parte la sua merendina, un pacco di biscotti a forma di Torchic, che aveva scambiato per dei Plumcake.
La mamma non l'aveva accompagnata perché sapeva che la figlia era una bambina responsabile.
La strada era dritta e non era possibile sbagliare.
Sulla strada incontrò un'altra bambina, Pearl, la figlia della maestra. Si avvicinò a lei e la saluta "Ciao Anita!" Anita le rispose: "Ciao Pearl, Dove vai di bello?" "Da mio papà" Rispose la bambina, continuando a fissarla col suo sguardo senza vita "Mi spiace per quello che è successo." Anita, mostrando una certa maturità rispose "Posso superarlo." A quel punto Pearl inizia a levitare senza un apparente motivo "Lo credi davvero?" Anita indietreggiò un po: "Ci deve essere un motivo
per il quale i tuoi si sono lasciati!» La sua giacca rosa divenne di colore nero, il suo volto divenne pallido mentre continuava
ad ergersi verso l'alto. "Io sO dEi deTtaGli chE tu Non ConoSci!" Peral iniziò a parlare con voce distorta mentre piegava il collo verso destra. "È ColpA tUa AnitA,TutTo pErcHè Non sEi eNtrAta neI gioVani caDettI dEll'oRganiZzionE peR la QualE i TuOI LavoRaNo…" Le non credeva a quelle parole, per questo cercai di controbattere: "NO! NON E' VERO! QUESTA E' UNA BUGIA!" All'improvviso la bambina si teletrasportò davanti a lei: "E adeSso…FEsteGGiaMo la ScoPErta DEllA veRiTà,VuoI GioCAre a NAscOndInO?" Anita si mise a correre, fino a quando non venne fermata da un muro.
"PRima FammI INiZiaRe a ConTAre AniTA" I suoi occhi senza vita la fecero rabbrividire. Immediatamente Anita si mise a correre nella direzione della casa di suo padre, sapendo che lì sarei stata al sicuro.
Ogni secondo che passava, la ragazza aveva la sensazione di diventare più alta, con la sua coscienza che le portava infiniti dubbi e scelte.
La strada era dritta, e sembrava perdersi verso l'infinito. Si era alzata una grande folata di vento, e piano piano si formò una nebbia densa e scura che le fece perdere il senso dell'orientamento.
"Da quella parte c'è il burrone!" Varie voci intorno iniziarono a darle i brividi.
Tra tutta quella nebbia, la ragazza riuscì a percepire la presenza di qualcuno. "Anita…ti ho trovata e adesso…" Era Pearl, anche se ormai era diventata un mostro.
Si avvicinò alla giovane con un sorriso inquietante, Anita si coprì la faccia per lo spavento.
Improvvisamente qualcosa sbucò da qualche parte in mezzo a tutta quella nebbia. Si trattava di un Pokémon, uno che non aveva mai visto…era quasi completamente blu, a parte delle scaglie nere e rosse, e una sorta di cannone sulla testa, simile alle braccia di Magmortar.
Quella strana creatura aveva cacciato l'essere che era diventata la sua amica. Poco dopo quella creatura si girò verso Anita.
«PIKAAAAAAAA!» Il Pokémon Topo cercò di richiamare l'attenzione del suo Allenatore, per poi scendere dalla sua spalla. «Che succede amico?» Chiese il ragazzo.
In lontananza, tra tutta quella sabbia si poteva intravedere un gruppo di tende, circondato da svariate attrezzature utilizzate per le riprese di uno show televisivo.
Tra le tende, era impossibile non notare un uomo con i capelli ricci, una barbetta poco tagliata, occhi azzurri e un tipico completo da esploratore coloniale.
Era seduto accanto ad un Pokémon, dall'aspetto di un drago quadrupede. Il suo corpo era principalmente blu. La sua pancia era rivestita da una corazza formata da diverse placche grigie, mentre la parte inferiore del collo, le sue ali e le sue sopracciglia erano rosse. L'uomo era intento a rileggere alcuni appunti. «Credo sia ora di andare, forza Salamence, vieni anche te, Machoke.»Da una delle tende uscì un Pokémon dall'aspetto quasi umanoide, con alcuni tratti da rettile. Aveva un corpo estremamente muscoloso dal colore viola, con alcune striature rosse sulle braccia un rosso molto simile a quello dei suoi occhi, ricolme di muscoli, così come il resto del corpo. Indossava una sorta di slip tenuti su da una cintura dorata.
Carlos si grattò il mento «Quell'uomo l'ho già visto…da qualche parte, ma non ricordo dove…» Anche Anita ebbe la sensazione di aver già visto quell'uomo da qualche parte. «Anche a me sembra un volto familiare…ma dove l'ho già visto…»
«Cosa aspettiamo! Andiamo a vedere! Quando mai ci capiterà di visitare questi luoghi con una guida del genere?» Carlos sembrava essere davvero entusiasta, mettendosi a correre come un bambino e costringendo i suoi amici ad inseguirlo.
«Questo è il percorso che faremo, le parti teoriche come sempre, le facciamo dopo…» Un altro uomo con una folta barba e degli occhi verdi, che indossava degli abiti praticamente identici a quelli del collega, stava illustrando i piani di lavoro al presunto esploratore.
I ragazzi si avvicinarono all'uomo, alla ricerca di informazioni.
«Salve, signore… lo sa lei ha un volto familiare.» Carlos partì in quarta. «Chi abbiamo qui, eh… quattro giovani allenatori in esplorazione.» L'uomo li guardò meglio «Tu sei Ash Ketchum? L'Allenatore più forte del mondo? E questo è il tuo mitico Pikachu!» Il ragazzo rispose con un sorriso «In persona.» Anche il Pokémon Topo salutò l'uomo, con un piccolo gesto della zampetta. «Tu sei quella Performer Pokémon venuta ad Unima per partecipare a questa stagione del varietà…Serena Gabena.» L'esploratore, da vero gentiluomo, le fece il baciamano. «A quanto pare mi sono già fatta un nome anche qui.» Commentò la ragazza, apprezzando la gentilezza di quell'uomo.
Non conoscendo Anita e Carlos, l'uomo si rivolse ai due con maggiore distacco: «Voi come vi chiamate invece? E soprattutto perché andate in giro con queste due celebrità?» La nativa di Soffiolieve si presentò per prima «P… piacere di conoscerla… mi chiamo Anita, vengo da Soffiolieve.» Quando l'uomo le fece il baciamano la ragazza arrossì. «Ehm…» Per evitare che la situazione degenerasse, Carlos si presentò «Io sono Carlos, ma se vuole può anche chiamarmi Charlie… vengo da Levantopoli.» A quel punto l'uomo si presentò a sua volta: «Se ti sono familiare è perché sono quel presentatore dei documentari…»
Carlos strinse la mano all'uomo, scattando come una molla: «Quindi lei è…Walter Angel!» Anita aprì la bocca dallo stupore mentre Ash e Serena erano impietriti: «Tu sei mio padre…» «NOhhhhhhhhhh» Disse Ash ridendo cercando di trattenersi, riprendendosi subito «Adesso non esageriamo, io faccio solo il mio lavoro!» Carlos stava per svenire.
Mentre, l'amico realizzava con chi aveva a che fare, Anita me approfittò per spiegare agli amici chi fosse Walter Angel: «Lui è un divulgatore naturalistico, storico e scientifico, viaggia in qualsiasi parte mondo e mette in mostra le bellezze del mondo e i nuovi progressi della scienza. Quando andavo ancora alla scuola per Allenatori, passavo le interrogazioni di storia e di scienze grazie a lui.» «Ah, ok, capisco.» Le rispose Ash.
«Allora ragazzi, dato che siete venuti fino a qui, che ne dite di fare un lavoretto con noi?» Propose. «Sarete delle comparse durante il servizio. Ci dareste una grossa mano, non solo perché renderete il servizio più interessante. E non preoccupatevi dei soldi. Verrete pagati profumatamente.» I quattro accettarono senza esitare.
Walter, però aveva altri piani: «Io intendevo solo loro due.» L'uomo indicò i nativi di Unima: «Voi due siete troppo famosi. In questo programma la gente vuole vedere gente nuova, capite?» Ash roteò in alto i polsi: «In effetti non hai tutti i torti.» Serena, invece, non disse niente.
L'uomo accompagnò il gruppo in una delle tende. Come c'era da aspettarsi, l'interno della tenda era vuoto e spoglio. Al suo interno vi erano una scrivania e alcune sedie. «Greg, ho trovato le comparse!» Il collega del divulgatore era seduto ad una scrivania, intento a controllare alcuni grafici al computer. Per non affaticare la vista, indossava degli occhiali da lettura. «Mi sembra ottimo.»
Poco dopo l'uomo rivolse i suoi occhi verdi sugli Allenatori «OH OH, il signorino Ash Ketchum? E la performer Serena Gabena? E voi due siete loro amici, giusto?»
Walter spiegò la situazione al collega: «Quegli "Amici" di cui parli devono firmare quelle solite carte e poi possiamo partire.» Greg prese dal cassetto dei fogli attaccati con la spillatrice «Dovete firmare questi ì ci autorizzate a mostrare i vostri volti, registrare la vostra voce e così via.» Carlos guardò l'uomo con aria perplessa: «In effetti ha senso…»
Dopo che Carlos e Anita firmarono le carte, Greg le scannerizò, in modo archiviarle sul suo computer. «Molto bene, abbiamo tutto ciò che ci serve.» L'uomo continuò: «Walter… quello che devi dire lo sai, dove devi andare lo sai quindi possiamo pure iniziare.» L'uomo indicò un'alta duna di sabbia.
«Forza ragazzi, prima di partire dobbiamo fare un'introduzione importante!» Machoke e Salamence erano già fuori dalla
tenda. Machoke teneva con le sue braccia forzute una grossa telecamera, mentre Salamence ne aveva una altrettanto grossa sul dorso. Appena usciti dalla tenda, Anita scansionò i due Pokémon col suo Smart Rotom:
"Machoke. Pokémon Megaforza. Tipo Lotta. Esemplare maschio. Ha un fisico rigoroso e instancabile. Aiuta le persone a trasportare carichi e a svolgere altri lavori pesanti. Mosse conosciute: Pugnoscarica, Megapugno, Privazione."
Poco dopo scansionò anche l'altro: "Salamence. Pokémon Drago. Tipo Drago e Volante. Esemplare maschio. Volteggia nel cielo con le grandi ali cresciutegli con l'evoluzione, sputando fuoco dalla gioia e incenerendo ogni cosa. Mosse conosciute: Lanciafiamme, Dragartigli, Aeroattacco, Cozzata zen."
Anita esclamò: «Salamence sembra davvero un Pokémon molto forte! Sa usare mosse molto potenti come Aeroattacco.» Ad Ash brillarono gli occhi: «Aeroattacco è la mossa di tipo Volante più forte di tutte, Salamence è davvero incredibile!» Il Pokémon Drago sorrise per il complimento, mentre Machoke riprese la videocamera.
«Adesso iniziamo. Mi raccomando, silenzio assoluto. Le cose che dico si devono capire, altrimenti dovremo girare di nuovo.» Tutti quanti si tapparono la bocca e fu allora che machoke accese la telecamera:
«Benvenuti in una nuova puntata di Noesis, e come potete vedere mi trovo in un deserto… più precisamente nel Deserto della Quiete, nella regione di Unima, uno dei gioielli di questa regione, insieme alla capitale Austropoli, che si trova alcuni chilometri a sud rispetto a dove ci troviamo noi. A nord abbiamo la città di Sciroccopoli. Ma adesso non parliamo di questo, immergiamoci nella sabbia del Deserto in questa nuova puntata di Noesis.» Machoke alzò il pollice e posò la telecamera «Perché stava muovendo così tanto le mani?» Chiese Ash: «Perché poi metteranno delle grafiche in post produzione, per rendere il tutto più interessante.» Spiegò la nativa di Kalos.
Walter Angel si avvicinò al gruppo: «Non fate troppi complimenti, adesso dobbiamo entrare nel Deserto, andiamo alle rovine.»
Serena si avvicinò alla nativa di Unima «Anita, dovrei parlarti di una cosa. Avrei bisogno di un consiglio femminile…» La nativa di Unima si girò verso l'amica: «Che succede?»
