Oahu (Hawaii)
Giovedì 30 Maggio, Ore 20:40
Dopo aver volato per un po' Hokmuto alla fine aveva trovato un'isola. Sorvolata molta dell'entroterra, era atterrato in mezzo alla foresta; quando lo fece si generò un trambusto, con anche uccelli e animali si allontanarono più velocemente che potevano e piante che si rompevano. Appoggiò il sottomarino che teneva tra le braccia sopra gli alberi, la robustezza e il grande numero di questi non fece cadere a terra il veicolo.
Con gli artigli iniziò a lacerare una parete del mezzo, e lì dentro trovò ciò che cercava: delle testate, sentiva le radiazioni che emanavano nonostante fossero contenute.
Usando la bocca, iniziò a prendere le fonti di nutrimento dallo squarcio che aveva creato; non ingoiava le testate, piuttosto ci piantava i denti e quindi succhiava le radiazioni presenti.
Appena sentiva che i cilindri appuntiti non offrivano più nutrimento, li lasciava cadere a terra e ne prendeva un altro.
Mentre saziava la sua fame iniziò a ripensare al mondo in cui si era risvegliato.
Gli alberi e tutte le piante erano minuscole e finora non aveva trovato nessuna creatura che si avvicinava alla sua taglia. Erano tutte minuscole. E la maggior parte non le aveva mai viste.
"Devono essere nati mentre era ibernato." Concluse il Jinshin-Mushi mentre otteneva nutrimento da un'altra testata.
Quelle piccole creature bipedi, gli umani, erano strani, non possedevano artigli nè sembravano dotati di qualsiasi arma naturale. Aveva osservato il terrore nei loro occhi quando lo avevano visto, sapeva che era a causa delle sue dimensioni ed un po' anche dell'aspetto. Date le loro dimensioni non rappresentavano una minaccia per lui, lui lo sarebbe stato perché avrebbe potuto schiacciarli senza neanche notarlo.
Non aveva idea se sapessero che gli sarebbe stato aggressivo solo se lo attaccassero.
Era anche rattristato perché non aveva trovato altri membri della sua specie. Il cuore gli cadde in gola a ciò che significava se fosse vero, sarebbe stato l'ultimo del suo genere.
"Spero di sbagliarmi." Pensò sconsolato Hokmuto. Erano passate ore da quando aveva lanciato il richiamo di accoppiamento, e non aveva ricevuto ancora alcuna risposta.
Prendendo un'altra testata, tentò di aggrapparsi ad una scintilla di speranza.
Faceva affidamento sul fatto che almeno uno dei suoi simili fosse in un bozzolo e/o semplicemente non aveva ancora risposto ai suoi richiami.
Giungla di Oahu
Una squadra armata passava attraverso i boschi. Un paio di elicotteri li seguivano dalla distanza. C'era quasi un assoluto silenzio attorno a loro, ma si respirava un'enorme tensione.
Facevano parte del gruppo di battaglia del Colonnello Stenz ed erano stati inviati lì perché nell'area era stato rilevato un aumento di radiazioni significativo.
Tutti nel gruppo di battaglia, sapevano che poteva essere il sottomarino scomparso. Se fosse così allora era quasi certo che trovandolo avrebbero trovato Hokmuto.
Un veicolo di quella taglia non poteva arrivare lì facilmente, e vedendo la taglia del Jinshin-Mushi sapevano che questi non avrebbe avuto problemi a trasportarlo.
Sapevano che le loro armi non avrebbero ferito quella creatura, ma il loro compito non era di ingaggiarlo. Dovevano solo confermare se si trovava lì.
Non erano gli unici del gruppo che erano a Oahu: vari elicotteri avevano dispiegato altre squadre armate sui tetti dei palazzi di Honolulu.
Erano solo una precauzione per dare un falso senso di sicurezza.
Ovviamente avevano attirato l'attenzione di alcune persone, dubitavano che sospettassero cosa stesse accadendo, ma sapevano che non avrebbe fatto differenza.
Ormai il segreto sarebbe stato rivelato.
Il caposquadra stava guidando tutte le altre persone attraverso la fitta giungla. Con un Contatore Geiger stava avanzando verso un'area in cui la quantità di radiazioni aumenta significativamente. Non a livelli mortali o dannosi, ma notabili con lo strumento adatto.
Tutte le altre persone della squadra lo seguivano dietro di lui.
Avanzando lo strumento segnava valori sempre maggiori, era chiaro che si stavano avvicinando sempre di più alla fonte.
Ad un certo punto si trovò di fronte ad una protuberanza sul terreno ricoperta da una strana sostanza bianca viscosa; il suono del contatore era udibile nell'aria da tutti gli umani.
Tutta la squadra si ritrovò a fissare la protuberanza con aria interrogativa.
Il Caposquadra era davanti all'oggetto. Un altro membro del gruppo si avvicinò a lui, poggiò la mano sulla protuberanza e spazzò via un po' della sostanza bianca. Dei volumi gli rimasero attaccati, ma quello che catturò l'attenzione dei due fu il notare una superficie metallica con il simbolo di un cerchio giallo con delle porzioni nere assieme ad una scritta nera di pericolo radioattività.
