Ponte di volo della Saratoga

Serizawa non sapeva cosa pensare, tutt'intorno a lui il personale stava lavorando con più fretta possibile. Stavano preparando degli elicotteri da inviare nella città. La situazione stava ormai sfuggendo di mano.

Hokmuto li aveva accecati di nuovo ed ora c'era il rischio di perdere di nuovo la sua posizione.

Era venuto là sopra a fissare la città buia. Voleva vedere un'ultima volta il mondo che non conosceva i Titani.

Presto il baccano che c'era non fu più ignorabile. Si guardò attorno cercando di capire. Poi si girò dietro e qualcosa attirò la sua attenzione. Avvicinandosi al bordo del vascello opposto alla città, prese un binocolo dalla sua giacca e con esso guardò un elicottero che stava inviando una luce verso qualcosa al di sotto.

Spostando lo sguardo verso il punto che illuminava scorse tre file di placche bianche dirette verso la portaerei. Molti altri membri del personale stavano ora accanto a lui a fissarle.

Quando arrivarono vicino abbassò il binocolo vedendole completamente prima che andassero sott'acqua.

Un allarme scattò sulla portaerei e tutti andarono verso l'altro bordo della Saratoga per vedere meglio da dove le placche si generavano.

Videro un'enorme schiena squamosa, con le placche, dirigersi verso l'isola. Tre vascelli di stanza attorno alla Saratoga furono sollevati dalla massiccia ondata generata dal passaggio dell'enorme massa, il vascello centrale salendo in alto sull'ondata.

Serizawa sapeva cos'era. Gojira. Disse quasi sussurrando.


Godzilla sapeva che la fonte del suono si stava avvicinando, non sapeva il perché ma era lieto che non si stesse allontanando. L'odore che sentiva provenire da questa confermò ciò che pensava: era un altro titano del suo tempo.

Quando il fondale oceanico si fece più vicino si preparò ad approdare sulla terraferma.

Senza volerlo causò un allagamento dell'area della costa in cui arrivò.

Mentre avanzava si guardò intorno, la città umana era al buio. Normalmente non sarebbe interessato a ciò ma qualcosa gli diceva che era collegato al titano che cacciava.

Indipendentemente da ciò, continuò ad avanzare attraverso l'oscura città. Con la sua vista di notte vede tanto bene quanto di giorno. Sebbene non c'era buio totale perché erano stati sparati dei flare rossi nel cielo.

Poteva notare degli umani sui tetti. Lo guardavano con soggezione e timore, ma non gli prestò tanta attenzione.

Ce n'erano anche alcuni armati che gli spararono, non li considerò neanche. La sua attenzione era concentrata sull'altro Titano.

Continuò ad avanzare attraverso la città nella direzione in cui era l'altro titano. Muovendosi fece crollare, o danneggiò, senza volerlo alcuni palazzi.

"In appena 69 anni le città umane sono cambiate tantissimo." Pensò Godzilla, ricordando l'anno in cui si scontrò con Shinomura.


Giungla di Oahu

I sopravvissuti della squadra di ricognizione si stavano radunando e facendo il punto sulla situazione. Non si erano mossi dalla zona del Sottomarino, a differenza di Hokmuto.

Il titano era stato rapidamente perso, anche dal terreno era difficile vedere qualcosa di quella taglia con la quantità di vegetazione.

Presto ristabilirono contatto con la Saratoga. Gli effetti dell'impulso stavano svanendo.

Squadra di ricognizione, qui il colonnello Stenz. Rapporto sulla situazione. Parlò stressata una voce dalla radio.

Colonnello qui è il Caposquadra. La maggior parte della squadra è morta, gli elicotteri e i caccia si sono schiantati. Necessitiamo di aiuto, ci sono anche alcuni feriti. Riferì il Caposquadra al Colonnello.

Hokmuto è ancora lì?! Chiese Stenz, angosciato.

No se n'è andato e non sappiamo in che direzione… Il Caposquadra non riuscì a finire la frase. I sopravvissuti notarono con orrore una scia di alberi schiacciati che si dirigeva verso Honolulu, e le luci della città si riaccendevano.


Aeroporto di Honolulu

Hokmuto si guardò intorno alla ricerca della fonte dell'odore. Sentiva che si avvicinava, ma non la vedeva ancora.

Era finito all'interno di un'area che gli umani usavano come nido. La cosa strana erano tutte le strutture luccicanti di metallo e cemento, era probabile che le avessero create gli umani.

Tuttavia la sua attenzione rimaneva sul mantenere la sua posizione di battaglia.

"Non devo distrarmi con questi pensieri ora." Rimproverò Hokmuto a se stesso.

Era così concentrato sul vedere arrivare la fonte dell'odore che non notò che le luci della città si stavano riaccendendo. Finché non lo fecero nella sua area.

Venendo illuminato improvvisamente, si ritrovò un attimo disorientato dai suoi dintorni. Iniziò a guardarsi freneticamente attorno, la sua ansia era in sovraccarico.

Notò alcuni umani attorno alla sua posizione e anche nei vetri degli edifici. Alla sua vista urlavano di terrore, alcuni inciampavano o svenivano.