Serena prese Anita con sé e si allontanò un po' dal gruppo, quindi iniziò a spiegare: «Sai prima, mentre stavano discutendo, riguardo ai sogni ricorrenti? Beh, mi è tornato alla mente un vero e proprio incubo, che ho fatto qualche giorno fa.» Anita rimase ad ascoltare: «Eravamo io e Ash, in una stanza del Centro Pokémon, mi pare. Ma non è importante. Stavamo parlando di te e di quanto stessi facendo passi avanti come Allenatrice, quando, ad un certo punto arriva dalla finestra uno Swoobat…» Anita chiese: «Uno Swoobat?» Serena fece un piccolo gesto affermativo, prima di continuare: «Ben presto mi accorsi di come non fosse uno Swoobat normale. Aveva il naso spaccato per metà, ma, nonostante questo, sembrava stare bene. Si avvicinò e mi consegnò una lettera. La aprii e lessi il suo contenuto: "Voglio sfidarvi in una lotta in doppio. Se vinco io, lui dovrà seguirmi e dimenticarsi di lei, se vincete voi salverete questo Swoobat." Credevo di aver capito, non volevo accettare, ma Ash, come al solito, voleva a tutti costi aiutare quel Pokémon.» Anita si rattristì: «Oh…è successo altro?» Le chiese. «Siamo usciti, e abbiamo incontrato una mia vecchia conoscenza, M-e-r-i-n-g-a. Ad ogni modo, abbiamo lottato. Solo che lei ha lottato solo con quello Swoobat. Ad ogni modo, più andavamo avanti più le due metà del naso si staccavano, e dopo ogni attacco, le due parti si separavano sempre di più finchè…» Anita la invitò a continuare. «Finchè?...» Dopo un paio di scambi di occhiate la nativa di Unima capì la situazione e la rassicurò: «Non preoccuparti…» «Finchè… finchè le due metà del naso caddero per terra. Da una parte c'ero io, dall'altra c'era Ash… è stato… orribile.» Anita resistette a fatica alla valaga di tristezza che la investì, mentre cercava di rassicurare l'amica. «Dai Serena non piangere. Sei una ragazza forte. Non farti abbattere da queste cose!» Serena cercò di spiegare la situazione: «Vedi io ci tengo molto ad Ash, e da quando ho fatto quel bruttissimo incubo ho paura che possa accadere qualsiasi cosa…»
Passato il brutto momento, le ragazze si riunirono al gruppo. Forse prendere parte a quelle riprese poteva alleggerire la situazione.
Alcuni minuti dopo, i ragazzi e Walter giunsero nei pressi di un ammasso di strutture in pietra. «Ecco siamo appena arrivati nelle rovine di un'antica città, conosciuta come "Città Perduta." Dalle analisi degli speleologi, pensate che quanto questa antica città è sprofondata, il Deserto ancora non esisteva. Vi erano delle terre fertili e rigogliose. Stando agli studi, sembra che queste rovine risalgano a millecinquecento anni fa. Precisamente all'epoca delle Guerre dei Frenesiani.
Non abbiamo un'idea precisa del motivo per cui venne costruita questa città, ma probabilmente veniva utilizzata come avamposto militare dall'imperatore Marzius I. Come penso sia e chiaro, dal suo nome deriva quello del mese di Marzo, mentre da suo figlio Aperidomus deriva il nome del mese di Aprile. Il punto è che questa città era come un secondo figlio per Marzius. Infatti se andiamo più avanti…» L'uomo iniziò a raccontare nel dettaglio la storia della città e dell'imperatore Marzius, mentre i ragazzi lo seguivano in silenzio. «Questo spiazzo, un tempo era la piazza di quella che doveva essere questa città che, secondo le stime, nel periodo di suo massimo splendore aveva dieci o ventimila abitanti. Purtroppo trovare delle documentazioni è estremamente difficile. Purtroppo il novantanove per cento e forse più si è disintegrato col tempo, e altri sono stati distrutti dai predoni. È per questo che oggi possiamo vedere solo queste poche strutture rimaste, che ormai sono diventati la casa di numerosi Rellor, Sandile, Yamask e anche più raramente degli Hippopotas; e quello che probabilmente era la residenza dell'Imperatore quando veniva in questa città. Oggi è conosciuto con il nome di "Castello Sepolto" che visiteremo più tardi.» Machoke interruppe la registrazione, in modo da interrompere la parlantina di Walter. «Questa non me l'aspettavo…non sapevo questo fatto dei mesi e di Marzius…» Commentò Carlos, piuttosto impressionato. «Questo è perché il nono mese dell'anno lo chiamamo settembre.» Ash fece un'osservazione: «In effetti quando ho sentito questa storia per la prima volta mi sembrava molto strano.» In quel frangente, l'uomo trovò una sorta di pittura rupestre. Su di essa vi erano disegnati dei Pokémon. «Questa magnifica pittura che potete ammirare, e che i nostri esperti hanno riportato all'antico splendore attraverso delle sofisticate intelligenze artificiali…»
«Come state vedendo dalle ricostruzioni, si tratta di una rappresentazione di Regigigas, il capo dei Golem leggendari, originario della regione di Sinnoh. Pokémon che, secondo le leggende, dimora nel tempio di Nevepoli. Luogo a cui è consentito l'accesso solamente a pochi eletti.» Walter non toccò quell'antica pittura, per non rovinarla ulteriormente. «Queste altre macchie sembrano essere delle rappresentazioni di altri Pokémon, molto più comuni, si pensa siano un
Mantyke, un Infernape o un Buizel e un Qwilfish dalle grandi spine.»
Anita sussurrò qualcosa a Serena «Questo Marzius amava molto questa città.» Serena alzò le spalle e allargò leggermente le braccia. «Questo enorme cerchio di pietra sul quale mi trovo serviva a raccogliere l'acqua piovana e a distribuirla per le numerose fontane che adornavano la città.» Machoke interruppe le riprese e fece cenno di ok.
Carlos si avvicinò a Walter e gli fece una domanda: «Perchè hanno costruito dei monumenti così alti?» Walter cercò di rispondere in maniera chiara e concisa: «Marzius I temeva che il suo popolo sarebbe stato spazzato via da una calamità naturale, o dalle invasioni di un altro popolo vicino, i Surupolisti. L'isola dove si erano stabiliti venne distrutta da una violentissima eruzione vulcanica sotterranea, che scatenò un'onda anomala che sommerse l'isola. Marzius per evitare una simile catastrofe, ha fatto costruire questa piccola parte più in alto e con materiali più resistenti così da poter lasciare tracce del suo passaggio anche ai posteri, anche se il motivo della sua scelta non è chiaro.»
Carlos suggerì «Dovrebbe aggiungerlo al programma.» L'uomo gli mise una mano sulla spalla «Grazie del consiglio, ragazzo!»
Machoke iniziò con le riprese, mentre Walter iniziò con le spiegazioni. Nello stesso momento, Salamence si diresse vicino alla borsa di Anita. La ragazza l'aveva posata accanto agli zaini di Ash e Carlos e alla borsa di Serena, non troppo lontano da un tavolo su cui erano disposte delle telecamere.
Salamence aveva colpito la borsa e aveva fatto rotolare fuori dalla borsa una delle Poké Ball. «No, no, fermo…» Anita cercò di rimanere composta mentre il Pokémon Drago annusava la Poké Ball di Dewott. Ash notò la situazione e si rivolse all'amica: «Sai, forse Salamence vuole che tu faccia uscire Dewott dalla Poké Ball.» la nativa di Unima chiese «Dici davvero? Ancora non si è completamente ripreso da quella lotta…» Nel mentre scambiava sguardi quel Pokémon, cercando di non pensare alle sue grandi fauci.
«Ok…vieni fuori Dewott…» Dalla Poké Ball uscì il primo Pokémon di Anita che, appena uscito dalla Poké Ball scambiò un pugnetto d'intesa con Pikachu, prima di girarsi e vedere davanti a sé un grande drago azzurro con delle spaventose fauci. Dewott non si fece spaventare da quei denti affilati e salutò allegramente quel grosso Pokémon. «Sembra che Salamence sia incuriosito dal tuo Pokémon.» Anita, preoccupata, si mise le mani davanti al volto, continuando però a guardare. «Tranquilla, Dewott sa cosa fare.» Salamence continuava a girare intorno al Pokémon di tipo Acqua che, nonostante non fosse ancora al massimo della forma, era pronto ad impugnare le due mollusciabole, in caso si fosse dovuto difendere.
Dopo un po', Salamence tornò da Walter con aria sconsolata, mentre Dewott sembrava essere fiero di se stesso. «Ecco fatto, adesso puoi dirmelo Salamence.» Il Drago indicò il Pokémon ispezionato qualche istante prima. «È un Dewott, e allora?» Salamence continuava ad insistere. «Hai avvertito qualcosa?» Chiese. Anita non aveva ben capito quello che stava succedendo, quindi, raccogliendo svariate energie mentali, chiese un chiarimento: «Cosa sta succedendo? Perché Salamence ha avvertito qualcosa? E soprattutto cosa?» L'uomo si avvicinò a sua volta al Pokémon della ragazza per ispezionarlo a sua volta. «AH-HA AAAH-HAAA …PURE! E vabbè…e-he…» Dopo aver toccato Dewott in vari punti, Walter spiegò: «Ragazzi…questo Dewott…ha qualcosa che gli altri esemplari della sua specie non hanno…» Con una sola frase, l'uomo attirò l'attenzione di tutti i presenti: «Cosa?» L'uomo finì la frase «Ragazzi, avete avuto molta fortuna…» Ash sorrise ironicamente mentre Walter continuò «È un diretto discendente del più forte Samurott di Hisui che sia mai stato trovato… ha davvero un grande potenziale, e il tuo compito da Allenatrice è quello di tirarlo fuori. E sono sicuro che con l'aiuto di un Campione come Ash ci riuscirai.»
Carlos tagliò l'atmosfera che si stava creando con una domanda completamente fuori tema: «Ma come fate a capire quanti anni sono passati dalla costruzione di un monumento?» L'uomo cercò di nascondere una risata. «Mi fa piacere sentire tutte queste domande. La questione è un po' complicata, ma cercherò di spiegarla in parole semplici. I raggi del Sole irradiano la Terra e reagiscono con le molecole presenti in atmosfera.
Creando, appunto dell'anidride carbonica radioattiva, che viene assorbita dalle piante durante il processo della fotosintesi. Le piante vengono poi mangiate da diversi Pokémon, che a loro volta sono stati vittime di predatori.
Dopo che un Pokémon muore, smette di mangiare e quindi di assumere Carbonio 14. Nel corso del tempo, il Carbonio 14, come tutte le sostanze radioattive, subisce un processo chiamato decadimento, ossia un processo in cui le radiazioni emesse dalla sostanza diminuiscono progressivamente.
Calcolando la quantità di Carbonio 14 presente e seguendo alcuni passaggi è possibile datare i resti.»
Mentre Carlos continuava a chiedere informazioni, Machoke accese di nuovo la telecamera, mentre il gruppo si dirigeva verso il Castello Sepolto. «Quello laggiù è il Castello Sepolto. Come potete notare, al suo ingresso si trovano ben quattro statue di Darmanitan, l'evoluzione di Darumaka, un Pokémon molto comune in questa zona di Unima. Secondo gli studi, un tempo dovevano trovarsi almeno sedici statue, posizionate in modo da formare un ottagono.
A oggi non si sa nulla di quello che è accaduto alle altre dodici. Sembrano essere scomparse nel nulla. Tra gli studiosi si è diffusa una leggenda secondo cui dodici Darmanitan vivevano nel castello con il re e lo proteggevano da ogni pericolo. Si dice che ogni coppia di Darmanitan accudisse un piccolo Darumaka. Dopo la loro morte, le loro anime non lasciarono la terra. Lo spirito dei loro sei piccoli Darumaka che girovagano nel castello in cerca di un nuovo Imperatore da proteggere.
Una leggenda un po insolita…come poteva un Imperatore tenere a bada dodici Darmanitan e sei Darumaka dentro il suo castello? Questo non è spiegabile con le fonti che abbiamo, l'unico indizio che conferma il tutto sembra essere un malridotto affresco dell'epoca che rappresenta l'imperatore e dodici altre figure non riconoscibili che tenevano quello che sembravano essere effettivamente dei Darumaka. A questi sei Darumaka sono state dedicate sei colonne che si trovano in una stanza che visiteremo più tardi, adesso concentriamoci su queste stupende statue di Darmanitan.»
L'uomo si avvicinò ad uno dei Darmanitan di pietra: «Queste quattro statue vennero costruite per un probabile errore dei geometri dell'epoca, o forse per le richieste di Marzius I, che voleva costruire un terrazzo altissimo dalla forma ottagonale.» Walter continuò: «Adesso, grazie ad un permesso speciale, entreremo e vi mostreremo come appariva il castello dell'imperatore, che oggi chiamiamo Castello Sepolto.» Machoke fermò le riprese e fece un cenno di ok.
