Nell'esatto momento in cui John riconobbe suo figlio, il suo istinto di padre prese il sopravvento e si sarebbe precipitato dal suo ragazzo se Lenora non lo avesse afferrato e gli avesse urlato di non muoversi.
"Lasciami, devo andare da Sam"
"Frena, potrebbe essere una trappola"
L'ex marine ascoltò le parole della donna, ma i suoi occhi non riuscivano a staccarsi dalla figura a poca distanza da lui. Il suo ragazzo era lì con le spalle accasciate e la testa abbassata sul petto e la sua postura non gli piaceva per niente. In essa c'erano sconfitta, rassegnazione, dolore, tutte emozioni che un padre non vorrebbe mai associare al proprio figlio, ma è quello che Sam stava trasmettendo rimanendo immobile e indifferente a tutto quello che lo circondava.
John lo guardò con più attenzione e notò che indossava i vestiti di quando era svenuto nel cortile di Bobby. Era come se il tempo per lui si fosse fermato nel momento in cui Abyzou lo aveva portato via e il cacciatore si chiese che cosa avrebbe ricordato di tutta la faccenda. Se avesse potuto scegliere lui, avrebbe preferito ripartire dal momento in cui Sam era rientrato in casa con Dean e si erano messi a tavola. Certo, non era stata una cena allegra, lo aveva ancora rimproverato, ma il demone non lo aveva ancora tentato facendosi passare per Mary e non lo aveva confuso al punto di fargli rubare la pistola del fratello.
Sammy non doveva ricordare di avergli puntato contro l'arma, la cosa lo avrebbe devastato perché conosceva suo figlio e anche se gli avesse ripetuto fino alla noia di non avercela con lui per quello che aveva fatto, lui non si sarebbe perdonato.
Ad un certo punto John inspirò profondamente e rise di se stesso e dei suoi voli pindarici. Stava ragionando su cose che in quel momento non si erano ancora verificate perché di mezzo c'era il piccolo particolare che erano ancora entrambi bloccati e non aveva la minima certezza di poter battere Abyzou.
"John, mi hai sentito?"
"Sì, ho capito, potrebbe essere una trappola"
"Riprendi il controllo, cerca di valutare la situazione come se stessi seguendo un caso. Ti lanceresti in una radura aperta senza la minima possibilità di ripararti da un attacco, senza aver valutato i pericoli e le possibilità di successo? Se non vuoi ragionare da cacciatore, ricordati dei tuoi trascorsi da marine e non fare stronzate"
L'uomo cercò faticosamente di tornare lucido e si accovacciò chiudendo gli occhi per aggrapparsi al suo addestramento militare.
Quando era stato a Parris Island, gli istruttori gli avevano fatto desiderare di non essere mai nato nei 4 mesi di formazione prima di essere spedito, senza tanti complimenti, in guerra a soli vent'anni, ma era sopravvissuto grazie al loro pugno di ferro e alla maniacale attenzione per la pianificazione di ogni azione.
Al contrario di molti suoi commilitoni non era tornato in patria in una cassa da morto, anche se c'era andato molto vicino durante i combattimenti a Ashau Valley, la macelleria di Hamburger Hill, perché non aveva mai lasciato nulla al caso. Aveva chiuso a chiave dentro di lui le emozioni e aveva pensato solo a sopravvivere.
Adesso il nemico non erano i vietcong, ma un demone che aveva in ostaggio suo figlio e se voleva avere qualche possibilità di salvarlo, doveva ritornare ad essere il marine di molti anni prima.
Lenora gli appoggiò una mano sulla schiena e dopo un po' gli chiese:
"Sei con me?"
"Ci sono! Sammy?"
"Non si è mosso di un millimetro"
John inspirò profondamente, poi si tirò su e tornò a guardare il figlio.
"La bastarda è qui?"
"Non è lontana"
"Sta aspettando la mia mossa?"
"E' probabile! Dobbiamo rimanere fermi e vedere che cosa succede"
Nei seguenti dieci minuti il giovane Winchester non mosse un muscolo e la cosa cominciò seriamente ad innervosire suo padre, che ad un certo punto sbottò:
"Non posso restare con le mani in mano, devo recuperarlo! Sai sparare?"
