94. Un castello di carte
Il jet atterrò poco distante dal centro abitato, Charles si slacciò la cintura e si alzò.
"Avremo una bella accoglienza" spiegò "Sento che si stanno già avvicinando. Logan, Lester, Cassandra, scenderemo noi per primi."
I tre si alzarono e lo raggiunsero.
"Noi invece?" chiese Giuseppe, uno dei mutanti padovani.
"Voi aspettate, vi chiamerò quando sarà ora."
Giuseppe annuì e si sedette, Charles premette un pulsante e osservò la pedana aprirsi davanti a lui, quando fu scesa del tutto e fu stabile mosse il primo passo, seguito dagli altri, scendendo videro già i sottoposti di Pyro avvicinarsi, tutti armati, di lui però non c'era traccia.
Avevano appena posato i piedi a terra che uno di loro si fece avanti, Charles riconobbe Sunpowder.
"Che accoglienza!" disse Charles con tono ironico "Vi ringrazio per essere venuti a darci il benvenuto!"
Sunpowder strinse di più l'arma che gli stava puntando contro.
"Non pensare di ingannarci, Xavier!" gridò "Dopo l'ultima volta non ci fidiamo più di te! Potrai dire ciò che vorrai ma non crederemo mai che sei qui con intenti pacifici!"
Charles guardò i suoi compagni che ricambiarono il suo sorriso, quindi tornò a rivolgersi a Sunpowder.
"Ah, non devi preoccuparti, non ne avevo intenzione, noi siamo qui con intenti ostili."
Sunpowder digrignò i denti ma Charles non si scompose.
"Piuttosto, dov'è Pyro? Stavolta non ha interrotto il suo sonno di bellezza per venire ad accoglierci di persona?"
"Pyro ha meglio da fare che parlare con sporchi traditori come voi!" abbaiò Sunpowder.
Logan ringhiò, Lester sogghignò, Cassandra sospiro e Charles rise.
"Ah, che peccato" disse "Un vero peccato."
Il tono divertito di Charles sembrò irritare parecchio Sunpowder.
"Bada a come parli!" gridò "Non sai niente di niente! Lui è riuscito a fare cose che tu e quel fossile di Magneto non avete mai nemmeno immaginato!"
Charles rise ancora.
"Se non sapessi tutto ciò che avete fatto potrei arrivare a provare pietà per voi" disse, ora però il suo tono non era più canzonatorio ma profondamente serio.
"Pietà? Come osì?"
"Sono stato più volte accusato di essere un ingenuo, Sunpowder" rispose Charles "Voi, invece, siete solo degli illusi. Credete di avere chissà quale potere, la realtà è che siete solo delle marionette manovrate da un marionettista incapace che vi sta portando alla rovina."
Charles aveva parlato con la sua solita calma ma, sebbene il suo tono di voce fosse pacato come sempre, le sue parole furono devastanti a tal punto da risvegliare la sua rabbia.
"Vieni qui, dici di avere intenti ostili e ci offendi pure? Dimmi, perché non dovrei ucciderti ora? Siete anche in netta minoranza!" disse Sunpowder, indicando con un cenno della testa i suoi compagni.
"Ne sei certo?" chiese Charles e, con un cenno telepatico, chiamò anche gli altri, che scesero rapidamente dal jet.
"Ma … ma cosa …" mormorò Sunpowder, che riconobbe tra di loro anche suoi ex compagni "Loro cosa ci fanno qui?"
"Abbiamo smantellato i vostri avamposti" spiegò Charles "Ora tocca a voi."
Alle parole di Charles seguirono alcuni istanti di totale silenzio, un piccolo respiro prima di fare il balzo poi, quasi spinti da una molla invisibile, tutti scattarono all'attacco, da una parte e dall'altra. Charles era pronto, invece di scagliarsi all'attacco restò più indietro e usò la sua telepatia per aiutare i mutanti liberati ad usare al meglio i loro poteri; una cosa però che lo aveva colto impreparato era l'assenza di Pyro, mentre si stava chiedendo dove fosse sentì la voce di Cassandra dentro la sua testa.
"Pyro non è qui"disse"Non riesco a trovarlo! Non trovo nemmeno Erik e Raven!"
"L'ho notato"rispose lui"Credi che sia meglio che vada a cercarli?"
Cassandra non rispose subito, Charles cercò il suo sguardo da lontano e quando vide i suoi occhi capì che anche lei era incerta sul da farsi.