Ash commentò incuriosito «Perchè Marcios voleva per forza un ottagono?» L'uomo rispose «Si dice che per Marzius la forma ottagonale avesse delle proprietà mistiche. Non dimentichiamo che allora l'aspetto religioso era fondamentale nella vita quotidiana degli antichi. In più l'ottagono rappresentava il numero 8 che se girato è il simbolo dell'infinito, un chiaro messaggio per dire che la città sarebbe stata ricordata per sempre.» Ash fece un altro commento «Wow… siete molto informato su tutto signor Angel!»
L'uomo sorrise per il complimento. Nel mentre Salamence andò capofila, in modo da proteggere tutti i presenti da eventuali agguati di Pokémon selvatici. «Ma…è sicuro entrare qua dentro?...» Chiese Anita, piuttosto preoccupata. «Piacerebbe saperlo anche a me.»replicò Serena «Non accadrà niente, la sabbia arrivata ha bloccato il castello è pressoché impossibile che crolli. Poi non dobbiamo preoccuparci degli attacchi dei Pokémon selvatici. Abbiamo con noi Salamence, Pikachu, Dewott e se dovesse servire, si metterebbe in gioco anche Machoke.» Il Pokémon Mega Forza alzò la telecamera come fosse un bilanciere, mentre il gruppo entrò dentro il castello.
Walter riprese con le sue spiegazioni: «Questo castello non possedeva delle finestre per un presunto volere dell'imperatore. L'aerazione interna era garantita da un sofisticato sistema di condotti. Sembra che il volere del sovrano fosse quello di poter vedere l'esterno solo dalla cima o dall'ingresso principale.» In una delle stanze interne, i ragazzi trovarono sei colonne ognuna con un nome inciso sopra. «Eccoci entrati nella stanza dedicata ai sei Darumaka, ognuno di loro aveva il suo nome: Trekol, Mardul, Kolap, Mangle, Julius,e Artemisio…» A seguito di quelle parole, per alcuni istanti calò un silenzio di tomba. «No,non sto scherzando, uno dei Darumaka di Marzius si chiamava come il capopalestra di Austropoli, il nostro amico Artemisio che guarda ogni nostra puntata con grande fervore.» Machoke spense la telecamera per alcuni istanti, per poi puntandola verso uno degli affreschi che decorava la stanza.
Su di esso dove era visibile un volto umano e diciotto figure non distinte, dodici grandi e sei piccole: «Questo è tutto ciò che rimane dell'affresco di Marzius, possiamo chiaramente vedere il suo volto, quando era ancora ai suoi primi anni di regno, mentre era disteso e intento a bere del vino in un calice dorato.»
Machoke fece cenno a Walter per far sì che terminasse la sua registrazione, per poi posare la telecamera. Era piuttosto stanco. «Ok, ragazzi facciamo una pausa.» Annunciò Walter, mentre tirava fuori dal suo zaino alcuni contenitori di plastica che contenevano al loro interno svariati panini. «Grazie mille, Walter!» Lo ringraziarono.
Mentre tutti mangiavano l'uomo ne approfittò per conoscere meglio i suoi ospiti: «Allora ragazzi quali sono i vostri sogni, i vostri obiettivi qui ad Unima?» Ash Iniziò per primo: «Ero nel mio letto tra i miei pensieri mentre mi giravo tra le coperte. Proprio non riuscivo a dormire. Stavo pensando a come poter diventare un Maestro Pokémon. E che per farlo, avrei dovuto aiutare un Allenatore o un Allenatrice a raggiungere il suo obiettivo. Grazie all'aiuto del Professor Oak, sono venuto a conoscenza della Professoressa Aralia, che a sua volta mia ha fatto conoscere Anita e… »
«Ok, molto interessante e molto nobile da parte tua, mettere a disposizione la tua esperienza per aiutare delle altre persone. E tu Carlos?» Il ragazzo fece una faccia da perfettino «Sinceramente non ho un obiettivo preciso. Per il momento mi interessa viaggiare, migliorare come Allenatore, e poi si vedrà.» Walter era piuttosto sorpreso. Davvero quel ragazzo non aveva una minima idea di quello che fare.
In ogni caso, passò alle ragazze: «Io partecipo ai Varietà, per vincere il titolo di Regina di Unima.» Spiegò Serena. L'uomo diede una piccola pacca sulla spalla alla nativa di Kalos: «Puoi farcela, hai già vinto una Chiave della Principessa, a breve dovrebbe tenersi un altro Varietà. E se dovessi vincere saresti ad un passo dalla categoria Professionisti.» Serena arrossì: «Grazie dell'incoraggiamento.» Poco dopo, l'uomo si voltò verso la nativa di Soffiolieve: «Tu Anita? Quali sono i tuoi obiettivi?» La ragazza arrossì ma riuscì comunque a borbottare qualcosa «Diventare… beh… ecco, per il momento… mi sto dedicando alle lotte in palestra e...» Walter non si scompose: «Immagino tu voglia puntare al titolo di Campionessa. In tanti puntano a questo titolo, ma non molti possono contare su un gruppo di amici affiatato come il tuo.»
Durante la pausa, Anita e Carlos approfittarono per fare delle foto con Walter, mentre Walter ne approfittò per scattare delle foto con Ash e Serena.
L'uomo si alzò per andare dal suo Salamence: «Sei pronto Salamence?» Mentre Walter si rivolgeva al Pokémon Drago, da un mucchio di sabbia uscì un Pokémon. Il suo corpo era rosso. Aveva dei grandi occhi e un sorriso costante. Tra gli occhi si trovava un cerchio arancione, mentre sul suo petto si trovavano tre ovali gialli . Le mani e i piedi erano arancioni e dotati di tre dita.
Anita scansionò immediatamente quel Pokémon con la funzione Pokédex del suo Smart Rotom: «Darumaka. Pokémon Daruma. Tipo Fuoco. Esemplare maschio. Poiché i suoi escrementi sono molto caldi, nell'antichità gli uomini solevano conservarli in buste per riscaldarsi. Mosse conosciute: Fuocopugno, Vortexpalla, Azione.» Walter si fermò per un attimo «Si tratta sicuramente di un discendente di uno dei Darumaka dell'imperatore! Dobbiamo riprendere questa scena. Ce la fai Machoke?»
Nel mentre, il Pokémon Daruma iniziò a scappare verso un'altra stanza, non ancora illuminata. «Dobbiamo seguirlo!» Machoke prese in mano la telecamera ,mentre i tre inseguivano il piccolino. «Ehi! Aspettateci!» I ragazzi si misero a correre, travolgendo la povera Anita, che venne salvata in extremis da Dewott.
La corsa di Darumaka venne interrotta da un cumulo di sabbia, apparentemente simile a tutta l'altra sabbia che si era accumulata nel castello.
Quello che il Pokémon Daruma non sapeva era che quelle sabbie celavano un grosso danno nel pavimento. Il Pokémon Daruma iniziò a scivolare verso il basso.
«Oh no! Sta per sprofondare dobbiamo fare qualcosa!» Gridò Walter, in tono preoccupato.
Con il suo solito fare, sprezzante del pericolo, Ash si buttò a capofitto e afferrò la mano di Darumaka: «Ti tireremo fuori da qui Darumaka, te lo prometto!» Tutto il resto della Troupe cercò di tirarlo per le gambe, in modo da tirarlo fuori. «Forza ragazzi tutti insieme!» Urlò il campione del mondo. «Ash!» Serena sembrava davvero preoccupata. Poi, senza nemmeno pensarci, iniziò a tirarlo per la gamba destra.
«Arriviamo!» Anche Carlos e Anita si erano uniti al salvataggio, seguiti da Pikachu e Dewott «Andiamo Salamence!» Lo invitò Walter. Dopo qualche secondo, Ash si ritrovò a fare un volo fino all'altra parte della stanza, tenendo stretto tra le braccia il Darumaka che aveva appena salvato.
Si sentì un sonoro STOMP, mentre Serena corse preoccupata da Ash che aveva urtato violentemente con la schiena, come nel laboratorio di Hiroshi Amon.
«ASH!ASH MI SENTI?» Il ragazzo guardò Serena un po' dolorante «Sto bene, grazie…» Darumaka aprì gli occhi e guardò il suo salvatore: «Va tutto bene, Darumaka. Adesso sei salvo. Te la sei vista davvero brutta.» Il nativo di Biancavilla si rivolse al Pokémon Daruma.
Il ragazzo era stretto tra le braccia di Serena, che non aveva fatto nulla per celare la sua grande preoccupazione.
Pochi istanti dopo, Walter tirò fuori dalla sua borsa una Poké Ball, che custodiva al suo interno il suo terzo Pokémon. «Chansey, ho bisogno di te! Usa Ondasana!» Dalla Poké Ball dell'uomo uscì una Pokémon dalla forma ovale, il cui corpo era completamente rosa. Sulla sua testa si trovavano delle escrescenze simili a dei capelli, la cui punta era di un rosa più scuro.
Le sue braccia erano piuttosto corte, così come i piedi, che erano dello stesso colore della punta delle escrescenze. Al centro del corpo un marsupio rosa scuro, con all'interno un uovo bianco.
La Pokémon si avvicinò ad Ash, mentre il suo corpo iniziò ad emanare un'onda di energia dal colore rosa che avvolse il corpo di Ash, facendolo tornare in perfetta salute.
Ora che Ash era tornato in forma, e che la maggior preoccupazione del gruppo si era dissolta, Anita poté finalmente scansionare Chansey con la funzione Pokédex del suo Smart Rotom. «Chansey. Pokémon Uovo. Tipo Normale. Chanesey è un Pokémon esclusivamente femmina. Un Pokémon altruista che depone uova molto nutrienti. Le condivide con persone o Pokémon feriti. Mosse conosciute: Megapugno, Corposcontro, Ondasana, Gigaimpatto.»
A quel punto Darumaka si avvicinò di nuovo al Campione del Mondo e con occhi sognanti, si attaccò ai suoi pantaloni con entrambe le mani.
«Darumaka…» Walter allargò le braccia: «Signor Campione, a quanto pare uno dei discendenti dei Darumaka di Marzius vuole diventare un tuo Pokémon!» Il nativo di Kanto, nuovamente pieno di energie esclamò: «Bene Darumaka! Sono felice che tu voglia unirti a noi, ma c'è un piccolo problema…» Il ragazzo si grattò la testa, imbarazzato. «Sono a corto di Poké Ball. L'ultima che avevo l'ho regalata a Yara. Qualcuno di voi me ne può prestare una?»
«Eccola qui! Ma ricordati… si chiama Pietro.» Carlos prese una delle sue Poké Ball dal borsello.
Ash quasi strappò dalla mano di Carlos la Poké Ball vuota, quindi si inginocchiò verso Darumaka. Il Pokémon toccò il pulsante di apertura con la fronte, prima di venire assorbito all'interno della sfera.
La Poké Ball si scosse una volta, due volte, tre volte, quattro volte. La cattura avvenne con successo. «Evviva! Ho catturato
un Darumaka!» Festeggiò il ragazzo. Poco dopo, Ash fece uscire dalla Poké Ball il Pokémon appena catturato, in modo da presentarlo al gruppo. «Allora, Darumaka, io mi chiamo Ash, lui è Pikachu, e questi sono i miei amici, Serena, Anita, Carlos,e Walter… e questi sono Machoke, Salamence, Chansey, mentre lui è Dewott.» In seguito il ragazzo aggiunse: «Stasera conoscerai il resto della squadra.» Darumaka deglutì dalla paura, temeva di essere giudicato dal resto dei Pokémon del ragazzo.
«Ok ragazzi adesso andiamo più in profondità, dove visiteremo la sala del trono, poi possiamo uscire da qui.» Il gruppo si diresse verso un'antica rampa di scale, evitando, durante il percorso, le zone dove il pavimento del castello era danneggiato, fino ad arrivare in una stanza molto ampia, la più ampia dell'intero castello.
Machoke riaccese la telecamera e la puntò nella direzione di Walter. «Questa era la stanza del trono, dove Marzius I era solito sedere e ricevere i suoi ospiti o prendere le decisioni più importanti sul regno.» Poco dopo Walter inciampò su di una sorta di sasso, o qualcosa del genere. «Oh, sembra che ci sia qualcosa qui, ho bisogno di una mano, Salamence.»
I ragazzi non si intromisero, intuendo che quell'incidente facesse parte del programma. Il modo in cui l'uomo aveva reagito era quasi finto.
Dopo alcuni istanti, dalla sabbia sbucarono fuori due rocce dalla forma piuttosto peculiare: «Ecco, questi sono due fossili di Pokémon vissuti molto tempo fa.»
L'uomo mostrò entrambi i fossili alla telecamera. Il primo fossile aveva la forma di un guscio di tartaruga ed era di un colore grigiastro. «Questo fossile è un Fossiltappo, ed è il residuo di un antichissimo Pokémon chiamato Tirtouga. Come si può intuire dalla forma del fossile, l'aspetto del Pokémon ricordava quello di una tartaruga.»