"Mio padre mi ha portato qualche volta a fare il tiro al piattello"
"Mi accontenterò"
"Che cosa vuoi fare?"
"Io vado a prendere Sam e tu mi copri. Se senti che si avvicina, urla, ma non sparare se non sei certa di colpirla"
"E' una pazzia"
"E' più folle per me avere mio figlio a pochi metri e non andare da lui"
"John"
"No, basta, adesso si fa a modo mio"
L'uomo uscì dal suo nascondiglio e prima di muoversi, pensò intensamente a Dean. Si lanciò poi di corsa verso suo figlio minore e lo raggiunse in breve tempo.
"Sammy, va tutto bene, adesso andiamo via"
Lo afferrò e se lo caricò sulle spalle con una presa da pompiere, poi tornò da Lenora.
L'adolescente non aveva reagito in alcun modo alla presenza di suo padre e quando fu messo a terra, si afflosciò come una bambola di pezza.
John gli afferrò il capo e glielo sollevò per guardarlo in faccia. Un'ondata di terrore lo investì quando si accorse che gli occhi del suo ragazzo erano completamente bianchi e perdeva sangue dal naso. Non poté impedirsi di urlare e di scoppiare in lacrime stringendolo al petto.
"Sam"
Dal nulla si alzò un forte vento forte e gli alberi iniziarono ad ondeggiare pericolosamente.
"John, sta arrivando"
"Non mi importa"
L'uomo si appoggiò con le spalle ad un tronco e attirò a sé suo figlio. Prese ad accarezzarlo e a chiedergli perdono per non essere arrivato in tempo.
Pensò disperato che ogni padre dovrebbe essere capace di proteggere i propri figli e invece lui aveva fallito e niente aveva più importanza.
Non reagì né quando Abyzou si materializzò davanti a lui, né quando fece fare un volo di molti metri a Lenora, il mondo intero poteva fottersi in quello stesso istante per quanto lo riguardava.
"Ma guarda chi si rivede, la tossica che voleva giocare a fare la mamma. Non ti avevo detto di non tornare più, stupida puttana? Penserò a te più tardi, ora devo occuparmi dell'ospite d'onore"
Il demone si voltò verso il cacciatore e sorrise beffarda:
"Game over, Winchester! Te l'avevo detto che lui apparteneva a me"
"Hai ucciso il mio bambino"
"Non farei mai del male a mio figlio, gli ho dato quello che desiderava, ovvero liberarsi di te"
"Sam non è tuo, non lo sarà mai"
"Perché, non noti una certa somiglianza? Abbiamo gli stessi occhi"
In altre circostanze John avrebbe già preso la sua pistola e le avrebbe fatto saltare il cervello, ma in quel momento era sopraffatto dal dolore: aveva perso Sammy e se mai fosse tornato indietro, avrebbe perso anche Dean perché suo figlio maggiore sarebbe stato annientato dalla morte di suo fratello.
Come gli avrebbe spiegato che il piccolo di casa era svanito per sempre e non lo avrebbero visto mai più sorridere? Come avrebbe reagito alla furia di Dean, che gli avrebbe sicuramente rinfacciato che Sam non sarebbe mai caduto tra le grinfie di Lenora se lui si fosse comportato più da padre? Come avrebbe potuto solo pensare di respirare ancora senza il suo ragazzo? Scosse la testa, gli appoggiò il mento sulla testa e desiderò che il demone prendesse anche lui per non lasciarlo da solo.
"Mi deludi, John, mi avevano raccontato di un cacciatore implacabile e invece vedo solo un uomo debole"
"Non puoi capire"
"Cosa non posso capire?"
