San FranciscoVenerdì 31 Maggio, Ore 23:00

Noooo! Perché l'hai ucciso?

Godzilla si voltò per vedere la fonte della voce. Fu preso un po' alla sprovvista.

Dietro di lui c'era un altro Jinshin-Mushi, però, a differenza di quello che aveva affrontato, era alto quanto lui e al posto delle ali aveva un altro paio di braccia con uncini. Sulla testa c'era una serie di 'creste'.

Dalla memoria genetica che aveva, Godzilla sapeva che questo Jinshin-Mushi era una femmina.

Perchè? Ripeté Jinshin-Mushi con le lacrime agli occhi.

Rimasero a fissarsi per un po'. Lui con occhi sorpresi, lei tristi.

Intorno a loro il silenzio regnava sovrano, gli unici rumori presenti erano quelli degli incendi che bruciavano ed i respiri dei due titani.

Alla fine il titano rettiloide ruppe la quiete.

Mi…Mi aveva….. minacciato. Le disse Godzilla calmamente, cercando di trovare le parole. Anche se era della stessa specie del suo avversario, non gli era stata aggressiva quindi non trovava ragione di iniziare un altro combattimento.

Volevo fargli capire che non doveva mai fare una cosa del genere. Ho sempre preso le provocazioni come minacce di morte. Finì Godzilla.

Ma perchè arrivare ad ucciderlo? Non potevi solo metterlo a tappeto? Disse lei piangendo.

Stavamo combattendo. Nella foga del momento stavo facendo tutto ciò che era in mio potere per terminare rapidamente lo scontro, anche se significava finire la vita del mio avversario. Gli disse provando a distogliere lo sguardo. Non poteva sopportare la vista di tristezza in quegli occhi.

La Jinshin-Mushi lo guardava spenta, ancora con le lacrime. Poi si sedette di fronte a lui; sguardo verso il terreno e abbracciata alle ginocchia.

Godzilla non aveva idea che sarebbe arrivato a questa situazione. Ogni volta che si era trovato di fronte ad un altro titano aveva sempre dovuto combattere, però la titana di fronte a lui non sembrava intenzionata a farlo.

Hokmuto era il primo essere che in tutta la mia vita mi ha offerto compagnia. Disse la Jinshin-Mushi singhiozzando mentre si spazzava via le lacrime dagli occhi.

Conosciuto il nome del Jinshin-Mushi, Godzilla fu triste nel sentire il resto delle parole della titana. Sapeva quanto fosse terribile la solitudine e non augurava a nessun essere di viverla. In effetti per tutta la sua vita si era sempre sentito come lei era in quel momento.

Ora che non c'è più non so chi avrò. Dubito che ci siano altri maschi della mia specie nel mondo. Disse la Jinshin-Mushi senza emozione. Non si fermò lì.

Sono tutta sola. Disse debolmente, poi scoppiò in lacrime affondando la testa tra le ginocchia.

Godzilla era a pezzi, gli piangeva il cuore a guardarla in quello stato. Sapere che probabilmente era l'ultima della sua specie non lo aiutava. Conosceva fin troppo bene come ci si sentiva.

Sentì anche un calore interno, ma ne fu confuso perché non capiva cosa fosse.

Per un attimo pensò semplicemente di andarsene e tornare nell'oceano, ma scacciò via quel pensiero. Voleva aiutare la titana piangente sotto di lui.

Godzilla si inclinò fino ad essere quasi a livello occhi a occhi con lei, poi le parlò piano.

Mi dispiace, per ciò che ho fatto. Le disse Godzilla dolcemente.

Questo catturò la sua attenzione e lei alzò la testa per guardarlo. Le lacrime uscivano ancora dai suoi occhi.

Non volevo causarti tutto questo dolore. So cosa si prova ad essere soli, lo sono stato dal giorno della mia nascita.

La Jinshin-Mushi lo guardò con empatia. Fino ad Hokmuto, anche lei era nata e vissuta in solitudine.

Superando un nodo che gli impediva di parlare, Godzilla continuò.

