I rimedi di Reynier
Mentre zoppico, mi massaggio il sedere e percorro il corridoio fino a raggiungere la mia camera. "Ohi ohi ... mio padre sarà anche anziano ma possiede ancora la forza di soldato! Ohi ohi ... Dannazione! ... Ahhh le gambe ... che male ..."
Sento mio marito aprire la porta, entra nella nostra stanza borbottando. Ancora con gli occhi chiusi domando: "Cosa è successo Augustin?"
"Ohi ohi ... Succede che ... mio padre pensa di essere ancora un giovanotto! ... Mi ha colpito alle gambe con il suo dannato bastone e ... e se glielo facessi sparire?! Sarebbe un'idea!"
"Uhm ..." alzo appena la testa dal cuscino e osservo mio marito "E per quale motivo ti avrebbe colpito?"
Sento il tono sospettoso di mia moglie, come se pensasse che sia colpa mia se mio padre mi ha colpito. Ma mio padre, invecchiando, è sempre più uguale a nonno Augustin! Manesco come lui!
"Ma cosa vuoi che ne sappia io di cosa gli passa per la testa!"
"Ma ... tu ... cosa stavi facendo esattamente quando tuo padre ti ha ... colpito?"
"Io?! Passeggiavo tranquillamente per i corridoi per accertarmi che tutto fosse in ordine."
"Passeggiavi? Cioè ... tu vorresti dire che passeggiavi per il palazzo? Così ... senza una meta precisa? Non è che forse ... stavi sorvegliando un po' troppo da vicino?"
"CHI?! IO? Ma cosa dici?!" trascino la le gambe fino a sedermi sul letto. Tiro giù i pantaloni. "Ho i lividi. Accidenti a mio padre! ... Senza contare che mi fa male il sedere, non posso nemmeno sedermi sul letto." mi sdraio e mi metto sul fianco. "Ahi ahi ... povero me!"
"Il sedere? E perché mai ti farebbe male? Hai detto che tuo padre ti ha colpito sulle gambe ... Augustin!" Mi metto seduta e lo osservo dritto negli occhi, "TU mi devi una spiegazione!"
"Ma quale spiegazione!? Sto male e ho sonno..."
"Ah, no! Non penserai di cavartela così!" sbotto scocciata ed un poco furiosa.
"Ronff ... roff ... che doloreeeee ... ronff ..."
"Beh ... se riesci a dormire nonostante il dolore ... vuol dire che non è poi così grave. Buona notte, Augustin! E Buon 1790!"
" ... Ronff ... ronff ... 89 ... non 90 ... ronff ronff ..."
Meglio fingere di dormire altrimenti Marguerite non farebbe che rimproverarmi.
"1790 Augustin! Siamo ormai nell'anno nuovo ... il 1790!" sbotto mentre mi sistemo sotto le coperte, le tiro un poco e mi ci avvolgo, scoprendo in parte mio marito.
"Ronff ... ronff ..."
Strattono ancora un poco, cerco di avvolgermi meglio, mentre sento il finto russare di mio marito.
E' il mattino del primo giorno del nuovo anno. Andrè ed io ci siamo alzati abbastanza tardi, oggi è un giorno di festa. E comunque da quando siamo giunti qui in realtà ho ben pochi doveri da assolvere ... Ho indossato un bel completo maschile, sto abbottonando la giacca mentre mi osservo nello specchio. "In una sola settimana sono rientrata nei miei abiti! Hai visto Andrè?!"
" ... Sei splendida! Comunque non avrei mai immaginato che in così poco tempo saresti tornata come prima."
Mi volto di scatto e osservo male mio marito. "Come sarebbe a dire? Dopo la nascita di Sophie ci ho messo un giorno in meno a rientrare nei miei abiti di sempre!"
Alzo le mani in segno di resa, sorrido. Sono felice di vederla così decisa, nei suoi occhi brilla la solita luce di sfida. "Forza Oscar, ancora qualche settimana di riposo e potrai riprendere in mano la pistola, il fucile, la spada ... e magari anche le redini di César! Piuttosto ... quando pensi di parlare con Armand del biglietto di Sua Maestà?"
"Mi sto preparando per andare da lui ..."
"Uhm ... posso venire con te? E poi ... non credi che dovrebbe esserci anche tuo padre ... lo sai come è fatto ... potrebbe offendersi!"
"Mio padre? Uhm ... si, forse hai ragione. è meglio evitare possibili attriti. Che poi ... oggi è il primo giorno dell'anno nuovo, ci pensi?"
"Un anno pieno di novità!" sorrido, accarezzo le sue guance e la bacio. "Ti amo, amore. Buon anno!"
AUUUUUU
Bauuuuuuuuu
Sento Beau ululare e cercare di intromettersi tra me e Andrè, tenta di farsi spazio, si appoggia alle mie gambe, cerca di allontanare Andrè.
"Ah ah ... abbiamo un cagnolino geloso" sussurro sulle labbra del mio Andrè.
"Eh ... molto geloso! Ah ah ah ... vieni qui Beau!" lo prendo in braccio, l'accarezzo. "Sei una forza della natura."
Bauuuuu
"Ecco, ora è soddisfatto! Vuole essere al centro dell'attenzione! Su, andiamo Andrè, cerchiamo mio padre."
"Aspetta, dobbiamo attendere la nonna, lei si occuperà dei piccoli!"
TOC TOC
"Deve essere lei." dico mentre apro la porta. "Entra nonna!"
"Oscar, Andrè! Vedo che siete già pronti! Su su ... godetevi la mattina mentre io mi godo un po' i miei nipotini ... ma non ditelo a Augustin ... è così geloso!"
"Il Generale avrà altro da fare. Andiamo, Oscar!"
"Si si ... Grazie nonna! A dopo!" esco decisa dalla stanza seguita dal nostro quadrupede. "Uhm .. vieni con noi tu? O forse vuoi dare la caccia al gatto?"
AAAAUUUUU
"Andiamo Andrè .. qualcosa mi dice che tra Beau e il gatto di Girodelle questa casa verrà distrutta!" aggiungo mentre andiamo nello studio di mio padre, di solito la mattina va lì per leggere la posta in tranquillità.
"Bene ... andiamo nella studio ..."
Ci fermiamo davanti alla porta, faccio un bel respiro e busso.
TOC TOC TOC
Sono seduto alla scrivania, leggo la corrispondenza del Generale Bouillé. "Uhm ... a quanto pare a Parigi continuano i disorni ..."
AUUUUU
Baaaauuuu
"Beau, smettila subito" borbotto mentre busso nuovamente alla porta.
TOC TOC TOC
"Ehm ... si, si ... AVANTI!"
Apro la porta decisa ed entro, seguita da Andrè e da Beau.
Il nostro cagnolino inizia a girare per la stanza, annusa ovunque, come stesse cercando qualcosa. Si ferma in ogni angolo, cerca di spostare persino il tappeto.
"Padre ... dovrei parlavi ..."
André domanda: "Signore, Vi abbiamo disturbato? Vedo che stavate leggendo la corrispondenza ..."
"Sono arrivate notizie da Parigi ... la città è in subbuglio." poi mi volto verso Oscar ed aggiungo: "Dimmi Oscar, hai forse bisogno di qualcosa?"
"Si ... vedete Padre, oltre ai fiori Sua Maestà mi ha mandato un biglietto ..." lascio la frase in sospeso ed allungo una mano per passare tale biglietto al mio augusto genitore.
"Cosa succede? Cosa dice il Re?"
"Leggete, Padre, leggete" rispondo mentre il nostro Beau continua a girare per la stanza annusando ogni angolo, raggiunge la scrivania di mio padre e continua ad annusare.
Afferro il biglietto, lo leggo. Sospiro vistosamente. "Povero Armand ... e povera Anna. Sembra che tutti i parenti del piccolo Carlo si vogliano occupare di lui!"
"Forse sono interessati al patrimonio dei marchesi di Saluzzo ... essere il suo tutore significa anche amministrare il suo patrimonio".