"Vai"rispose infine"Aiuterò io Wanda, tu pensa a quel folle! Potrebbe star tramando qualcosa."
"Ma come …"
Charles si fermò un attimo a riflettere, di sfuggita vide Sunpowder e gli venne un'idea, senza perdere tempo lesse la sua mente e fu allora che vide Pyro entrare in una stanza poco prima del loro arrivo, dal punto di vista di Sunpowder notò che le pareti erano ricoperte di pannelli specchiati che gli ricordarono la stanza blindata del sottomarino di Shaw. Per un istante quel pensiero lo fece rabbrividire ma non si lasciò sopraffare e proseguì nella lettura della sua mente finché non capì dove si trovava la stanza.
"L'ho trovato!" disse telepaticamente a Cassandra "Vado."
Lei annuì, Charles si assicurò che tutti gli altri riuscissero a combattere al meglio delle loro capacità e solo allora sgattaiolò via.
I minuti successivi furono tra i più lunghi della sua vita, sapeva che la stanza in cui si era nascosto Pyro si trovava nella sua casa e, sebbene non fosse troppo distante da dove erano atterrati, gli sembrò di dover percorrere molta più strada. Finalmente arrivò di fronte alla porta che, stranamente, era aperta; l'interno era stranamente buio e silenzioso ma Charles si addentrò ugualmente nella casa e, tenendo ovviamente alta la guardia, percorse i corridoi che lo condussero di fronte alla porta che aveva visto nella mente di Sunpowder, una volta lì davanti sentì un brivido lungo la schiena, quasi un presentimento, nonostante questo però afferrò la maniglia e la abbassò lentamente, la serratura scattò e lui aprì con cautela la porta, quasi con timore, l'interno era buio come la casa; fece appena un passo avanti, senza allontanarsi troppo dallo specchio della porta per poter fuggire in caso di aggressione, ma prima che potesse rendersene conto la porta si chiuse alle sue spalle, spingendolo dentro, sentì distintamente il meccanismo della porta scattare, era chiuso dentro, al buio.
D'istinto cercò di contattare telepaticamente Cassandra ma si rese subito conto che quella stanza era completamente isolata, dall'esterno verso l'interno ma anche viceversa.
Prese profondi respiri per non cedere al panico poi, all'improvviso, si accese una lampada sul soffitto, la cui luce fu amplificata dalla presenza degli specchi alle pareti, Charles rimase abbagliato per qualche secondo, poi riuscì a mettere a fuoco l'interno della stanza, era completamente vuota e la cosa lo destabilizzò, ma all'improvviso vide aprirsi una porta, celata dai pannelli specchiati, trattenne il fiato ma non osò spostarsi più di tanto dalla parete alle sue spalle e, finalmente, comparì Pyro, accompagnato da una donna con il volto coperto da una maschera che, intuì, non era altri che Espeon.
"Credevi di essere furbo, vero Professore?" disse Pyro con tono beffardo "Sapevo che saresti venuto a cercarmi, Espeon è una telepate come te e ha previsto che avresti letto la mente di uno dei miei per trovarmi. Geniale, vero?"
Charles trattenne un commento sarcastico e osservò Espeon, c'era qualcosa di familiare in lei che non sapeva spiegarsi, i suoi dubbi si dissiparono però quando lei si tolse la maschera. Lei lo fissava con aria trionfante, lui restò ad osservarla con la bocca spalancata per lo stupore, incapace di proferir parola.
"Mi riconosci?" chiese lei con tono di sfida.
"Tu … Tu sei …Katie!" esclamò Charles.
"Esatto! Bravo!" rispose lei, gongolando "Sono felice che ti ricordi di me!"
Charles sospirò.
"Sei entrata nella mia mente in un momento in cui ero estremamente debilitato" spiegò "È un'esperienza difficile da dimenticare."
Katie arricciò il naso con rabbia.
"Allora ricorderai anche che mi hanno arrestata a causa tua! Solo perché sono una mutante!"
Charles sorrise e scosse la testa.
"No, decisamente, le cose non sono andate così."
"Il risultato però è stato quello!" gridò con rabbia crescente "I giornali il giorno dopo riportavano tutti più o meno lo stesso titolo: mutante arrestata!"
Charles sogghignò, divertito.
