Non c'erano danni permanenti.
Dal punto di vista fisico era tutto a posto, solo qualche graffio, e contrariamente a quanto si pensava, la testa e la memoria non erano state intaccate.
"Vuoi parlare con il nostro psicologo?" chiese il dottore venuto a visitarlo.
"Forse sarebbe meglio, mi sembra di impazzire. Sarebbe possibile non avvisare ancora la mia fidanzata?" chiese rivolto verso Hayden.
"Tranquillo. Deve riposare. E per non spezzarle il cuore cercherò di tergiversare mentre tu ti riappropi della tua vita, quella vera!"
"David!" esclamarono all'unisono due voci maschili.
"Gideon, Aaron."
"Quando ci hanno avvisato non potevamo crederci. Sei sopravvissuto al Vietnam per farti uccidere da una strada ghiacciata?!"
"Scusate, prima che vada, volete parlare con lo psicologo allora?"
"Si... credo sia meglio"
"Abbiamo il dottor Reid o la dottoressa Garcia"
"Posso vederli entrambi?"
"Insolito. Chiederò"
"Due strizzacervelli alla volta? Sei messo male" disse Gideon sedendosi infondo al letto mentre Aaron andava alla finestra.
"Puoi passarmi la giacca?"
"Tieni"
Era stranamente pesante.
Tirò fuori il biglietto dell'infermiera e lo stracciò senza cerimonie, buttandolo nel secchio che l'amico gli porgeva.
Poi prese una scatola dalla tasca.
L'aprì e sorrise con le lacrime agli occhi vedendo l'anello di diamanti con la scritta TI AMO al suo interno.
"Mi dispiace che la vostra serata romantica sia finita male"
Ecco perché aveva sognato di essere sposato. Doveva farle la proposta.
Ma perché allora il sogno era andato così male?
"Non è questo che mi preoccupa"
"Allora cosa? Ti vedo che sei in ansia"
"Qualcuno vuol parlare con noi?" dissero i due laureati entrando.
Un giovane secco e allampanato e una ragazza in carne vestita in modo molto estroso e colorato si affacciarono alla porta.
"Credo di impazzire"
"Per questo siamo qui cocco" disse la ragazza sedendosi.
Il suo sorriso e i suoi modi lo misero a suo agio.
"Possono restare?" chiese David indicando gli amici.
"Se te la senti"
"Ho fatto un sogno. Ero... beh... molto più vecchio di così.
Ero me stesso ed ero nel BAU"
"BAU?" chiese il giovane secco.
"È un'unità investigativa dell'FBI, è ancora in fase embrionale" disse Gideon.
"Beh ho sognato che era il 2008 quindi era in auge.."
"2008... Dave ma che..?"
"Lo sai che mi piacciono i film di fantascienza. Ho rivisto 2001 odissea nello spazio, forse è per quello"
"Gioia, siamo noi gli strizzscervelli qui, non psicanalizzarti da solo" disse Garcia.
"Scusate. Comunque ho sognato che ero in pensione e che scrivevo bestsellers. D'un tratto mi hanno richiamato in funzione di consulente. C'eravate anche voi. Non so perché. Non vi ho mai visto"
"Siamo stati parecchio qui. Abbiamo parlato con la tua ragazza...lei non voleva lasciarti" disse Garcia sorridendo gentilmente.
"Come sta?"
"Starà meglio quando saprà che sei sveglio..."
Allora vide il portafortuna di Erin, il gettone di un anno di sobrietà del padre sul comodino.
Lo prese e lo strinse.
La ragazza non se ne separava mai, non da quando il padre gliene aveva fatto pegno ai tempi dell'ammenda. Era ancora sobrio dopo anni ed era diventato a sua volta uno sponsor.
"David..."
"Scusate stavo pensando. Comunque nel mio sogno Erin era a capo del BAU.
Tu e lei non andavate d'accordo Aaron"
"Mi detesta già adesso" disse il giovane sorridendo.
