Il giorno delle nozze era vicino. - 3 giorni.
Il piano di sopra era in subbuglio tra addobbi, regali e spostamento di mobili, ma stranamente Lady Cora era più disponibile al riguardo, visto che le dava qualcosa da fare.
Il signor Crawley camminava ma con l'aiuto del bastone, cosa di cui non era contento.
La signora Hughes intanto si diresse nella dispensa del maggiordomo.
Bussò alla porta aperta, trovandolo intento a lavorare.
"Permettete?" chiese entrando mentre lui alzava lo sguardo su di lei.
"La signora Bryant ha scritto una lettera che davvero non mi aspettavo. Dice che il bambino vuole vedere il bambino. Lo vogliono entrambi" disse porgendogli il foglio che aveva in mano.
"Non è quello che voi speravate?" chiese Carson subito, dopo aver dato un'occhiata.
"Mm. Si e no. Capirete dopo il disastro dell'ultima volta non vorrei che Ethel si facesse troppe illusioni"
'Quello e perché ti sei affezionata al pupo, che guarda caso si chiama Charlie. Vorresti essere la sua "nonna" perché diciamocelo solo questo puoi essere alla tua età'
A costo di sembrare duro, il maggiordomo disse la verità, tranquillamente:
"Ethel non è importante, ciò che conta è assicurare un futuro al bambino"
Non voleva che sapesse che si era innamorato a prima vista del piccolo e il fatto che si chiamasse Charlie lo fece sciogliere ancora di più, così abbassò lo sguardo.
Se solo fosse stato il loro bambino o meglio, data l'età, il loro nipotino!
Non avrebbe voluto una figlia come Ethel, anche se sperava che nessuna figlia loro si sarebbe comportata in modo tale, ma il pargolo era così carino...
"Certo lo penso anch'io, anche se ho seguito un filo di ragionamento diverso" rispose con calma la donna, pensando che lui non s'interessasse minimamente della giovane madre.
"Dovrete dirglielo"
"Già...un altro viaggio. Che gioia, come se non avessi altro da fare in questo periodo" disse sarcasticamente ma sorridendo.
"Sarò con voi!"
"Come dite?"
"Se vorrete, quando avverrà l'incontro, sarò con voi"
"Grazie lo apprezzerei moltissimo" disse commossa, lasciandolo alle sue faccende.
Mezz'ora dopo, poco prima del pranzo della famiglia, Thomas ingoiò tutto il suo orgoglio chiedendo al signor Carson il permesso di restare a Downton.
Negli ultimi mesi il maggiordomo non aveva voglia di litigare con lui, visto che oltre ad un valletto avevano dovuto cercare un nuovo autista dato che Branson se ne era andato per intraprendere la carriera giornalistica. Aveva sperato che, dopo il disastro raccontatogli dalla signora Patmore con le provviste, il ragazzo mostrasse un po di umiltà. Ma non era mai successo.
Così quando il giovane con la coda tra le gambe gli chiese di restare, lui tranquillamente gli fece capire il punto, dicendogli che doveva trovare un altro posto dove vivere.
Il suo sguardo era penetrante.
Gli dispiaceva ma come si dice CHI È CAUSA DEL SUO MAL PIANGA A SÉ STESSO.
Dopo pranzo, il signor Carson assistè ad una scena che lo lasciò a bocca aperta: Lady Sybil e il signor Branson annunciavano il loro desiderio di stare insieme.
Ovviamente il tutto era scioccante, per chiunque nella stanza, ma il signor Carson ne rimase colpito.
Colpito dalla forza di volontà che tanto l'ex autista quanto la signora dimostravano di voler stare insieme nonostante i problemi che ne sarebbero derivati, e la forza di diniego di Lord Grantham.
Se non poteva accettare che la figlia trovasse l'amore, come poteva accettare un maggiordomo e una governante sposati? Sempre che LEI lo volesse, ben inteso.
Quando scese, la signora Hughes era preoccupata per il collega, era troppo calmo.
"Siete strano. State bene? Volete andare a riposare o..." chiese facendo capolino alla sua dispensa.
"Oh signora Hughes. No, ma mi andrebbe un po di latte caldo col miele"
"Vi sentite poco bene?" chiese mentre andavano in cucina.
"Non esattamente, solo... sopraffatto"
"Che succede?"
"Lady Sybil lascerà Downton dopo il matrimonio"
"Oh, non me lo aspettavo. Va da Lady Rosamund?"
"No, dalla madre del signor Branson"
"Dalla madre del signor Branson? Che c'entra il..."
Dallo sguardo che lui le diede capì.
Quindi le sue intuizioni all'epoca dell'inizio della guerra erano giuste.
"Si sposeranno"
"Capisco. Come l'hanno presa?"
"Si è scoperto che Lady Mary lo sapeva. Lady Cora era senza parole. Lord Granthama dir poco furente"
"E voi?"
"Io?"
"So quanto tenete che le cose siano fatte in un certo modo, e la figlia di un Conte che sposa un autista..."
"Giornalista prego"
"Ebbene?"
"Ebbene... non lo ammetterò mai davanti ad altri ma... se la rende felice.."
"Davvero?"
Lo guardò con occhi sognanti.
"Lady Sybil non è come gli altri. In tutti i sensi. Ha detto chiaramente che non vuole soldi dalla famiglia. E non stava dando a nessuno l'ostracismo, anzi. Branson può non essere un nobile ma è un bravo ragazzo, anche se non condivido le sue idee politiche e oggi era un po troppo strafottente.
Ho visto Sua Signoria sposare milady per soldi.
Non era un gran bell'affare all'inizio ma hanno trovato la loro strada insieme.
Molti del loro mondo non la trovano, vedete Lady Mary.
Guardate invece Lady Rosamund... un giornalista non è così da disdegnare infondo"
"Mi stupite signor Carson. Positivamente intendo"
"Lo so, credete che io sia un ghiaccio senza cuore"
"No affatto, ma non pensavo accettaste la cosa di buon grado"
"Non sono io a doverla accettare signora Hughes, se mi trovassi al posto di Lord Grantham forse reagirei come lui. Penso solo che dopo le brutture che abbiamo vissuto, un po di rosa non fa male a nessuno" disse fissandola mentre iniziava a sorseggiare il suo latte.
