"Che succede? Signor Carson state bene?" chiese un'allarmata signora Hughes entrando nella dispensa del maggiordomo dalla porta del corridoio.
Era da poco tornata da visitare Ethel, si era cambiata d'abito ed era scesa per andare nel suo salotto quando aveva sentito uno schianto.
"Benissimo, perché?" rispose arrabbiato, non con lei ovviamente, alzandosi in tutta la sua forma.
"Ho sentito qualcosa rompersi e credevo stesse male" disse guardando finalmente la lampada in frantumi.
"L'ho scontrata per sbaglio"
Era una bugia e lei lo sapeva.
Quell'uomo non sbagliava mai, non avrebbe mai rotto un arredo della casa, specie uno che fosse nella sua stanza, a meno che non avesse avuto un mancamento. Inoltre i cocci erano strani.
Se fosse stata spinta per errore si sarebbe rotto il manico e la tela del paralume ma così, con la base distrutta, era ovvio che era stata scaraventata a terra.
"Prendo la scopa"
"Posso farlo da me"
"Lo so. Ma voglio farlo io" disse uscendo, tornando poco dopo e chiudendo la porta prima di pulire.
"Non dovevate signora Hughes, come si dice CHI ROMPE PAGA E I COCCI SONO SUOI"
"Non è il caso che vi affanniate per queste sciocchezze"
La osservò per un momento mentre lui stesso si sedeva alla scrivania con un sospiro.
"Siete sicuro di stare bene?"
"Gliel'ho detto. A Lady Mary"
"E non è andata bene suppongo"
"No infatti. Dice che l'ho delusa, e l'ho sentita dire a ...quell'uomo che i maggiordomi sono facili da trovare adesso. E pensare che ero disposto a..."
'A lasciarti! Che pazzo sono,... anche se non puoi amarmi almeno puoi perdonarmi?'
"Che vergogna!"
"Sapete mentre scendevo ripensavo a come l'avete descritta. E devo ammettere che, come sempre, avevate ragione. Forse era carina da piccola ma ora... non mi piace quello che sta diventando. Specie se sposerà Carlisle"
'Per non parlare del turco!'
"Una volta mi avete rimproverato ma lo dirò nuovamente lo stesso: li prendete troppo a cuore!"
Per paura si arrabbiasse con lei, se ne andò.
Rimase solo per circa 15 minuti. Furono il quarto d'ora più lungo della sua vita.
Sapeva che avrebbe dovuto parlare con Lord Grantham e, fortunatamente, aveva incontrato Jane prima di scendere, chiedendole se lo avesse visto e avvisandola.
Decise di smettere di autocommiserarsi e andare a suonare il gong quando, appena uscito dalla sua dispensa si imbattè proprio nella domestica.
La donna, totalmente sconvolta, gli disse che Lord Grantham lo aspettava e lui si diresse in camera chiedendosi cosa avesse messo in quello stato la donna.
"Ah Carson... ho capito bene? Non ci lascerete?"
"Lo sapete già?"
"Ho incontrato Lady Mary sulle scale e non ha mancato di darmi la buona notizia. Devo dire che sono sollevato di sapere che non ci lascerete"
"Mi è costato milord non ho problemi ad ammetterlo. Vorrei davvero essere accanto a Lady Mary per darle il mio sostegno e..."
"...e proteggerla da Sir Richard"
"Ecco io... non l'avrei posta esattamente in questi termini ma... sì, in buona sostanza. Solo che..."
"Che non vi sentite di lavorare per un uomo pronto a corrompere il prossimo!"
"Esattamente milord"
"Siete certo che non ve ne pentirete? So bene quanto siete legato a Lady Mary"
"Sì, non posso lavorare per un uomo che non rispetto. E sarei certo un folle se lasciassi Downton per lui"
"Lo accetterò come un complimento per me stesso e per la mia casa"
Non sapeva che, ultimamente, per Carson il termine Downton significava Elsie Hughes.
D'un tratto sentirono la voce della signorina Swire provenire da basso.
"Che succede?" chiese indispettito il maggiordomo.
"Lord Grantham venite giù e chiamate tutti, si tratta di Matthew" disse concitata la giovane.
"Sta bene?"
La ragazza sfoggiava un sorriso bellissimo e scuoteva la testa in senso affermativo, con le lacrime agli occhi.
Il signor Carson non ebbe bisogno di seguire la famiglia nella stanza per capire.
Li sentì parlare, i toni euforici: il signor Matthew sembrava aver fatto dai progressi.
Sorrise e tornò di sotto, sorprendendosi nel trovare una lampada identica a quella precedente, nella perfetta posizione slla sua scrivania.
Sotto il piedistallo c'era un biglietto:
"Ricordavo bene. Ne avevamo due. Spero questa possa sopravvivere. EH"
Non gli disse che quella era l'abatjour che lei usava in camera da quando lui aveva 'rimodernato' la sua scrivania, per sentirlo più vicino.
Il cuore si strinse a quel piccolo gesto.
Decise di andare a cercarla ma la sentì parlare con la signora Patmore:
"Non lo so Beryl, non so che dire"
"Capisco che siano i padroni del maniero ma potrebbero anche avvisare se succede qualcosa. Poi la roba si fredda e non solo farà schifo, ma la colpa sarà mia"
"Non so cosa..."
"Signore" disse il baritono entrando.
"Signor Carson per caso sa cosa succede al piano di sopra?"
"Credo che ci siano buone notizie a proposito del signor Crawley. Sentivo che hanno mandato a chiamare la signora Crawley e il dottor Clarkson"
"Ottimo devo farne uscire due coperti in più, fortuna che deve cuocere altri 10 minuti" sbraitò la cuoca allontanandosi.
"Signora Hughes una parola"
"Certamente"
Lo seguì nel corridoio e, facendo cenno alla lampada grazie alla porta aperta della dispensa, si limitò ad abbassare la voce e la testa e sussurrarle all'orecchio un dolce grazie.
Le vennero i brividi.
Lui indugiava assorbendo il suo profumo e lei si inebriava della sua colonia. Se si fosse voltata leggermente le loro labbra si sarebbero toccate.
"Non c'è di che" rispose con voce tremante.
"Daisy, dove abbiamo messo il curry?" urlò facendoli rinsavire la cuoca.
"Vado a vedere come sono messi di sopra" disse il maggiordomo fissando la governante.
"Grazie si"
Così con passo leggero salì le scale.
"Perdonate milord ma la signora Hughes mi chiede come regolarsi per la cena" chiese cercando di nascondere un sorriso.
Non fu felice quando la famiglia chiese al dottor Clarkson di unirsi a loro per cena.
Non perché non era vestito in modo adeguato o perché avrebbe dovuto mettere piatti in più spostando tutto, bensì perché ancora non si era abituato all'idea che il dottore potesse non avere un interesse per la signora Hughes.
Downton non era più di sua giurisdizione, perché non poteva stare un po alla larga?