"Ovvio Andrè ..." poi osservo mia figlia Oscar, dritta, fiera e decisa come sempre. Non sembra neanche che abbia partorito da una sola settimana. "Dunque ... cosa intendi fare? Non credo che ci siano alternative, devi accettare".
"Si, è la soluzione migliore per tutti. Così Carlo resterà accanto a suo padre e sua madre ... Oscar, sono fiero di te"
"Grazie Padre, però bisogna parlare con lo zio Armand ... e non credo che ne sarà felice"
"Allora Padre andiamo dallo zio Armand, Voi sapete dove trovarlo a quest'ora?"
"Oh ... si si ... tranquilla. È nella cappella a recitare le lodi mattutine!"
"Ne siete sicuro? Sono le otto. Credo che sarà nella sua stanza."
"No no ... tutte le mattine si reca nella cappella ... certe abitudini non riesce proprio a perderle, su andiamo!"
"Volete che ne parliamo nella cappella?"
"Se ti metti una bella mantella pesante ... credo che lì faccia un poco freddo, soprattutto di prima mattina. Se invece preferisci rimanere al caldo mando Michele e cercarlo ... uhm ... si forse è meglio se mando Michele, tu hai appena partorito ... devi avere riguardo!" rispondo mentre la osservo per bene.
"Meglio aspettare lo zio Armand nei suoi appartamenti, anche Anna deve essere informata delle intenzioni dei Saluzzo."
"E allora mando a chiamare anche lei!" aggiungo deciso, ma da quando mia figlia non mi obbedisce e basta? Sta diventando una vera contestatrice!
Tiro deciso il cordino e attendo che arrivi una cameriera o, meglio ancora, proprio Michele.
"E adesso vediamo quanto tempo ci mettono ad arrivare! A Palazzo erano velocissimi ... qui invece ..." borbotto mentre faccio segno ad Oscar e Andrè di accomodarsi sulle poltrone dello studio.
"Oh Signur! Michele da quando è arrivato il conte di Girodelle con quel gattaccio non si capisce niente! ... Ha perfino strappato la tappezzeria delle poltrone! Vorrei cacciarlo fuori dal palazzo e portarlo al canile!"
"Calmati Madamina non ti arrabbiare! ... E adesso scusami, lu Padrun sta chiamando!"
"Eh ... il padrun ... il padrun ... quanta agitazione che c'è in questa casa!"
Corro verso lo studio, apro, entro, mi raddrizzo su tutta la mia persona, faccio un inchino e domando: "Avete fatto chiamare?"
"No ... ho suonato per puro divertimento! MICHELE! Ma che domande fai! E vedi di sistemarti la marsina!"
"Sissignur!" mi sistemo. "Ecco fatto! Ora va bin?" (bene)
"Meglio ... allora Michele, devi chiamare mio fratello e la marchesa, li voglio qui entro cinque minuti. Ed ora vai, veloce!"
"Sissignur! Corro!" lascio in tutta fretta lo studio e raggiungo la stanza del Conte Armand. Busso.
TOC TOC
Mi sto sistemando i capelli, dopo essermi vestita, quando sento bussare.
"Avanti!"
"Buongiorno Contessa! Lu Padrun, desidera anzi ordina, Voi e il Conte Armand di raggiungerlo nello studio!"
"Nello studio? Adesso? Ma ... tu sai il perchè Michele?"
"Lu Padrun non racconta le sue faccende a un Maggiordomo."
"E va bene Michele, lo raggiungo. In quanto ad Armand ... puoi andarlo a cercare tu? É nella cappella."
"Andrò io ... Con permesso."
"Grazie Michele ..." vedo il povero maggiordomo allontanarsi a passo spedito. "Povero Michele ..."
"Andrè, dobbiamo trovare il modo di non urtate la sensibilità di mio zio."
"Non mi sembra che sia possibile. La situazione non è affatto bella, anzi."
"André, meglio che sia tu a parlare ..."
"Io? Ma ... se vuoi ... "
"Sarò io ad affrontare il discorso, ovviamente. Sono io il capofamiglia"
Sento la voce del generale intromettersi tra me e Oscar.
"Certo Signor Generale! Siete il più indicato."
"Bene Andrè. Mi fa piacere che tu comprenda, figliolo. E poi ... quante volte devo dirti di chiamarmi padre?"
"Avete ragione ma ... è l'abitudine."
"Vedi di cambiare abitudine, chiaro? Ti ho adottato! Così finalmente ho una voce maschile che mi chiama padre ..."
"Si ... Padre."
"Ahhh" sospiro soddisfatto mentre vedo il quadrupede sistemarsi felice sul tappeto proprio davanti al caminetto, dopo avere annusato per bene tutta la stanza.
Poco dopo entra il gatto di Victor, Beau appena lo vedo entrare scatta in piedi, tira su le orecchie, la coda, mostra i denti e ringhia.
Il gatto rizza il pelo, salta sulla scrivania spostando i fogli posti con ordine meticoloso e li fa cadere a terra. Lucifero tira fuori le unghie e comincia a graffiare la parte superiore della scrivania. In pochissimi istanti Beau salta, lo raggiunge, l'afferra. Il gatto miagola con tutta la forza, si divincola e salta dappertutto, si aggrappa alle tende, le strappa, sale sui mobili facendo cadere tutte le suppellettili seguito da Beau. Il Generale urla: "AHHHHH FERMATELIIIII ... QUESTE BESTIACCE PENSANO DI TROVARSI IN CAMPAGNAAAAA AHHHHHH IL MIO STUDIOOOOO ..."
"BEAU! VIENI QUI, SUBITO!" ordino decisa nella speranza che mi ascolti.
Il Generale continua a urlare: "ACCIUFFATELIIII ... GIRODELLEEEEEE ... GIRODELLEEEEE ..."
"Andrè ... cerchiamo di fermarli prima che distruggano tutto."
"Ma ... guardali, non è possibile! E non possiamo nemmeno aprire le finestre per farli uscire, potrebbero precipitare e schiantarsi al suolo!"
"Oh, non voglio di certo che il mio Beau si faccia male! Però devo ammetterlo ... è un ottimo cane da caccia!" Aggiungo mentre vedo che sta afferrando il gatto di Girodelle per la coda.
MIAOOOOOOOOO
Sento il miagolio del mio gatto, presagisco nulla di buono. Corro. Seguo i miagolii del mio gatto che mi conducono allo studio. Entro. Sono sconcertato, lo studio è a soqquadro, il Generale è furioso, Oscar e André sono immobili, stupiti, esterrefatti mentre Michele rincorre i due quadrupedi con una rete intento ad afferrarli.
In un primo momento asservo ciò che sta accadendo, poi con tono perentorio dico: "André, Girodelle, fermiamo immediatamente questo scempio!"
"Comandante, il mio gatto sarà anche vivace ma il Vostro cane non demorde ..."
Il Generale ribatte stizzito: "E cosa ti aspettavi?! E' un cane Jarjayes non un gatto Girodelle!"
"Per questa volta Padre non posso che concordare con Voi. Però ora basta." osservo Beau e poi urlo decisa. "BEAU, BASTA. QUI SUBITO!" indico un punto ai miei piedi. Vedo Beau fermarsi un attimo, mi osserva indeciso mentre vedo che ha tra i denti alcuni peli della coda del gatto di Victor. In un attimo il felino salta in braccio al suo padrone, in cerca di protezione. Poi, il mio Beau mi raggiunge, si siede ai miei piedi e inizia ad ululare.
Accarezzo il mio gatto, osservo il suo pelo. "Lucifero ma cosa ti prende? ... Maledizione ... il cane Jarjayes ti ha strappato il pelo!"
osservo il mio povero Lucifero, il suo pelo lucido è irrimediabilmente rovinato, povero caro. Lo capisco bene io, se qualcuno dovesse rovinare la mia capigliatura non so cosa fare!