"Solo perché crede che tu non la approvi"
"Ma io la approvo, è perfetta per te"
"Lo so, gliel'ho detto ma lei non ci crede. Comunque.
Aveva fatto infiltrare un'agente e ha provato a farti le scarpe. Almeno all'inizio.
Ho capito che era sposata, con tre figli. Ma non con me.
Io a mia volta ero divorziato tre volte, con un figlio morto poche ore dopo la nascita e una che non sapevo di avere, conosciuta poi quando era già sposata con un figlio"
"Dannazione David! Mi hai rotto le cosiddette per anni parlandomi di Erin e poi quando vuoi proporle sogni in coma il tuo futuro senza di lei?!"
"CREDI CHE A ME FACCIA PIACERE ?!
LA AMO DANNAZIONE!
NON È COLPA MIA SE LE MIE MOGLI ERANO..."
"Ehi calma calma... respira...Chi erano le tue mogli David?" chiese Reid.
"La dottoressa Baker, l'infermiera Montgomery e quell'altra... Krystall"
"Perché loro? Non le conosci nemmeno"
"L'infermiera Montgomery mi ha detto che il cervello è una macchina strana.
Loro erano letteralmente le ultime persone che ho visto prima dell'operazione.
Lei mi ha recuperato sul posto. Qui Krystall mi ha portato in sala operatoria e Carolyn è la dottoressa che mi ha operato"
"Capisco"
"Amo Erin davvero..."
"Lo sappiamo" dissero in coro i 4.
"Come ti fa sentire il fatto di aver sognato loro?"
"Strano. Mi faccio schifo.
Come dice Gideon volevo chiedere a Erin di sposarmi. Eppure sogno la mia vita senza di lei...
Inoltre la prima e l'ultima ho sognato che morivano"
"Non preoccuparti. L'hai detto tu stesso, il cervello è una macchina strana.
Hai somatizzato l'accaduto.
Dici che hai sognato anche noi... le voci sono potenti quando una persona non può far altro che sentire, specie se non vede.
Hai scoperto qualcosa di più sui tuoi cosiddetti figli?"
"Si, credo. Il nome di mio figlio credo si riferisca al Dirigente sanitario, James.
Per quanto riguarda mia figlia e mio nipote, sono i figli gemelli dell'infermiera Montgomery.
Mi ha detto che ne ha parlato qui con Erin"
"È vero, c'ero anch'io. Secondo te, perché ti ricordi così bene di Krystall?
Mi sembra che la nomini spesso"
"Perché lei nel sogno l'ho sposata due volte. La prima a Las Vegas con un imitatore di Elvis e abbiamo chiesto l'annullamento. Poi dopo anni l'ho risposata. È morta poco dopo"
"Capisco... stranamente è fissata con Elvis...canta sempre le sue canzoni e so per certo che è stata qui molto spesso. Chissà cosa ti avrà detto... va avanti. Parlaci del tuo rapporto con Erin"
"All'inizio non eravamo vicini. Non era contenta di rivedermi"
"Se sapesse che invece di proporle hai sognato di essere sposato e intimo con altre donne la posso capire" disse Gideon a denti stretti.
Gli era piaciuta da subito Erin, e non in modo appropriato visto che era sposato con Jill, ma lei aveva occhi solo per Dave.
"Agente credo che la sua presenza qui non aiuti, perché non esce" disse Reed.
"Ehi ragazzino..."
"Vieni Gideon andiamo a prendere un caffe" disse Aaron spingendolo fuori.
"Dicevi?"
"Era divorziata e alcolizzata. Io ... non capisco perché le ho dato questa vita... mi vergogno"
"È una tua collega?"
"Ci siamo conosciuti in accademia. Amore a prima vista per entrambi ma non si fidava perché pensava che gli italiani fossero tutti degli gigolò.
Ci ho messo due anni prima di far si che capisse che mi interessava"
"Va avanti"
