Sam si voltò al suono della voce alle sue spalle e istintivamente assunse una posizione di difesa.
"Rilassati, non voglio farti del male"
"Chi sei?"
"Il mio nome è Abyzou"
"Fatti vedere"
"Come desideri, bambino mio"
"Non sono il tuo bambino"
"Oh, lo sarai"
"Ti ho detto di farti vedere"
Un volto olivastro con i capelli neri simili a serpenti emerse dall'ombra e il ragazzo provò un misto tra l'orrore e il ribrezzo. I suoi occhi erano due fondi bianchi e alla fine delle sue sottili braccia c'erano tre artigli. Non aveva gambe e il suo corpo terminava con una specie di coda, che ondeggiava ritmicamente permettendole di fluttuare.
"Sam Winchester"
"Come sai il mio nome?"
"So molte cose di te e della tua famiglia"
"Sei un demone?"
"Sei sveglio"
"Dove siamo?"
"Per te non fa differenza"
"Che vuol dire?"
"Vuol dire che non te ne andrai mai da qui"
"No, non è vero. Mio padre e mio fratello mi troveranno e ti faranno a pezzi"
"Quanta determinazione"
"Papà mi sta cercando, l'ho sentito"
"Sei proprio sicuro di aver visto una cosa reale? Magari sto solo giocando con te. E comunque stai parlando di quel papà che in macchina ti ha urlato contro di tutto? Quel grande uomo che ti ha scaricato ovunque ha potuto da quando eri in fasce e ti ha spinto a tentare un tuffo da un pick up?"
"Non lo conosci, lui è…"
"Oh, invece so tanto del grande John Winchester, è il nemico numero uno di noi demoni. E' un gran bastardo e gli strapperò il cuore se mi capiterà di nuovo a tiro".
"E' troppo intelligente per farsi prendere da te"
"Tu non sei come tutti gli altri bambini che ho portato via, sei un combattente"
"Quali altri bambini?"
"Quelli prima di te, non sei mica l'unico. Avete tutti in comune il fatto di aver avuto dei genitori di merda e in un certo senso io vi libero, ma tu mi hai attirato in modo particolare, forse perché il tuo è veramente il peggiore che io abbia mai incrociato, un bastardo psicopatico che non doveva avere dei figli"
"Non parlare così di mio padre"
"Perché lo difendi? Ti sei già dimenticato delle parole gentili che ti ha rivolto? Vuoi che ti rinfreschi la memoria?"
L'essere si avvicinò e con un dito gli sfiorò la fronte paralizzandolo all'istante.
Sam tentò di muoversi, ma non ci riuscì e non poté nemmeno evitare che il film spiacevole del litigio in auto cominciasse a scorrergli davanti agli occhi e che le dure parole del padre gli facessero di nuovo male nel profondo.
"Te lo ricordi adesso? Ti ha detto che non assomigli per niente a Dean, ti ha detto che è lui il suo preferito. E non è la prima volta che te lo sbatte in faccia! Te lo ha dimostrato tante volte, vero? Non si è mai presentato a una recita scolastica, non ti ha mai fatto un complimento per i tuoi voti mentre è tutto pacche sulla spalla e sorrisi con Dean. Lui non ti ama, non l'ha mai fatto".
Le parole del demone diedero una spallata alle già precarie certezze di Sam e la creatura sadicamente riportò alla mente del suo prigioniero i compleanni senza nemmeno una telefonata, i 4 luglio con gli incarti del Mac Donald e l'odore dell'alcool in squallide stanze di motel durante tante feste di Natale. Certo, stava calcando un po' la mano e distorcendo le parole di John, che in realtà non aveva mai detto di non amarlo, o di preferire il maggiore dei suoi figli, ma Sam era confuso e spaventato ed era tutto così divertente.
"Sai che sto dicendo la verità, lui non ti ama, sei solo un peso"
"Mi ha detto di no, mi ha detto che non mi abbandonerebbe mai"
"Ah, sto per sciogliermi in una valle di lacrime! Sai meglio di me che è un bugiardo patologico, inganna chiunque lui voglia"
"No, non è vero"
"Sei testardo, eh? Ti ha mai accontentato quando lo imploravi di restare e di non lasciarti da solo? No, non l'ha fatto, ha sempre messo degli estranei davanti a te, non è vero?"
"Lui salva le persone, lui…"
"E' questo che ti ha fatto credere? Lui se ne va perché non sopporta la tua presenza e Dean…Anche lui ti ha odiato tanto perché papà lo costringeva a fare la guardia al piccolo mostro e quando finalmente ha potuto seguire il tuo vecchio a caccia, si è tolto un gran peso dallo stomaco. Quante volte hai provato a chiamarli e non ti hanno risposto per giorni?"
"Il telefono non aveva campo, ma poi sono tornati"
"Non aveva campo…Sei proprio stupido allora"
"Che cosa vuoi dire?"
"Non ti rispondevano di proposito, ci vuole tanto a capirlo?"
"No, non ti credo"
"Ah, se vuoi continuare a raccontarti bugie, fai pure"
L'adolescente iniziò a piangere e scosse la testa.