Presto vide un treno dirigersi verso di lui. Credendo che fosse un essere che lo volesse aggredire, gli lanciò un ruggito e si mise in una posizione minacciosa.

Due elicotteri, apparentemente sbucati dal nulla, si dirigevano verso di lui e iniziarono a sparargli contro.

Hokmuto ruggì anche a questi mentre il treno si avvicinò a lui sempre di più fino a che non era ai suoi piedi. Hokmuto fece avanzare le mascelle verso il veicolo su rotaie e le chiuse appena erano sul primo vagone. Ciò fece crollare il viadotto su cui era il treno e quest'ultimo si arrestò, il vagone che aveva danneggiato finì per sporgere dal bordo. Il resto del treno però rimase sui binari.

Provando ad ingaggiare gli elicotteri, (che continuavano a sparargli), Hokmuto iniziò ad avanzare sul terreno, ruggendo minacciosamente a questi.

Uno di questi urtò qualcosa, perdendo il controllo e schiantandosi contro la sua ala.

Il velivolo prese fuoco e rimbalzò per precipitare contro un aereo vicino. Questo esplose e un pezzo finì per colpire un altro aereo che esplose anche. Un pezzo lanciato in aria da quest'ultimo colpì e fece esplodere un altro aereo. Gli umani lì presenti erano terrorizzati.

La sua attenzione fu rivolta verso tutt'altro, la fonte dell'odore era poco dietro di lui. Quando si voltò e la vide, illuminata dalle fiamme nell'aeroporto, gli ruggì contro. Questa fece lo stesso verso di lui.


Godzilla non era felice, questo titano insettoide lo stava minacciando. Non tirandosi mai indietro da una sfida, avrebbe insegnato a quest'essere più piccolo di lui a non minacciarlo mai.

Iniziò a sfrecciare verso il Jinshin-Mushi, ma questo si sollevò in aria e lo schivò. Poi si mise sul suo lato destro, affondò gli artigli nelle sue squame e lo morse al collo, mentre con i suoi uncini lo trafisse in più punti.

Quando tentò di afferrarlo, il Jinshin-Mushi balzò sulla sua schiena. La lunghezza delle sue braccia e gambe gli impedì di toccare le placche di Godzilla.

Il Jinshin-Mushi iniziò quindi ad artigliarlo ripetutamente con le mani.

Dimenandosi per scrollarselo di dosso, capì che nella posizione in cui era non poteva afferrarlo, quindi escogitò un piano.

Si diresse verso uno dei palazzi li vicini. Vedendo ciò Hokmuto si librò in aria, ma appena mollò la presa Godzilla ruotò la sua testa più velocemente che poteva e morse la gamba destra del Jinshin-Mushi.

E lo lanciò verso l'edificio.

Hokmuto si schiantò in esso, e Godzilla caricò attraverso l'edificio. Il Jinshin-Mushi fu spinto attraverso macerie di cemento dal Godzilla. L'edificio si sgretolò totalmente e dei pezzi rimbalzarono anche su Godzilla; tanta polvere si sollevò nell'aria.

Prima che potesse afferrarlo, Hokmuto si rilanciò in aria ed gli balzò sulla lato destro della schiena, iniziando ad artigliarlo con le mani. Però Godzilla afferrò con le mascelle una delle braccia del Jinshin-Mushi e cercò di portarlo giù.

Ci riuscì, ma il Jinshin-Mushi si spinse con le ali evadendolo prima che potesse afferrarlo. E volando in aria.

Godzilla fissò il Jinshin-Mushi mentre questo atterrava di fronte a lui sul tetto di un edificio, devastandolo (ma non facendo crollare il palazzo).

Godzilla lo caricò.

Il Jinshin-Mushi lo fissava con odio, quando all'improvviso ebbe un'espressione sorpresa ed apparve disorientato. Ciò lo confuse un po' ma non interruppe il suo assalto.

Il Jinshin-Mushi riprese ben presto la sua attenzione verso di lui, ma non gli lanciò alcun verso. Poi si voltò e volò nella direzione opposta a quella in cui lo guardava.

Godzilla fu confuso da questo comportamento, ma con tanto odio che provava non gli diede tanto conto. Iniziò ad inseguirlo e presto si ritrovò a doverlo tallonare a nuoto, (di nuovo), mentre questi volava sopra l'oceano.

Dietro di loro intanto la popolazione di Honolulu iniziò a caricare su internet immagini e video di ciò che era successo. Ogni giornalista stava scrivendo articoli sull'evento e qualsiasi telegiornalista si stava preparando a mandare in onda la notizia più sensazionale delle loro vite.

Non riuscivano a credere che ciò che era successo fosse reale.


Stenz, Serizawa e tutte le persone a bordo della Saratoga e di ogni vascello del loro gruppo di battaglia guardavano i due titani allontanarsi dall'isola nell'oscurità della notte. Erano angosciati e pallidi per gli eventi verificatisi.

Sapevano che tutti nelle alte sfere e ogni persona di Monarch erano allo stesso modo.

Non potevano biasimarli.

Ormai il mondo intero lo sapeva.

L'esistenza dei titani era venuta a galla di fronte ai loro occhi.