Poco dopo l'uomo si concentrò sul secondo fossile. Il colore era leggermente più scuro del precedente, mentre la forma era più irregolare. Su di esso vi si trovava una piuma. «Questo, invece, è un Fossilpiuma, ed è il residuo di un antichissimo Pokémon ucello chiamato Archen.» L'uomo fece una breve pausa, facendo cenno a Machoke di terminare la registrazione.
Il Pokémon Megaforza obbedì senza esitare.
Dopo mezz'ora, il gruppo era ormai uscito dall'edificio. La sede delle riprese si era spostata all'esterno. La troupe aveva allestito un ampio tavolo realizzato in acciaio.
Su di esso due valigette metalliche, foderate all'interno e dotate di un'imbottitura morbida.
Walter posizionò i due fossili, uno per valigetta, cercando di essere il più delicato possibile, in modo da non rovinarli.
«Grazie ad un progetto voluto dall'Università degli studi di Austropoli e grazie al finanziamento del Ministero dell'Istruzione e della ricerca, abbiamo la possibilità di donare questi preziosissimi fossili a due fortunati Allenatori. Allenatori a cui verrà dato un importante compito nella Ricerca. Sarà infatti loro premura condurli all'Università degli Studi di Austropoli, dove, attraverso dei processi estremamente complessi, che si basano sulla ricostruzione del Dna, sarà possibile riportare in vita i Pokémon che ci hanno lasciato queste preziosissime tracce.» Il tono di Waler sembrava essere estremamente entusiasta.
« Sarà loro compito studiare il comportamento dei Pokémon antichi nella vita di tutti i giorni e studiare il loro comportamento durante le lotte. Degli studi che, in ambito accademico sono estremamente difficili da realizzare, per i più svariati motivi, ma che è il pane quotidiano per dei giovani Allenatori.» Improvvisamente il tono dell'uomo divenne serio. «Sarà loro compito filmare le lotte a cui il Pokémon riportato in vita partecipa, in modo da permettere agli studiosi di conoscere il comportamento del Pokémon nella vita di tutti i giorni.» Conclusa questa frase, l'uomo fece cenno a Machocke di fermare la registrazione. Il Pokémon Megaforza obbedì senza esitare.
Pochi istanti dopo, Walter si rivolse ai ragazzi: «Ok ragazzi, adesso dobbiamo girare la parte dove vi doniamo i fossili, mi raccomando, siate naturali.»
Carlos sussurrò nell'orecchio di Anita «Ecco a cosa servivano quelle firme.» Anita si sentì un po a disagio per il modo in cui l'amico le si rivolse.
Poco dopo Walter fece cenno al suo Machoke di continuare a riprendere.
Walter indicò nuovamente i due fossili, quasi come fosse un televenditore.
Pochi istanti dopo, l'uomo si rivolse ad Anita e Carlos: «Ok ragazzi, come state?» Carlos rispose subito, mentre Anita rimase in silenzio: «Bene, la ringrazio.» Walter non rimase particolarmente sorpreso da quelle parole e arrivò immediatamente al nocciolo della questione: «So che voi due siete due Allenatori estremamente promettenti, e pensiamo siate i candidati ideali per svolgere un importante progetto di ricerca scientifica. Il Ministero dell'Istruzione e della Ricerca ha finanziato un importante progetto che coinvolge i fossili di Pokémon antichi.»
«WOW! Sembra fantastico!» Carlos finse un grande stupore.
«Come dicevo, il progetto dell'Università, consiste nello studiare il comportamento di due antichi Pokémon in un ambiente più realistico, rispetto a quello in cui possono operare gli scienziati. I due Allenatori che riceveranno i fossili, dovranno studiare i comportamenti dei due Pokémon durante le lotte e studiare il loro comportamento in compagnia di Pokémon che ai loro tempi ancora non esistevano.» Spiegò l'uomo, prima di fare una breve pausa.
«Detto questo, è giunto il momento di consegnare i fossili ai fortunati Allenatori.» Machoke inquadrò Carlos, che cercò di restare nella parte: «La ringrazio molto per questa grandissima opportunità. Sarà fantastico fare la conoscenza di un Pokémon così antico.» Affermò, facendo l'occhiolino alla telecamera. «Quale fossile preferite?» Chiese Walter. Carlos si scostò dal centro dello schermo, in modo da lasciare spazio alla compagna di viaggio. «Prima le signore…» Commentò. Anita arrossì e deglutì rumorosamente, mentre si avviava verso uno dei due fossili. «Allora, giovane Allenatrice, quale fossile è di tuo gradimento?» Chiese Walter. La nativa di Soffiolieve rispose molto timidamente: «Sembrano e-entrambi i-i-interessanti… ma credo p-prenderò…q-q-questo qui…» Anita sollevò con delicatezza il Fossilpiuma. Carlos come al suo solito si intromise: «Questo significa che io prenderò il Fossiltappo.» Walter, molto allegramente concluse la puntata. «Bene, anche per oggi la nostra puntata di Noesis termina qui, ma non preoccupatevi, presto saremo di nuovo in onda con una nuova puntata, dove visiteremo le vette artiche della regione di Paldea, arrivederci.» Machoke posò la telecamera e si strofinò le mani.
«Bravissimi! Dico davvero. Siete stati molto bravi! Avete fatto tutti una cattura oggi, beh, ecco..a parte io.» protestò Serena «Non preoccuparti, sono sicuro che a breve troverai un nuovo Pokémon che entrerà nella tua squadra e che ti aiuterà con i Varietà.» La rassicurò Ash.
«Adesso si è fatto tardi, ma non vi preoccupate, ci penseremo noi ad accompagnarvi ad Austropoli, cosicché possiate rivitalizzare i fossili.» Spiegò Walter. «Da lì raggiungere Sciroccopoli è uno scherzo, immagino lo sappiate. È lì che si terrà il prossimo Varietà, ma immagino lo sappiate.» Aggiunse poco dopo.
Walter sorrise e iniziò a salutare i suoi ospiti, a cominciare dal Campione del Mondo: «Ash, mi raccomando, abbi cura di te e dei tuoi amici, loro contano tantissimo su di te.» Poco dopo passò alla nativa di Kalos. «Ciao Serena mi raccomando prenditi quella Chiave della Principessa.» Come la volta precedente, da vero gentiluomo, le fece il baciamano, facendo arrossire la ragazza. «Oh…beh grazie…» In seguito, Walter prese due tessere dalla sua borsa e si avvicinò ai nativi di Unima: «Ciao ragazzi, mi raccomando, questi fossili sono i protagonisti di quel progetto di ricerca di cui vi ho parlato. Trattateli con riguardo. Con queste tessere potrete accedere all'Università degli Studi di Austropoli, dove verranno revitalizzati. Mi raccomando, dite all'addetto all'ingresso che vi manda Walter Angel. Vi consiglio di andare di pomeriggio.» Dopo le raccomandazioni, Carlos strinse con forza la mano di Walter: «Sicuro… padre.» Ash non riuscì a non ridere, ma si placò rapidamente, dopo aver rivolto lo sguardo verso Serena, ancora pensierosa. «Tutto bene?» Le chiese. Ash si avvicinò alla nativa di Kalos, venendo stretto dalla ragazza in un forte e tenero abbraccio. «Sì adesso sì.» Rispose la ragazza.
Nel frattempo, Walter passò all'Allenatrice più giovane: «Anita, mi auguro che tu vinca quella medaglia. sarebbe un grande passo avanti…» Come per Serena, le fece il baciamano. La giovane divenne rossa dall'imbarazzo, sentendosi quasi scoppiare.
Ritrovata la calma, Walter fece rientrare Machoke, Salamence e Chansey nelle rispettive Poké Ball e si avvicinò al resto della sua troupe.
Dopo un quarto d'ora i ragazzi vennero raggiunti da uno dei fuoristrada della troupe. Un mezzo dalla forma squadrata ed essenziale. Sul tetto una robusta struttura di tubi di metallo con sopra diversi equipaggiamenti e un paio di ruote di scorta.
Aveva delle ruote enormi e gomme dalla spalla molto alta.
Sul portellone posteriore una scala realizzata nello stesso materiale permetteva l'accesso al tetto. Dal parafango sinistro partiva un grosso tubo di plastica che proseguiva fino al tetto, dove concludeva con una presa d'aria rettangolare.
L'uomo alla guida si fermò a poca distanza dai ragazzi. Appena fermato il mezzo, abbassò il finestrino, in modo da poter essere sentito. «Forza, salite a bordo! Ci sarà da ballare, per cui mi raccomando, allacciate le cinture!» Si raccomandò.
I quattro salirono a bordo. Ash, come al solito, si sedette davanti, relegando i tre amici alla panca posteriore.
L'interno del mezzo rispecchiava in tutto e per tutto l'esterno. Massima semplicità e robustezza. La plancia era realizzata in una plastica scura e spessa e aveva una forma piuttosto essenziale.
A parte le bocchette di aerazione e alcune manopole per regolare la ventilazione interna, non vi era molto, solo alcuni strumenti per la guida in fuoristrada e una spessa e robusta maniglia a cui appigliarsi.
Per fortuna di tutti gli occupanti, il mezzo era dotato di aria condizionata, altrimenti, in breve tempo si sarebbe tramutato in una sauna. Anche se quella fu la sola nota positiva del viaggio. Viaggio che venne ricordato come uno dei più scomodi e rumorosi mai affrontati dai quattro.
Dopo un tempo non ben definibile, finalmente i quattro raggiunsero Austropoli. L'autista fu così gentile da fermarsi proprio nei pressi di uno dei centri Pokémon della città. «Grazie del passaggio!» I ragazzi lo ringraziarono in coro, prima di raggiungere il Centro Pokémon. La loro maggior preoccupazione, in quel momento, fu quella di prenotare delle stanze per la notte.
Appena varcata la soglia dell'edificio, vennero immediatamente accolti dall'Infermiera Joy e dalla sua Audino. «Salve ragazzi, come posso esservi utile?» Li accolse.
«Buonasera. Vorremo prenotare due stanze per questa notte.» Rispose Ash. «Nessun problema. Abbiamo diverse stanze libere.» L'Infermiera si girò di spalle e prese due tessere elettroniche da una sorta di raccoglitore.
«Eccovi le tessere. Intanto, se lo desiderate, posso prendermi cura dei vostri Pokémon.» Propose. Nessuno si sentì di rifiutare, e in breve il bancone dell'Infermiera venne parzialmente ricoperto dalle Poké Ball dei quattro. Poco dopo anche Pikachu saltò sul bancone.
Durante l'attesa i quattro si sedettero su uno dei divani messi a disposizione per gli Allenatori che visistavano il Centro Pokémon. Come da tradizione, sul tavolino ai piedi del divano, un grosso cumulo di giornali e riviste.
«Bene, ragazzi. Ho finito. I vostri Pokémon sono in perfetta forma.» Dopo circa una mezz'ora l'Infermiera aveva concluso con i controlli.
Si era fatta praticamente ora di cena e il gruppo, insieme ai loro Pokémon, si diresse verso il locale ristorante del centro.
Prima di cena, i quattro fecero uscire tutti i loro Pokémon dalle rispettive Poké Ball. È il momento di fare qualche presentazione.» Ash si rivolse tanto al nuovo arrivato Darumaka, quanto a tutti gli altri Pokémon presenti.
«Ok, Darumaka, è il momento di presentarti i nostri altri amici Pokémon. Hai già conosciuto Dewott e Pikachu, ma ci sono tanti altri Pokémon che mi farebbe piacere presentarti. Lui è Sandile, ma immagino che tu abbia già avuto a che fare con dei Sandile, dato che anche lui viene dal Deserto della Quiete. Non sottovalutarlo. Sa davvero il fatto suo. Lei, invece è Servine.» Ash inidicò la Pokémon Serperba. «Adora lottare e vuole diventare forte e desidera ardentemente diventare più forte.» Il ragazzo contiunò con le presentazioni, non rivolgendosi unicamente al Pokémon Daruma. «Lui è Swellow. L'ho catturato anni fa nella regione di Hoenn, quando era ancora un piccolo e dispetto Taillow. Ha un carattere molto forte, non si arrende mai.» Il ragazzo si rivolse ad un Pokémon uccello alto circa settanta centimetri.
Il suo piumaggio era prevalentemente blu. La sua testa era parzialmente rossa, come la decorazione sul petto e le sue zampe. Il resto del petto era bianco. Sulla coda due spesse penne rosse.
Anita scansionò quel Pokémon con la funzione Pokédex del suo Smart Rotom: «Swellow. Pokémon Rondine. Tipo Normale e Volante. Esemplare maschio. Vola in tondo alla ricerca di prede. Quando ne avvista una, si lancia in picchiata per catturarla. Mosse conosciute: Baldeali, Eterelama, Retromarcia e Alacciaio.»
