Il maggiordomo non potè dormire quella notte.

Quell'orribile Carlisle che gli offriva un lavoro lontano da tutto ciò che ama ed ora Elsie che sfama una...una...

Sapeva bene purtroppo il motivo del licenziamento, glielo aveva raccontato quando avevano preso il the dopo il funerale di William. Era rimasto sconcertato dal fatto che una cosa del genere fosse successa sotto il tetto di Downton, sotto la loro giurisdizione, ma non rimproverò la signora Hughes per non averlo avvisato prima, visto il modo magistrale con cui aveva agito per ovviare alla cosa.

E questo era uno dei motivi per cui, a pochi passi di distanza, la signora Hughes aveva dormito male.

Aveva intenzione di interrompere gli aiuti ad Ethel perché era giusto che ora la ragazza andasse con le sue gambe come le altre che erano nella sua situazione invece sembrava sempre di più una pianta infestante. Forse aveva dato troppo peso al significato del suo nome, 'nobile'.

E ora il pensiero di essere stata beccata dal signor Carson in fragrante la faceva tremare dentro. Quello sguardo! Era un misto di disdegno, shock e qualcos'altro.

Non era successo nulla quando gli aveva raccontato l'accaduto ed ora invece...

"Signor Carson buongiorno" disse timidamente la governante quando sedettero per colazione.

"Buongiorno signora Hughes"

"Per quanto riguarda ieri..." sussurrò, ma lui la interruppe:

"Ho incontrato Sua Signoria e le ho chiesto udienza" disse serio bevendo il suo the.

La governante sospirò e organizzarono la giornata finché non arrivò il momento fatidico.

"Quindi da un po' di tempo questa parte stiamo sfamando Ethel?!..." disse Lady Cora.

"Sì è così milady anche se in verità si trattava di un piccolo aiuto. Non credevo che vi sarebbe dispiaciuto dato che c'è un bambino ma il signor Carson ha suggerito che avreste preferito essere informata"

L'uomo in questione si sentiva a disagio a fare la spia contro la donna che amava, ma piuttosto che affrontare lui stesso la faccenda in malo modo aveva preferito fare un passo indietro e farla gestire dalla padrona di casa.

'Dovrà pur fare qualcosa ogni tanto' pensava mentre si sforzava di non guardare la donna accanto a sé.

"Carson ha ragione signora Hughes"

"Ma la ragazza era nostra dipendente e malgrado abbia sbagliato ..."

A questo non potè trattenersi e parlò di getto:

"Altro che se ha sbagliato! Gli uomini sono uomini si sa ma che una giovane donna perda il giudizio in quella maniera..."

Venne zittito dalla padrona di casa:

"Non è certo la prima ragazza ad essere abbagliata da un uniforme, e non preoccupatevi Carson ci penserà il bambino a farle scontare la pena ...ha provato a chiedere al padre di assumersi le sue responsabilità?"

Non era piaciuto nemmeno a lui il modo in cui si era espresso e si costrinse a guardare la governante.

"Ci ha provato e ha fallito purtroppo"

"A meno che... potrei scrivere una maggiore Bryant per invitarlo a farci visita magari Lord Grantham riuscirà a far emergere il suo lato buono"

"Non sono sicura che abbia un lato buono da fare emergere"

"C'è dell'altro?"

"No milady" dissero in coro.

"Bene potete andare"

La signora Hughes scomparve in tutta fretta che il maggiordomo quasi non riusciva a starle dietro, ma la raggiunse e scesero insieme le scale così attaccati che potevano sentire uno l'odore dell'altra.

"Siete soddisfatto?" chiese la donna a denti stretti.

"Mi dispiace per Ethel ma non posso giustificare la sua incapacità di pronunciare una semplice parola di due lettere NO"

Poi guardando l'orologio aggiunse:

"Il vino doveva essere qui per le 12, venitemi a chiamare in sala da pranzo appena arriva"

"Servitegli il primo e lasciate servire Jane ... NON GLI DISPIACERÀ" disse stizzita, quasi sottolineando qualcosa, entrando nel suo salotto.

Lui perse qualche secondo a guardarla andar via e sospirò. L'aveva fatta grossa!

Entrambi sedettero alle scrivanie pensando alla situazione.

Gli dispiaceva per Ethel, davvero, e il bambino aveva diritto ad una vita adeguata, anche perché non era colpa sua.

Il problema del signor Carson, che non avrebbe mai ammesso perché non poteva, era che immaginava lui ed Elsie in quella soffitta.

Quante volte da quando l'aveva conosciuta fino ad oggi (nonostante l'età) aveva indugiato, a qualunque ora del giorno e della notte, in simili pensieri.

Che fossero amanti o marito e moglie cambiava a seconda dell'umore.

C'erano volte che avrebbe voluto semplicemente un incontro duro e veloce pieno di passione per sfogarsi o far sfogare lei, altre che avrebbe voluto prendere le cose con calma per festeggiare (come la nascita di Lady Sybil) o starle vicino nei tempi bui (come la morte di William).

Essere nel famoso cottage che tanto amava era sicuramente meglio della soffitta dove Ethel e il maggiore Bryant, senza un briciolo di amore, erano arrivati a fare ciò che lui poteva solo sognare.

Il pensiero dell'offerta di Carlisle non lo aiutava per niente, bensì era come un tarlo divoratore.

Ne avrebbe dovuto e voluto parlare con lei ma oramai probabilmente gli avrebbe dato una pedata per farlo partire più rapidamente. E il modo in cui le aveva dato disposizioni sull'arrivo del vino era stato a dir poco maleducato.

Sospirò e si diresse in cantina sperando di evitare Lady Mary.

Se non lo avesse trovato non avrebbe potuto chiedergli di andare ad Haxby.

La signora Hughes nell'altra stanza era fumante di rabbia.

Continuava a torcersi le mani per evitare di rompere qualcosa.

Perché... Perché? Perché doveva comportarsi come un mulo recalcitrante?

Il problema era che sapeva che lui aveva ragione, ma la cosa che odiava era che non la ascoltasse.

Spesso parlare con qualcuno si rivela più utile che parlare solo tra sé e aveva beneficiato molto dei loro dialoghi in passato. Ma allora, perché adesso non la ascoltava?

Avrebbero potuto trovare una soluzione insieme come spesso era accaduto invece si era rinchiuso nel silenzio. Oggettivamente la sera prima si era aspettata che lui la investisse con tutta la sua furia per averla colta sul fatto, invece nulla.

Cosa stava succedendo?

Non era il momento di indugiare, avrebbe dovuto andare da Ethel ad informarla del piano di Lady Grantham, così invece di aspettare la consegna del vino, ne parlò con la signora Patmore e si diresse in camera a cambiarsi.