"Puoi rapire tutti i bambini che vuoi, ma non sono figli tuoi, quindi non puoi nemmeno immaginare che cosa sto provando in questo momento"
"Loro sono figli miei"
John sorrise ironico e rispose:
"Continua a raccontarti stronzate, non mi interessa"
"Sai, il mio istinto mi dice di strapparti il cuore, ma sono obbligata a darti la possibilità di tornare indietro. Alzati e vattene, ci guadagniamo tutti. In fondo è Dean il tuo preferito, Sam è stato sempre una palla al piede"
"Per me sono tutti e due uguali"
"Sei un pessimo bugiardo, tu lo odi dalla notte che Mary è morta"
"Non è vero"
"Sei patetico e Sammy starà benissimo con me! Vieni, tesoro, vieni dalla mamma"
A quelle parole il ragazzo alzò la testa di scatto e cominciò a combattere per farsi lasciare dal padre.
"No, fermo"
"Andiamo a casa, bambino mio"
Abyzou scomparve dalla vista di John, che improvvisamente si ritrovò a stringere l'aria e urlò di frustrazione. Balzò in piedi e cominciò a guardarsi intorno alla ricerca del figlio, ma intorno a lui c'era solo silenzio.
"Sammy"- chiamò.
"John"
Lenora si rimise faticosamente in piedi e disse:
"Non sono riuscita a spararle, mi dispiace"
"Sta' zitta, cazzo, fammi pensare!"
La donna riconobbe nello sguardo dell'uomo la furia di una belva ferita e non osò ribattere.
Il cacciatore cominciò ad andare avanti e indietro, poi diede un pugno ad un albero per sfogare la sua rabbia. Il dolore alle nocche della mano sinistra gli fece riprendere il controllo e voltandosi verso Lenora, chiese:
"Dove lo ha portato?"
"Non puoi fare più nulla per Sam"
"Dimmi dove lo ha portato"
"John, è un'impresa suicida"
"Tu l'hai inseguita per riprenderti Vincent"
"Sì, ma lui non era nello stato di Sam"
"Puoi anche andartene, se vuoi, dimmi solo dove li posso trovare"
"No, devi ascoltarmi. Sam non c'è più, Abyzou lo ha spezzato"
Lenora si ritrovò con le spalle contro un albero e il coltello dell'uomo sotto la gola:
"Non azzardarti mai più a dire che non ci sono speranze per il mio ragazzo, o non rispondo più di me! Dean aveva ragione, doveva venire lui perché non avrebbe mai mollato così facilmente"
"Io non ti sto mollando, sto cercando di farti ragionare"
"No, tu mi stai chiedendo di abbandonarlo e questo non succederà. Prima di venire qui mi hai detto che avevamo una possibilità di riprendere Sam e non intendo andare via senza aver tentato di riportarlo a casa"
"Uccidimi, se vuoi, ma devi capire che…"
"Lenora, ti ho avvertito"
"John, lo hai visto, non era più tuo figlio. Ubbidisce ciecamente ad Abyzou e anche se dovessimo raggiungerlo, lui le resterà fedele"
"Devo provare, per lui e per Dean. Devo poter dire a mio figlio di aver fatto tutto il possibile per salvare il fratello, o non si darà mai pace"
"Sempre che Abyzou non ti uccida prima che ti avvicini a Sam! E' molto attratta da lui, forse a causa dei suoi poteri, e non ti permetterà di portarle via il suo giocattolino"
"Sammy è solo un ragazzo, non c'è niente che non vada in lui"
"Il tuo ragazzo ha bevuto sangue di demone ed è molto potente! Avevamo detto niente balle, o sbaglio?"
"Sam è mio figlio e farò di tutto per riportarlo a casa, tutto il resto al momento non conta"
"Sai che non ci è rimasto molto tempo prima che Dean e Bobby ci risveglino, vero?"
"Un motivo in più per dirmi dove si trova Abyzou"
La donna si bagnò le labbra, poi disse:
"Okay, se sei proprio convinto, andiamo"
"Hai detto che è una missione suicida"
"Probabilmente lo è, ma siamo insieme in questo casino e in fondo la vita è sopravvalutata. Ora, se allontani da me quel coltello, possiamo iniziare a ragionare"
John abbassò l'arma e fece qualche passo indietro.
"Non ti chiederò scusa"
"Lo so"
"Dove è andata?"
"Vedi quelle nuvole basse davanti a noi?"
"Sì"
"Il palazzo di Abyzou è lì"
"Palazzo?"