"Ah ah ah Ben fatto Beau. Potrei quasi perdonarti per il disastro che hai contribuito a fare." Poi abbasso lo sguardo sulla mia scrivania, la scrivania del mio amato nonnino. "Povero nonno Augustin, queste bestie hanno deturpato la tua scrivania ... non bastava la macchia della lussuria ... ora anche le unghie degli animali."
"Chiamate il restauratore, vedrete che tornerà come nuova."
"La macchia non va via ... spero che almeno riesca a togliere i segni delle loro unghie", poi mi volto verso Girodelle ed aggiungo: "Ma come ti è venuta l'idea di portare qui un gatto! Dico ... ma lo sai che qui abbiamo Beau!"
"Il mio gatto non può rimanere da solo con la servitù."
"E perchè mai? Hai forse paura che un topo possa divorarlo?" domando sarcastico.
"Scherzate pure ma sappiate che il mio gatto mi è fedele quanto Beau è fedele al Comandante. Lucifero piange e digiuna che se non è con me o con mia moglie."
"E allora tenetevelo nella vostra stanza! Non lo voglio vedere in giro per il palazzo!"
AAAUUUUUUUU
GGRRRRRRRRRRR
"Lo vedi? Beau lo vuole azzannare ... che poi lo ha già fatto ... guarda quanti peli gli ha strappato! Ih ih ... Bravo Beau!"
Armand ed io siamo dietro la porta spalancata dello studio, dall'esterno guardiamo la devastazione, ci scambiamo uno sguardo, sussurro: "Ma cosa è successo?!"
"Sembra che ci sia stato un terremoto!" entriamo, Anna ed io ci guardiamo attorno. "Augustin ma cosa succede?" poi osservo Beau, è agitato e ringhia.
"Armand! Sei arrivato finalmente! Cosa vuoi che sia successo ... il gatto di Victor ha importunato il nostro Beau ... e questo è il risultato!"
Girodelle ribatte: "Ne siete davvero sicuro che sia andata così, Signor Generale?"
"Certo! Se tu avessi tenuto il tuo animale lontano da qui, non sarebbe successo nulla!" Poi osservo Beau, è seduto ma continua a controllare il gatto di Victor, mostra i denti e ringhia. Invece il gatto è mezzo spelacchiato, con il pelo dritto, arrampicato addosso al suo padrone.
Continuo ad accarezzare Lucifero. "Povero piccolo mio!"
André con tono pacato dice: "Credo che sia meglio che lo portiate via, Beau non fa che dimenarsi ... non vorrei che perdessimo nuovamente il controllo dei nostri animali."
"Il mio Lucifero è un gatto buonissimo, non vedi che resta qui in braccio a me? E' il vostro cane che non sa comportarsi semmai."
"E' uno Jarjayes, cosa ti aspettavi?" Tuona il Generale.
"Rispetto!" rispondo fiero, poi saluto e esco dallo studio accarezzando il mio amico. "Povero Lucifero ... il tuo pelo era così bello! Ma stai tranquillo ... ricrescerà! Magari chiediamo a Lassonne di darti una occhiata!"
Il Generale borbotta: "Tzè non ho mai visto una cosa simile!"
Anna continua a guardarsi intorno, poi si sofferma sulla scrivania: "Santo cielo! E' tutta graffiata! ..."
"Già ... vedete Anna ... oltre alla macchia di inchiostro ... adesso è anche piena di graffi!"
Armand ribatte: "Basterà il restauro. Augustin, perché ci hai mandato a chiamare?"
"Perchè ... beh, sedetevi, è meglio. Il discorso è un poco complicato."
Anna ed io ci accomodiamo. "Augustin hai un'aria preoccupata ..."
"No no ... intendo dire che si, c'è un problema piuttosto ... grave ma abbiamo già la soluzione!" rispondo deciso.
"Cosa succede?" Domando preoccupato.
"Devi sapere che assieme a tutti i fiori per mia figlia è arrivato anche un biglietto"
"Immagino che non sia stato solamente un biglietto di auguri..."
"Esatto Zio! … Qui stiamo solo perdendo tempo ed io non ne ho molto, tra poco François reclamerà il suo pasto."
"Hai ragione nipote …"
"Comunque Sua Maestà mi ha scritto per informarmi che alcuni parenti di Carlo ne hanno chiesto la custodia."
"La custodia di chi?! No, un momento, ti riferisci a Carlo?"
"Si, esatto. Sia uno dei fratelli del defunto marchese, sia uno dei fratelli di Anna. Credo che vogliano il patrimonio dei Saluzzo"
"Cosa?! ... Ma ... io non riesco davvero a capire!"
Anna ribatte: "Armand, i Saluzzo sono persone avide, vogliono servirsi di nostro figlio per riprendersi tutto il patrimonio che spetta di diritto a Carlo."
"Esatto Marchesa. Però abbiamo una soluzione ... o meglio, Sua Maestà ci ha proposto una soluzione"
"Quale?"
"Che sia Oscar ad accettare di essere il suo tutore."
Armand ribatte: "Cosa?! Ma Carlo è mio figlio!"
Anna sussurra: "Dimentichi che per i Saluzzo, Carlo è loro nipote ..."
"Esatto Anna! Voi avete centrato il punto. Carlo è conteso dai Saluzzo ma anche da Vostro fratello. Sua Maestà ci ha proposto questa soluzione ... Anna, credo che la decisione spetti solo a Voi." Osservo Anna, è visibilmente scossa dalla notizia.
"Io non voglio perdere mio figlio!"
"Quindi ... Oscar, devi accettare." Sentenzio deciso mentre osservo uno ad uno i miei interlocutori.
Armand stringe i pugni e digrigna: "Non è giusto!"
André gli si avvicina e con tono pacato sussurra: "Armand, la vita è iniqua. Dobbiamo adeguarci alle circostanze e se non volete perdere vostro figlio, dovete mettere da parte il Vostro orgoglio."
Con le lacrime agli occhi Anna interviene: "André avete ragione, non c'è via d'uscita!" poi prendo le mani di mio marito. "Armand, Nostro Signore per l'ennesima volta ci sta mettendo alla prova, e non possiamo tirarci indietro."
"Questa non è la volontà di Nostro Signore! Questa è una macchinazione del demonio!" Poi osservo mia nipote. "Dunque tu ... accetteresti di essere il tutore di Carlo?"
"Si."
"E ... cosa farai ... intendo ... IO non voglio rinunciare a mio figlio. Che ti sia ben chiaro!"
"Non dovrete rinunciare a Vostro figlio ... assumerò la tutela solo per permettervi di tenere qui Carlo. Per il resto ... non cambierà nulla!"
"André non hai nulla da ridire?"
"Assolutamente no. Mi dispiace per Voi Armand ... ma credo che questa sia la soluzione migliore per risolvere il problema"
"Anche se mi sento spodestato del mio ruolo di genitore, come padre non mi resta che ringraziarvi."
"Ma zio ... io non intendo di certo sostituirmi a Voi!" sento la voce di Oscar, decisa, con una piccola punta di ansia.
"Lo so. Solo che ... mi sento sconfitto, inutile ..."
"Basta Armand!" sentenzio deciso, mio fratello è davvero troppo abbattuto. "Non cambierà nulla, questa è l'unica soluzione affinchè sia così. Oggi stesso Oscar scriverà a Sua Maestà comunicando che accetta. Che poi ... chissà perché non lo ha chiesto a me? Son pur sempre io il capofamiglia di questa casa!"
"Hai ragione Augustin ..."
"Tu ... mi stai dando ragione? Oh cielo! Forse da lassù qualcuno ti ha fatto rinsavire! Non posso crederci!"
"Non posso negare l'evidenza. E poi non posso darti ragione quando non ne hai ... oppure vuoi che mi burli di te dandoti sempre ragione?"
"Ecco ... adesso ti riconosco! Contestatore fin nel profondo!"
Vedo passare nel corridoio Victor Clement de Girodelle con in braccio il suo gatto. Lo osservo un attimo, la bestia è tutta arruffata, gli manca del pelo in alcune zone, sembra persino spaventato. "Victor! Ma cosa diavolo è successo?"
