«Oggi proviamo l'atterraggio» stabilisce Plata.
«Cosa?! Stai scherzando. Non hai visto il casino che ho fatto ieri con quel decollo? Non posso…»
«Chiudi il becco» ordina seccamente Plata. «Il decollo è sicuramente da migliorare. Ma si farà per gradi. Ora serve provare in che modo si tiene un aereo quando lo si riporta a terra.»
«Ma… Plata» piagnucola Salud.
«Non ti ho già detto di stare un po' zitto?» lo redarguisce con un'occhiataccia poco accondiscendente. Attende, continuando a fissarlo con più intensità di quanta riesca a sostenere il meccanico. Infine, apparentemente soddisfatto, annuisce e riprende la parola. «Ottimo, dicevo, oggi si fa atterrare l'aereo. La teoria la conosci già. Quindi farai il bravo ragazzo e rimarrai calmo e concentrato sulle manovre necessarie. Tutto chiaro?»
Salud lo adocchia con un broncio pronunciato, ma dato che il pilota non sembra toccato dal suo cruccio si risolve a smettere di fare i capricci e, come gli è stato chiesto, fa il bravo ragazzo e annuisce docile.
«Bravo! Così va meglio. Sarà una giornata interessante» prevede entusiasta.
«Sarà uno sfacelo» mormora Salud fra sé, già prevedendo il peggio.
〜
«Salud» sibila il piccolo pilota, accanto a lui sul Piper.
Il meccanico si volta rapido e torna presto al cielo che corre rapido di fronte ai suoi occhi. «S-sì?» balbetta.
«A cosa stai pensando, esattamente?»
Il tono di Plata sembra abbastanza esasperato. Salud non hai idea di cosa stia sbagliando, ma sa che sta facendo qualche errore, l'ennesimo.
«Alla… pista d'atterraggio» mormora appena, incerto.
«Sbagliato!» sbotta, facendolo sobbalzare.
«M-ma…»
«Devi concentrarti sulle manovre di avvicinamento. Lascia perdere la pista, è lontana e non ci arriverai se hai in testa solo quella.»
«Ma se devo scendere…»
«Esatto. Devi far scendere l'aereo. Ma non ancora sulla pista. Dirigi il Piper in modo che si abbassi gradualmente e che all'altezza e alla velocità adeguate sia in vista della pista, per le ultime manovre di atterraggio. Te l'ho già spiegato, dannazione!»
«Io… Lo so, è solo che…» riprova, confuso.
«Scendi, adagio, in un circuito attorno alla zona del campo volo. Fallo abbassare di quota dolcemente, fallo rallentare per gradi. La pista è abbondante, puoi prendere un rateo di discesa comodamente lungo, per cominciare.»
Salud stringe le labbra e si concentra sulle indicazioni del suo pilota. Porta delicatamente il Piper a bassa quota, vira largo in un mezzo cerchio per avere l'inizio della pista proprio di fronte al muso dell'aereo. Abbassa i flap, con cautela.
«Raddrizza» intima Plata.
Salud esegue, riportando le ali perpendicolari al terreno.
«Troppo» sibila alterato. «Correggi.»
Annuisce. Sta sudando abbondantemente. Un altro poco di flap.
«Sei troppo basso. Salud, solleva l'aereo.»
Il panico corrode la sua concentrazione. Le sue mani sudate tremano e il Piper si inclina appena sulla sinistra.
«Cazzo. Siamo troppo lenti, e la pista è troppo a destra. Togli flap e dai motore, torniamo in su. Ora.»
Salud sta iperventilando e lì accanto Plata ringhia un colorito improperio. Prende bruscamente i comandi e riattacca, interrompendo l'avvicinamento e tornando in quota.
Mentre il Piper sorvola placido i dintorni del campo volo Plata si volta verso Salud, trovandolo pallido come un lenzuolo e sudato fradicio. Sta anche tremando, se la vista non lo inganna.
«Avanti, respira adesso. Siamo ancora interi e l'aereo pure» prova a consolarlo il pilota.
«S-sono un vero disastro» pigola Salud, demoralizzato.
Un lieve sorriso incurva le labbra di Plata, che scuote piano la testa. «Sei solo ansioso e insicuro, non sei un disastro. Evidentemente ti serve maggiore pratica per acquisire la necessaria sicurezza. Vorrà dire che ci riproveremo con più calma. Alla fine, vedrai, saprai portare a terra con successo qualsiasi aereo.»
Salud lo fissa attonito. «Se lo dici tu» dubita un poco perplesso.
Il pilota sogghigna. «Certo che lo dico io. Se aspetto che sia tu a dirlo sarò già vecchio e decrepito!»
Il meccanico leva gli occhi al cielo e sbuffa, ma non può fare a meno di lasciarsi sfuggire un sorriso divertito e, in fondo, grato.
〜
Salud è di nuovo alle prese con l'ennesimo guasto sul De Havilland. Quel cavolo di aereo è un colabrodo, oppure ha la sfortuna di avere un pilota incompetente e trascurato. In verità il meccanico propende per la seconda versione.
Ha messo un annuncio sul giornale locale, all'interno del quale afferma di essere in cerca di un apprendista, ma per il momento non si sono presentati volontari. Forse doveva essere più persuasivo, come gli ha spesso suggerito Plata, ma a Salud viene più facile andare diritto al sodo, senza infiorettamenti e giri di parole. Beh, i risultati non ripagano della schiettezza, con ogni evidenza.
Un lento, sonnacchioso borbottare infrange l'aria. Salud solleva lo sguardo al cielo e scorge le ali bianche e rosse del Comper Swift solcare il cielo turchese. Il piccolo velivolo sgargiante si muove ondulando, sembrando scrollarsi dalle ultime vestigia del riposo, e Salud sorride, levando una mano e salutando di rimando l'impiastro volante che sta evidentemente andando a sgranchirsi le ali. Buon per lui. Il meccanico ha ancora una montagna di lavoro da svolgere quel giorno e, con buona probabilità, ne avrà parecchio anche per il giorno seguente.
Sospira, considerando l'idea di chiedere a Plata il favore di dare un'occhiata al suo annuncio e metterci dentro qualcosa che faccia venire la giusta curiosità al lettore potenzialmente interessato, altrimenti finirà per dover rimanere con i piedi piantati per terra per il resto della propria vita, a riparare aerei altrui invece di volare sul suo (quello che un giorno intende acquistare con i risparmi che sta mettendo da parte).
〜
Sorride, beato, godendosi il cielo terso e infinito attorno al suo Comper Swift. Un quarto di tonneau per dare un'occhiata alla gente che gremisce le sponde del Tapajós sotto di lui, poi un mezzo loop, un altro bel quarto di tonneau e infine tira a sé la cloche per prendere velocemente quota e portarsi verso sud, sorvolando la distesa verde e lussureggiante della foresta.
Ascolta, concentrato. Il suono del motore è regolare e rassicurante. L'aria sibila dolcemente lungo le ali, attraverso i tiranti e soffia fra le pale dell'unica elica frontale. Volta il capo e osserva la coda rossa, poi torna sulle ali. Prende ancora quota, ruota sull'asse in un tonneau completo e ride felice. Il suo meccanico ha fatto davvero un ottimo lavoro: il Comper Swift vola regolare e senza sbavature, quasi fosse nuovo. Dovrà proprio ringraziarlo come si deve, per quell'incredibile regalo. Sogghigna diabolico e si appresta a volare per il puro divertimento di farlo, e anche per la felicità del suo amico aereo.