Nel frattempo, Ash aveva continuato con le presentazioni. «E lui è Gible. Fai attenzione a non provocarlo. È un'autentica testa calda.» Il ragazzo presentò al Pokémon Daruma un Pokémon dalle fattezze di uno squalo, Possedeva una pinna dorsale ben evidente, occhi tondeggianti e neri, una bocca molto ampia e con denti appuntiti e un colorito tra l'azzurro e il blu. Aveva quattro piccoli arti tozzi, una coda semplice e un ventre color rosso. Ai lati della testa presentava una sorta di corna, dalla forma affusolata che ricordavano dei missili o i motori di un jet.
Come per Swellow, anche Gible stuzzicò la curiosità di Anita, che mise nuovamente mano al suo Smart Rotom. «Gible. Pokémon Squaloterra. Tipo Drago e Terra. Esemplare maschio. Appena sente qualcosa muoversi, salta fuori e lo addenta. Spesso si fa male da solo, ma non se ne preoccupa particolarmente. Mosse conosciute: Dragobolide, Fossa, Dragartigli, Pietrataglio.» In seguito, Ash passò ai Pokémon dei suoi amici.
«Lei è Sewaddle, è molto tranquilla e socievole.» Ash indicò la Pokémon Grancucito. Poco dopo si rivolse alla Pokémon Fedeltà. «Lei è Herdier, è molto tenace e non si arrende facilmente, proprio come Swellow.» Per ultima presentò la Pokémon Farfascaglia. «Lei è Vivillon, è un po' vanitosa, ma è anche molto e amichevole. Dewott, invece hai già imparato a conoscerlo. Difenderebbe Anita ad ogni costo, per cui non ti conviene farle del male.»
In seguito Ash passò ai Pokémon di Serena, a cominciare dal Pokémon Briccone.
«Lui è Pancham, è molto competitivo. E sembra che già voglia lottare contro di te.» Il ragazzo cercò di interpretare lo sguardo del Pokémon. Percependo aria di conflitto, Sylveon si avvicinò a Pancham nel tentativo di calmarlo.
Ash, nel frattempo, terminò con le presentazioni. «Lei è Delphox, ama curare il suo aspetto ed esibirsi nei Varietà.» Il ragazzo presentò la Pokémon Volpe, per poi passare alla Pokémon Legame. «Lei è Sylveon, è un po' timida, ma è anche molto gentile.» Concluse la presentazione dei Pokémon di Serena con l'ultima arrivata nella squadra della ragazza. «Lei è Lilligant, è un po timorosa e fatica a legare, ma è dolcissima.»
Per ultimi presentò i Pokémon di Carlos. «Lui è Umbreon, è un po' per le sue e può apparire freddo e distaccato, ma è un tipo a posto. E, ultimo, ma non per importanza, Houndour. Ha una brutta storia alle spalle e si sta ancora adattando a questo ambiente.»
In seguito il ragazzo si rivolse ai Pokémon presenti: «Lui è Darumaka, un Pokémon che ho catturato questo pomeriggio e che viaggerà con noi. È il discendente di uno dei Darmanitan che appartenevano ad un antico imperatore che regnava sulla regione di Unima, quindi mi raccomando!»
Il nativo di Biancavilla, preso dal presentare il suo nuovo Pokémon, non si accorse di come Sylveon stesse cercando in ogni modo di trattenere Pancham.
«Ora, ragazzi, direi che è il momento di cenare. Domani ci alleneremo e ci servirà molta energia.» Propose Ash.
I Pokémon del ragazzo non se lo fecero ripetere due volte, buttandosi sulle ciotole di cibo, non appena vennero serviti, non troppo diversamente dal loro Allenatore.
Il giorno seguente, i quattro avevano tutta la mattina libera. Nel pomeriggio, invece, avevano un appuntamento all'Università della città, per poter iniziare il progetto a cui Anita e Carlos erano stati assegnati.
Dopo colazione, Ash si precipitò immediatamente verso il campo di lotta, entusiasta di poter iniziare gli allenamenti con il suo nuovo Pokémon.
«Anita... Ti andrebbe di darmi una mano ad allenare Darumaka?» Propose. «Va bene.» Rispose la ragazza. Soprattutto dopo aver immaginato le conseguenze di un rifiuto.
La ragazza mandò in campo la sua Herdier, mentre Ash, come annunciato in precedenza, mandò in campo il Darumaka catturato il giorno prima.
Il Pokémon daruma si guardò attorno alcuni istanti, riconoscendo immediatamente l'amica, non poté non sorridere e salutarla con un gesto della mano.
«Cominciate pure voi!» Le invitò Ash.
«Va bene! Herdier, inizia con Carineria!» Ordinò Anita. La Pokémon Fedeltà si mise a correre in direzione del suo avversario, mentre il suo corpo veniva avvolto da un'aura rosata.
«Darumaka, mi raccomando, concentrati. Quando sarà il momento giusto dovrai schivare.» Ash si rivolse al suo Pokémon, che confermò di aver capito con un piccolo cenno.
Poco lontano dai due, anche Serena si stava allenando per il Varietà di Sciroccopoli. La ragazza era desiderosa di far debuttare Lilligant in quel varietà, per quanto sapeva che la Pokémon avesse paura delle persone.
Era riuscita a vincere quella lotta contro Dusclops, ma davanti a lei c'erano solo lei ei suoi amici, oltre a due estranei, che, fortunatamente si erano rivelati essere degli spiriti bravissimi.
L'altra occasione in cui Lilligant era stata davanti ad un grande pubblico, era rimasta tranquilla solo grazie ad uno Sprigatito con cui aveva fatto amicizia.
Sapendo questo, la nativa di Kalos aveva anche elaborato un piano di riserva. Un'esibizione in cui la protagonista sarebbe stata Sylveon e non Lilligant.
«Lilligant. Sarei felicissima di potermi esibire con te a Sciroccopoli. So che hai paura delle persone, ma sono sicura che, insieme potremo superarla.» La incoraggiò. «Lili?» Rispose la Pokémon. «Sono sicura che ci riuscirai. Dovrai solo ascoltarmi e vedrai che andrà tutto bene.» La rassicurò con dolcezza.
«Bene, Lilligant, tu sarai al centro del palco. Pancham e Delphox saranno davanti a te.» La ragazza iniziò a dare le prime istruzioni, che i tre Pokémon rispettarono senza esitare.
«Lilligant, usa Fogliamagica!» Ordinò la ragazza. La Pokémon Fiorfronzolo generò una grandissima quantità di foglie colorate che scagliò rapidamente verso i suoi compagni.
«Delphox, controllale con Psichico! Lanciale verso Pancham! Tu, Pancham, colpiscile con Gelopugno!» Ordinò. Rapidamente tutte le foglie generate da Lilligant vennero avvolte da un'aura rosata e lanciate verso il Pokémon Briccone, pronto a colpirle, rivestendole di un'aura gelata.
«Lilligant! Sei pronta? Balla come me! Usa Eledanza!» La ragazza iniziò a compiere alcuni passi di danza, seguita, come uno specchio dalla sua Pokémon.
In pochi istanti, il corpo di Lilligant si illuminò di una luce verde chiaro, mentre si muoveva, in perfetta sincronia con la sua Allenatrice. «Pancham! Ora usa Pietrataglio! Circonda delicatamente Lilligant!»
Pancham diede un violento pugno al terreno. Il Pokémon Briccone generò una grande quantità di massi appuntiti dal colore azzurrino. Mano a mano che spuntavano dal terreno, diventavano sempre più alti e acuminati.
«No! Pancham! Non di la!» La nativa di Kalos si accorse immediatamente di qualcosa che non andava. Pancham aveva tutte le intenzioni di attaccare briga con Darumaka.
Il Pokémon Daruma si scostò dalla traiettoria dell'attacco di Pancham, venendo, nella sfortuna, colpito dall'attacco di Herdier e sbalzato diversi metri in aria.
Solo lo Psichico di Delphox evitò che Darumaka potesse ferire l'incolpevole Lilligant.
«Grazie Delphox!» Ash e Serena ringraziarono contemporaneamente la Pokémon Volpe. Poco dopo la Performer si rivolse a Pancham: «Perché mai hai attaccato Darumaka?» Chiese, in tono severo. «Cham Pa-cham!» Rispose il Pokémon, in tono dispiaciuto.
«Secondo me vuole solo lottare con Darumaka.» Le rispose Ash. «Un po' come con Bulbasaur, ricordi?» Chiese. Serena si limitò ad annuire. «È così, Pancham?» Chiese. «Cham!» Rispose il Pokémon.
«Però ti stavi allenando…» I due iniziarono la stessa frase insieme. «Con Anita…» Continuò Serena. «Per il Varietà…» Continuò Ash. «E non vorrei disturbarti.» I due conclusero la frase allo stesso modo, sorridendo a vicenda.
«Fate pure. Per me non è un problema.» Anita cercò di tirarsi fuori da quella situazione.
«Hai sentito, Pancham?» Serena si rivolse al suo Pokémon. «Potrai lottare con Darumaka. Sei contento?» Il panda di tipo lotta fece un piccolo cenno col capo. «Cominciate pure voi.» Li invitò Ash.
«Benissimo, Pancham! Cominciamo con Sberletese!» Rapidamente Pancham si avvicinò rapidamente al suo avversario, rapidamente le sue braccia si illuminarono di una luce rossastra, mentre si preparava a colpire l'avversario.
«Darumaka, cerca di evitare i suoi attacchi! Fai come Lilligant!» Il Pokémon Daruma, non appena il suo avversario fu abbastanza vicino, iniziò a roteare su sé stesso, evadendo ogni colpo avversario.
«Benissimo, e ora colpisci con Fuocopugno!» Ordinò Ash. Il piccolo braccio del Daruma si rivestì di uno spesso strato di fuoco, mentre questi scagliava la sua potenza dinanzi a lui. Peccato solo che Pancham fosse in tutt'altra direzione.
«Pancham, ora vai con Pietrataglio!» Il Pokémon Briccone colpì il terreno con un violento pugno, generando dei giganteschi massi azzurri che squarciarono il terreno.
«Vortexpalla!» Ordinò. Il Pokémon Daruma si mise a roteare su sé stesso, come una trottola impazzita. Presto riuscì a colpire parte dei massi e a rispedire loro frammenti verso Pancham ma sembrava non fosse in grado di colpirlo.
«Pancham! Usa Neropulsar!» Dalle mani del Pokémon Briccone iniziarono a generarsi degli anelli di energia oscura, dal colore viola scuro, tendente al nero.
Darumaka riuscì ad evitare l'attacco, grazie alla sua rotazione incontrollata. Sembrava non fosse in grado di fermarsi. «Basta così, Darumaka!» Ash ordinò al suo Pokémon di fermarsi.
Il Pokémon Daruma si fermò dopo alcuni istanti, un po' scosso per tutto quel vorticare, ma non troppo distante dal suo avversario.
«E ora usa Fuocopugno!» Il piccolo braccio del Daruma si rivestì di uno spesso strato di fuoco, mentre questi scagliava la
sua potenza dinanzi a lui, ma come la volta precedente, anche quel colpo andò a vuoto.
A non andare a vuoto, fu il Pietrataglio di Pancham, che scagliò di nuovo in aria Darumaka, sconfiggendolo.
Ash si precipitò immediatamente dal suo Pokémon, che stava iniziando a riprendere i sensi.
La prima cosa che il Pokémon Daruma riconobbe con chiarezza fu la faccia di Ash.
L'espressione del ragazzo era piuttosto perplessa. Non sembrava arrabbiato, nonostante la sconfitta. Sembrava solo parecchio dubbioso.
«Adesso ci penso io a te!» Poco dopo si avvicinò anche Serena. In mano aveva uno spruzzino di plastica, dal colore rosso. Al suo interno del liquido, apparentemente trasparente.
Indirizzò lo spruzzino in direzione delle sue ferite e spruzzò. Il Pokémon emise un gridolino di dolore, ma poi si calmò.
Dopo essersi occupata delle ferite di Darumaka, Serena si avvicinò ad Ash, con in mano il suo Smart Rotom. Aveva aperta la pagina del Pokédex di Darumaka.
«Guarda, l'abilità di Darumaka è Tuttafretta. Il Pokédex dice che i Pokémon che hanno questa abilità sferrano attacchi molto forti, ma che per loro è molto difficile concentrarsi sull'avversario e riuscire a colpirlo.» Spiegò la ragazza. «Avere tanta forza non serve nulla se non sai controllarla.» Commentò Ash. «So perfettamente chi può aiutarlo a controllare la sua potenza.» Aggiunse poco dopo.
Il ragazzo entrò nel Centro Pokémon, e si diresse verso il dispositivo dedicato al trasferimento dei Pokémon.