"E' successo che il Vostro cane, ovvero il cane Jarjayes, è mancato poco che uccidesse il mio povero gatto!"
"Non per farmi i fatti tuoi, ragazzo ... ma cosa ci faceva il tuo gatto davanti al cane Jarjayes?"
"Il cane Jarjayes ha inseguito il mio lucifero."
"Questo è accaduto perchè il tuo Lucifero ha osato mettersi sulla sua strada! Se TU, ragazzo, lo avessi tenuto lontano dal NOSTRO cane ... tutto ciò non sarebbe accaduto. Ma dimmi, sai dove posso trovare il cane Jarjayes?"
"Nello studio. E adesso scusatemi."
"Vai vai ... magari porta la bestia da Lasssonne. O meglio ancora ... da mia figlia. Lei lo curerà a dovere!"
"Infatti lo sto portando da Vostra figlia, magari essendo una donna non si burlerà di me perché voglio far curare il mio gatto."
"Mia figlia è un ottimo medico! Vedi di non mancarle di rispetto!" sbotto deciso, questi Girodelle sono tutti dei retrogradi!
"Non ho mai mancato di rispetto una donna e non vedo perché dovrei farlo con Vostra figlia!"
"Perché sei un retrogrado, come tutti i Girodelle. Ed ora se vuoi scusarmi, vado a complimentarmi con Beau de Jarjayes, il cacciatore di gatti! Ih ih ih"
Non è possibile, il vecchio Jarjayes si burla di me e del mio Lucifero! ... Per fortuna che tra qualche ora lasceremo questo palazzo di matti!" mentre cammino per il corridoio mi imbatto con Madame Battista.
"Girodellino sapete dov'è il Geeeenerale Auguuustin?"
"Eh .. si si ... certo che lo so, Madame!"
"Dov'è?"
"Seguite le urla e lo troverete! Anche se Vi consiglio di tornare da Vostro marito, Madame"
"Perfetto!" percorro il corridoio seguendo le voci, vedo Maxim, il genero di mio figlio, tutto affranto, domando: "Ragazzo perché quella faccia?"
"Non ne ho altre, Signore ..."
"Non fare lo spiritoso e dimmi cosa ti succede?"
"Chiedetelo a Vostra nipote!"
"Luisa?! Quella mezza matta? Su avanti, cosa c'è che non va?"
"Ecco ... posso parlarVi liberamente visto che siete un uomo datato!"
"Ehhhhh avrò i miei anni ma non sono poi tanto vecchio, il mio cervello funziona benissimo! E adesso dimmi che problemi hai con mia nipote!"
"Ecco ... Luisa non adempie ai suoi doveri coniugali ed io sono stanco di vivere in castità." Sbotto scocciato. Non appena sente le mie parole l'anziano generale spalanca gli occhi per lo stupore, poi domanda scandalizzato:
"COSA?! Ma che storia è questa?"
"E' così Signore. Voglio l'annullamento del matrimonio."
"COSA?! Ma nemmeno per sogno! Augustin cosa ne pensa di tutto questo? Credo che ne sia informato!?"
"Sissignore! ... Mio Suocero ha risolto il mio problema per poco tempo ma poi tutto è tornato come prima."
"Uhm ... ascolta ragazzo, adesso devo raggiungere mio figlio nello studio per vedere cosa succede poi ti aiuterò a risolvere il problema."
"E come?"
"Magari portandoti in un bordello ..." rispondo sorridendo, un bel bordello è quello che ci vuole per questo povero ragazzo.
"Tutto inutile, ho provato a spaventarla ma il trucchetto è durato molto poco ..."
Mentre mi allontano appoggiandomi al mio bastone ribatto: "Chiederò a Lassonne di preparare qualche infuso per aiutare mia nipote ad adempiere ai suoi doveri! ... Aspettami, ne riparleremo!"
Osservo l'anziano generale procedere con passo lento e cadenzato verso lo studio di mio suocero, il terrore di noi generi. "Ma davvero esiste un tale infuso? Certo che quell'uomo ne sa una più del diavolo!" borbotto con ammirazione.
Sono quasi giunto allo studio quando quasi mi scontro con mia nuora, domando: "Marguerite cosa succede? Perché sono tutti alterati nello studio?"
"Non ne ho idea! Entriamo ... così lo potremo scoprire!" rispondo allegra, con tono leggero.
Marguerite mi porge il suo braccio e facciamo il nostro ingresso. Vedo i miei due figli, mia nuora Anna infine mia nipote e il suo consorte "Cosa succede qui? Perché tanta animazione?"
"Buongiorno Padre, benvenuto. Ditemi, avete forse bisogno di qualcosa?" domando con gentilezza, possibile che mio padre debba continuamente immischiarsi?
"Sei forse diventato sordo? Ti ho chiesto cosa sta succedendo qui!"
"E io Vi domando, con gentilezza, cosa ci fate Voi qui!"
"Ma se le vostre voci si sentono per tutto il palazzo!" con sguardo accigliato e tono austero continuo: "Allora chi mi risponde?" guardo mia nuora. "Anna perché stai piangendo? Forse questo spretato di figlio ti ha mancato di rispetto? Se così fosse, dimmelo che gli dò una bella lezione."
"Oh no ... assolutamente no! Armand non ha nessuna responsabilità ..."
"Oh basta! Nonno ... questa riunione non è per Voi, dovreste conoscere le regole, siete un militare!"
Sento la voce di mia nipote Oscar, come osa mancarmi di rispetto in questo modo?
"Taci! Sei un mio sottoposto!" poi guardo mio figlio. "Armand, lo chiedo a te, cosa succede?"
"Nonno! Io sono un generale, esattamente come Voi! Non scordatelo!" sbotto scocciata prima che lo zio Armand possa rispondere.
"Sarai anche un Generale ma devi portarmi rispetto! Sono tuo nonno e Generale dell'esercito francese ancor prima che tu nascessi!"
"Siete in pensione, congedato! Io invece sono un ufficiale in servizio! E ho l'incarico di occuparmi della sicurezza dell'ambasciatore di Francia presso Torino, Nonno!"
"Smettila! Sono l'anziano della famiglia ed esigo rispetto! Anna parla! Credo che tu sia la più sensata della famiglia ..." guardo Marguerite. "Scusami mia cara, ovviamente mi riferisco in questo contesto. Per quello che mi riguarda ho due ottime nuore, i miei figli sono stati fin troppo fortunati!"
"Grazie Reynier, come sempre siete un gentiluomo! In quanto a te Oscar, hai conosciuto poco mio suocero ma ti assicuro che è un uomo assennato e tranquillo!"
"Marguerite e basta con questo Reynier! Chiamami padre, per me sei come una figlia!" guardo Anna. "Ovviamente anche tu figliola! E adesso basta con le smancerie, non mi avete ancora detto cosa succede! ... Anna, dimmelo tu!"
"Ecco ... i parenti del mio primo marito, che sia dannato quel diavolo"
"Che bruci all'inferno!" sento al voce di Armand intromettersi.
"Dicevo ...hanno chiesto la tutela di Carlo, stessa cosa ha fatto mio fratello ..." lascio la frase in sospeso mentre sento le lacrime scendere dai miei occhi. Non riesco a continuare, i singhiozzi prendono il sopravvento.
"Ma non è possibile! Quel ragazzino è sangue nel nostro sangue, basta guardarlo! ... Ditemi come possiamo risolvere la situazione?"
"Padre, calmatevi. Non vorrei che Vi sentiste male, alla Vostra età. Dunque ... Sua Maestà, assieme alle rose per Oscar, ha inviato un biglietto che contiene la soluzione al problema" mi intrometto mentre Anna ricomincia a singhiozzare.
"Quale sarebbe?"
"Che assuma io la tutela di Carlo!" Sento la voce di mia nipote, chiara e decisa.
"Uhm ... mi sembra una buona soluzione. Quindi se il problema è risolto, io vado ad occuparmi di un'altra questione. Tolgo il disturbo!"
"Si ma ... Augustin ... perché c'è tutto questo caos nello studio?!"
