95. In trappola
L'espressione di Pyro era radicalmente cambiata da un momento all'altro, non sembrava nemmeno più qualcuno che solo pochi istanti prima era stato annientato, il suo sguardo ora era più deciso, sfrontato, quasi trionfante, a tal punto da far vacillare la sicurezza di Charles.
"Forse potresti anche aver ragione, Professore" disse "Forse è vero, forse non possiedo le capacità di portare avanti un piano a lungo termine, ma quando si tratta di improvvisare, sono un vero genio!"
Charles evitò di ribattere ma non riuscì a non alzare un sopracciglio, dubbioso.
"Vedrai, ti piacerà!" continuò Piro "Ah, no, scusa, piacerà solo a me!"
Charles rimase immobile mentre Pyro scoppiò a ridere, lui e Katie si scambiarono uno sguardo, lei intuì le sue intenzioni e sorrise.
"Non ti dispiace se ti lasciamo per un attimo, vero? Torniamo subito."
Katie aprì la porta dalla quale erano entrati e la lasciò aperta mentre lei e Pyro sparirono dalla sua vista per qualche minuto, poco dopo tornarono, stavolta però non erano soli, Charles trattenne il fiato per l'emozione quando vide comparire Erik e Raven.
Pyro sembrava profondamente fiero di se stesso, dalla stanza accanto aveva recuperato quattro elmetti e ora li indossavano.
"Visto? Come mi sta? Ti racconterei come sono riuscito a procurarmeli, in effetti è una storia piuttosto divertente … ma non voglio distrarti. Eccoli! Erik e Raven in tutta la loro bellezza! Non sei felice? Non ti senti sollevato?"
Charles non rispose, era sì sollevato ma anche turbato: Erik e Raven erano davanti a lui, poteva vederli, se avesse allungato una mano avrebbe potuto persino toccarli … ma loro non c'erano, i loro sguardi erano vuoti, privi di vita, come se …
"Sì, esatto" disse Pyro, notando la sua espressione "Sono sotto l'effetto del siero, in effetti glielo somministro da quando li ho catturati. Ora loro due obbediranno ai miei ordini e non c'è niente che tu possa fare per impedirmelo!"
Charles li fissò a lungo, solo in quel momento notò che Erik aveva la mano sinistra chiusa in un pugno stretto, come se volesse nascondere qualcosa.
"Ora cosa pensi di fare?" chiese.
Pyro rise forte.
"Potrei dirtelo" sussurrò poi con una voce stranamente inquietante "ma perderei tempo, preferisco mostrartelo e poi spiegarti cosa ti succederà."
Pyro mise una mano nella tasca della giacca e ne estrasse una barra di metallo.
"Erik, ammanettalo."
Erik allungò la mano destra e fece levitare il blocco di metallo, prima che Charles potesse reagire divise in due il blocco e lo manipolò fino a creare due fasce metalliche che schizzarono verso i suoi polsi, stringendoli in una morsa stretta e dolorosa; un istante dopo Erik abbassò il braccio, i due bracciali trascinarono Charles a terra, costringendolo a stare accovacciato con la schiena esposta.
"Sai, mentre era qui Erik mi ha parlato molto di te" disse Pyro iniziando a camminare avanti e indietro davanti a lui "Ad essere onesti sono io che l'ho costretto, ma sono dettagli."
Pyro mise di nuovo la mano in tasca ma stavolta ne tirò fuori una siringa che porse a Raven.
"Procedi, iniettagliela."
Raven prese la siringa dalla mano di Pyro e si avvicinò a Charles, si inginocchiò accanto a lui e, senza alcuna grazia, ne iniettò il contenuto direttamente nel suo collo.
La sensazione fu quasi istantanea, lentamente Charles percepì quel cambiamento che notava ogni volta che usava il siero per poter camminare, anche se in quel momento fu attenuato dal fatto che non poteva percepire i pensieri di nessuno.
Buio.
Vuoto.
La sensazione di perdere parte di se stesso.
Cosa gli avevano iniettato? Non poteva essere il siero di Hank, non c'era modo che Pyro potesse averlo reperito … allora di cosa si trattava?"
A fatica Charles alzò la testa per poterlo guardare, il suo viso era ancora deformato da un sorriso disgustoso.