Ti prometto però che da ora in poi non sarai più sola. Le riferì Godzilla. Ai lati della sua bocca si formò un sorriso, (che a differenza di tutte le altre volte era visibile). Il titano rettiloide continuò.

Starò io al tuo fianco. Le disse Godzilla con occhi splendenti di determinazione.

La Jinshin-Mushi lo rimase a fissare con bocca aperta. Non sapeva cosa dire.

Poi lo seppe.

Grazie. Gli sussurrò. Le lacrime sul viso della titana non furono più di tristezza, ma di gioia.

La Jinshin-Mushi si spazzo via le lacrime e si rialzò in piedi.

Godzilla fu sollevato che non era più solo. Guardandola sempre di più voleva darle ulteriore conforto. Quindi strofinò il suo muso contro la spalla sinistra della titana, la quale gemette di felicità.

Era felice che per la prima volta non aveva dovuto combattere una creatura incontrata.

Una realizzazione lo colpì.

Mi chiamo Godzilla. Le disse presentandosi; sorrideva.

Bosmuto. Disse debolmente la Jinshin-Mushi, anch'essa sorridendo.

Bel nome. Le disse sinceramente.

Grazie. Lo ringraziò, arrossendo.

Godzilla non sapeva cosa dire. Sentiva uno strano calore dentro di lui vedendola. Notò anche che la trovava simpatica e in un modo pure carina.

Poi qualcosa su Bosmuto attirò la sua attenzione.

"Ma cosa?!" Pensò mentre si muoveva per vedere più da vicino il ventre di Bosmuto. La titana, notando il suo sguardo curioso, spostò i suoi arti frontali per permettergli di vedere meglio.

Sentì il suo respiro bloccarglisi in gola. Dentro l'addome della titana c'erano due sfere giallo-arancio che risplendevano. Dire che era sorpreso sarebbe un eufemismo.

Sapeva bene cosa fossero.

T…Tu… se..sei.. Godzilla non riuscì a finire per la sorpresa. Vedendolo, Bosmuto arrossì e provò a distogliere lo sguardo, confermando ciò che pensava.

Non contengono cuccioli. Dovrebbero ancora essere fertilizzate. Quindi non preoccuparti: non avrai altri due titani da controllare. Gli riferì Bosmuto prima che potesse parlare. Sembrava triste.

Ma, a me piacerebbe prendermene cura. Disse Godzilla sorridendole.

Bosmuto fu sorpresa da ciò.

D..Davvero? Gli chiese esitante.

Sì. Gli rispose Godzilla. Nel sentire quella parola, la Jinshin-Mushi fu ricolma di gioia.

Ho sempre voluto una famiglia di cui prendermi cura. Gli rivelò Godzilla prima che lei potesse continuare. La sua coda si stava muovendo per la gioia similmente a quella di un cane.

Oh, grazie. Grazie tante. Gli disse Bosmuto con lacrime felici; respirava a fatica per l'entusiasmo. Non poteva credere che stava succedendo davvero.

Continuarono a fissarsi negli occhi reciproci per quella che sembrò un'eternità. Poi iniziarono a coccolarsi strofinandosi a vicenda il muso l'uno contro l'altro.


U.S.S Saratoga, Baia di San Francisco, poco a largo della costa

Con gli eventi avvenuti in quei due giorni, le persone sul ponte della Saratoga pensavano di aver visto tutto l'impossibile che poteva accadere. Si sbagliavano.

Anche se era su uno degli schermi del muro, non riuscivano a credere che stava accadendo veramente. Eppure lo vedevano.

Dopo che Hokmuto era morto, Godzilla e Bosmuto si erano ritrovati faccia a faccia; si erano lanciati stridii, sibili e deboli ruggiti. E apparentemente si erano innamorati l'uno dell'altro.

Sul ponte regnava la quiete, tutti erano senza parole di fronte alla scena che stava avvenendo. In particolare, gli scienziati Monarch non riuscivano a capacitarsi che stava veramente succedendo; sui loro visi c'era un'espressione sconsolata.

Alla fine il silenzio venne rotto.

