Sam non aveva mai smesso di tremare da quando Abyzou lo aveva separato dal padre e si era chiesto se fosse davvero arrivata la sua fine quando il demone gli aveva bloccato i polsi con delle catene e lo aveva sollevato da terra facendole scorrere su una spessa trave. Lo aveva privato, con suo enorme imbarazzo, dei pantaloni, delle scarpe e dei calzini, poi, prima di lasciarlo solo, gli aveva dato una spinta e lo aveva lasciato a penzolare in una stanza senza aperture.
I piedi nudi di Sam sfioravano solo lievemente il pavimento e il ragazzo si rese conto che presto le sue articolazioni si sarebbero slogate. Gli era già successo altre volte e in quelle occasioni, o papà, o Dean gli avevano fatto rientrare la spalla, ma al momento né l'uno né l'altro erano nei paraggi, quindi era in arrivo una valanga di dolore.
Si guardò intorno per vedere se ci fosse una minima speranza di fuga, ma la scansione della stanza non diede risultati perché per la maggior parte dell'ambiente, in cui era tenuto prigioniero, era immerso nel buio.
Sentiva un continuo cigolio come quello di un'altalena malandata e bisognosa di un bel giro d'olio e affidandosi poi all'olfatto, percepì un familiare odore di muffa simile a quello che aveva accompagnato i suoi soggiorni nei motel dall'infanzia in poi.
Faceva freddo e la situazione era resa ancora più scomoda dalla caduta di gocce d'acqua dal soffitto e dal fatto che indossava solo la sua maglietta.
Tecnicamente era la maglietta di Dean, ma la adorava e ogni tanto gliela faceva sparire dal borsone con la scusa di non avere più vestiti puliti.
Ogni appropriazione scatenava la reazione del fratello, che lo minacciava di staccargli la testa se avesse messo di nuovo le mani tra le sue cose, ma poi gliela lasciava tenere per giorni dicendogli che non avrebbe mai potuto indossarla senza un passaggio in lavanderia.
Da quando era stato rapito da Abyzou, era la prima volta che Sam si sentiva abbastanza lucido, ma nella sua testa c'erano dei vuoti spaventosi. Per quanto si sforzasse, infatti, non riusciva a ricordare con precisione che cosa era successo e perché era stato preso di mira.
Il dolore alle spalle cominciò ad arrivare dopo poco e per distrarsi, cercò di rimettere in ordine qualche pezzo del puzzle: il litigio con papà, la stanza da Bobby, la voce di Dean, le carcasse delle auto, Rumsfeld che abbaiava e poi…
Niente, dannazione, solo una serie di immagini confuse.
Si disse di tentare ancora e dopo un po' gli tornarono alla mente gli attacchi del demone e la spietata carrellata delle liti con suo padre fino a quando non gli aveva proposto di rivederlo. Aveva sperato che Abyzou lo lasciasse andare, ma poi aveva cominciato a schiacciargli il petto e l'illusione era crollata.
Ricordava di aver cercato di tenerle testa, ma poi il dolore era stato troppo e aveva ceduto. Da lì tutto era buio fino a quando la voce di papà lo aveva riportato indietro: le cascate, il mare, le chiavi dell'Impala, la sua mano sulle piastrine da marine e poi il profumo inconfondibile del dopobarba.
Quando si era scosso dal torpore ed era tornato completamente cosciente, aveva subito avuto la certezza che doveva essere successo qualcosa di grave perché papà non piangeva mai davanti ai suoi figli e a memoria non lo aveva mai abbracciato in quel modo.
Avrebbe voluto chiedergli mille cose, ma poi Abyzou era ricomparsa e lo aveva portato via lasciandogli in gola la domanda più importante di tutte: dov'era Dean?
Suo fratello avrebbe di sicuro partecipato ad una missione di salvataggio e se non era lì, era forse morto? Lui e papà avevano tentato di salvarlo e Dean non ce l'aveva fatta?
Sam scosse la testa e si ripetè che doveva smetterla con quei pensieri negativi.
Suo padre lo aveva addestrato a non farsi prendere dal panico e gli aveva ripetuto fino alla noia che l'inizio della fine coincideva con l'istante in cui un uomo perdeva il controllo, ma, nonostante facesse leva su se stesso, non riusciva a non essere terrorizzato dal pensiero di non rivedere mai più la sua famiglia.