"So tutto, mio caro Professore, Erik mi ha raccontato ogni cosa su di te e su i tuoi nuovi poteri. È da quando sei scappato da qui che penso a come poterti eliminare, in fin dei conti con i tuoi poteri sei decisamente un avversario temibile: telepatia, telecinesi … perfino il fattore rigenerante! Ho pensato: come posso liberarmi di uno così potente? La risposta era fin troppo ovvia."
Pyro si chinò e sussurrò al suo orecchio, Charles percepì delle gocce di saliva schizzare sulla guancia.
"La cura. La cura, Charles."
Pyro si rimise in piedi e gli diede un calcio, facendolo cadere a terra, lui batté violentemete la testa ma non fiatò.
"Sono riuscito a procurarmi delle fiale della Cura. Non avevo idea che ce ne fossero ancora in giro, eppure …"
Charles impallidì, ora era davvero alla loro mercé, si chiese cosa avesse intenzione di fare Pyro, anche se un pensiero prese lentamente forma nella sua testa.
"Ora che finalmente sei innocuo possiamo anche toglierci questi elmi, che ne dici Espeon?"
Katie annuì.
"Finalmente!" esclamò "Non so come facesse Magneto a portarli tutti i giorni!"
Solo con un estremo autocontrollo Charles non cedette al panico: era solo, non poteva usare i suoi poteri e ora era anche abbastanza ovvio che Pyro lo avrebbe ucciso, l'unica cosa che lo consolava era che Erik e Raven non ne sarebbero stati consapevoli.
Pyro si avvicinò a Erik per sussurrargli qualcosa all'orecchio.
"Fallo" mormorò "Uccidilo."
Il cuore di Charles perse un battito, sarebbe morto per mano sua.
Erik non batté ciglio, aprì la mano sinistra e con orrore Charles vide che celava un proiettile, un singolo proiettile. I ricordi di quel giorno a Cuba, che già da tempo erano riemersi nella sua memoria per altri motivi, tornarono prepotenti; Charles sentì le gambe tremare ma non cedette, non poteva farsi vedere debole, non voleva dargli quella soddisfazione.
"Credi che questo fermerà ciò che sta accadendo fuori di qui, Pyro?" chiese "Abbiamo liberato i tuoi prigionieri dall'effetto del siero grazie ai poteri di Wanda, i tuoi avamposti non esistono più e presto anche Genosha crollerà! Ha davvero senso proseguire?"
"Ha senso" ribatté lui con una calma innaturale "Il mio più profondo obiettivo era vendicarmi di voi e ora ci riuscirò. Erik, procedi."
Erik fece levitare il proiettile al di sopra della sua mano e avanzò con movimenti rigidi e controllati verso di lui, quindi lo allineò in direzione della tempia di Charles; anche Pyro si avvicinò e si accovacciò dall'altra parte per potergli sussurrare ancora all'orecchio.
"Ah, se il fatto di morire per mano del tuo amico ti sembra terribile sappi che, non appena questo accadrà, inietterò a entrambi un antidoto per il siero e gli farò vedere come ti ha ucciso. Poi ucciderò anche lui."
"Esiste un antidoto?" chiese Charles, sorpreso "Non lo abbiamo trovato tra i documenti che …"
"Che avete rubato?" chiese Pyro "No, in effetti le informazioni relative all'antidoto non si trovavano lì, le ho sempre tenute separate."
"L'ho fatto creare a Moriarty poco prima che si suicidasse" spiegò Katie "Per qualsiasi evenienza, nel caso che per esempio uno dei nostri sottoposti si ribellasse a noi e cercasse di farci assumere il siero a nostra insaputa."
"Cosa che non è mai accaduta" ci tenne a puntualizzare Pyro.
In effetti aveva senso, così come che le informazioni relative fossero tenute ben custodite.
"Non perdiamo tempo con inutili chiacchiere" disse Pyro con impazienza "Espeon, sei pronta?" chiese, rivolgendosi a lei, la ragazza aveva già in mano il cellulare ed era pronta per riprendere la scena.
"Addio, professore …" disse poi con voce trionfante.
Charles vide Pyro alzarsi e allontanarsi poi chiuse gli occhi, non per paura ma per prepararsi serenamente a ciò che sarebbe successo. Lui non ci sarebbe stato più ma Erik, pur sapendo di non avere colpe, sarebbe morto a sua volta, schiacciato dal peso di averlo ucciso.
