La cena del piano di sopra era stata una faccenda strana.

Da una parte Sir Richard annunciava che molto probabilmente avrebbe venduto Haxby per trasferirsi chissà dove, dall'altra il signor Matthew annunciava il suo fidanzamento ufficiale con la signorina Swire.

In tutto questo, Carson osservava e ascoltava in silenzio.

Aveva un cuore quindi era ovvio che un po gli dispiacesse per Lady Mary (tanto che il suo amato uomo sposasse un'altra tanto che avrebbe sposato un tizio spregevole che l'avrebbe allontanata da ciò che aveva di più caro) ma nel suo cuore era felice.

Felice perché se Sir Richard avesse fatto un ciocco del genere quando lui sarebbe andato con loro, pensava che sarebbe morto lì servendo il vino, oppure si sarebbe reso ridicolo.

Felice perché tanto il signor Crawley quanto la giovane rossa, meritavano pace e tranquillità.

E sì, essendo il futuro Lord Grantham, meritavano un matrimonio a Downton Abbey.

Gli uomini rimasero molto a parlare così l'occasione di bere qualcosa con la governante andò in fumo.

Non poteva sapere che Elsie era divorata.

Quella sera una parte di lei voleva parlargli disperatamente, mentre l'altra nascondersi da lui il più possibile.

Il giorno dopo, riuscì a mantenere i rapporti al minimo e questo le costò molto ma ad una certa ora, si presentò accanto a lui in cortile.

"Che fate voi qui...?" chiese il maggiordomo.

Era sorpreso di vederla ma sapendo chi stava arrivando se lo aspettava.

La signora Hughes tremava e pregava che tutto andasse bene ma venne smentita.

Si capì da subito che i signori Bryant non potevano essere più diversi: l'uomo era detestabile mentre la donna una persona dolce e a modo.

Dichiarando che sarebbero partiti dopo pranzo, la governante si sentì mancare, così quando la madre disse: "Possiamo vedere la stanza di Charles?", cercò di offrirsi volontaria ma i suoi piani vennero distrutti da Lord e Lady Grantham.

Cercò di sembrare normale davanti alla padrona di casa, che doveva aver intuito qualcosa dal modo in cui la fissava, così finse di svolgere normali mansioni chiedendo se potevano portare da mangiare all'autista.

"Lasciate stare è a posto così!" Le rispose in malo modo il signor Bryant.

La donna fece una smorfia. Le ricordava il figlio.

Anche al signor Carson quel ridicolo omuncolo non piacque, qualcosa in lui gli ricordava Grigg.

E il fatto che avesse guardato la signora Hughes due volte gli fece stringere il pugno.

La governante approfittò di un momento di calma poco dopo, per raggiungere Ethel.

"Non è andata come avevo sperato"

"Perché?"

"Stanno già pranzando e intendono ripartire subito dopo. Ho tentato di rimanere sola con lei ma non si è creata l'occasione... Tuo nonno è un prepotente non prendere da lui" disse carezzando il viso del bimbo.

"Ma sono venuta qui solo per vedere loro"

"Lo so... chi poteva prevederlo"

"È l'ultima occasione l'avete detto anche voi"

"Non possiamo saperlo cara. Puoi sempre dirglielo per lettera dopotutto. Tanto peggio di così"

Non era il caso sapesse di che razza di persone avrebbe avuto a che fare. Tale padre, tale figlio.

Si rimproverò per cercare di proteggerla per l'ennesima volta ma lei era fatta così.

Se c'era chi aveva bisogno, Elsie Hughes aiutava.

"No, devono vedere il bambino! Devono vedere Charlie!"

"Non si può mai sapere, magari lo vedranno un giorno. Io lo spero tanto. Ora però è meglio se vai"

Rientrò sospirando e gentilmente disse all'aiuto cuoca:

"Daisy fuori c'è un povero autista a cui è stato ordinato di non lasciare la vettura, preparagli un sandwich e portagli una bottiglia sarà affamato"

Si voltò sentendo un rumore e tutto quello che potè esclamare prima di seguire l'ombra cercando di non dare nell'occhio fu:

"Misericordia!"

Era sfuggente.

Pur col bimbo in braccio la ragazza che da tempo non faceva le scale, fu più veloce della governante.

"Anna fermala!"

"Lasciatemi"

"Ethel!"

"Abbiamo provato a fermarla..." disse la capocameriera scusandosi con tutti quando la neo madre fece irruzione nella stanza da pranzo,

"Ma che succede?"

Cora intervenne cercando di limitare i danni.

"Ethel?! Credo di capire, signora Hughes.."

La governante era visibilmente scossa e senza parole, il suo primo sguardo era andato dritto al signor Carson.

"Io non mi muovo! Finché non avrò parlato! Questo è Charlie... vostro nipote. Ha quasi un anno"

"Esigo le prove!" tuonò alzandosi il signor Bryant.

"Cosa?!"

A questo, come ad altre cose, la ragazza non aveva pensato.

"Esigo le prove, le prove che mio figlio è il padre di quel bambino. Una lettera, un documento firmato.."

"Che lettera, eravamo nella stessa casa"

"Io credo che sia tutto vero signore..." iniziò a dire la signora Hughes ma venne brutalmente interrotta.

"Non importa cosa credete. Io voglio la prova che mio figlio ha riconosciuto il bambino come suo, se fosse vero lui avrebbe dovuto sapere di essere diventato padre mesi prima di ...mesi prima di essere ucciso"

"Sì lo sapeva"

"Dunque, che fece in proposito?"

"Niente, non fece niente"

"Grazie. Questa è la prova di cui avevo bisogno. Charles non sarebbe mai venuto meno i suoi doveri di padre"

"Ma l'ha fatto"

Il signor Carson sembrava colpito.

Era sensibile al fatto che il maggiore Bryant si chiamasse come lui?

Inoltre il pupo si chiamava Charlie.

Non voler sposare la madre dopo averla sedotta era grave ma non riconoscere il sangue del suo sangue...

Se lui avesse avuto un bimbo, a cui dare il suo nome, avrebbe fatto di tutto per essere un buon padre.

Ammirava la sua dolce compagna mentre aveva il coraggio di difendere la giovane ma rimase comunque in silenzio anche se al suo fianco. Non poteva dire nulla a quell'uomo.

Come era brutta l'ignoranza.

Che motivo c'era di aggredire, in pubblico, una povera ragazza e il suo bimbo indifeso?

Che razza di prove doveva portare?

E perché doveva prendersela in quel modo con Elsie?

Pensò a quanto lui stesso era stato insensibile ma vederlo in un altro uomo lo fece ragionare.

Era orribile non dare la possibilità di spiegarsi, specie a chi è senza aiuto.

C'era da chiedersi come il piccolo non fosse scoppiato a piangere con tutto quel putiferio.

"Non ascolterò altre calunnie, basta e porta via con te quel piccolo bastardo, di chiunque sia.

Stai turbando la signora Bryant"

"Io vorrei capire meglio..." disse la donna, pensando di vedere una certa somiglianza col bimbo.

"Ho detto che stai turbando la signora Bryant. Lord Grantham quanto ancora permetterà a quella donna di prendersi gioco di noi?"

"Non peggioriamo la situazione"

"Ethel vieni via è meglio" disse saggiamente la governante portando via la ragazza.

Il maggiordomo li seguì a metà, straziato quando sentì il pianto del bambino.

Non poteva andarsene e dovette sentire il resto delle chiacchiere. Era ovvio che Lady Grantham sapeva qualcosa ma che Lord Grantham fosse così ottuso... l'unica che dimostrò empatia con i fatti era stata la signora Crawley.