"Sì, si tratta bene e poi gli serve un posto grande per tenere i bambini"
"Quanti ce ne sono?"
"Sento le loro energie, sono tanti"
"Cosa mi dici di Sam?"
"Non lo percepisco, mi dispiace"
John alzò una mano per bloccare le scuse della donna, raccolse il suo zaino da terra e disse:
"Andiamo"
"Ricordi l'esorcismo?"
"Sì, perfettamente.Ti ordino, Abyzou, di sottometterti al mio volere e di ritornare in catene come volle Salomone. Vattene da questo mondo e sprofonda all'Inferno perché quello è il luogo che ti appartiene, portando con te la tua invidia e la tua malvagità. Liberaci dalla tua immonda presenza e non osare più tornare sulla terra, te lo ordino in nome di Dio"
"Molto bene"
"Funzionerà? Non sono mai stato un uomo casa e chiesa"
"Speriamo che il buon Dio guardi da un'altra parte allora e in ogni caso saremo in due a inchiodarla"
"Hai già usato questo esorcismo?"
"Sì, spesso! Ho bandito tanti demoni con questo rito, ma Abyzou è probabilmente il più potente che abbia mai incontrato e qualcosa può sempre andare storta"
"Lo stai ripetendo troppe volte"
"John, so che non vuoi sentirlo, ma, anche se rischio il taglio della giugulare, devo ripetermi. Devi metterti in testa che tuo figlio è schiavo di Abyzou e potrebbe portarselo dietro"
"No, aspetta-fece l'uomo bloccandosi e fissando la sensitiva-Non mi hai mai detto che questo rito potrebbe mandare Sam all'Inferno"
"Non ho detto che succederà, non ho nessuna certezza, ma potrebbe accadere"
"Come lo evito?"
Lenora scosse la testa e rispose:
"E' solo un'ipotesi, ma, una volta imprigionata, quella stronza potrebbe non avere la forza di chiamarlo a sé se tuo figlio sarà abbastanza lontano"
"Potrebbe? Non è molto incoraggiante"
"Lo so, non è molto, ma è tutto ciò che ho da offrirti, soprattutto perché il tuo ragazzo è in parte una creatura delle tenebre e non…"
Per la seconda volta Lenora si trovò minacciata dalla lama del coltello del cacciatore e temette che questa volta non sarebbe sopravvissuta.
"Sam non appartiene alle tenebre, non permetterò mai che accada"
"Puoi continuare a scagliarti contro di me, ma conosci la verità, sai che Azazel lo reclamerà"
"Sì, ci proverà, ma preferisco ucciderlo con le mie mani piuttosto che consegnarglielo"
"Non ti chiederà il permesso, è già entrato in casa tua e ha fatto quello che voleva"
"Non ero pronto"
"E adesso pensi di esserlo? Azazel è uno dei primi angeli caduti che ha seguito Lucifero ed è un demone molto potente, uno di alto rango. Satana lo tiene molto in considerazione tanto che, oltre ad essere il capo messaggero dell'armata infernale, lo ha incaricato della sicurezza degli inferi"
"Potrebbe presentarsi il Diavolo in persona, combatterò comunque per la vita di mio figlio e faremo il rito solo se Sam sarà al sicuro"
"John"
"Non contratto su questo! Nessun esorcismo se il mio ragazzo è nei paraggi"
"Ma se lo fosse e non avessimo scelta?"
"Non mando mio figlio all'Inferno, preferisco morire, e se dovessi provare a fare qualche scherzo, il mio coltello questa volta non si fermerà"
"Okay, sei stato chiaro"
"Lo spero per te, Lenora. Non uccido gli umani, ma, se qualcuno tocca i miei figli, faccio volentieri un'eccezione alla regola"
"Ne sono certa! Sam sa quanto lo ami?"
"Stiamo perdendo tempo prezioso"
John riprese a camminare a buon ritmo e dopo un po' si ritrovò a pochi metri dal palazzo di Abyzou. Si riparò dietro delle rocce e si mise ad osservare la struttura per individuarne il punto più vulnerabile quando il portone si aprì cigolando sui cardini.
"Sa che siamo qui, addio effetto sorpresa"
"Entriamo?"