I secondi trascorsero come minuti, il silenzio della stanza era totale, Charles sentiva solo il suo stesso respiro e il cuore che gli martellava nel petto …
"No, aspetta! Ho cambiato idea!"
La voce di Pyro, acuta e squillante, ruppe quel velo in cui erano intrappolati terrore e sofferenza.
"Ho cambiato idea! Erik ascolta …"
Nella sua posizione Charles vide solo le gambe di Pyro muoversi verso Erik ma non sentì ciò che gli stava sussurrando all'orecchio. Per qualche secondo non accadde niente, Charles non aveva idea di ciò che stava succedendo alle sue spalle … poi arrivò.
Un dolore acuto, penetrante, indimenticabile, quel dolore, il dolore di una pallottola che colpisce la colonna vertebrale. Il proiettile, che lo aveva colpito come se fosse stato sparato da una pistola, si accartocciò contro il resistente tessuto della tuta e restò lì, incastrato. Erik si chinò e, come quella volta, lo estrasse dalla sua colonna vertebrale spezzata, che sarebbe rimasta così, dal momento che aveva perso il suo potere rigenerante.
La sensazione fu esattamente la stessa, lo stesso dolore, la stessa ondata di panico.
"Lascialo pure andare" disse Pyro con finta compassione nella voce "Ormai è innocuo."
Erik mosse una mano e tolse le manette dai polsi di Charles, ma quella ritrovata libertà non servì a nulla, dopo pochi ma interminabili minuti Charles cominciò a sentire l'effetto della ferita, prima un forte formicolio, che si fece sempre più tenue fino a quando tornò il nulla, dalla vita in giù non sentiva assolutamente nulla."
"Sì, Erik mi ha raccontato come eri finito in sedia a rotelle la prima volta" disse Pyro con un tono amabile e proprio per questo inquietante "ho pensato che sarebbe stato bello farti rivivere quel momento per un po' prima di ammazzarti. Non è una bella idea? Espeon sta registrando tutto, così Erik sarà ancor più felice!"
Charles si mise a fatica a sedere, stavolta avrebbe visto in faccia la morte, anche se vederla arrivare dal suo amico sarebbe stato più doloroso della morte stessa. Erik era lì, di fronte a lui, disarmato, si chiese come lo avrebbe ucciso.
"Ah, non preoccuparti, non accadrà subito, voglio che prima possiate avere il tempo di soffrire insieme."
Ancora una volta infilò la mano nella tasca della giacca, stavolta l'altra, e ne estrasse due siringhe e, stavolta, fu lui stesso a iniettare l'antidoto sul collo di Erik e Raven.
" … e questa in più per te, vecchio fossile" disse, iniettando una seconda dose a Erik "Sei ridotto a un rottame ma non vorrei che riuscissi a usare i tuoi poteri per farvi evadere. Ecco. Tutto sistemato." esclamò con soddisfazione "Hai ripreso tutto, Espeon?"
"Non mi sono persa un solo dettaglio." rispose lei mettendo via il cellulare.
"Allora direi che possiamo andare" disse "a breve potrete vedere il video in quello schermo" aggiunse, indicando uno schermo che prima Charles non aveva notato, accanto alla quale c'era anche una piccola videocamera di sorveglianza
Katie uscì subito dalla stanza mentre Pyro si prese ancora qualche istante per osservare Charles, poi uscì senza aggiungere altro.
Charles avrebbe voluto crollare, la situazione era davvero disperata, erano isolati in quella stanza e non avevano idea di come poter uscire dal momento che sia lui che Erik erano stati privati dei loro poteri.
Charles avrebbe voluto sfogarsi con un pianto liberatorio ma non lo fece, restò immobile fissando Erik e Raven i quali, lentamente, si risvegliarono dall'oblio del siero, li vide disorientati, come dopo un lungo sonno, si guardarono intorno per capire dove fossero e cosa stesse succedendo, fu Erik a notare per primo Charles.
"Charles!" gridò "Sei qui! Non eri andato a Genosha? La scuola è stata attaccata e io e Raven siamo stati portati via, ma non ricordo altro …"
"Charles!" gridò anche Raven e, allarmata dal vederlo a terra, lo raggiunse e si inginocchiò accanto a lui per osservarlo meglio.
Charles ci mise qualche istante per raccogliere le energie necessarie per rispondere, era evidente che entrambi non avessero idea di ciò che era successo nelle ultime settimane.