Rimase nell'angoscia e nel dolore crescente fin quando Abyzou non ricomparve e cominciò a volteggiargli intorno come un avvoltoio in attesa di poter planare sulla sua preda. Iniziò a schernirlo e a ripetergli che era una delusione enorme, ma che sapeva come ricordargli a chi doveva obbedienza.
Il demone si avvicinò e gli strisciò un artiglio lungo la guancia destra aprendo un profondo taglio, poi si fece indietro e chiese:
"Facciamo partecipare alla festa il tuo papà? Scommetto che si divertirà un mondo"
Sam fu investito da un cono di luce proveniente dall'alto e per qualche secondo dovette chiudere gli occhi per abituarsi alla sgradevole illuminazione.
Nel momento in cui sentì di non essere più solo, li riaprì e vide di fronte a sé suo padre strettamente legato ad una sedia. Cercò di mostrarsi forte, ma John conosceva ogni espressione dei suoi figli e capì che era in forte difficoltà.
"Visto come sono magnanima? Vi faccio stare insieme prima di dare inizio alle danze e sono sicura, Winchester, che dovrai farmi tanto di cappello per quanto sarò creativa con il tuo ragazzo"
"Non lo toccare"
"Oh, farò molto di più che toccarlo, lo torturerò proprio davanti ai tuoi occhi e sarà tutta colpa tua: se non fossi venuto, lui non si sarebbe ribellato al mio potere e non ne pagherebbe le conseguenze"
Abyzou guardò Sam e gli disse:
"Ringrazia papà per quello che sta per succederti, Sammy boy, mentre vado a vedere che cosa stanno facendo i miei bambini alla tossica. E John, se fossi in te, gli direi addio adesso"
Non appena restarono soli, i due Winchester incrociarono lo sguardo e l'uomo si sentì morire vedendo il figlio trattenuto in quel modo. Lesse sul suo volto che stava già soffrendo molto a causa delle braccia in trazione da tempo e si chiese per quanto avrebbe potuto ancora resistere. Suo figlio era un duro, lo sapeva bene, ma era evidente che stava male e che, nonostante stesse mantenendo una stoica facciata, le parole del demone lo avevano terrorizzato e prima o poi sarebbe crollato.
"Sammy, tranquillo, sono qui"
"Papà, ho paura"
"Lo so, ma non sei solo e vedrai che la caveremo"
"Dov'è Dee?"
"Non preoccuparti per tuo fratello, è da Bobby e sta bene"
"Perché siamo qui e che cosa vuole questo demone da me?"
"Abyzou è una ladra di bambini"
"Ma eravamo da Bobby e la sua casa è protetta, come ha fatto a prendermi?"
"Ti ha convinto ad uscire in cortile"
"Non ricordo, è tutto così confuso"
"Non importa adesso, lascia perdere"
"Rispondimi, papà, perché l'ho seguita?
"Ti ha rapito spacciandosi per tua madre"
La rivelazione investì il ragazzo come un treno merci e mormorò:
"Scusa, papà"
"Scusa per cosa? Non hai fatto niente"
"Hai detto che si è spacciata per la mamma e questo vuol dire che ho dato retta a qualcosa che so bene che non è reale. Per colpa della mia stupidità sei in un mare di guai e mi dispiace tanto"
Sam abbassò la testa e John sentì il cuore stringersi.
"Ehi, schizzo, guardami"
Il ragazzo scosse la testa e l'uomo tornò alla carica:
"Sammy, per favore, guardami"
Se Dean fosse stato presente alla scena, avrebbe sicuramente preteso di segnare la data sul calendario perché sentire il padre chiedere qualcosa con gentilezza era un evento più che raro e il tono pacato scosse anche il minore dei Winchester, che tornò a fissare l'uomo davanti a sé.
"Sammy, voglio che mi ascolti bene e che non mi interrompi, okay?"
Il ragazzo annuì e John continuò:
"Per prima cosa, tutto questo non è colpa tua, sono io che ho dato fuoco alle polveri. Siamo qui perché entrambi abbiamo fatto degli sbagli e Abyzou ne ha approfittato, quindi diciamo che questo casino ce lo dividiamo 50 e 50.