Dopo essersi messo in contatto con il Professor Oak, Ash scambiò uno dei suoi Pokémon con uno di quelli presenti al laboratorio del Professore, quindi tornò dai suoi amici.
«Certo che ce ne hai messo di tempo, mi stavo focalizzando.» Lo punzecchiò Carlos, desideroso di vedere un po' di azione.
Ash, al contrario, sembrava voler attendere. Si avvicinò a Darumaka e si inginocchiò, in modo da essere più vicino al suo livello. «Non preoccuparti. So chi ti può aiutare a controllare la tua potenza. Credo che dopo che imparerai ad usare per bene Fuocopugno, con le altre mosse sarà tutto in discesa. E so chi può darti una mano.» Il ragazzo prese una Poké Ball dal suo borsello.
«Infernape! Ho bisogno di te!» Dalla Poké Ball del ragazzo uscì uno scimpanzè dalla capigliatura infuocata. Appena uscito dalla Poké Ball, il Pokémon si mise immediatamente in guardia.
«Vorrei che insegnassi a Darumaka come padroneggiare Fuocopugno.» Spiegò il nativo di Kanto. La scimmia di fuoco si limitò ad annuire.
Darumaka rabbrividì alla sola vista della scimmia. Sembrava riuscire a percepire la sua enorme forza.
Appena Ash si spostò dalla sua traiettoria, la scimmia di fuoco tirò davanti a sé un potentissimo pungo infuocato. «Wow! Che potenza!» Commentò Carlos, sorpreso. "E pensare che questo è solo un allenamento. Ash mi aveva parlato di quanto la sua vera forza viene fuori solamente quando si attiva Aiutofuoco."
Darumaka ebbe una reazione molto simile al ragazzo. Ash, invece, sembrava essere piuttosto abituato.
Prima di riprendere il suo allenamento con Anita, Ash diede un rapido sguardo ai due Pokémon di tipo Fuoco. Infernape si era voltato verso il suo allievo, e lo aveva invitato ad attaccare.
Come con Pancham, l'attacco del Daruma, non andò a buon fine. Infernape diede una seconda dimostrazione. Poi una terza.
Nel mentre, l'allenamento tra Ash e Anita proseguiva.
Il nativo di Kanto aveva mandato in campo Sandile, mentre Anita la sua Sewaddle.
«Questo sarà un semplice allenamento, ma vorrei che deste tutti il vostro meglio.» Ash si rivolse tanto ad Anita e alla sua Sewaddle, quanto a Sandile, che non lottava da un po'. «Iniziate pure voi.» Le invitò Ash.
«Sewaddle! Iniziamo con Foglielama!» Ordinò la ragazza. La Pokémon Grancucito generò un gran numero di foglie, le cui forma ricordava una sorta di mezzaluna, dai bordi sottili e affilati.
«Sandile schiva usando Fossa!» Il Pokémon Sabbiadrillo scavò rapidamente un buco nel terreno, evitando l'attacco nemico e sparendo completamente sotto terra.
«Proviamoci, Sewaddle! Appena esce fuori, attacca con Millebave!» Ordinò la ragazza. Ash sorrise. Si aspettava che l'amica avrebbe usato una strategia del genere, e desiderava metterla alla prova.
Sandile sbucò dal terreno proprio davanti alla sua avversaria, già pronta a sputare dalla bocca la sua bava bianca e appiccicosa. «Punta alla bocca!» Ordinò la ragazza.
Rapidamente la bava appiccicosa generata dalla Pokémon raggiunse e avvolse la mascella del coccodrillo, che ancora si trovava a mezz'aria. «Liberati con Rogodenti!» Ordinò Ash.
Rapidamente la bocca del Pokémon Sabbiadrillo si avvolse di uno strato di fuoco che, in pochi istanti bruciò lo strato di bava che teneva chiusa la bocca del Pokémon. «E ora afferra la sua bava e lanciala!»
Il Pokémon obbedì, afferrando con la bocca la sottile bava bianca generata della sua avversaria e iniziando a ruotare. "Ha voluto mostrare i limiti della mia strategia?" Pensò Anita. "Forse vuole spingermi a provare qualcosa di diverso?"
«Sewaddle! Attacca con Foglielama!» La Pokémon Grancucito generò un gran numero di foglie, le cui forma ricordava una sorta di mezzaluna, dai bordi sottili e affilati.
«Presto! Recidi la bava con Ombrartigli!» Ordinò Ash. Prima che le foglie affilate potessero raggiungere il Pokémon Sabbiadrillo, questi, coi sui artigli affilati, riuscì a tagliare quella sottile bava che lo univa alla sua avversaria.
Se Sandile venne colpito solo in parte dall'attacco avversario, Sewaddle ebbe una sorte ben peggiore. Lanciata violentemente in aria.
«Direi che come allenamento per Sewaddle può bastare. Avete fatto un ottimo lavoro.» Commentò Ash, mentre faceva rientrare Sandile nella Poké Ball. «Ash, vorrei chiederti una cosa.» Antia fece rientrare Sewaddle nella Poké Ball.
«Certo. Dimmi tutto.» Rispose il ragazzo, in tono gentile.
«Quando hai chiesto a Sandile di liberarsi dal Millebave di Sewaddle, lo hai fatto per dimostrarmi che la strategia che abbiamo usato non fosse buona, oppure…» Ash si grattò la testa, perplesso.
«Beh… veramente… no. La tua è un'ottima strategia, solo che non funziona sempre. Contro alcuni Pokémon è una tecnica quasi imbattibile, contro altri è inefficace. Ma questo vale per tutte le strategie. Devi sempre essere pronta ad improvvisare, e tu hai questo talento.» Rispose il ragazzo. Anita sorrise per il complimento.
«Durante una lotta ti potrà capitare anche di dover sfruttare le mosse del tuo avversario per sorprenderlo e attaccarlo.» Anita rimase sorpresa dalle parole di Ash. «Sfruttare le mosse del tuo avversario?» Chiese.
«Ormai mi conosci. Sai che preferisco la pratica alla teoria. Ti daremo una piccola dimostrazione di quello che intendo dire. Gible! Vieni fuori!»
Nel frattempo, Serena aveva ripreso coi suoi allenamenti.
«Se siete pronti, possiamo iniziare.» Serena si rivolse ai suoi Pokémon, che risposero con un cenno affermativo. Anche Pancham, che aveva risolto, a suo vantaggio, la questione con Darumaka.
«Lilligant, ricordati che sarai al centro del palco. Pancham e Delphox saranno davanti a te.» La ragazza iniziò a dare le prime istruzioni, che i tre Pokémon rispettarono senza esitare.
«Lilligant, usa Fogliamagica!» Ordinò la ragazza. La Pokémon Fiorfronzolo generò una grandissima quantità di foglie
colorate che scagliò rapidamente verso i suoi compagni.
«Delphox, controllale con Psichico! Lanciale verso Pancham! Tu, Pancham, colpiscile con Gelopugno!» Ordinò. Rapidamente tutte le foglie generate da Lilligant vennero avvolte da un'aura rosata e lanciate verso il Pokémon Briccone, pronto a colpirle, rivestendole di un'aura gelata.
«Lilligant! Sei pronta? Balla come me! Usa Eledanza!» La ragazza iniziò a compiere alcuni passi di danza, seguita, come uno specchio dalla sua Pokémon.
In pochi istanti, il corpo di Lilligant si illuminò di una luce verde chiaro, mentre si muoveva, in perfetta sincronia con la sua Allenatrice. «Pancham! Ora usa Pietrataglio! Circonda delicatamente Lilligant!»
Pancham diede un violento pugno al terreno. Il Pokémon Briccone generò una grande quantità di massi appuntiti dal colore azzurrino. Mano a mano che spuntavano dal terreno, diventavano sempre più alti e acuminati.
In breve tempo Lilligant venne circondata dai massi.
«Ora Liberati con Energipalla! Pancham, tieniti pronto con Neropulsar, Delphox prepara Fuocobomba!» La ragazza completò una piroetta.
Lilligant, con il suo potente attacco, sbriciolò in pochi istanti tutti i massi, lanciando in aria sottili pietruzze azzurrine. «Lancia ancora Energipalla! E usa di nuovo Eledanza!» Serena e Lilligant si muovevano di pari passo, mentre la Pokémon generava numerose sfere di energia dal colore verde chiaro, che sembravano ricordare degli occhi.
Rapidamente la stella di fuoco lanciata dal bastone della Volpe, gli anelli di energia oscura lanciati dalle mani di Pancham e le sfere di energia dal colore verdastro generate da Lilligant si incrociarono, formando una stella di fuoco dai contorni verdi e violacei circondati dalle foglie ghiacciate.
«E ora Delphox, colpiscila con Introforza!» Concluse la ragazza. Delphox generò una sfera di energia dal colore bluastro, che scagliò contro la combinazione appena creata, facendola esplodere in milioni di frammenti rossi, blu, viola e verdi.
«Ta-dan!» La ragazza fece un profondo inchino, quindi corse dai suoi Pokémon.
«Lilligant, sei stata meravigliosa!» Si complimentò la ragazza, sfoderando uno dei suoi sorrisi più dolci. «Gaaant!» La Pokémon rispose al complimento in tono entusiasta.
Intanto, Ash e i suoi Pokémon erano pronti per la loro dimostrazione.
«Ecco cosa intendo dire quando parlo di sfruttare le mosse dell'avversario. Gible! Usa Dragobolide!» Dalla bocca dello squalo di terra si generò una meteora arancione e violacea, che il Pokémon rapidamente scagliò in aria.
In un istante la meteora raggiunse alcune centinaia di metri di quota, esplodendo in decine e decine di pezzi. «Bene, Pikachu, ora è il momento della Scalata del Dragobolide!»
Il topo elettrico saltò dalla spalla del ragazzo e, rapidemente raggiunse una delle meteore lanciate dallo squaletto. «Ora lanciane qualcuna con Codacciaio! Tu Gible fai alcuni passi indietro e diede un calcio al terreno, facendo spuntare dallo stesso una lunga fila di massi accuminari, che vennero colpiti dai frammenti di meteore lanciati dal roditore elettrico, esplodendo in migliaia di frammenti.»
«Che potenza!» Commentò Anita, rimasta a bocca aperta. «Mi chiedo se mai riuscirò ad inventare delle strategie geniali come le tue.» Si complimentò, poco dopo, mentre guardava Ash coccolare Pikachu e Gible.
«Io non faccio nulla di straordinario. Faccio attenziona a quello che accade attorno a me. Per esempio questa tecnica la ho inventata quando io, Pikachu e Serena abbiamo viaggiato a Kalos. Con noi c'erano anche Lem, il Capopalestra di Luminopoli e sua sorellina Clem. Magari un giorno ti racconteremo tutta la storia, ma, in poche parole, quella volta avevamo soccorso uno Skrelp ferito che, insieme ad altri Pokémon acquatici viveva in una nave affondata anni e anni fa se non ricordo male si chiamava Salgari. Grazie a degli archeologi subacquei potemmo esplorare la nave, ma durante l'esplorazione, venimmo attaccati dal Team Rocket, che voleva rubare il tesoro nascosto nella nave. Nel farlo la danneggiarono gravemente. A peggiorare le cose, quella zona di Kalos è famosa per le correnti. Tutta la zona era ricoperta da pezzi della nave. E lo Skrelp ferito era rimasto intrappolato. Froakie riuscì a salvarlo, facendolo salire in groppa e saltando sui vari pezzi della nave.» Raccontò Ash.
«Wow! Davvero fantastico!» Commentò la ragazza in tono entusiasta. Anche se il suo entusiasmo fu di breve durata. «Ma io non so se sono così brava ad osservare. E se poi quello che penso non funziona?» Chiese, assumendo un'espressione preoccupata. «Non importa, ormai dovresti aver imparato che un fallimento non ti deve portare giù, ma deve spingerti a migliorare.» Ash cercò di rassicurare l'amica. «Grazie.»
«Come anche per la strategia che avete usato te e Sewaddle con Millebave, non è una tecnica che funziona sempre. Puoi usarla a tuo vantaggio in tanti altri modi. Ma comunque, oltre a questa ci sono altre tecniche molto interessanti, che puoi usare in molte occasioni, come per esempio…» «Non ti sembra di aver già spiegato tanto oggi? Mi sta girando la testa, da tutte le spiegazioni che hai dato. E ti stavo solo guardando.» Lo riprese Carlos.
«Forse hai ragione.» Ash si grattò la testa, quindi si rivolse ad Anita: «Vuoi continuare o preferisci riposare?» Chiese.
«Beh… ecco…» Rispose la ragazza. Il modo di lottare di Ash era ipnotico e lo avrebbe guardato per ore. E lo stesso poteva dirsi dei suoi racconti.