Sento la voce della mia amata Marguerite, a cui ovviamente non sfugge nulla.
Alla domanda la belva si alza e inizia a ululare, come se avesse capito che è il suo turno di raccontare.
Reynier mentre lascia lo studio ribatte: "Pare che il cane Jarjayes abbia messo al suo posto il gattaccio dell'ex cappellone!" mi giro, guardo il quadrupede. "Ben fatto Beau! Ti sei fatto rispettare. Benvenuto in famiglia!"
BAUUUU
AAUAUUUUUU
"Cosa? Questo caos ... è stato provocato dai due animali?!" domando incuriosita.
"Esatto Marguerite! E guarda la mia povera scrivania ... quel gattaccio l'ha graffiata! Non bastava la macchia di inchiostro ... adesso è anche tutta graffiata!"
"La faremo sistemare." Poi prendo le mani di mia cognata e con voce soave sussurro: "Sta tranquilla, vedrai che tutto si aggiusterà."
"Si ... avete ragione Marguerite ... sigh ... però ... non è giusto ... sigh ... noi donne non contiamo nulla ..."
Armand tira fuori il fazzoletto e lo passa sul viso di sua moglie. "Anna non è vero ciò che dici, voi donne contate più di quanto pensiate e tu per me sei indispensabile."
"Ma per la legge ... non sono sufficiente per prendermi cura di mio figlio!" sbotto tra il disperato e l'arrabbiato.
"Ma Oscar ci aiuterà ... non piangere, potrebbe far male al piccolo che porti in grembo."
"Sigh ... si ... hai ragione Armand.". Poi mi alzo e raggiungo Oscar. Afferro le sue mani tra le mie. "Grazie ... Oscar ... sigh ..."
Sono imbarazzata dalle parole e dalla commozione di Anna. "Anna ... non è il caso ... io ... lo faccio con estremo piacere ..."
Sono dietro la stanza di Lassonne, busso.
TOC TOC
"E adesso chi sarà? AVANTI!"
Entro. "Lassonne ho bisogno del tuo aiuto! ... A proposito sei solo? Non vorrei che ci ascoltasse qualcuno."
Vedo entrare il padre del mio amico Augustin con paso deciso, poi inizia a guardarsi in giro, come se volesse assicurarsi che la stanza sia vuota, a parte noi due. Quest'uomo è una vera forza della natura, in gioventù ha combinato ogni guaio possibile.
"Sono solo, Monsieur Reynier! Stavo studiando ... sapete, un medico deve sempre essere aggiornato circa le novità scientifiche!"
"Ovviamente! ... Dunque Lassonne come ho già detto prima ho bisogno di te ovvero di qualche intruglio che faccia desiderare un poco di ... coff coff ... gioia ..."
"Eh? Non capisco ... io ..." sono un poco imbarazzato, questi Jarjayes sono così misteriosi. "Perdonatemi ma ho sempre creduto che Voi ... anche se avete una certa età ... foste ancora piuttosto ... attivo." Pronuncio l'ultima parola un poco imbarazzato.
Non dimentico certo le sue gesta amatoriali durante i suoi anni di vedovanza. Secondo mio padre è stato un riflesso, dovuto alla disperazione per la morte dell'amata moglie.
"Infatti sono attivo, l'intruglio mi serve per ... mia moglie."
"COSA? Forse Vostra moglie ... no no ... non ci credo proprio! Madame Lorene e Voi siete sempre stati piuttosto ... attivi. Tutto il palazzo lo sa! Certo ... all'inizio madame Vi ha dato parecchio filo da torcere ma poi ... perdonatemi ma anche l'altra sera ... sapete sono andato a prendere un bicchiere d'acqua e ... passando davanti alla Vostra stanza ... insomma ... non credo ad una parola di ciò che mi avete appena detto."
"Ohhhh non credevo che anche Voi foste uno spione! E va bene non è per Lorene... è per ... Luisa. Quel povero Maxime è talmente esasperato per il rifiuto coniugale che ha deciso di chiedere l'annullamento del matrimonio ed io non posso permettere che la mia famiglia vada incontro a un altro scandalo, è già bastato Armand con il suo colpo di testa!"
"Adesso è tutto più chiaro. Dunque Voi vorreste qualcosa che rendesse Luisa più ... attiva. Uhm ... vediamo ... potrei avere qualcosa di adatto ..." apro un armadio e inizio a cercare dentro "Uhm ... dunque …" prendo alcuni ingredienti e inizio a mischiarli tra loro ... "Ecco! Dovrebbe andare!" Mi volto verso l'anziano generale con un flacone in mano. "Alcune gocce di questo in un bicchiere di latte caldo, prima di coricarsi ... e vedrete che scintille! Ma mi raccomando, solo alcune gocce, non di più!"
"L'onore è salvo! Grazie Lassonne!" afferro il flacone e lo metto in tasca. "mi raccomando, non fare parola con nessuno!"
"Si certo ... ma Voi non esagerate! Poche gocce ... la massimo tre! E' importante!" dico le ultime parole mentre vedo l'anziano saltellare via veloce. "E pensare che ha ottant'anni ormai! Incredibile!"
"Devo andare nella stanza di mia nipote e somministrare personalmente queste gocce!" vedo venire nella mia direzione una cameriera con un vassoio in mano. "Dimmi, a chi stai portando questo latte?"
"Alla contessa Luisa ..."
"Ohhh perfetto! Andremo insieme ma prima ... devi portami un fazzoletto."
"Ma Signor Generale il latte si fredda!"
"Appoggia il vassoio su questa consolle, lo farò portare da ... Michele ... " lo vedo da lontano. "Eccolo! fallo venire qui!"
"Ma ..."
"Niente ma! CORRI!"
"Sissignore!" mi allontano a passo veloce, raggiungo Michele. "Michele!"
"Mariolina cosa c'è? Perché hai l'affanno?"
"Puff puff ... per raggiungerti ... il Generale Reynier ti aspetta ..."
"Dov'è?"
"Davanti alla porta della Contessa Luisa. "
"Va bin! Vado!"
Appena si allontana la cameriera, tiro fuori il flacone, l'apro, riempio il contagocce. "Uno ... due ... tre ... beh mettiamocene quattro, meglio abbondare e poi una in più non fa alcuna differenza!" Vedo venirmi incontro Michele. "Uhm ... facciamo cinque va, con quella specie di suora è meglio abbondare ... e sia, sei!
"Padrun, mi avete fatto chiamare?"
"Si, certo. Prendi il vassoio della colazione e portalo da mia nipote Luisa. Colazione ... è quasi ora di pranzo! Ma che nipote smidollata che ho!"
"Agli ordini Padrun!"
"Ehm aspetta ... vengo con te!"
"Uh ... come desiderate, Padrun" afferro il vassoio, sento gli occhi del vecchio Padrun addosso, inizio a tremare, questi Jarjayes sono davvero terribili! Mi avvicino a passo incerto alla porta della stanza della contessa Luisa. Tengo il vassoio con una mano mentre con l'altra cerco di bussare ma non ci riesco. Il vassoio barcolla, rischio di rovesciare la tazza.
"MICHELE! Ma non sai neppure portare un vassoio?!"
"Avete ragione Padrun! Per fortuna non si è rovesciato ..."
"Busso io, tu assicurati che non si rovesci neppure una goccia di latte!" sbotto mentre busso deciso alla porta di mia nipote.
TOC TOC TOC
Chiudo l'ultimo bottoncino della camicia. "Ecco fatto! ... AVANTI!"
Apro la porta ed entro deciso.
"Buongiorno Nipote! Hai riposato bene?!" domando deciso mentre faccio entrare Michele. "Certo ... sono già le undici ..."
"Michele ti ha portato la colazione, io sono qui per vedere la mia bisnipote."
"Uhm ... non mi convincete affatto, Nonno. Comunque ho un certo appetito ... Michele, lascia pure il latte sul tavolino. Hai portato anche dei biscotti?"
"Credo che siano sotto il coperchio ..."