"È una lunga storia" rispose infine con voce roca "Ve la racconterò con calma, ora piuttosto …"
Stava per continuare a parlare quando lo schermo si accese e comparve il viso di Pyro.
"Quello è Pyro!" disse Erik "Cosa ci fa lì?"
Charles non rispose anche perché fu Pyro a parlare per primo.
"Bene bene, Magneto! Quanto tempo! Tra poco Charles ti racconterà tutto, per ora vorrei farti vedere uno spettacolo, qualcosa che è successo poco fa ma che, ne sono certo, ti farà divertire tantissimo! Buona visione!"
Il viso di Pyro scomparve e al suo posto partì il video che poco prima aveva registrato Katie, Charles avrebbe voluto chiudere gli occhi ma non lo fece, invece di guardare lo schermo si concentrò sulle espressioni di Erik e Raven, inorriditi per ciò che avevano fatto.
"Noi … noi ti abbiamo fatto questo?" chiese Erik, raggiunse Charles e si sedette accanto a lui "Noi …"
I suoi occhi erano lucidi di pianto, era confuso e spaventato e anche Raven sembrava smarrita.
"No, non voi" lo interruppe Charles con voce ferma "È stato Pyro. È stato lui. Solo lui."
Raven si portò una mano alla bocca e iniziò a singhiozzare.
"Charles … la tua schiena … le tue gambe …"
Charles sorrise debolmente.
"La schiena mi fa un po' male e no, non sento più le gambe, ma l'effetto della Cura è temporaneo, appena riavrò i miei poteri potrò tornare a camminare."
"Sempre che quel folle non ci uccida prima." commentò Erik "Senza i nostri poteri non abbiamo possibilità di uscire di qui."
"Sono sempre più convinto che tu e Logan abbiate in comune molto più di ciò che immaginate" mormorò Charles "Anche tu hai un ottimismo travolgente!"
Raven si avvicinò di più a Charles e lo abbracciò.
"Mi sei mancato così tanto!" disse, stringendolo forte.
"Non hai idea di quanto mi sia mancata tu" rispose lui ricambiando l'abbraccio con energia "Non avete idea di quanto mi siete mancati entrambi, di quanto sia stato in pensiero per voi …"
La tensione sembrava essersi allentata, Charles finalmente si concesse di crollare, con il viso nascosto dall'abbraccio con Raven scoppiò a piangere, raven strinse in un dolce abbraccio il suo corpo scosso dai singhiozzi.
"In effetti noi non ricordiamo nulla, non sappiamo nemmeno quanto tempo sia passato" disse Erik pensieroso "Potresti …"
Non fece in tempo a finire la frase che si sentirono un rumore metallico provenire dalla porta, poco dopo la videro tremare e in pochi istanti si spalancò.
"Hey, sono qui! Avevi ragione!"
Charles vide Vincenzo entrare nella stanza, seguito da Cassandra.
"Che posto! Fantastico!" disse lui "Come facevi a sapere che erano proprio qui?"
"Cassandra!" gridò Charles "Come …"
"Ti ho cercato ovunque" spiegò lei "Ho letto la mente dei sottoposti di Pyro ed ero certa che ti avrei trovato qui, inoltre pochi minuti fa ho percepito la tua mente e sono corsa da te."
"Dev'essere stato quando Pyro ha aperto la porta" ipotizzò Raven, Charles annuì."
"Dai, alzati" lo incoraggiò Cassandra "La battaglia è praticamente finita, Wanda è riuscita a liberare tutti i mutanti anche grazie all'aiuto di David, ora manca solo Pyro. A proposito, lui dov'è?"
Charles esitò per un istante.
"È una lunga storia ma ora non posso proprio camminare" spiegò "Avrò bisogno di aiuto."
Cassandra non perse tempo, lesse la sua mente e in pochi istanti capì cos'era successo.
"Starai bene" disse seria "Per ora sarà meglio portarti fuori di qui."
Charles annuì, in quel momento entrò Logan.
"Che succede?" chiese.
"Aiuta Charles" ordinò Cassandra "Non può camminare né usare i suoi poteri, portalo al jet, lì sarà sicuro. Erik, è meglio che anche tu vada con lui. Noi," proseguì rivolta a Raven e a Vincenzo "Andremo a prendere a calci il culo di Pyro."