Poco dopo, Ash volse il suo sguardo verso i suoi Pokémon di tipo Fuoco. L'allenamento di Darumaka proseguiva alla grande. I miglioramenti erano già visibili.
«Ragazzi, prendetevi pure una pausa. Tra un po' sarà ora di pranzo e immagino siate parecchio affamati.»
Dopo pranzo, Darumaka e Infernape avevano ripreso con i loro allenamenti. Lo scimpanzè di fuoco era solo in parte soddisfatto del lavoro del suo allievo.
Dopo un paio d'ore, i quattro si diressero verso la fermata del pullman, poco lontana. Avrebbero dovuto prendere la linea XE fino a Piazza Bianca, e da lì la linea UEX, che li avrebbe portati direttamente all'Università.
La linea UEX faceva la spola tra Piazza Bianca, le sedi delle principali Università della città, la sede centrale dell'Università, dove erano diretti i quattro, e Piazza Nera, con una lunga serie di fermate intermedie. Una volta giunto a Piazza Nera, il mezzo avrebbe ripreso la sua corsa a ritroso.
I quattro salirono a bordo e, dopo aver convalidato i loro abbonamenti, si accomodarono a bordo. Dopo svariate fermate, raggiunsero il capolinea, Piazza Bianca.
Da lì, avrebbero dovuto prendere la linea UEX e compiere un discreto numero di fermate, per giungere alla loro destinazione. La sede centrale dell'Università.
Per loro fortuna, il mezzo si fermò ad appena una cinquantina di metri dall'ingresso. Meno strada percorrevano quei fossili, meglio era.
E per quanto Ash, che si era offerto di trasportare la valigetta di Anita, ma in ogni caso, meno strada facevano, e meglio era.
L'edificio che ospitava la sede centrale dell'Università, era uno dei più antichi della città. Contrariamente alla maggior parte degli edifici della capitale, non era realizzato in acciaio e vetro, ma in pietra. Delle pietre di un colore giallognolo.
Era alto tre piani e aveva delle piccole finestrature in legno chiaro.
L'ingresso all'edificio era un'ampia porta di vetro. Sul vetro era stampato il logo dell'università.
Un logo rotondo con stampati i tre Pokémon leggendari della Regione.
I quattro varcarono la soglia dell'edificio, senza che nessuno si accorgesse della loro presenza. riuscirono , risultando del tutto inosservati, a percorrere oltre metà della lunghezza dell'ingresso, prima che, finalmente, qualcuno li notasse.
Era un ragazzo alcuni anni più grande di loro, aveva un ciuffo biondo piuttosto ampio e occhi azzurri, con una barba appena
accennata. Era abbastanza magro e piuttosto alto.
A giudicare dal badge che portava sulla sua camicia a sottili righe azzurre, mezzo stropicciata, doveva essere l'addetto
all'ingresso. Tuttavia, il fatto che in mano avesse un bicchierino monouso di carta, dal quale usciva un sottile vapore e la poca cura del suo vestiario, lasciavano intuire la sua poca professionalità. «E voi come siete arrivati qui?» Chiese, in tono seccato, mentre li squadrava dall'alto verso il basso.
«Siamo venuti qui per rivitalizzare dei fossili. Ci manda Walter Angel, per un progetto…» Iniziò a spiegare Ash. L'addetto li guardò meglio. «Ma potevate dirmelo prima che siete Ash Ketchum e Serena Gabena. Mi chiedo solo cosa ci facciano quei due con voi…» Dalla borsa di Anita uscì una luce biancastra, che ben presto si materializzò in una lontra bipede dal colore azzurrino. Dewott mise mano ad entrambe le mollusciabole.
Queste ultime si allungarono a dismisura, mentre vennero illuminate da una luce azzurrina. Il Pokémon Apprendista ne puntò una delle due verso il ragazzo.
«Ehm… scusa…» Il ragazzo alzò le mani, grondando di sudore. «Non volevo offendere la tua Allenatrice.» La lontra abbassò la sua arma. Quasi immediatamente, Anita fece ritornare silenziosamente il suo Pokémon nella Poké Ball.
«Mi chiedo solo perché un Campione del livello di Ash e una Performer e Coordinatrice del livello di Serena abbiano deciso di viaggiare con degli Allenatori alle prime armi.» Il ragazzo, ancora traumatizzato dalle minacce di Dewott, cercò di rimodulare la sua frase.
I quattro raccontarono al ragazzo le loro motivazioni, che vennero accolte in maniera alquanto curiosa dal giovane. «Capisco perché Walter ha deciso di affidare a te e a Serena dei fossili tanto preziosi.» Rispose l'addetto. «A dire il vero non li ha affidati a noi.» Rispose Ash.
«Ma come? Non li ha affidati a voi? Eppure su Poké Link ha pubblicato delle foto con voi. Per cui ho pensato che li avesse donati a voi.» Cercò di giustificarsi, alzando le mani.
«Scusate per il mio comportamento. Vi accompagno subito ai laboratori.» L'addetto fece cenno ai quattro di seguirlo. Dopo aver percorso diversi anditi, i cinque raggiunsero un ascensore. «Il laboratorio si trova al secondo piano sotterraneo.» Spiegò, mentre premeva il pulsante che conduceva l'ascensore al piano di destinazione, che venne raggiunto rapidamente.
Il gruppo continuò a percorrere diversi anditi, fino a raggiungere una porta, apparentemente uguale a tutte le altre. «Qui si trova il laboratorio.» L'addetto indicò la porta. «Non dovrebbero esserci problemi, ma meglio avvisarli.» L'addetto suonò un citofono. «Ah. Sei tu. Sono arrivati i fossili?» Chiese una voce femminile dall'altro capo del citofono. «Esattamente.» Rispose l'addetto.
In pochi istanti un rumore elettrico confermò l'apertura della porta. Finalmente i cinque poterono entrare.
Dopo aver percorso l'ennesimo andito, finalmente giunsero nel laboratorio.
Davanti a loro una plancia di comando, con una tastiera, trackpad e tre ampi monitor a schermo piatto. Poco davanti uno strano dispositivo in metallo che sembrava ricordare una sorta sarcofago, realizzato in metallo.
Sulla parete in fondo, un grosso schermo piatto, che, come gli altri monitor, era spento.
«Loro sono i ragazzi a cui Walter Angel ha donato i fossili.» L'addetto indicò Carlos e Anita. «Vi aspettavo.» Li accolse una donna dalla carnagione scura.
Aveva dei capelli castano scuro e occhi dello stesso colore. Indossava un camice da laboratorio bianco, coi bordini azzurri.
«Questo dispositivo vi permetterà di riportare in vita i fossili. Per ovvi motivi possiamo riportare in vita un solo fossile per volta. Ma immagino che Walter ve lo abbia spiegato.» I quattro fecero un leggero cenno negativo.
«In ogni caso non importa. Immagino che vi abbia almeno spiegato cosa dovrete fare, una volta che li avrete catturati. Giusto?» In questo caso, la donna ottenne una risposta positiva.
«Non vi voglio annoiare con dei dettagli inutili. Vi basti sapere che questo dispositivo, riesce a riportare in vita dei Pokémon antichi a partire dalle poche tracce di DNA rimaste nei fossili.» Spiegò la donna. «Non ci vorrà molto tempo. Quando il Pokémon sarà riportato in vita, sarà assonnato e confuso, per cui penso che sia il momento migliore per catturarli.» Aggiunse poco dopo, mentre iniziava a settare il dispositivo, battendo diversi tasti sulla tastiera.
«Il dispositivo è pronto. Quale dei due fossili volete riportare in vita per primo?» Chiese.
Ash restituì la valigetta alla sua legittima proprietaria. «Capisco… come si dice? Prima le signore.» Anita passò la valigetta alla scienziata, che rapidamente la appoggiò su un tavolio.
A quel punto la aprì. «Oh! Qui abbiamo un Fossilpiuma!» Commentò, dopo aver dato un rapido sguardo al fossile. «Se tutto andrà bene, nel giro di un po' di tempo, dovrebbe tornare in vita.»
Spiegò la donna, mentre prendeva il fossile con due mani. Poco dopo, il dispositivo simile ad un sarcofago si aprì, permettendo alla donna di posizionare il fossile al suo interno.
«Secondo il timer ci vorranno circa due ore. Cosa ne dite, nel frattempo, se ci prendiamo qualcosa al bar dell'università?» Propose la donna. Nessuno se la sentì di obiettare.
Qualche tempo dopo, finalmente il macchinario aveva quasi concluso il suo lavoro. Mancavano appena trenta secondi.
Trascorsa quella manciata di secondi, quella sorta di sarcofago si aprì, in una nuvola di vapore.
All'interno del dispositivo, un Pokémon bipede simile ad un uccello preistorico. Aveva un becco rosso che sembrava fatto di pietra e possedeva dei denti affilati. Il piumaggio era prevalentemente giallo, mentre il collo e la coda erano rossi, mentre la la testa e la parte inferiore delle ali erano blu. Le ali avevano due artigli, posteriori erano rosse e dotate di tre dita. La coda era lunga e la punta aveva una specie di grande piuma blu dalla forma romboidale.
«Questo è un esemplare di Archen. Ne abbiamo riportati in vita e studiati diversi esemplari.» La donna introdusse il Pokémon, che si guardava attorno confuso. «Se vuoi catturarlo, questo è il momento più adatto.» Le ricordò la donna.
Anita non se lo fece ripetere due volte, mettendo mano ad una delle sue Poké Ball e lanciandola contro il Pokémon, che venne rapidamente assorbito al suo interno.
«Archen è classificato come Pokémon Paleoucello, e secondo i nostri studi, crediamo che sia l'antenato comune di tutti i Pokémon di tipo Volante.» Iniziò a spiegare, mentre mostrava alcune diapositive sul grosso schermo.
«La maggioranza dei fossili sono stati trovati nelle foreste, mentre questi sono stati trovati nel Deserto della Quiete. Probabilmente erano delle decorazioni del castello dell'Imperatore.» Aggiunse poco dopo.
«E lo stesso potrebbe dirsi dell'altro fossile.» Commentò, mentre apriva la valigetta portata da Carlos. «Anche in questo caso, la procedura richiederà un paio d'ore.» Spiegò la donna, con l'espressione di qualcuno che aveva già in mente un'idea su come impiegare quelle due ore.
«Magari, per rendere queste due ore meno pesanti, vi posso accompagnare a vedere una delle zone dove i Pokémon fossile vengono studiati nel loro ambiente naturale. Cosa ne dite?» Propose.
I quattro, non avendo nulla da fare, decisero di accettare la proposta.
Come la volta precedente, vennero accompagnati dalla scienziata sino alla loro destinazione. Una delle ali del palazzo dell'università.
«Questa zona del palazzo è un'area molto speciale. È molto raro che venga visitata dai visitatori, e la cosa mi dispiace.» Spiegò la donna, mentre estraeva dal suo taschino un badge coi suoi dati anagrafici.
Il gruppo si fermò davanti ad un'ampia porta in metallo verde e dorato, realizzata in due parti. La parte centrale della porta
presentava una grossa serratura, dalla forma circolare, simile a quelle dei caveau delle banche.
Contrariamente ai caveau, però, non vi era una maniglia da ruotare o altro del genere, rendendo impossibile l'apertura manuale della porta.
Accanto alla porta un lettore di tessere magnetiche,una piccola scatola fissata sul muro, realizzata in una plastica dal
colore grigio chiaro. Nella parte superiore
del dispositivo si trovava un piccolo schermo a cristalli liquidi, retroilluminato di verde, mentre in quella inferiore vi era un'area dal colore verde, in cui appoggiare il badge. La donna avvicinò il suo badge alla zona dedicata alla lettura.
Dopo una frazione di secondo, il dispositivo emise un breve segnale acustico e la porta metallica si aprì. La struttura centrale si separò in due.
La parte destra si aprì come una pinza, liberando quella sinistra dalla sua morsa e permettendo lo scorrimento della porta lungo le pareti.
«Come potete intuire, quest'ala dell'edificio è stata costruita in un secondo momento, rispetto al resto. Questa porta era una misura di sicurezza, adottata quando iniziammo a studiare i primi fossili.» La donna iniziò la sua spiegazione, mentre riponeva il suo badge nella tasca del camice.
«Inizialmente pensavamo che i Pokémon contenuti nei fossili potessero essere pericolosi, per le persone o per i nostri Pokémon, così abbiamo preso quante più precauzioni possibile.»
Il gruppo attraversò un lungo andito. Le pareti erano rivestite in metallo, mentre sul soffitto si trovavano dei tubi al neon incastonati nel soffitto.
Percorso il lungo andito, il gruppo giunse ad una porta in metallo del tutto simile alla precedente.