"Bene ... allora puoi andare Michele. Mentre esci vai a cercare Sabrina e dille che deve occuparsi di mia figlia, non solo dei figli di Oscar!" ordino decisa. "In questa casa sembra che esista solo mia sorella Oscar, a me non pensa mai nessuno!"
"Corro, Contessa!" Faccio l'inchino e lascio la camera in tutta fretta.
Mi sistemo sulla sedia davanti al tavolino, alzo il coperchio e vedo dei deliziosi biscotti al burro, ricoperti di zucchero a velo.
Ne afferro uno e lo assaggio. "Uhm .. ottimi. Devo dire che la cuoca è davvero in gamba!"
Osservo mia nipote, assaggi i biscotti ma non tocca il tazzone di latte.
"Luisa cara, non vuoi bere un po' di latte?" domando con voce suadente, non posso di certo sprecare questa magnifica occasione per fare di lei una moglie decente.
"Lo berrò appena avrò finito di mangiare. Ma perché questo interesse?"
"Perchè ... perchè mi interesso della tua salute ... mi pare ovvio!"
"Non l'avete mai fatto prima d'ora." Rispondo con tono sprezzante.
"E allora? Non posso iniziare oggi? Oh ma insomma! Se non mi interesso non va bene, se mi interesso neppure! Con voi nipoti non si sa mai come fare!" sbotto un poco indispettito.
Afferro la tazza calda e la porto lentamente alla bocca, comincio a sorseggiare mentre mia figlia piange. "Ma cosa avrà?! Lei ha già avuto il suo pasto!" poso la tazza nel vassoio, mi alzo ma mio nonno mi prende per un braccio e dice: "Continua a bere il tuo latte, penserò io alla piccola!"
"Voi?! Cos'è questa novità?!"
"Io, io! Non ti sei lamentata che vuoi essere assistita? Beh fin tanto che non arriverà la cameriera, io sarò con la piccola ma tu continua a nutrirti! ... Sei pallida e molto magra. Mangia!"
Osservo stupita mio nonno ... inizio a credere che i maschi di questa famiglia siano tutti matti. Nonno, padre e pure mia sorella o fratello che sia. Questi eredi sono un vero disastro, tutti matti da legare.
Prendo in braccio la piccola Marie, mentre osservo Luisa sorseggiare il suo latte. Cullo un poco la piccola che poi ... ha ormai un anno! Accidenti a quanto pesa.
Mentre finisco l'ultimo sorso di latte osservo mio nonno. Mi pulisco con un tovagliolo le labbra. "Che strano vederVi con mia figlia in braccio, non l'avete mai fatto ,... eppure fa parte delle Vostra discendenza! ... Ah già a Voi importano solo i figli di Oscar!"
"Oscar è il nostro erede, Marie è l'erede di Maxime, discende anche dai Jarjayes ma non porta il nostro cognome. E' una La Rochelle, come suo padre, tuo marito!" rispondo tranquillo come se stessi insegnando una lezione di scuola.
"Quindi mia figlia ha meno importanza di Sophie e François! ... Che squallore! Che mentalità fuori dal mondo!"
"La mia è la mentalità corretta. E comunque qui non si tratta di importanza ma di discendenza. Tu non immagini neppure quanto il mio defunto padre abbia sofferto per la discendenza tutta femminile di tuo padre. E' stato uno strazio ..."
"Conosco questa storia fin da bambina quindi non ripetetemela!" mi alzo dalla sedia. "Intanto l'unica privilegiata è stata Oscar. Perché non mi è stata data la possibilità di studiare le discipline maschili? ... Osservando l'autonomia di mia sorella, ho compreso che noi donne non contiamo nulla ma con mia figlia non sarà così!"
"Una donna emancipata ... ma dimmi, tu hai una minima idea che cosa ha passato tua sorella?" domando fissando Luisa dritto negli occhi.
"E' una donna libera e tanto basta."
"Una donna a cui è stato fatto credere di essere un maschio! A cui è stata imposta una vita da maschio. Che è stata forgiata nel rigore e nella disciplina. Tu ... non immagini neppure quanto lei abbia sofferto. Lei si è guadagnata la sua libertà!"
"Oh si, certo! Adesso dirò allo zio Armand di proclamarla santa! Ma per favore!"
"Basta! Ha ragione mio figlio. Sei venuta su davvero male! Sei gelosa, invidiosa e velenosa! So io qual è la soluzione: devi dedicarti di più a tuo marito!"
"Forse non lo faccio?! A mio marito non manca nulla!"
"Manchi tu! Possibile che tu non lo capisca? Tu marito deve ... deve ... accoppiarsi!"
"Non sono un'animale! E adesso fatemi la cortesia di accomodarvi fuori, devo vestirmi!"
"C'è il paravento per questo. Io resto ancora un po'!"
"Non ci posso credere! Ditemi, qual è lo scopo della Vostra visita?"
"Solo conferire un poco con te, conoscerti meglio ... ti sembra così strano?"
"Si, visto che nemmeno ci conosciamo."
"Ecco ... allora raccontami un poco di te ... che so ... da quanti anni sei sposata?"
"Circa undici."
"Undici! E in undici anni hai solo una figlia? Oh Signore ... ma ... come mai? Forse ... Maxime non è all'altezza di una Jarjayes?" domando con tono cospiratorio.
"Per i miei gusti funziona fin troppo."
"Ah ... allora forse ... è stato malato?"
"Malato?! No, no! Ma mi avete sentita? Maxim funziona fin troppo!"
"E allora come è possibile che in undici anni abbiate avuto solo una figlia! Forse ... forse hai perso dei bambini? Si, di sicuro deve essere così ..."
"Nemmeno uno! La prima è stata Marie. E adesso scusatemi ..." afferro l'abito e vado dietro il paravento.
"Cioè ... scusami nipote ma ... allora uno di voi due ha qualcosa che non va, questo è certo!"
Sciolgo il nodo della vestaglia e la poso sul paravento poi mi libero della camicia da notte. "Certo che c'è qualcosa che non va, per i miei gusti, siete troppo curioso."
"E per i miei gusti invece qui il letto è troppo freddo!"
"Ovvio ... è Gennaio ed è uno dei mesi più freddi dell'anno." Ribatto sarcastica mentre mi allaccio la gonna.
"Ora basta ... ti auguro una buona giornata ..." poi osservo l'ora ed aggiungo: "Anzi, direi piuttosto un buon pomeriggio!"
All'improvviso avverto una strana sensazione, un formicolio per tutto il corpo, un fremito. Un'idea mai avuta prima si fa largo nella mia testa. Infilo in tutta fretta la camicia, l'abbottono, esco fuori dal paravento e con tono perentorio rispondo: "Dove credete di andare? Voi resterete qui ad occuparVi della Vostra bisnipote fin tanto che non troverete una cameriera!"
"Ma è ora di pranzo ... ed io sono anziano ... gli anziani devono mangiare sovente!"
"Beh se avete fame andate alla ricerca di qualcuno che si occupi di Marie!" Ribatto mentre lascio di corsa la mia stanza.
"Marie ... spero davvero che tu non abbia preso da tua madre! Assolutamente no! Se invece tu assomigliassi a me ... ih ih ... beh, ora andiamo nella nursery, lì troveremo una bella balia per te!"
Sono alla ricerca di mio marito, lo cerco nei corridoi, nella sala da gioco, nello studio, non c'è. Ma dove può essere?! ... Incontro Michele, domando: "Hai visto Maxim?"
"Il signor conte è nella serra ... credo che stia cercando di fare un .. un .. innesto! Si, ha detto proprio così! Almeno così i fiori potranno accoppiarsi! Si si ... ha detto proprio così!"
Continuo la mia ricerca, mi reco nella serra. Maxim pensa ad accoppiare i fiori ma stavolta sarà lui ad accoppiarsi con me! ...
"Uff ... che fatica! Però sono soddisfatto! Lavorare con le piante mi rilassa! Spero che questa varietà di limoni si dimostri resistente!" borbotto mentre finisco la fasciatura dell'innesto.