"È risaputo che i giornalisti siano piuttosto melodrammatici" spiegò incrociando le braccia al petto "Scriverebbero qualsiasi cosa pur di vendere. Certo, avrebbero potuto omettere la parola 'mutante' ma tu, ora, avresti potuto evitare di omettere la parola 'omicidio'."
Erano passati alcuni mesi ma Charles ricordava nitidamente l'incontro con Katie a Londra e tutto ciò che ne era derivato.
"Avevo le mie ragioni!" gridò ancora lei, alzando di più la voce "Non avresti dovuto intrometterti!"
"Eri sopraffatta dal tuo stesso odio, Katie" le disse lui, stavolta il suo tono era dolce, quasi paterno, anche se lei era stata capace di uccidere un uomo sperava che, in fondo al suo animo, ci fosse ancora una piccola luce di speranza, lei però non lo capì.
"Non mi avrebbero mai presa se non fosse stato per te!" continuò Katie con rabbia.
"No, non è così" le disse Charles scuotendo la testa "Sherlock era sulla buona strada, magari ci avrebbe messo qualche giorno in più, ma alla fine ti avrebbe scoperta."
"Mi hai comunque sottovalutata!" gridò "Pensavo che fossi solo una sciocca, invece hai visto dove sono arrivata? Cosa sono riuscita a fare?"
Charles sospirò ancora, si prese qualche istante per sondare i suoi pensieri, protetti da una sottilissima barriera telepatica, la sua mente era un libro aperto e incustodito, ciò che vide lo lasciò di stucco, non avrebbe mai pensato a niente del genere.
"Sottovalutata?" chiese, trattenendo a stento una risata "Non l'ho fatto e mai lo farò. Ti ho valutata, questo è diverso, e confermo ciò che pensavo, sei una sciocca e per di più presuntuosa, una combinazione letale."
"Non osare…"
"Cosa?" chiese Charles "Chi sta sottovalutando chi, ora? Credi che quella misera barriera mentale bastasse per tenermi lontano dai tuoi veri pensieri? Con chi credi di parlare? Io sono il telepate più potente del pianeta, non dimenticarlo mai." disse pacato "So benissimo che tutto questo e sì, anche l'omicidio di Alec Jones, non sono farina del tuo sacco."
Un silenzio imbarazzante calò nella stanza, Charles era tranquillo, perfettamente padrone di se stesso, lei era completamente persa nelle sue emozioni.
"VA BENE!" gridò "Va bene!" ripeté, stavolta con tono rassegnato.
Pyro, che prima sembrava sicuro di sè e della lealtà di Katie, aggrottò le sopracciglia.
"Di cosa sta parlando?" le chiese "Mi avevi detto …"
Charles sorrise, era evidente che ci fosse più di un segreto nascosto sotto il tappeto.
"Avanti" la incoraggiò "Racconta come è iniziato tutto."
Katie abbassò lo sguardo per l'imbarazzo, solo così trovò il coraggio di parlare.
"Ero in prigione e stavo aspettando il mio processo … quando è arrivato Pyro per farmi evadere."
"Mi trovavo a Londra per puro caso, avevo letto i giornali" raccontò Pyro "Pensavo che una telepate potesse aiutarmi a vendicarmi di voi!" disse, rivolgendosi a Charles.
"Esatto" continuò Katie "Dopo aver scoperto di avere in comune qualcuno da odiare abbiamo pensato di allearci … per vendicarci!"
"Sì, esatto" disse Pyro "Ma pensavo che …"
Katie lasciò che un silenzio pesante cadesse tra di loro, un muro di parole non dette e segreti gelosamente custoditi che stavano per venire a galla.
"Ho contattato la stessa persona che mi aveva aiutata a pianificare l'assassinio di quel porco di Alec" spiegò infine Katie, scura in volto.
"In effetti era un bel piano" ammise Charles "Peccato che l'esecuzione lasciasse parecchio a desiderare."
Katie ringhiò ma Charles la ignorò.
"Non sono una sciocca …"
Charles inclinò la testa, dubbioso, ma lei continuò.
"Sapevo di non essere abbastanza furba per poter pensare da sola a un piano, per questo avevo contattato lui. Jim Moriarty."
"Un umano." specificò Charles.
"Un umano?" chiese Pyro "Sul serio?"
"Sì" rispose lei "Ti spiegai che lui era diverso, un vero genio del crimine e, benché fosse un umano, poteva essere uno strumento per noi per raggiungere i nostri scopi. Fu allora che ci venne in mente di usare il siero che avevi tu per rendere gli umani nostri schiavi."