Seconda cosa, ragazzino, non sei uno stupido perché hai seguito quella che credevi fosse Mary, anche se ti ho messo più volte in guardia da cose del genere, e capisco perché lo hai fatto.
Sei venuto su senza di lei, senza una casa, passando da un motel all'altro e per un po' è andata bene perché Dean ti faceva vivere tutto come un gioco, ma poi hai notato che c'era qualcosa di importante che non avevi quando uscivi da scuola, o c'erano le recite di fine anno. Hai realizzato che c'era un anello mancante nella nostra famiglia e ti si è spezzato il cuore. Avevi bisogno di me, avevi bisogno di risposte, mentre io ho sempre respinto al mittente le domande che facevi su di lei e questo mi dispiace tanto.
Mi costa ammetterlo, ma la verità è che non sapevo come aiutarti a sentire meno l'assenza della tua mamma, perché mancava e manca tanto anche a me"
"Questo però non cambia il fatto che non ti saresti fatto ingannare"
"Forse no, ma non sono sicuro di come reagirei se me la trovassi davanti"
John si prese una breve pausa per rimettere in ordine i pensieri, poi continuò:
"Terza cosa: so bene che tu ed io ci scontriamo spesso, ma non dubitare mai del mio amore per te perché, se ti sapessi in pericolo, verrei ad aiutarti fino in capo al mondo e lotterei fino al mio ultimo respiro"
Sam rimase senza fiato e se non fosse stato legato, sarebbe corso da papà e si sarebbe nascosto tra le sue braccia come quando era piccolo.
"Parli sul serio?"
"Mai stato più serio, non scherzo mai quando si tratta dei miei figli, puoi chiederlo a Lenora"
"Chi è Lenora?"
"E' una sensitiva ed è anche lei qui, ma ci hanno separati"
"Hai coinvolto una civile?"
"E' una di noi, aiuta i cacciatori quando ce n'è bisogno"
"Come l'hai conosciuta?"
"Veramente è lei che è venuta da me, ma è una storia lunga e il punto è un altro: Lenora mi ha insegnato un esorcismo per bandire Abyzou e dopo che l'avremo fatto, torneremo a casa"
"Dean ci salverà?"
"Lui e Bobby sono stati istruiti da Lenora su come riportarci indietro"
"Che vuol dire che ci riporteranno indietro? Dove siamo?"
"Non nel nostro mondo"
"E dove?"
"Non ho questa risposta, Lenora mi ha portato qui con un rito"
"Non capisco"
"Sammy, è troppo lungo da spiegare"
"Non vado da nessuna parte, ho cancellato gli impegni per la serata"
John vide un sorriso comparire sul volto di suo figlio e si sentì maledettamente orgoglioso della sua forza.
"Okay, cercherò di darti la versione breve: noi siamo qui, ma i nostri corpi sono nella panic room di Bobby"
"Cosa?"
"Lo so, è un'idea spaventosa, ma…"
"Io sento il mio corpo, come è possibile?"
"Avremo modo di parlare di questa cosa, ma per il momento dobbiamo solo tenere duro e a proposito di resistenza…Come stanno le tue spalle?"
"Fa male"
"Da uno a dieci e non mentire"
"Otto"
"Senti ancora le braccia?"
"In parte, si stanno intorpidendo"
"Riesci a muovere le dita?"
"Sì, ce la faccio"
"Okay, è un buon segno, ma devo riuscire a liberarti"
"Non puoi, sei legato e Abyzou tornerà presto"
Gli occhi del ragazzo cominciarono a guizzare a destra e a sinistra e il suo respiro accelerò ricordando quello che l'essere aveva detto sul torturarlo.
"Ehi, anteriore e centrale. Devi restare lucido, o non ce la faremo"
"Mi manca l'aria"
"Sam, devi calmarti"
"Papà, mi si sta stringendo la gola, non riesco a respirare"
"Non sta succedendo niente alla tua gola, resta con me, Sammy!"
John agganciò i suoi occhi a quelli del figlio e gli sorrise:
"Che cosa ho insegnato a voi ragazzi su noi Winchester?"
"Io…"
"Dimmelo, figliolo"
"Ci hai insegnato che i Winchester non mollano mai, ma io…"
"Tu cosa?"
"Io non sono un Winchester, non come te e Dean"
"Ehi, non abbassare di nuovo lo sguardo e rispondimi. Che cosa vuol dire che non sei un Winchester?"