Sono fuori la serra, vedo l'espressione di mio marito soddisfatto, contento direi, entro ..
Sto contemplando il mio lavoro quando sento dei passi alle mie spalle. Mi volto e vedo mia moglie Luisa avvicinarsi decisa. "Luisa ... cosa ci fai tu qui?"
"Ecco ... tu piuttosto cosa ci fai qui?"
"Non si vede? Sto cercando di creare una nuova varietà di limoni, più resistente al freddo!" rispondo deciso.
"Uhm ... e a cosa ti servono i limoni?" avanzo decisa mentre sbottono il colletto della camicia.
"Sono affari miei mia cara. Ma tu ... puoi tornare ai tuoi pizzi ... so bene che questo posto non è di tuo gusto." In certi momenti proprio non la sopporto più!
Continuo ad avanzare e con tono suadente continuo: "Ti ho forse mai detto che questo posto non mi piace?"
"Non ti è mai piaciuta la serra che abbiamo a Parigi ... dunque dubito che ti possa interessare questa! Ed ora se vuoi scusarmi ... ho molto da fare, io!" rispondo scocciato.
Continuo ad avanzare, lo fronteggio, lo spingo con forza facendogli perdere l'equilibrio. Maxim finisce su di un tavolo dove sono posti alcuni vasi e ribatto: "La serra di Parigi non mi piaceva ma questa è perfetta per accoppiarsi!"
"Cosa? Dico ... sei forse impazzita?" domando sempre più sconcertato dal comportamento di mia moglie. Lei non è mai stata così audace, non ha mai preso l'iniziativa.
"Vuoi che si accoppino solo i tuoi limoni? ... Beh sappi che in questo momento mi sento un limone e voglio essere il tuo limone!" mi libero della camicia e mostro il decolté. "Avanti ... vediamo cosa sai fare."
"Tu ... tu davvero ... Oh Signore! Vieni qui!" afferro i lembi della camicia e la trascino con me, se è un miracolo ... meglio approfittarne!
"Ohhh si ... Maxim ... aspettavo da tempo questo momento!"
Comincio a liberare mia moglie dalle sue gonne, mi accorgo che ne indossa soltanto una. "Ma dove sono le altre che di solito porti?"
"Sono superflue, meglio non perdere tempo ..."
"Hai ragione! ... Su ... vieni qui!"
UEEEE UEEEE
"Padre cosa ci fate con la piccola Marie in braccio?" osservo mio padre, non va mai in giro per il castello con uno dei miei nipotini in braccio, anche perché alla sua età rischia di cadere!
"Attendo che mi venga a salvare una cameriera ma vedo che sono tutte impegnate! Dov'è Marguerite?"
Sento la voce di mio suocero e mi precipito. "Generale cosa succede? Perché avete Marie con Voi? … Su datela a me!"
mio suocero deve essere impazzito! Per camminare ha bisogno del suo bastone … e ora gira con una bambina in braccio!
Augustin continua: "Ma si può sapere dov'è finita Luisa?"
"Tua figlia è in missione! Ih ih ... Ah ah ah ah ..."
"In missione? Non capisco ... spiegatevi meglio" ordino deciso.
"Forse non sapevi che tuo genero era intenzionato a sciogliere il sacro vincolo del matrimonio a causa della freddezza di tua figlia?"
"Certo che lo so. Poveretto ... avrei dovuto mettere Luisa in convento!"
"Di ciò che poteva essere e non è stato adesso non ha importanza! Ciò che importa è risolvere una volta per tutte il problema! Visto che nessuno di voi si è preoccupato di sventare uno scandalo, ci ho pensato io! ... In questo momento Luisa e Maxim sono da qualche parte per recuperare il tempo perduto e magari tra nove mesi avremo un altro discendente!"
"No no no ... cosa avreste fatto, Voi?!" domando preoccupato, mio padre in gioventù è stato un vero flagello.
"Forse non hai sentito? Quei due in questo momento se la stanno spassando e non andateli a cercare."
"Questo lo avevo capito ... io vorrei solo capire cosa avete fatto Voi affinchè ciò accadesse! Parlate!"
"Ho chiesto un aiutino a Lassonne affinchè la monaca si spretasse come suo zio Armand solo che, ad Armand, non è servito alcun antidoto perché è un autentico Jarjayes! Ih ih ih ... sono sicuro che Anna genererà l'ennesimo maschio!"
"Un aiutino ... a Lassonne? E lui ... lui ha ... acconsentito? Devo sapere cosa Vi ha dato!"
"Delle gocce che ho messe nel latte."
"Gocce? E quante gocce Vi ha detto di mettere Lassonne?"
"Tre."
"E Voi ... quante ne avete messe?" domando un poco preoccupato.
"Sei, forse sette ... non ricordo."
Mi volto verso Marguerite ed aggiungo: "Poveri noi! Doppia dose! Meglio parlare con Lassonne e capire cosa può accadere!"
"Ma cosa vuoi che accada?! Farà felice un poco quel poveretto! ... Sinceramente io al suo posto di sarei fatto almeno tre amanti! Quel poveretto meriterebbe di diventare santo! Santo Maxime che resiste fedele in astinenza!"
"Voi? Solo tre? Se ben ricordo siete riuscito ad averne anche otto ... ancora adesso mi chiedo come fosse possibile che ognuna di loro credesse di essere l'unica ..." lascio la frase in sospeso, mio padre è stato un vero flagello!
"Ma sei sordo?! Ho detto almeno tre non che mi sarei accontentato di tre!"
Sento la voce stizzita di mia nuora: "PADRE! Abbiate un poco di contegno!"
"Ohhhh finalmente mi hai chiamato padre! Siiiii ... sono sempre stato un buon padre per i miei figli e per te, nuora carissima! Vieni qui, voglio abbracciarti!"
"Marguerite ... non farti trarre in inganno. Lui è stato un vero ... mandrillo! Dopo la morte di mia madre ha trovato consolazione in un numero imprecisato di amanti ... se ben ricordo qualche marito cornuto lo ha anche sfidato a duello!"
"Santo cielo che squallore! ... Meglio che me ne vada, non voglio più ascoltare!" Con la piccola in braccio mi allontano a passo spedito.
"Meglio che vada da Lassonne ... voglio assicurarmi che la doppia dose non abbia effetti collaterali ... indesiderati!"
"Andate! Andate! ... Figli ingrati tzè ..." mi allontano canticchiando. "Ahhhh che bello l'amurrrrrr ... evviva l'amurrrrr ... ah ah ah ..."
Lombardia, Castello di Brescia
Terry:"Uaoooo ma che meraviglia!"
Aizram:"Ti piace?"
Terry:"Lo sai che io ho una vera passione per i castelli!"
Aizram:"Lo so, tu ci vivresti dentro un castello."
Terry:"Esatto!"
Aizram:"Che ne diresti di entrare?"
Terry:"Non aspetto altro! … Generale, desidero entrare nel castello al Vostro braccio."
Generale:"Prego madame Arpia!"
Terry:"Almeno per qualche ora comportateVi da gentil uomo che non siete."
Generale:"Grunt … siete impossibile!"
Terry:"Aizram vai! Gentilmente dacci ragguagli su questo splendido castello."
Aizram: "Si, certo! …. Il Castello di Brescia è una imponente fortezza che sorge nella città di Brescia, in Lombardia. La sua costruzione risale al XII secolo, quando fu eretto per volere della famiglia Visconti per difendere la città dalle invasioni. Nel corso dei secoli l'edificio ha subito numerose trasformazioni e ampliamenti, diventando un importante centro militare e politico. Oggi il monumento è uno dei principali luoghi di interesse della città, offrendo ai visitatori una vista panoramica mozzafiato sulla città e sui monti circostanti.
La storia dell'edificio è legata alle vicende della città che, grazie alla sua posizione strategica, fu teatro di numerosi conflitti tra le potenze dell'epoca. Nel corso del XIII secolo, Brescia fu contesa tra le famiglie guelfe e ghibelline. Nel 1238, la città fu conquistata dai guelfi, che la governarono fino al 1258, quando i ghibellini ripresero il controllo.