Pyro la osservò a bocca aperta.
"Contattai Moriarty" continuò a spiegare Katie "Fu lui a ricalibrare la formula del siero, partendo da quello originale, in modo che potessimo usarlo e riprodurlo senza difficoltà. Fu sempre lui a suggerire una strategia per rifondare Genosha e creare gli avamposti. Era davvero bravo." continuò con un velo di tristezza "Peccato che poi si sia suicidato..."
"Gran piano" ammise Charles "Ho letto i documenti, solo un idiota avrebbe fallito. Confermò ciò che ho detto prima, al piano darei un bel dieci e lode, l'esecuzione si merita appena la sufficienza. Voi avete preso i suoi piani e li avete fatti vostri, peccato che non possediate l'intelligenza o il carisma per poterli concretizzare. Tu, soprattutto, hai modificato la memoria di Pyro per prenderti il merito di idee non tue." disse infine, rivolto a Katie.
La voce di Charles era calma, sembrava stesse spiegando una lezione di storia.
"COME OSI!" gridò lei "NON SOTTOVALUTARMI!"
"Non lo farò mai" rispose lui "Anzi, temo di avervi sopravvalutati. Avevo creduto davvero che ci foste voi dietro a tutto, invece non siete stati capaci di fare nemmeno questo. Nel piano originale avreste dovuto usare il siero solo sugli umani, invece vi siete ritrovati a doverlo usare anche sui mutanti che, in teoria, avrebbero dovuto essere dalla vostra parte. All'inizio non deve essere stato difficile, avete trovato terreno fertile per raccogliere mutanti rancorosi nei confronti di Erik o degli X Men o semplicemente spaventati per ciò che stava succedendo con i sensori e li avete radunati tutti a Genosha. Certo, qualcuno lo avete rapito usando il siero, ma ben presto vi siete resi conto che anche quelli che erano venuti fidandosi di voi avevano iniziato a dubitare, così li avete tenuti prigionieri. Grave errore. Ora Wanda li sta liberando dall'effetto del siero e appena sapranno di essere stati presi in giro per tutto questo tempo … sarà contro di voi che scateneranno la loro ira."
Charles aveva parlato in modo pacato, senza alzare mai la voce, ma le sue parole colpirono Pyro e Katie come sassate.
"COSA AVREMMO DOVUTO FARE, EH?" chiese Pyro "CI STAVANO ABBANDONANDO!"
"Perché siete dei ragazzini immaturi" spiegò Charles con il solito tono di voce tranquillo "Siete ragazzini che non hanno le capacità necessarie per guidare gli altri. La fiducia non si può ottenere da un giorno all'altro, va guadagnata, giorno per giorno, con pazienza."
Charles si interruppe e pensò ai suoi X Men, un sospiro nostalgico uscì dalle sue labbra socchiuse.
"Anche quando è consolidata, la fiducia va sempre mantenuta" continuò, tornando a guardare loro "Voi non avete capito nulla. Avete costruito un impero su fondamenta troppo fragili … e ora sta crollando."
Pyro era in preda al panico.
"Ma …" iniziò balbettando "N-noi …"
"Voi cosa?" chiese Charles, calmo ma determinato, come un professore che sta sgridando uno studente che ha copiato durante un esame importante.
"Pensavate di essere tanto diversi da Magneto? No, mi dispiace spezzare i vostri cuori ma no, non lo siete. La violenza, che sia fisica o, come in questo caso, mentale, è pur sempre violenza. Non si può ottenere qualcosa se non con la pazienza e il duro lavoro."
Lo sguardo di Charles era di pietra, Pyro e Katie, che prima facevano gli spavaldi, arretrarono, schiacciati dalle sue parole.
"Almeno avete risposto a una mia curiosità!" continuò Charles "Ora so cosa avrebbe fatto Magneto se avesse avuto i miei poteri. Ah, a proposito. Ora me lo direte. Dove sono?"
Pyro e Katie non risposero.
"Dove sono?" chiese ancora Charles, stavolta più arrabbiato "Dove sono Erik e Raven?"
Pyro sembrò riprendersi, i suoi occhi si animarono di nuova spavalderia, quasi avesse dimenticato che il suo piano stava fallendo e stesse già pensando alla vendetta.
"Ah, loro. Certo. Sei preoccupato?" chiese con tono ironico "Sono vivi, non temere, ma quando li vedrai non sarai felice …"