"Sono sempre un passo indietro rispetto a voi, io non…"
"Sammy, tu sei un Winchester a tutti gli effetti e non perché porti il mio cognome, lo sei perché ce l'hai nel sangue. Sei intelligente, hai più fegato di tanti adulti che conosco e hai orgoglio da vendere"
"Ma tu…"
"Io cosa?"
"Tu mi fai sentire…"
"Io ti faccio sentire come?"
Sam abbassò di nuovo lo sguardo e mandò giù il groppo che aveva in gola. Voleva tanto confessare come si sentiva praticamente da sempre, ma si sarebbe dimostrato ancora una volta debole e si disse che doveva tacere.
"Ragazzino, ti avevo detto di tenere gli occhi su di me"
"Non importa, dimentica quello che ho detto"
"Non dimentico proprio niente e voglio una risposta. Ti faccio sentire come se non facessi parte di questa famiglia?"
Sam si morse un labbro esitando ancora al rispondere alla domanda, poi sussurrò:
"Sì"
John si sentì di nuovo morire dentro e fece uno sforzo enorme per impedire alle lacrime di venir fuori.
"Sammy, io non immaginavo, non credevo…"
"E' solo colpa mia, non sono abbastanza"
"Questo non è vero, tu sei molto in gamba"
"Non quanto vorresti"
"No,ti stai sbagliando. Sono orgoglioso di te e di Dean, siete i miei meravigliosi ragazzi"
L'adolescente scosse la testa e gemette quando un'ondata di dolore più forte delle precedenti lo attraversò.
"Sammy, che succede?"
"Papà, non siamo più a otto"
"Sto provando a liberarmi, ci sto provando davvero, ma questi legami sono stretti!"
"Non mi sento bene, gira tutto"
"Sam"
"Non ce la faccio, fa troppo male"
John vide suo figlio afflosciarsi e urlò per lui immaginando come il peso di tutto il suo corpo stesse peggiorando le probabili lussazioni. Avrebbe voluto che si riprendesse per evitare danni irreparabili, ma allo stesso tempo era grato che stesse avendo almeno una breve pausa dal dolore. Strattonò più violentemente le corde che lo trattenevano, ma non riuscì a fare progressi e imprecò.
"John, un po' di garbo, sei in casa di una signora dopotutto"
Abyzou era tornata e sembrava molto divertita dalla situazione.
"Slegalo, lascialo andare"
Il demone guardò il ragazzo e fluttuò verso di lui. Gli fece una carezza e disse:
"Povero, piccolo Sammy, la bua ti fa male? Non hai idea di quello che ti aspetta"
"Lascialo stare, è solo un ragazzino e non ti ha fatto niente. Io sono un genitore di merda, lui non c'entra"
"Sono molto d'accordo con il tuo giudizio, ma questo non cambia che ti ha preferito a me e deve essere punito"
"Ha probabilmente le spalle lussate e ha perso conoscenza per il dolore, lo stai già punendo"
"Non è abbastanza! Io sono una alla vecchia maniera e credo nella disciplina ferrea. Che buffo, in questo ci assomigliamo"
"Non sono come te, non torturerei mai i miei figli"
"Ti sfugge il quadro generale, John, torturando lui, distruggerò te! Non ti sembra un'ottimizzazione perfetta delle risorse?"
"No, non farlo, non toccare il mio ragazzo"
"A quanto ho capito lui è già stato toccato, vero? E' figlio di Azazel"
"Sam è figlio mio e di Mary"
"Ah, l'innocente Mary"
"Che cosa vuoi dire?"
"Ma niente, solo che magari la tua dolce metà era più di quello che ti ha fatto vedere"
"Non ti azzardare ad infangare la sua memoria, Mary era una moglie meravigliosa"
"Certo, la moglie e la madre dell'anno"
"Ci puoi scommettere, lei era speciale"
"Forse per questo Azazel l'ha scelta"
"Ti ho detto di smetterla"
"Andiamo, John, non dirmi che non ti è mai venuto il sospetto che sia successo qualcosa che non sai!"
"No, amavo Mary e lei amava me"
"Mary e Sammy, la famiglia di Azazel. Tu non sei male, devo ammetterlo, ma vuoi mettere farsi ingravidare da un giovane ex marine o da un potente demone?