Nel 1266, la città fu nuovamente conquistata dai guelfi e fu qui che cominciò la costruzione del Castello di Brescia. La fortezza fu eretta su un'altura a nord della città, vicino alla chiesa di San Faustino. Fu il signore della città, Ottone Visconti, a decidere la costruzione del palazzo, che avrebbe dovuto fungere da baluardo contro le invasioni dei ghibellini.
I lavori per la costruzione dell'edificio durarono circa vent'anni. La fortezza fu costruita su una pianta rettangolare, con quattro torri agli angoli. La cinta muraria fu realizzata con blocchi di pietra, mentre le torri furono erette in laterizio. All'interno del maniero, furono costruiti gli alloggiamenti per i soldati, le prigioni e i magazzini.
Il palazzo fu completato nel 1282 e subito dopo fu utilizzato per scopi militari. Nel corso dei secoli successivi, il palazzo fu ampliato e modificato per rispondere alle esigenze della città. Nel XV secolo, fu dotato di un fossato e di un ponte levatoio. Nel XVI secolo, furono costruiti i bastioni e le mura a stella, mentre nel XVII secolo furono realizzati gli alloggiamenti per gli ufficiali.
Il maniero ha avuto un ruolo importante anche nella storia della resistenza antifascista. Durante la Seconda guerra mondiale, la fortezza fu utilizzata dalla Resistenza come base operativa. Il 19 marzo 1945, il palazzo fu attaccato dalle truppe nazifasciste, ma la resistenza riuscì a respingerle. Questo evento è stato ricordato come la "Battaglia del Castello di Brescia".
Oggi, il monumento è uno dei principali luoghi di interesse della città. La fortezza, che è stata oggetto di un recente restauro, offre ai visitatori la possibilità di ammirare la vista panoramica sulla città e sui monti circostanti. Al suo interno sono presenti anche un museo archeologico e un'area espositiva.
In conclusione, la storia di questo edificio è legata alla storia della città stessa. La fortezza, che è stata costruita per difendere la città dalle invasioni, ha subito numerosi cambiamenti e ampliamenti nel corso dei secoli, diventando un importante centro militare e politico. Oggi, il palazzo è un luogo di grande valore storico e culturale, che merita di essere visitato.
Bene, detto ciò, adesso dobbiamo raggiungere nella sala centrale le nostre carissime Lettrici."
Generale:"Autrici, noto che sono mie ospiti altre due nuovi lettrici!"
Aizram:"Eh si, e noi ne siamo compiaciute."
Ballety:"L'ho letta tutta fino ad ora … storia molto affascinante con un pizzico d'avventura!"
Generale:"Grazie Madame! E' tutto merito mio che sopporto le qui presenti Arpie!"
Arpie:"GENERALE!"
Generale:"Tacete! Non voglio nemmeno immaginare cosa accadrà nel prossimo capitolo."
Maya_06: "Devo ammettere che ogni qualvolta ritorno a leggere questa Fanfiction le risate e la gioia che provo sono sempre le stesse. Ricordo quando leggevo i primi capitoli senza avere neanche un account, ero solo lettrice ospite, ma non me ne perdevo neanche uno perché mi sembrava di sentirmi a casa ogni qualvolta la leggevo. Adesso la sto rileggendo dall'inizio e sono quasi giunta alla nascita di Sophie, ma noto con piacere che si è allungata dall'ultima volta che l'ho riletta visto che era passato circa un anno. Terry e Aizram siete mitiche, vi adoro."
Generale:"Mia gentile Madame Maya, sono lieto di apprendere che troviate il racconto delle due arpie divertente, io un poco meno ma finalmente la mia progenie ha deciso di "moltiplicarsi", dando un futuro al mio augusto casato.
La storia prosegue, tra dispetti, drammi e disastri. Ovviamente il bersaglio preferito delle due arpie sono io ... povera vittima sacrificale, ma sopporto tutto pur di vedere la mia discendenza crescere felice."
Maya06:"Quale onore, poter avere per la prima volta una corrispondenza con l'augusto Generale Jarjayes! Poverino, ne avete dovute passare di tutti i colori, ma alla fine i desideri si avverano ed ecco il piccolo François... Anche se ammetto che ho gioito non poco quando è nata Sophie, avendo sempre desiderato una figlioletta per Oscar e André. Nonostante le varie peripezie, comprendetemi quando vi dico che mi auguro vivamente che la vostra storia possa continuare ancora un po' data la felicità che mi trasmette, la vostra famiglia è uno spasso, ce n'è per tutti i gusti."
Miriam:"Veramente una lettura piacevole e divertente... Sto recuperando tutti i capitoli dall'inizio ... Le risate con il generaleassicurate"
Generale:"Madame, mi presento, sono il generale Augustin François Reynier conte de Jarjayes, ecco voi vi divertite ma io no! Troppi problemi, troppe scivolate, troppi intrighi per colpadelleautrici."
Josefine:"Miriam hai ragione, è in modo divertente per raccontare una grandetragedia"
Elektra:"Ci mancava pure il gatto di Girodelle. Ma un altro nome non poteva scegliere?"
Girodelle:"Cosa ha che non va nel nome Lucifero? … Il mio gatto è così dolce, buono …"
Generale:"Tanto pio che ha distrutto la biblioteca e senza parlare della mia povera scrivania! Quanti problemi! … Arpie ma come fate ad avere tanta fantasia?"
Terry:"Siete l'oggetto delle nostre ispirazioni!"
Generale:"Grunt …"
AlexandrAna: "Ci mancava solo il gatto di Girodelle, poi in quanto bestie, stiamo a posto, tra Beau e il Re, un gatto serviva e poi ora c'è pure la sorella di Girodella. Già il Re di Savoia ha mire su Oscar, ci manca Monique che mira André e siamo a posto. Qui succede un macello, altro che matrimonio e battesimo."
Aizram:"Vedi, noi stiamo pensando ad altri assalti ma non possiamo spifferare nulla ih ih ih …"
AlexandrAna:"Capisco. Ma passiamo a Sophie e Beau insieme= 2 terremoti
Generale, ma quando la smetterete di fare lo spione sporcaccione?"
Generale:"Ma quante volte devo puntualizzare che io non spio ma sorveglio?"
AlexandarAna:"Generale, ha ragione!
Io conosco tutti i retroscena della sua famiglia.
E ora mi aspetto il grande botto, ossia l'annullamento del matrimonio di Luisa, perché a quanto pare non è stata madame Margherita ad allattarla , ma sua sorella!
Chi la spunterà?
Luisa o Maxime?
Io tifo Maxime!
E sono sicura che Monique si farà avanti, visto che Luisa non funziona!
Generale:"Madame, andiamo per ordine … innanzitutto grazie per esserVi schierata dalla mia parte e riguardo a Luisa …"
Reynier:"A Luisa ci ho pensato io! Se fosse per questo buono a nulla del qui presente Augustin, sarebbe scoppiato uno scandalo nella famiglia jarjayes!"
AlexsandAna:"Siete stato straordinario, Generale Reinier! … A proposito, non avete invitato Miss Pentitevi aquestefeste."
Generale:"Non poteva intervenire, in questo momento è influenzata … credo."
Lupen:"Certo che a Palazzo Jarjayes è tutto movimentato! Feste, matrimoni, battesimi, nascite, compleanni e molto altro! Armand è caduto dalle scale, meno male che stavolta non è toccato al nostro Generalone!La piccola Sophie è una peste e caro Generale ve lo devo ripetere che siete sempre uno spione!Un capitolo davvero divertente."
Generale:"Mia gentile madame Lupin, innanzi tutto mi permetto di ricordarvi che io non spio, sorveglio.
Su tutto il resto non posso che concordare con Voi, a palazzo Jarjayes è tutto molto movimentato! E per fortuna che le arpie hanno scelto Armand come vittima sacrificale questa volta."
