"Signor Carson!..." esclamò Anna vedendoli su per le scale.

"Anna per favore chiama il dottor Clarkson e digli di venire subito"

"Certamente, avete bisogno di una mano per portarlo di sopra?"

"No cara grazie"

"Io sono qui eh..." disse burbero il maggiordomo ma grato che le due donne si occupassero di lui.

La cameriera sorrise e li lasciò.

"Posso fare da solo"

"Sì lo so. Ma se cadete sarà difficile rialzarvi"

"State dicendo che sono pesante?"

"Sto dicendo che non sono le scale solite della casa. C'è poco spazio e voi siete..."

'Meraviglioso, affascinante, intelligente, bellissimo...'

"Un uomo grande" concluse in ritirata.

"Mmm...che vuol dire grasso"

"No, vuol dire grande. Siete alto 1.88 per l'amor di Dio! Bates non può oggettivamente aiutarvi, da Barrow non vi fareste toccare, Anna è più bassa di me, Daisy è un fuscello, Molsley non è qui, la signorina O'Brian lasciamo perdere e la signora Patmore non verrebbe certo a discapito di lasciare la cucina alle sguattere.

Quindi no, siete bloccato con me, mi spiace!"

"Non mi dispiace affatto, solo non volevo essere un peso" disse mogio mentre lei, a quella frase, si morse il labbro.

"Comunque siamo arrivati"

'I momenti belli passano in fretta e devono finire' pensarono all'unisono.

"Ebbene eccovi nel vostro santuario" disse aprendo la porta e ammirando la stanza.

Non era cambiata molto dalla prima e ultima volta che vi era stata.

Aveva scambiato i due comodini che aveva all'estremità del letto, e aveva cambiato il quadretto appeso al muro, passando da un paessaggio ad un ritratto.

In precedenza aveva notato che era simile alla sua e che condividevano un muro.

Era grata che non avesse il letto vicino al suo altrimenti avrebbe rischiato di sentirla.

"Grazie signora Hughes"

Si fissarono per un momento. Certo non poteva spogliarlo ma, se gli fosse girata la testa mentre levava i pantaloni?

"Beh.."

"Signora Hughes..."

"Si?"

"Ho intenzione di cambiarmi adesso"

"Certo vado via mi scuso"

"Volevo chiedervi.."

"Si...?!" sperava non l'avesse sentita deglutire.

"Siccome sto male, potreste...aiutarmi. Non con tutto ovviamente ma ..."

"Certamente signor Carson"

Lo aiutò. E, Dio li perdoni, se la godettero.

Non al massimo perché stava male ma comunque...

Per prima cosa gli sbottonò la giacca e gliela tolse.

Le disse dove metterla e lei ubbidì.

Poi era il momento del panciotto, da dove prima tolse l'orologio che posò sul comodino.

Mentre lui sedeva e sgusciava i piedi dalle scarpe, venne il turno della cravatta, del colletto e dei gemelli.

Cercò di non fissarle il petto che gli giaceva davanti, non perché non volesse, ma perché non era giusto nei suoi confronti e non avrebbe mai potuto fermare la reazione che automaticamente ne sarebbe derivata.

L'abito era spesso e decoroso, ma Elsie rimpiangeva quelli che le coprivano il collo in quel momento. Sì, perché se lui avesse guardato, avrebbe visto il battito accelerato, la pelle d'oca e il rossore che saliva sul viso, tutto causato dell'estrema seppur rispettosa vicinanza.

"Ecco..."

"Grazie"

"Di niente"

Si guardarono un momento e poi la governante fece un passo indietro.

"Starò fuori dalla porta socchiusa finché non avrete finito. Quando vi sarete sistemato me lo direte e scenderò"

"D'accordo grazie"

Si sorrisero e fecero come detto.

L'aveva toccata. Solo ora, fuori dalla sua porta a respirare, si rese conto che quando aveva detto di chiamare Molsley le aveva effettivamente toccato la mano.

Se la portò alla bocca e la passò sulle labbra.

Lo aveva spogliato!

Quella visione le sarebbe rimasta tatuata nel cervello e l'avrebbe consolata qualora la solitudine si fosse presentata.

Oddio, la porta era aperta!

Fortunatamente Anna sapeva che stava male, lo aveva visto, se qualcuno li avesse beccati e fossero circolate voci la cameriera li avrebbe zittiti.

Comunque non aveva fatto nulla di male.

Lo aveva accompagnato in camera sua e aiutato ma non lo aveva denudato del tutto, anche se avrebbe voluto. Se lui l'avesse fatto con lei, ammesso che lo avrebbe fatto (ma dannazione lo aveva chiesto lui!) era come se lei si fosse fatta staccare la castellana e sbottonare il retro del vestito nulla di più. E ora che era fuori, mica lo stava guardando spogliarsi in abiti intimi come una faina la preda...