"John e Dean ti odiano perché è solo colpa tua se la loro Mary è morta"
"No, smettila, basta""Sammy"
John balzò in piedi e si precipitò verso il letto di suo figlio, che aveva cominciato ad agitarsi e a lamentarsi.
"Figliolo, mi senti?"
L'ex marine gli afferrò le braccia e si voltò in preda al panico verso il suo amico.
"Che succede? Che gli sta facendo?"
"Non lo so"
"Sam, sono qui, apri gli occhi"
Sollevò il suo ragazzo e lo abbracciò forte.
"Svegliati, ti prego"
Il suo appello non ebbe risposta, anzi la situazione divenne ancora più angosciante quando l'uomo sentì dell'umidità sulla sua camicia.
"Bobby, sta piangendo, gli sta facendo del male! Figlio di puttana, lascialo andare"
"Papà"
Dean si trascinò nella stanza attirato dalle urla dell'uomo e chiese:
"Che sta succedendo?"
"E' Sammy, lui…"
John non riuscì a completare la frase e strinse al petto figlio mentre lacrime silenziose gli scorrevano sul viso.
"Cosa, papà, che cosa succede a mio fratello?"
L'ex marine guardò Dean disperato e rispose:
"Sta soffrendo e io non so cosa fare"
Anche Bobby stava assistendo impotente alla scena quando sentì battere forte all'uscio di casa.
"Che palle, ci mancavano solo dei visitatori"
Scese al piano di sotto e aprì la porta tenendo un fucile nella mano libera.
Si ritrovò davanti una donna dall'aspetto curioso, che squadrò il padrone di casa e disse:
"Bobby Singer, togliti dai piedi, ho fretta"
Superò velocemente il cacciatore, che rimase scioccato sul posto e inforcò le scale di casa come se sapesse esattamente dove andare. Percorse il corridoio ed entrò di gran carriera nella stanza di Sam.
"John Winchester, metti giù tuo figlio e allontanati, non c'è tempo da perdere"
"E tu chi diavolo sei?"
"Dean Winchester, la tua insolenza sarebbe stata punita in un altro momento, ma ora devo occuparmi di tuo fratello"
"Tu non tocchi il ragazzo"- disse Bobby entrando in camera e puntandole addosso il fucile.
"John, qualcosa di malvagio è vicino a tuo figlio e se non mi permetti di intervenire, lo perderai per sempre"
La donna piantò gli occhi sull'ex marine, che stringeva ancora tra le braccia il suo ragazzo e gli faceva scudo con il suo corpo, e aggiunse:
"Ora, John"
Dean fissò suo padre ed era sicuro che avrebbe detto qualcosa di poco gentile trattandosi di una signora, ma le cose andarono diversamente. L'uomo infatti diede un bacio sulla testa del suo secondogenito, poi lo staccò da sé e lo distese.
"Puoi davvero aiutarlo?"
"Per il momento allontaniamo la creatura da lui, lo sta spezzando, poi proveremo a riportarlo a casa"
John si alzò e si sistemò accanto a Dean, che non poteva credere a quello che stava succedendo.
La donna si sedette sul letto e prese tra le sue una mano di Sam.
"Povero bambino"
"Che succede?"
"Ora fate silenzio, devo raggiungerlo"
I tre uomini tacquero e videro la sconosciuta chiudere gli occhi.
"Ha paura, ha tanta paura e la creatura lo sa"
"Che cosa gli sta facendo?"
"John, ti ho detto di tacere"
"Ehi, tu, chi cazzo credi di essere?"
"L'unica speranza che hai di rivedere tuo fratello, ma, se mi interrompete un'altra volta, me ne andrò e potrete cominciare ad organizzare il funerale di Sam"
La donna tornò a concentrarsi sul ragazzo sempre più sofferente steso davanti a lei e gli appoggiò la mano destra sulla fronte. Non appena stabilì il contatto il giovane Winchester urlò e si inarcò sul letto.
"Sammy! Togligli le mani di dosso, puttana"
Dean fece per lanciarsi in avanti per aiutare il fratello, ma il padre gli cinse la vita con le braccia e lo bloccò.
"Gli fa male, papà, dobbiamo fermarla"
"Dean, no"
"Lasciami, cazzo! Non senti come urla, come puoi stare fermo a guardare?"
La donna, senza interrompere la sua connessione con Sam, si voltò e ordinò:
"Portatelo fuori di qui"
"Non toccare mio fratello, allontanati da lui"
Bobby scambiò uno sguardo d'intesa con il suo amico, si avvicinò e i due uomini trascinarono fuori dalla stanza il maggiore dei Winchester.
"Lasciatemi andare, devo proteggere Sammy"
"Non puoi fare nulla per lui ora"
"Non è vero, lasciami. Quella stronza gli sta facendo del male, la uccido"
"Smettila, Dean, in questo momento è tutto quello che abbiamo"
"Papà, come puoi lasciarla da sola con Sammy?"