«Superata questa porta, enteremo nell'area protetta. Potrete osservare alcuni esemplari di Archen nel loro ambiente naturale.» Spiegò la donna. Anche in questo caso, il solo modo per sbloccare la porta era il pass.
Oltre la porta, la vera magia.
Un gigantesco tunnel di metallo e vetro, del tutto simile ad una serra.
«Questo punto di osservazione ci permette di osservare gli Archen nel loro ambiente naturale.» Spiegò la scienziata. Ash e i suoi amici osservarono ciò che si trovava oltre lo spesso vetro. E rimasero a bocca aperta.
Sembrava che qualcuno avesse trasportato, attorno a loro, un pezzo di una foresta.
Il terreno era ricoperto da delle piccole piante, molto basse, a causa della poca luce che ricevevano, le numerose rocce erano rivestite da uno spesso strato di muschi e licheni, ma quello che più saltava all'occhio erano i numerosi e maestosi alberi di latifoglie che riducevano di molto la quantità di luce.
La spessa copertura vegetale, oltre a ridurre la quantità di luce, contribuiva in maniera fondamentale al controllo dell'umidità di quella zona. Appesi agli alberi, numerosi frutti dal colore giallo e arancione, dal diametro di una decina di centimetri e dalla forma allungata.
Appena entrati all'interno di quel tunnel, la scienziata continuò con le sue spiegazioni: «In questo ambiente, umidità, qualità dell'aria, tipologia di terreno e via discorrendo, sono sempre tenuti sotto controllo, per assicurarci che gli Archen vivano al meglio. Naturalmente un Archen non ha problemi a vivere nel nostro ambiente o mangiare il moderno cibo per Pokémon…» La donna indicò una delle bacche che pendevano dagli alberi. «Gli Archen si nutrivano esclusivamente di queste bacche che vedete. Per nostra fortuna abbiamo trovato dei semi fossilizzati di queste ultime, accanto ai Fossilpiuma.» Spiegò la donna.
«Anche per i Tirtouga abbiamo lavorato in modo simile, ma dal momento che sono dei Pokémon carnivori è stato più difficile lavorare sulla loro dieta. Per riprodurre l'ambiente dove vive, invece, è stato fatto un lavoro molto simile a questo.»
Raccontò la donna. «Solo che l'ala con i Tirtouga non è di facile accesso come questa. Avremo dovuto costruire un ponte sospeso e un osservatorio sottomarino, simile all'acquario di Grecalopoli. Ma sarebbe stato troppo costoso. Per evitare incidenti, si devono usare dei vetri molto particolari e costosi.» Continuò la spiegazione.
«In ogni caso, noi possiamo vedere gli Archen, ma loro non possono vederci. È il modo migliore per studiarli. Almeno così il loro comportamento non viene influenzato dalla nostra presenza. Per questo motivo potete restare tutto il tempo. Ad una piccola condizione.» La donna si voltò verso Anita.
«NON far uscire il tuo Archen dalla Poké Ball per nessuna ragione. Vedendo i suoi simili, potrebbe cercare di raggiungerli e nel farlo distruggerebbe il vetro o chissà che altro.» Si raccomandò, in un tono fin troppo severo.
A causa della lunga permanenza nell'osservatorio, anche nel caso del secondo fossile, il gruppo giunse alcuni istanti prima che anche il secondo fossile venisse riportato in vita.
Questa volta, da quella sorta di sarcofago, uscì un Pokémon dall'aspetto di una tartaruga marina. Il suo corpo era prevalentemente blu. Il guscio, rispetto al corpo, aveva un colore più scuro e presentava una rientranza a forma di cerchio in ognuna delle sei sezioni superiori. Le quattro zampe assomigliavano a delle pinne. La testa era dotata di un grosso becco.
Mentre Carlos metteva mano alla Poké Ball per catturare il Pokémon appena riportato in vita, la scienziata, divulgò le informazioni conosciute su quel Pokémon: «Tirtouga è classificato come Pokémon Ancestruga. Viveva negli oceani e il suo guscio era incredibilmente resistente. Dal momento che sono state trovate molte uova non lontano da antichi oceani, si pensa che le deponesse fuori dall'acqua.» Spiegò la donna.
«Ora che entrambi possedete un Pokémon fossile, cosa ne pensate di farli lottare? Sarebbe molto interessante per le nostre ricerche. Noi scienziati non abbiamo molto tempo da dedicare alle lotte. Ci limitiamo a studiare i loro comportamenti in
zone controllate che riproducono, al meglio delle nostre possibilità, gli ambienti naturali in cui vivevano, ma non abbiamo
mai avuto la possibilità di vederli lottare.» Spiegò. I quattro si limitarono ad annuire, alle parole della donna.
«Per fortuna, l'Università ha un campo di lotta, nel cortile. Almeno così non rischiamo di fare danni.» La donna invitò i quattro a seguirla.
Dopo aver percorso a ritroso tutti gli anditi e tutte le stanze, il gruppo si ritrovò all'ingresso dell'edificio. «Bene, il campo di lotta è nel cortile interno. Dobbiamo solo percorrere quell'andito e uscire dalla porta in fondo a sinistra.» La donna indicò un andito poco lontano. Il gruppo continuò a seguirla, senza farsi domande.
Dopo aver percorso tutta quella strada, finalmente, il gruppo raggiunse il cortile interno.
Un cortile estremamente ampio, circondato da numerosi alberi e aiuole, e dotato anche di panchine per sedersi e rilassarsi, anche se quello che più saltava all'occhio, era la presenza di ben quattro campi di lotta.
«Ragazzi… per fortuna a voi ve ne basterà solo uno. Come vi avevo detto prima, non abbiamo tempo per farli lottare. E questo è uno dei motivi per cui ci siamo affidati a voi. Installerò sui vostri Smart Rotom un'applicazione con cui potrete registrare ed inviare tutte le lotte a cui i vostri due Pokémon prenderanno parte. Ci serviranno per i nostri studi.» Spiegò la scienziata.
Conclusa l'installazione dell'applicazione, finalmente giunse il tanto atteso momento della lotta. Prima di schierarsi da uno dei lati del campo, Anita aveva affidato il suo Smart Rotom a Serena, in modo da poter registrare la lotta, come richiesto dalla scienziata.
Come da tradizione, sul campo di lotta, era presente un sistema di arbitraggio elettronico, che venne, rapidamente impostato dalla scienziata, proprio pochi istanti prima che Anita e Carlos mettessero mano alle loro Poké Ball.
«La lotta tra Allenatori sta per iniziare. Ognuno dei contendenti potrà usare un solo Pokémon.» Dichiarò il sistema di
arbitraggio elettronico.
Appena ricevettero l'ok, sia Anita che Carlos mandarono in campo i loro Pokémon.
«Da quanto ci risulta, Archen conosce Attacco d'ala, Attacco Rapido, Sassata e Forzantica, e Tirtouga conosce Forzantica, Acquagetto, Morso e Cozzata Zen.» Spiegò la scienziata.
Anita e Carlos si limitarono ad annuire.
«Fai pure tu la prima mossa.» Carlos invitò l'amica.
«Proviamoci, Archen, usa Forzantica!» Ordinò Anita.
Il corpo dell'antico Pokémon volante si illuminò di un'aura violetta, mentre dal terreno si staccavano grandi massi, avvolti dalla stessa aura. In breve tempo, il Pokémon Paleoucello scagliò quegli enormi massi nella direzione dell'avversario.
«Tirtouga, usa anche tu Forzantica!» Ordinò Carlos.
Così come l'antico ucellò, anche il corpo dell'antica tartaruga si illuminò di un'aura violetta, mentre dal terreno si staccavano grandi massi, avvolti dalla stessa aura. In breve tempo, i gruppi di massi si scontrarono, generando una potente esplosione e numerosi frammenti di roccia.
Sia Anita che Carlos dovettero proteggersi dai frammenti con le braccia, per evitare di ferirsi.
Entrambi i loro Pokémon erano ancora perfettamente in grado di lottare.
«Tirtouga! Usa Acquagetto!» Ordinò Carlos.
Rapidamente il corpo dell'antica tartaruga si rivestì di un sottile strato d'acqua, mentre rapidamente si dirigeva verso il suo avversario.
«Archem, schiva con Attacco Rapido e poi usa Sassata!» Ordinò Anita.
L'antico uccello si scostò con grazia della traiettoria dell'attacco avversario, prima di generare un gran numero di massi e di lanciarli contro il suo avversario, che si limitò a colpirli e a frantumarli come se nulla fosse.
Intanto, Tortuga era nuovamente in rotta di collisione con Archen, prima ancora che Anita potesse ordinargli di schivare.
Nonostante il duro colpo, che lo aveva spinto fino a terra, Archen era ancora in grado di continuare la lotta.
Con fatica riuscì a riprendere il volo, ma i segni del potente attacco avversario erano ben presenti sul suo corpo.
«Archen! So che puoi farcela! Usa Sassata!» L'antico uccello generò dei massi, estremamente più piccoli rispetto al primo attacco, e gli scagliò con visibilmente meno forza verso il suo avversario, che gli schivò con grande facilità.
«Direi che può bastare così.» La scienziata interruppe la lotta prima che la stessa giungesse alla sua naturale conclusione.
«Sembra che Archen, contrariamente ad altri Pokémon, non riesce a dare il meglio di sé quando si trova alle strette, anzi. Sembrerebbe che i suoi attacchi diventino più lenti e più deboli. Dovremo continuare a studiare questo fenomeno, magari analizzando i video di altre lotte, potremo scoprire se si tratta di una casualità o di una peculiarità di Archen.» Spiegò la donna, mentre riponeva il suo Smart Rotom nella tasca del camice, dopo aver terminato di prendere appunti sulla lotta.
«Ora è meglio che facciate riposare i vostri Pokémon, vi accompagno all'inferieria.» Li invitò. Il gruppo seguì la donna senza protestare, fino a raggiungere una sala uguale in tutto e per tutto ad un centro Pokémon, gestito, come da tradizione, da un'Infermiera Joy.
«Salve ragazzi, come posso esservi d'aiuto?» Li salutò gentilmente.
«Potresti prenderti cura dei loro Pokémon? Io ora devo consegnare i primi risultati della ricerca, arrivederci!» Si congedò la scienziata.
Dopo che l'Infermiera terminò di prendersi cura dei Pokémon del gruppo, Ash e i suoi amici la salutarono e si diressero verso l'uscita dell'edificio, per fare ritorno al Centro Pokémon.
Dopo essersi persi numerose volte in quel l'intricato sistema di corridoi e stanze, finalmente il gruppo riuscì ad uscire e a dirgersi verso la fermata del pullman, come all'andata per prendere il pullman della linea UEX, fino a Piazza Bianca, e poi, da Piazza Bianca la linea XE fino a poco lontano dal Centro Pokémon, dove Infernape e Darumaka avevano terminato il loro allenamento. Il Pokémon Daruma non vedeva l'ora di dimostrare i progressi che aveva fatto grazie al suo maestro.
Appena vide il suo Allenatore e i suoi amici, Darumaka si precipitò immediatamente da Ash, abbracciandosi ad una delle gambe del ragazzo, e a guardarlo con un'aria supplicante.
«E così tu e Infernape vi siete allenati per tutto questo tempo?» Chiese Ash.
Il Daruma e lo scimpanzè confermarono. «Allora vi meritate un po' di riposo, ragazzi.»
Darumaka non mollò la presa e tirò Ash verso la gamba, per richiamare la sua attenzione.
Ash posò lo sguardo sul Daruma, che, nel frattempo aveva mollato la presa sulla sua gamba, desideroso di mettere in mostra i suoi risultati.
Certo dell'attenzione del suo Allenatore, Darumaka sferrò dinanzi a sé due potenti pugni infuocati, con grande precisione e potenza.
«Hai ancora tanta energia, eh!» Commentò Ash. «Mi stai dicendo che vuoi lottare di nuovo contro Pancham?»
Il Pokémon Daruma si limitò ad annuire.
«Come desideri.» Rispose Ash.
Ragazzi…mi avete scoperto,io in realtà non sono un alieno,bensì un essere umano come voi, solo che non ho sentimenti, non sono come Metagross, il mio collega che quello non è davvero una persona, possiede solo dei sentimenti…
a parte gli scherzi, mi piace un sacco come è venuto il capitolo soprattutto come ho articolato i dialoghi di Walter e la questione tra Ash e Serena, spero cogliate la citazione,ora siamo solo all'inizio ma le cose si fanno interessanti,e si fa interessante pure per me,ma adesso non posso dire niente,ho bisogno di tempo per attuare il mio piano malefico.
Mi raccomando non morite come Oswald, tanti auguri (schiocco di dita) Reshiram Lego esce…
continua (siuuu)