Non c'è partita, non credi? Secondo me la biondina ti ha fatto credere quello che ha voluto, in fondo voi uomini siete così prevedibili. Basta farvi vedere un po' di pelle e siete fottuti"
John sbiancò e rifiutò mentalmente che cosa stava insinuando il demone. Ricordava quando lui e Mary avevano deciso di allargare la famiglia, era tutto impresso nella sua mente.
C'era il Super Bowl in tv e l'ex marine aveva deciso di seguire la partita di football, non tanto perché fosse tifoso dei San Francisco 49ers o dei Cincinnati Bengals, ma perché al garage avevano raccolto dei soldi e scommesso tra colleghi sul nome del primo giocatore che avrebbe fatto touchdown. All'inizio aveva cercato di non farsi coinvolgere perché avevano un mutuo da pagare e il suo ometto stava crescendo velocemente, ma poi aveva deciso di tentare la sorte.
Tornato a casa, aveva condiviso con sua moglie la storia della scommessa e le aveva chiesto di guardare la partita con lui perché magari gli avrebbe portato fortuna.
Messo a letto Dean, Mary lo aveva raggiunto sul divano, ma non era minimamente intenzionata a seguire le immagini sullo schermo.
Aveva giocato con i punti deboli del suo uomo e alla fine anche John aveva smesso di guardare la tv. Si erano coccolati a lungo, poi le cose avevano cominciato a diventare più calde e l'avrebbero fatto sul divano se lei non fosse sgusciata via sfidandolo a prenderla.
John ricordava ancora le risate della sua Mary mentre la rincorreva per le scale e quando l'aveva catturata proprio fuori la loro camera.
Erano entrati tra un bacio e l'altro e il profumo della sua donna gli aveva riempito l'anima quando l'aveva ricoperta con il suo corpo. Da lì era stato un frenetico liberarsi dei vestiti tra i tentativi di sua moglie di convincerlo a fare meno rumore per non svegliare Dean, ma poi la passione li aveva del tutto travolti e c'erano stati solo loro due.
Si erano amati a lungo e ad un certo punto Mary aveva fatto la richiesta di avere un altro figlio. Ci avevano provato quella notte stessa, ma lei non era rimasta incinta e in un certo senso John ne era stato sollevato perché voleva sì allargare la famiglia, ma allo stesso tempo sapeva che un altro bambino avrebbe dato una forte spallata alla loro economia traballante.
Si era sentito anche in colpa perché, quando avevano cominciato a provare ad avere Dean, lui aveva insistito per non aspettare oltre visto che erano sposati da un pò, ma allora era più giovane e non aveva ben chiaro quanto impegno ci volesse per crescere un figlio.
Ne avevano riparlato il giorno dopo e a malincuore Mary gli aveva dato ragione, ma John sapeva di averle dato un dispiacere. Le aveva assicurato che ci avrebbero riprovato non appena le cose al garage fossero andate meglio, anzi, se proprio lo desiderava, potevano anche mettere su il Winchester team e lei aveva riso tanto.
Avevano aspettato e per fortuna prima dell'estate la loro economia era diventata più solida tanto che l'aumento di stipendio era stato festeggiato con un weekend fuori città. Durante la permanenza a Wyandotte County Lake Park, l'idea di dare un fratellino, o una sorellina a Dean era tornato e anche se John sapeva che, con tutto l'aumento, quattro persone da mantenere invece di tre sarebbero state complicate, non ebbe il coraggio di frustrare di nuovo il desiderio di maternità di sua moglie.
Avevano iniziato a provarci stesso quel weekend e quando un mese dopo il loro viaggio Mary gli aveva detto di essere di nuovo incinta, John era stato felicissimo e si era dimenticato di tutte le sue perplessità precedenti.
Era stata una serata bellissima e aveva riso tanto quando sua moglie gli aveva raccontato di essersi sforzata di preparare la cena per festeggiare, ma che davanti al polpettone bruciato aveva capitolato e aveva chiamato in soccorso la pizzeria all'angolo.
L'aveva abbracciata forte e le aveva detto che una margherita e una birra andavano benissimo. Quando erano andati a letto, le aveva accarezzato a lungo la pancia e le aveva detto di non preoccuparsi di Dean incaricandosi di parlarne della novità da uomo a uomo con il suo primogenito.
