Le reazioni a quell'annuncio non poterono essere più sentite.

Il brusio che riempiva la stanza era così diverso dal silenzio che li aveva ammutoliti nel '14.

Mentre Lord Grantham continuava a parlare dell'armistizio, la signora Patmore abbracciò Daisy e Bates abbracciò Anna.

Il signor Carson avrebbe tanto voluto emulare ma si limitò a stringere la mano alla signora Hughes e, orgoglioso come non mai, sembrava un pavone mentre si drizzava in tutta la sua altezza, tirando leggermente il panciotto.

Poi si allontanò con Sua Signoria per definire i dettagli della riunione al piano di sopra mentre gli altri brindavano.

La cuoca si allontanò brevemente e le lacrime le scesero al pensiero di suo nipote e di William. Per un attimo i suoi occhi si incrociarono con quelli già rossi di Daisy, che scappò in camera sua, poi con quelli della signora Hughes. Un sorriso lacrimoso e un cenno della testa le dissero che poteva usare il salotto della governante per riprendersi in tutta tranquillità, e grata accettò.

Dopo circa un'ora di svariate emozioni, la sala dei servi rimase vuota.

La signora Hughes era nel suo salotto, non trovava la forza per salire in camera.

Aveva deciso di passare del tempo con il signor Carson quella sera ed ecco che questa grandiosa notizia li aveva allontanati.

Forse se lo meritava.

Forse le stelle volevano insegnarle a vivere senza di lui.

Sentiva ancora formicolare la mano che le aveva stretto dopo l'annuncio.

Se solo avesse potuto dirgli come si sentiva, ma per cosa? Per vederlo strabuzzare gli occhi disgustato, mentre le parlava di regole e decoro? O perché la guardasse con compartimento, pensando che provasse sentimenti per lui solo perché erano a stretto contatto da anni e si sentiva sola? MAI!

Si alzò e uscì dalla stanza spegnendo la luce, trovandosi faccia a faccia con il maggiordomo, trafelato con in mano dello champagne.

"Oh signora Hughes, stavate andando via?" chiese tristemente.

Lord Grantham aveva rubato loro tempo prezioso e lo malediceva per questo.

"Beh si in realtà, pensavo non sareste più sceso" rispose timidamente.

"Volevo festeggiare con voi"

"In questo caso... niente mi farebbe più piacere... venite..." disse sorridendo e tornando nel salottino.

"Accomodatevi"

"Grazie. Propongo un brindisi. Alla fine della guerra e ai nuovi inizi"

"Amen...Buono"

"Ottima annata"

Se la stanza fosse stata viva come ne La Bella e la Bestia, i mobili si sarebbero scagliati su di loro pur di farli parlare.

"Allora... ai nuovi inizi eh?" chiese lei fissando il bicchiere.

Solo allora lui si rese conto di come doveva sembrare quella frase, così si affrettò a dire:

"Dopo la devastazione degli ultimi 4 anni, sarà un nuovo inizio"

"Avete ragione"

"Inoltre tra un po comincerà l'anno nuovo. Sono felice che la guerra sia finita"

"Anch'io, anche se non posso fare a meno di pensare a quanto mi sarebbe piaciuto che William suonasse il piano quando ci è stata data la notizia. Un po come a Natale"

"Ho notato che vi siete voltata verso lo strumento"

"Non posso far altro che immaginarlo lì. Lo spolvero personalmente perché non voglio che nessuno lo tocchi. Sono una sciocca"

"Assolutamente no! È... un modo per sentirlo vicino"

"Esattamente"

"Anch'io io ho il mio William-talismano"

"E qual'è?"

"Mi troverete pazzo"

"Prometto che non lo farò"

"Ricordate la giacca scucita?"

"Quale giacca... oh quella giacca scucita"

"Già. Lui me la restituì quando partì per il fronte. Io non me la sentii di metterla con le altre.

Nessun nuovo valletto avrebbe potuto indossarla, nessuno avrebbe potuto prendere il suo posto per così dire, così la misi nel mio armadio"

Come promesso la governante non disse nulla e non rise, aspettando che continuasse avendo capito che c'era dell'altro.

"Quando ci fu il funerale...avevo pensato di darla a suo padre e la tirai fuori dall'armadio. Ma mi cadde l'occhio sulla cucitura. Su quanto era successo. A quanto ero stato duro con lui, per una cosa così stupida. Così... ho appeso la giacca sul retro della porta. Ogni volta che la guardo mi ricordo della sua bontà, del suo spirito di sacrificio, della sua ubbidienza e del rispetto nei miei confronti anche quando non lo meritavo. Mi aiuta a cercare di essere migliore come persona e col personale"

"Come con il signor Lang"

"Esatto"

"È una bella cosa. Trovo che anche i giovani possano insegnare se sono abbastanza maturi e William certo era il più grande insegnante di tutti"

"A William"

"A William"

"Come sta la signora Patmore? Avrà avuto un po di tristezza al pensare..."

"A suo nipote. Si infatti. È stata chiusa qui per circa mezz'ora prima di salire...Si sa qualcosa dagli avvocati?"

"Non ancora"

"Avete..."

"Cosa?"

"Avete ... qualche idea al riguardo? Pensate sia lui?"

Avrebbe voluto parlare di Haxby ma non se l'era sentita.

Già il pensiero di William aleggiava nelle loro teste portando tristezza, il trasferimento avrebbe solo messo benzina sul fuoco. Lui lo capì e le resse il gioco, grato della discrezione, non voleva pensare di lasciarla.

"Non so che dire. Se fosse davvero il signor Crawley avrebbe avuto qualche interazione con qualche altro membro della famiglia. O del personale.

Infondo io lo conosco da una vita.

Ha dato un documento manoscritto come garanzia a Sua Signoria ma date le sue condizioni dubito che servirà, proprio come il suo viso. Non voglio essere maleducato ma non c'è modo di esprimerlo diversamente"

"Avete ragione. Sono d'accordo con voi. E se fosse un impostore, ci sta che si sarebbe limitato a Lady Mary e Edith. Si poteva presumere che il personale fosse cambiato, motivo valido per non far alcun cenno a noi altri"

"Proprio così"

"Volevo scusarmi"

"Per cosa?"

"Per il modo in cui ho reagito l'altro giorno. Non mi sarei mai aspettata una notizia simile. Mi dispiace di essere stata maleducata"

"Non ci pensate. Io stesso sono ancora scioccato e francamente sto ancora pensando al da farsi"

"Davvero?" chiese speranzosa ma il suono della mezzanotte li interruppe e li convinse ad andare a riposare per la notte, senza rendersi ridicoli.

il momento Chelsie alla notizia della fine della guerra si può vedere nella registrazione, non è inventato