"Non lo farò, ma tu devi restare qui"
"Non posso"
"E' un ordine, Dean"
John lasciò il figlio al suo amico, poi si voltò e tornò indietro. Chiuse la porta e diede una mandata con le chiavi. Appoggiò il capo alla porta per riprendere il controllo, poi si voltò verso il letto sul quale il suo ragazzo si contorceva e urlava ancora e ritornò al posto che occupava prima di sbattere fuori Dean.
Appoggiò le spalle alla parete temendo di non riuscire a rimanere in piedi e chiuse per un attimo gli occhi per trovare dentro se stesso la forza di sopportare, senza reagire, la sofferenza del suo ragazzo.
"Immonda creatura, lascia andare questo innocente"
Sam urlò ancora e l'ex marine stava per far prevalere il suo istinto e allontanare la donna da suo figlio, ma poi quest'ultimo si lasciò andare sul letto e cominciò a regolarizzare il respiro.
"Sam, ascolta la mia voce e rilassati, se n'è andata"
La donna gli appoggiò la mano sinistra sul cuore e gli sussurrò:
"Non aver paura, calmati"
Continuò con le sue rassicurazioni per qualche minuto mantenendo il contatto fisico, poi si voltò verso John e gli disse:
"Adesso puoi avvicinarti! E' solo una tregua, tornerà a tormentare tuo figlio"
Il cacciatore non se lo fece ripetere e raggiunse Sam, che ora sembrava tranquillo.
"Dovresti cambiarlo, è fradicio"
"Sta bene?"
"E' al sicuro per il momento e riposerà, ma sarà una lunga battaglia. Mettigli qualcosa di asciutto, placa i bollenti spiriti di tuo figlio maggiore e poi parleremo"
La donna si alzò e si avviò alla porta. L'aprì e passò davanti a Dean e a Bobby senza dire una parola. Scese le scale e uscì all'aperto per fumare.
Nel frattempo John aveva ripreso tra le braccia il suo ragazzo e gli stava accarezzando una guancia sperando inutilmente di vedergli riprendere conoscenza.
"Papà"
"Ehi, Dean"
"Che gli ha fatto?"
"Qualunque cosa fosse, ora Sammy è tranquillo. Mi fai un favore, figliolo?"
"Vado a prenderla a calci in culo?"
"No. Prendi un cambio per tuo fratello e un asciugamani"
Solo dopo quella richiesta il maggiore dei Winchester notò quanto fosse sudato suo fratello e si mosse subito. Andò nella sua stanza, prese il borsone e recuperò una maglietta a mezze maniche e dei pantaloni di un pigiama, poi dal bagno l'asciugamani.
Quando tornò, si fermò sull'uscio della stanza e rimase a fissare per un po' suo padre che aveva ancora Sam tra le braccia. Notò i suoi occhi arrossati e la delicatezza con la quale la sua mano scivolava sui capelli, sulla fronte e ancora sulla guancia di suo figlio incosciente. Gli sembrò sul punto di crollare e ad essere sincero, non si era mai sentito tanto impotente in vita sua.
Tirò un profondo respiro ed entrò. Appoggiò i vestiti sul letto e disse:
"Ho preso tutto"
Il padre annuì, poi tornò con lo sguardo su Sam.
"Papà, dobbiamo togliergli questa roba da dosso"
"Sì, Dean, lo so"
"Vuoi che ci pensi io?"
"No, ce la faccio, dammi solo un minuto"
John si chinò a baciare la fronte del suo ragazzo e disse:
"Okay, ci sono"
I due Winchester iniziarono a spogliare Sam e quando rimase praticamente nudo, Dean disse con un sorriso:
"Se si svegliasse adesso e scoprisse che lo stiamo cambiando come un neonato, ci farebbe a pezzi"
Anche John sorrise e rispose:
"Magari dovrei approfittarne per dargli una potatura"
"Fai prima testamento però perché, magari passerebbe sullo spogliarello, ma se gli tocchi i capelli, sei morto"
"Sono davvero troppo lunghi"
"Sì, sono lunghi, ma non c'è verso di convincerlo a tagliarli, ha un attaccamento morboso per la sua chioma"
"Beh, tu amoreggi con l'Impala"
"Touché"
I due si scambiarono un sorriso ringraziandosi così di aver cercato di alleggerire la tensione, poi cominciarono a prendersi cura del terzo membro della loro famiglia.
"Non sono di Sammy"
"I vestiti? No, sono miei, ma questo gigante ormai li indossa senza problemi"
"E' cresciuto tanto e credo che non abbia ancora finito"
"Se osa diventare più alto di me, lo abbandono sulla prima stazione di servizio che incontriamo"
Per dare un po' di privacy alla famiglia, Bobby uscì e raggiunse la donna.
"Come sta?"
"Sembra tranquillo e suo padre e suo fratello gli stanno dando una ripulita"
"L'ho protetto per un po', ma tornerà e sarà molto arrabbiata"
"Arrabbiata? Sa chi lo ha preso?"
"Parleremo dopo quando John sarà con noi"
"Non ci siamo ancora presentati"
"Parleremo quando John sarà con noi"
La donna tacque e continuò a fumare fissando il vuoto.