"Io entro e vado a riprendermi mio figlio, ma tu non sei obbligata a venire"
"Non puoi farcela da solo"
"Mi inventerò qualcosa"
"Non puoi improvvisare con Abyzou, ti farà a pezzi"
"Ci hanno già provato in tanti e sono ancora qui"
L'uomo uscì allo scoperto e fiero avanzò verso l'ingresso della costruzione, che sicuramente aveva visto tempi migliori.
Lenora esitò un attimo, poi lo raggiunse e i due camminarono fianco a fianco fin quando il portone non si richiuse rumorosamente alle loro spalle.
John inspirò e riprese a muoversi verso l'interno del palazzo tra due ali di bambini dal volto inespressivo e dagli occhi bianchi. Cominciò a scrutarli ad uno ad uno alla disperata ricerca di Sam, ma non lo trovò e sospettò che fosse con Abyzou.
Ad un certo punto una parte di quell'esercito silenzioso si schierò davanti alla sensitiva impedendole di proseguire e pochi secondi dopo una spessa parete la separò dal cacciatore.
"Lenora"
L'uomo stava per lanciarsi verso il muro in ferro, ma un altro folto gruppo di bambini si mosse e lo respinse. John fu seriamente tentato di tirare fuori la pistola per aprirsi la strada, ma poi pensò che c'erano tanti genitori che in quel momento stavano vegliando quegli innocenti e pregavano affinché un miracolo li riportasse indietro. La sua mano si fermò a metà strada e non riuscì ad andare oltre, pur comprendendo che la separazione da Lenora era un problema ulteriore con cui fare i conti.
I bambini continuavano a fissarlo con gli occhi spenti e John comprese che non aveva altra scelta che proseguire da solo. Avanzò fin quando non arrivò dinanzi ad una porta molto massiccia e mise istintivamente la mano sulla sua pistola quando sentì scattare la serratura. Era pronto a puntarla contro chiunque gli si parasse davanti, ma poi si ritrovò di nuovo davanti a suo figlio e gli mancò il fiato.
"Sammy"
Il ragazzo gli voltò le spalle e restò fermo, come in attesa di ordini.
"Vieni dalla mamma, sei stato bravo"
John trasalì sentendo la voce del demone pronunciare la parola "mamma" e cercò di afferrare suo figlio, ma ancora una volta si ritrovò con il nulla tra le mani. Guardò in avanti e vide Sam ai piedi di Abyzou, che gli accarezzava la testa come se fosse stato un animale domestico.
"Winchester, devo ancora decidere se sei più stupido o più coraggioso"
"Ridammi Sam, è ora che torni a casa"
"Lui è già a casa"
"Dov'è Lenora?"
"Hai decisamente altro di cui preoccuparti"
"Lascia andare Sam, resto io con te in cambio della sua salvezza"
"Gli adulti non mi interessano, ma devo ammettere che sei un bocconcino interessante e mi farebbe guadagnare punti nelle alte sfere se uccidessi il grande John Winchester"
"Allora abbiamo un accordo? Rimandi indietro Sam?"
"Perché dovrei accontentarmi di uno se posso avervi entrambi? Inoltre questo posto è un po' morto ultimamente e visto che i miei bambini non hanno molte occasioni per divertirsi, ho deciso che tu e la tossica li intratterrete mentre io mi godrò lo spettacolo"
Abyzou schioccò le dita e John perse all'istante conoscenza. Quando si riprese era legato su un tavolo e cercò immediatamente di rimettersi in piedi, ma non poteva muoversi. Odiava sentirsi trattenuto, ma la cosa più terribile fu vedere suo figlio avanzare verso di lui accanto al demone con un coltello in mano.
"Amore di mamma, vuoi tagliarlo un po'?"
L'adolescente alzò il braccio e affondò la lama senza mostrare nessun tipo di emozione.