Dottor Serizawaaaaa! Con una rabbia non professionale e denti scoperti, il Colonnello Stenz chiamò Serizawa,(anch'egli presente sul ponte), facendo trasalire tutti gli esperti Monarch presenti e ogni altra persona nella stanza.

Serizawa si voltò verso di lui, ma non parlò. Tutti gli scienziati, ed alcune delle persone presenti, pure si voltarono verso Stenz, ma sapevano che non era nel miglior umore.

A meno di un metro di distanza dal suo Stenz sbottò.

Aveva detto che Godzilla avrebbe ucciso i Jinshin-Mushi. Allora perchè sembra si sia innamorato della femmina?! Chiese con rabbia all'esperto Monarch.

Dopo l'iniziale stordimento, Serizawa trovò le parole.

Colonnello, è probabile che Gojira si sia veramente innamorato di Bosmuto. Gli rispose esitante Serizawa.

M…M…Ma come?! Aveva detto che sono specie rivali! Disse Stenz ricordando ciò che aveva detto l'esperto.

Il fatto è che i titani sono pur sempre degli animali. Quindi, per avere una psiche normale, devono avere interazioni con altri membri della loro specie.

Disse Serizawa cercando di trovare una spiegazione razionale e convincente per il Colonnello. Fermatosi un attimo per riprendere fiato, continuò.

E poiché probabilmente Gojira sarà stato solo per millenni, era possibile che potesse innamorarsi della Jinshin-Mushi femmina quando la vedesse. Riferì il mortificato Serizawa a Stenz.

Si poteva dire che Stenz era seccato che quella possibilità era divenuta realtà.

Poi la sua rabbia sembrò svanire e assunse un'espressione vuota.

È chiaro che se qui si vuole risolvere un problema, bisogna agire di propria iniziativa.

Quella frase mise a disagio tutte le altre persone presenti.

Ordinerò di attaccare i due titani con tutto il fuoco possibile che abbiamo. Disse Stenz a Serizawa mentre prendeva la radio.

Lo scienziato Monarch si mosse subito e afferrò il braccio del Colonnello prima che facesse la follia. Lui lo guardò infastidito.

Colonnello è meglio se non attaccasse i due. Serizawa vide che non era ancora convinto.

Ha visto di cosa sono capaci i titani. Se non vuole che finisca in un massacro, non faccia arrabbiare nessuno dei due. Disse Serizawa quasi supplicandolo.

A malincuore Stenz lasciò andare la radio.

Guardandolo sempre negli occhi continuò.

Ed ora che si fa con i due innamorati? Gli chiese il Colonnello senza emozione.

Gojira vorrà portare la Jinshin-Mushi nel suo territorio, cioè il Giappone, però Bosmuto non può nuotare mentre è in dolce attesa delle uova. Lo informò Serizawa; dalle immagini raccolte, anche il pubblico sapeva che la Jinshin-Mushi stava trasportando delle uova non fertilizzate dentro il ventre.

Quindi deve permettere a Gojira di usare la Saratoga per portare Bosmuto in

Giappone. Finì Serizawa.

Assorbita la notizia, a malincuore Stenz rispose.

Capisco. Poi il Colonnello si ritirò nei suoi quartieri.

Serizawa tirò un sospiro di sollievo: aveva evitato altri inutili spargimenti di sangue. Scosse il capo ripensando a cosa Stenz voleva fare.

"L'arroganza umana è pensare che la natura sia sotto il suo controllo, e non il contrario." Pensò risoluto.

La Saratoga fu quindi diretta verso la Costa, ma poté essere evacuata solo della maggior parte del personale, (tra cui Stenz e gli scienziati Monarch), prima di essere usata in modo non convenzionale.


Felice di come si era conclusa la sua recente impresa, Godzilla portò Bosmuto fino ad una portaerei vicino alla costa. Una volta che la Jinshin-Mushi salì sul ponte di volo, Godzilla iniziò a trascinare la portaerei lontano dalla città.

Superati i resti del Golden Gate Bridge ed entrati nell'aperto oceano, con la sua nuova compagna che lo guardava, Godzilla sogghignò: stava vivendo quella che gli umani chiamano 'Luna di Miele'.