Ma per quanto volesse odiarla, l'amore che provava e la disperazione per la sua partenza prematura erano più forti.

"Io prego che questa famiglia che abbiamo costruito dia ad ognuno di noi gioia e conforto.

La cosa più importante che voglio che ricordiate sempre è che... vi ho amato con tutto il mio cuore.

E che avete riempito la mia vita, colmato la mia vita di gioia...e di grazia..."

Rusty vide Andy seduto sul divano a fissarla nella televisione.

"Lo guardi ancora eh?"

"Già, beh mi manca ...Emily e Ricky sono usciti col padre"

Era così strano dirlo.

Jack non si era presentato il giorno del funerale, chissà come se la cavava?

"Tra poco saremo solo tu e io credo"

"No, non solo tu ed io ...finché noi due saremmo vicini, ed è quello che anche Sharon voleva, saremo vicini anche a lei"

Sembrava talmente svampito mentre lo diceva, che il giovane provava pena per lui.

"Che cos'è?" chiese prendendo una scatola dal tavolino.

"Sono arrivate le foto del matrimonio...All'inizio mi è dispiaciuto che non sia neanche riuscita a vederle queste foto, ma poi ho pensato 'almeno ha avuto la cerimonia' e l'ha voluta come come la voleva... quello è stato un giorno perfetto. Guarda tua madre... non è bellissima?"

"Guarda qui siete solo voi due"

"Fammi un favore mi accendi la luce, così vedo un po' meglio?!"

Rusty ubbidì cercando di non sembrare troppo preoccupato. Sembrava che Andy Flynn fosse invecchiato di colpo, come una persona con l'alzeheimer o demenza senile in qualche istituto.

"Queste cosa sono?" chiese nuovamente il ragazzo vedendo tra quelle ufficiali dei chiari fotomontaggi.

"Oh queste... sono state un capriccio di Nicole.

Quando Sharon doveva scegliere l'abito era indecisa così all'atelier si erano offerte di fare delle prove per vedere quale taglio le sarebbe stato meglio"

"Idea intelligente"

"Già..."

Ci vollero due giorni prima che si decidesse a tornare in ufficio.

Ricky ed Emily erano partiti e tornati alla loro vita, lasciandolo solo.

La famiglia, gli amici e la squadra non sapevano come relazionarsi con lui e nemmeno Provenza che comunque lo salutò con un sorriso quando lo vide arrivare.

"Andy cosa ci fai qui? Non c'è motivo per cui tu non debba stare a casa"

Non sapeva che stare in mezzo alle cose di Sharon, a casa di Sharon, nel profumo di Sharon senza Sharon era peggio per lui?

"Ho promesso a Sharon che avrei protetto Rusty e non posso farlo stando a casa a piangermi addosso. Come devo gestire questo schifo non lo decidi tu!"

"Sei sicuro?"

Era arrivato davanti alla porta dell'ufficio di Sharon e si fermò a guardare dentro.

"Sono sicuro" disse con un filo di voce dopo qualche secondo.

Poi chiese a tutti e a nessuno:

"Nolan è ancora in missione?"

"Si, si"

Prese ciò che gli serviva dalla scrivania e si spostò in quella del collega più giovane.

Non che avrebbe guardato direttamente dove stava Sharon perché la sedia era posizionata per dargli le spalle (anzi quella di Nolan era peggio perché aveva l'immediata visuale alla sua sinistra) ma sapeva che non si sarebbe concentrato.

Tra quando si nascose in attesa che Nicole uscisse dopo quella conversazione imbarazzante, quando l'aspettò per chiedere il primo appuntamento ufficiale, e altri momenti condivisi sapeva che doveva spostarsi.

Rusty era preoccupato quando Flynn disse che sarebbe andato a casa solo quando Stroh sarebbe morto.

Le così si fecero peggiori quando Gus cuore nelle rose, arrivando in stazione, vide la foto di Stroh sulla lavagna e raccontò serafico della sera in cui l'aveva servito al ristorante.

Non si capiva se fosse peggio che il ragazzo avesse parlato apertamente di Rusty con quello 'sconosciuto' o se tutto fosse successo la sera della morte di Sharon.

La goccia che fece traboccare il vaso fu quando il giorno dopo anche l'altro ragazzo venne messo in custodia con Rusty.

Dopo le informazioni che aveva ricevuto era contento di essersi lasciato con quella lingua lunga ed ora ecco che doveva sopportarselo forzatamente a casa.

Gli mancava Tilly ma non poteva metterla in pericolo.