"Sammy, fermati! Sono papà, reagisci"
"Dai, piccolo mio, fallo a pezzi"
Il dolore arrivò di nuovo forte, ma John continuò a parlare con suo figlio:
"Sam, puoi farcela, so che puoi liberarti di lei"
"E' divertente, vero? Puoi tagliarlo tutte le volte che vuoi, mamma è così orgogliosa di te"
"Tu sei solo una stronza, Mary Winchester era sua madre"
Il cacciatore strinse i denti quando il coltello gli aprì una profonda ferita all'altezza dello stomaco e cercò di respirare attraverso la sofferenza. Stava per rivolgersi di nuovo a Sam quando udì le urla di Lenora, che presumibilmente veniva torturata da altri bambini. Si guardò intorno, ma non c'era traccia della donna. Pensò di pronunciare l'esorcismo, ma il suo secondogenito era troppo vicino ad Abyzou e non voleva rischiare.
Sam tornò all'attacco strisciando lentamente la lama sulla pelle del genitore e l'uomo si lasciò sfuggire un gemito.
"Sammy, ti prego, fermati"Dean si voltò di scatto, richiamato da un lamento, verso il letto su cui giaceva il padre e rimase sconvolto quando vide più macchie di sangue schiudersi sulla sua maglietta.
"Papà"
Si precipitò da lui e cercò di capire come si fosse ferito.
"Che sta succedendo?"
"Non he ho idea"
"Adesso lo sveglio, Bobby, non posso permettere che lo faccia a pezzi senza intervenire"
"Mi hai detto che tuo padre ti ha dato altri ordini"
"Sì, lo so, non devo riportarlo indietro un minuto prima del termine perché potrebbe essere utile per riprendere Sam"
"Esatto"
"E se lo avesse già preso, se Sammy fosse con papà e avessero bisogno di fuggire?"
Dean scoprì il tronco del genitore per valutare le ferite e rimase molto sorpreso quando vide la pelle intatta.
"Che diavolo succede? Lo hai visto anche tu sanguinare!"
"Certo che l'ho visto"
Il ragazzo controllò i segni vitali del genitore e con molto sollievo concluse che non c'era nulla fuori posto tranne le macchie di sangue ancora sulla maglietta.
"Che facciamo?"
"Possiamo solo aspettare e nel frattempo do un'occhiata a Lenora"-disse Bobby.
"E io a Sam"
Dopo qualche minuto avevano finito il giro della loro corsia personale e Dean disse:
"Sembrano okay"
"Sì"
"E allora che cosa è successo prima?"
Bobby scosse la testa e guardò l'orologio.
"Che ne dici di mangiare qualcosa?"
"Non li lascio"
"Se ti porto qualcosa qui? Devi tenerti in forze e non sarebbe una cattiva idea riposare qualche ora"
"Non posso"
"Sì che puoi, ragazzo. Il piano è questo: prima metti qualcosa nello stomaco, poi ti stendi un po' mentre io resto di guardia"
"Devo restare sveglio, devo…"
"Dean, sei sotto pressione e non ti puoi permettere di crollare, ma questo accadrà se non ti prendi una pausa"
Il ragazzo annuì, poi si voltò verso il padre e volle accertarsi ancora una volta che le ferite erano scomparse. Si perse nei suoi pensieri e neanche sentì il campanello e l'aprirsi e il chiudersi della porta d'ingresso.
Dopo qualche minuto Bobby tornò con le braccia piene e Dean chiese:
"Da dove arriva tutta questa roba?"
"Pensavi che mi sarei messo il grembiulino e avrei giocato alla casalinga disperata?"
"Beh, non sei esattamente Eva Longoria e comunque ho lo stomaco chiuso"
"Tanto chiuso da non volere nemmeno il tuo panino preferito?"
Il giovane sorrise e prese la busta del fast-food, che Bobby gli tendeva.
"Grazie"
"Di niente, idiota"
"Mancano ancora 8 ore"
"Sì, quindi hai tutto il tempo per dormire un po'"
"Solo un po', poi ci diamo il cambio"
"Come vuoi"
"Non fare come papà"
"Ti chiamo, promesso"
Dopo circa una ventina di minuti Dean si unì al sonno degli altri due membri della sua famiglia e Bobby rivolse una preghiera silenziosa:
"Se ci sei lassù, è ora che tu dia una mano a John e ai suoi ragazzi"