"Ma cosa?!" Si chiese il Caposquadra tentando di dare un senso a ciò che vedeva.
Poi altra sostanza cadde sulla superficie.
L'altro membro, un uomo, puntò la torcia che aveva nel punto da cui era caduta la sostanza.
Tutta la squadra vide una protuberanza con un'elica attaccata ad una superficie metallica altrimenti liscia, la ricopriva un leggero strato della sostanza.
Con la mente assente, osservarono l'oggetto. Capirono cos'era prima ancora che gli elicotteri lo illuminassero.
"Oh cavolacci!" Sussurrò il Caposquadra. Tutta la squadra non riusciva a crederci.
Avevano trovato il sottomarino scomparso. E l'artefice della sua scomparsa.
Sapevano già l'aspetto del Jinshin-Mushi grazie ad immagini del disegno ed alcune ricostruzioni computerizzate, ma vederlo di persona era tutt'altra cosa.
In alto a sinistra, illuminato da un faro degli elicotteri, torreggiando sopra gli alberi, nei suoi 85 metri, c'era Hokmuto. Nell'atto di consumare un'altra testata.
Il Jinshin-Mushi aveva notato i due elicotteri che lo illuminavano, ma lì ignorò. Non lo avevano aggredito né avevano provato a rubargli nutrimento.
U.S.S Saratoga, acque nei pressi della costa di Honolulu
Stenz era inquieto. Tutti nella sala lo erano. Su uno degli schermi sulla parete c'erano Hokmuto e il Sottomarino. Era inquietante da vedere.
Il Jinshin-Mushi era vicino alla città e sapevano che ormai era solo questione di tempo.
Tentando di evitare che si avvicinasse alla città ordinò di lanciare due caccia e di dirigerli verso la posizione di Hokmuto.
Cosciente della probabile inefficacia di qualsiasi attacco, sperava di portarlo lontano dalla città.
Due caccia vennero lanciati dalla portaerei. Sorvolando la città, ben presto arrivarono alla foresta dietro le colline. E potevano vederlo. Era oscurato, ma con le luci degli elicotteri e la sagoma che aveva contro lo sfondo si distingueva che era una creatura viva. Si vedeva anche la maggior parte del sommergibile.
I due velivoli volarono al di sopra del Jinshin-Mushi, mentre questi stava prendendo un'altra testata con una delle sue mani più piccole. Sentendoli rivolse la testa verso di essi, lasciando cadere la testata verso il terreno. La squadra giù riuscì a sfuggire all'impatto del missile che non esplose.
Hokmuto lanciò un ruggito intimidatorio ai due velivoli. Pensava che fossero due intrusi venuti a rubare il suo cibo, quindi cercò di allontanarli.
I due velivoli fecero un altro giro e volarono di nuovo sopra di lui. Cercavano disperatamente di attirare l'attenzione del Jinshin-Mushi verso di loro.
In un'altra manifestazione di intimidazione Hokmuto sollevò il braccio destro principale, che iniziò ad illuminarsi di rosso-arancio, e lo sbatté a terra.
Un onda elettromagnetica emerse dal braccio e si diffuse in tutta l'isola. Causando un blackout di ogni apparecchiatura elettrica, bloccando tutti i veicoli e mandando nel buio la città. Ai piedi di Hokmuto, uno dei caccia si schiantò nella giungla creando un'esplosione che consumò molti membri della squadra, solo pochi fortunati sopravvissero perché vennero respinti da essa.
Anche l'altro caccia si schiantò nella giungla, creando un'esplosione visibile anche dalla regione montuosa vicino alla città.
I due elicotteri subirono lo stesso fato.
Sentendo di aver saziato il suo appetito, ed essendosi liberato delle seccature, Hokmuto stava per andarsene quando sentì un odore provenire da una direzione.
Cautamente, iniziò ad avanzare verso la fonte.
Proveniva da dietro la collina e sebbene non sapesse cosa fosse era intenzionato a scoprirlo.
U.S.S Saratoga
Quartier Generale
Dire che Stenz fosse sorpreso era dire poco, non si aspettava che il Jinshin-Mushi avesse abilità elettromagnetiche. Nessuno nella sala se lo aspettava. Gli scienziati Monarch stavano già discutendo sull'abilità, ipotizzavano che fosse un modo per indebolire gli attacchi energetici a lungo raggio di altri avversari.
Cercavano anche di capire come funzionasse, pensavano che era simile alle reazioni che avvenivano che producevano l'impulso elettromagnetico dall'esplosione di una bomba nucleare.
Stenz smise presto di ascoltarli e sospirò silenziosamente, infastidito. Il gruppo di battaglia aveva ancora le apparecchiature elettroniche funzionanti, l'impulso non aveva il raggio sufficiente per raggiungerli.
Il problema è che i contatti con la squadra nella giungla erano andati persi e così anche la posizione del Jinshin-Mushi.
Ben presto la sua attenzione fu rivolta verso tutt'altro.
Signore il radar rileva un enorme oggetto sottomarino in avvicinamento a grande
velocità. Gli disse con preoccupazione l'addetto al radar.