Il giorno dopo aveva portato al parco suo figlio e gli aveva spiegato che presto ci sarebbe stato un nuovo arrivo in casa. Il bambino lo aveva squadrato dalla testa ai piedi e lo aveva fissato un po' perplesso, soprattutto quando gli aveva risposto che il baby Winchester non si comprava al centro commerciale e che si trovava nella pancia della mamma, poi era tornato a giocare con le sue macchinine senza commentare.
John e Mary erano rimasti in apnea per giorni attendendo una vera reazione di Dean, poi una sera li aveva raggiunti a letto e aveva chiesto se poteva vedere questo nuovo bambino e decidere se lo voleva o no.
Insieme gli avevano spiegato che non si poteva fare perché il fratellino, o la sorellina era già lì con loro, ma questo non significava che loro non lo avrebbero amato più, sarebbe stato sempre l'angelo della mamma e il campione di papà.
Dean si era addormentato tra loro due e il giorno dopo aveva dato il suo okay.
Sette mesi dopo Samuel William Winchester era venuto al mondo…
Cazzo, gli sembrava ieri che l'infermiera era uscita dalla sala parto e gli aveva fatto le congratulazioni per essere diventato padre di un bellissimo maschietto.
E invece gli anni erano passati, Mary non c'era più e suo figlio era incatenato e privo di sensi davanti a lui.
"Ehi, detesto essere ignorata"
Abyzou afferrò il viso del suo prigioniero e chiese:
"Ti sei perso sul viale dei ricordi, marine? Stai pensando a quando Mary possa essersi divertita alle tue spalle?"
"Non si è divertita alle mie spalle, abbiamo voluto insieme i nostri figli"
"Non sto mettendo in dubbio che Dean sia frutto dei tuoi lombi, ma Sammy…"
"Sam è mio figlio"
"Sembra che tu sia certo della fedeltà della tua defunta moglie"
"Mary non mi avrebbe mai tradito"
"Davvero? Neanche quando l'hai mollata?"
"Non ci siamo lasciati, abbiamo solo litigato perché avevo avuto un problema serio al garage e me la sono presa con lei. Sono stato via qualche giorno, dovevo solo schiarirmi le idee"
"Magari è stato proprio allora che Azazel le ha fatto visita!"
"Non è andata così! Sono tornato da lei, mi ha perdonato e siamo ritornati ad essere una famiglia"
Il demone guardò l'uomo, poi scoppiò a ridere allontanandosi da lui.
"Va bene, dai, te lo concedo"
"Mi concedi cosa?"
"Ho giocato con te, Sam è tutto tuo, puoi respirare. Voi, stupidi uomini, vi sentite così potenti nel gonfiare il ventre delle vostre donne e vi manca il terreno sotto i piedi se sospettate che il pargoletto in arrivo non sia vostro. Non vi rendete conto che non contate nulla, siete solo dei dispensatori di seme"
"Tu conti meno di nulla visto che il tuo ventre non si è mai riempito"
"Come osi?"
"E' questa la verità, non sei stata una madre in vita e non lo sarai mai ora che sei uno schifoso demone. Come è andata, eh? Nessun dispensatore di seme ha mai voluto avvicinarsi a te, o eri tu ad essere già marcia dentro e qualcuno lassù non ha voluto che mettessi al mondo un mostro come te?"
"Se apri di nuovo quella lurida bocca, sei morto"
"Cosa c'è? Non sei capace di accettare la verità? Più ti guardo e più mi convinco che probabilmente non hai mai avuto un uomo in vita tua"
"Tu non sai niente, Winchester"
"So che personalmente non ti avrei nemmeno degnata di uno sguardo, figuriamoci sfiorarti con un dito"
"Sta' zitto, bastardo"
"Dimmi, Abyzou, sei mai stata con qualcuno? Se è successo, o era un martire, o un disperato perché nessuno sano di mente ti avrebbe portata a letto"
Il demone urlò forte e si scaraventò contro John, che si preparò a subire le conseguenze delle sue parole. Sapeva dal momento che era passato all'attacco che l'avrebbe fatta infuriare, ma tra un colpo e l'altro si disse che aveva ottenuto il suo scopo: la bastarda non stava pensando più a Sam.
