Pedro fissa entrambi con un'espressione di orrore e sgomento, poi alza gli occhi al cielo e caccia una bestemmia.
«Lo sapevo! Lo sapevo che voi due avreste portato solo guai. Ed ecco che i guai sono arrivati, fin troppo puntuali» lagna teatrale.
Cat lo gratifica della sua peggior occhiata raggelante. Hutch sbuffa e scuote la testa, ma decide che sia il caso di aggiungere un commento. «Magari non l'hai notato, ma non siamo noi a portarti i guai. Vengono con le loro gambe, e ne hanno pure tante. Io fossi in te non starei a perder tempo e lamentarmi senza muovere un dito» fa presente sarcastico, guadagnandosi un sorrisetto soddisfatto da parte del piccoletto e un borbottio contrariato di Pedro.
«Va bene, ho capito. Vado ad avvisare un po' di gente» capitola infine.
«Era ora» sibila Cat in tutta risposta, e senza degnarlo di ulteriore attenzione gli volta le spalle e parte verso l'abitazione di Sandra e Lucas.
«Oh, per l'amor del cielo! Possibile non si possa mai stare tranquilli in questo villaggio?» si indispettisce Sandra, dopo essere rimasta ad ascoltarli, piantata sulla soglia come un monolite, una novella Estia a guardia del focolare domestico, e non sembrando affatto intenzionata a permettere loro di fare un solo passo oltre.
«Non ti stiamo mentendo. Ci sono davvero, e sono accampati poco prima del passo. Tra poco si metteranno a dormire, ma domani ve li ritroverete in giro a mettere tutto sotto sopra, se siamo fortunati, altrimenti faranno di peggio» si allarma Hutch, angosciato dalla possibilità di non essere creduto.
Sandra lo scruta attentamente, poi sposta lo sguardo su Cat, trovandolo intento a fissarla con i suoi occhi intensi. Sospira. «Chi altri lo sa?»
«Abbiamo già avvisato Pedro. Ha detto che farà il giro per avvertire altra gente. Sarebbe meglio che faceste lo stesso, prima di allontanarvi» suggerisce Hutch con apprensione.
La smorfia di Sandra non lo fa ben sperare. «La mia casa è qui, sciocco bamboccione. Non ho nessun altro posto in cui andare, e non permetterò che me lo portino via.»
Hutch geme, costernato. «Sandra, quelli sono in troppi. Non ci impiegheranno molto a trovare il modo di entrare prima in paese e poi nelle vostre case. Non potete restare. Quella non è gente con cui parlare, si prenderanno quel che interessa loro e lasceranno in rovina tutto il resto.»
L'espressione fosca della donna sembra peggiorare di secondo in secondo. «Quanti sono questi uomini?» ringhia contrariata.
«Io non…» tituba Hutch, incerto.
«Sono trentatré. Li ho contati dall'alto» si intromette Cat, senza smettere di fissarla impassibile.
Sandra impallidisce e un lieve singhiozzo sgomento scuote il suo petto. «Troppi» soffia attonita.
«E armati, ovviamente» rincara Cat.
Hutch vorrebbe chiedergli di smettere di spaventarla a quel modo, ma se lo osserva attentamente nota che il suo sguardo si è fatto calcolatore. Allora comprende: Cat sta deliberatamente tentando di allarmarla in modo che si decida a togliere il disturbo e spostarsi in qualche luogo più sicuro. Incerto, abbozza un lieve sorriso, considerando dentro di sé che per uno che neppure voleva dare l'allarme sembra curiosamente deciso a fare davvero di tutto per far sloggiare gli abitanti di quel villaggio.
Purtroppo per le loro belle speranze, Sandra appare tutt'altro che convinta. «Sentite, voi due, non sto dicendo che mi stiate mentendo, solo mi chiedo come possiate essere certi che questa gente abbia intenzione di mettere in pericolo questo villaggio. Potrebbero semplicemente essere solo di passaggio, ed essersi accampati vicino al passo per poi riprendere la loro strada. Come posso decidere di lasciare la nostra unica casa sulle sole vostre supposizioni?» si incaponisce.
L'occhiata gelida che le riserva Cat fa tremare Hutch al posto di Sandra. «Non sono uno sprovveduto, sapete. Ho indagato. Li ho osservati e ascoltati con molta attenzione. Se sono qui davanti a voi (e non certo per mia volontà) a dirvi che serve allontanarsi da qui prima che sia tardi, significa che non occorre pensarci su o discuterne in un'assemblea cittadina; serve sloggiare, e alla svelta, anche» sibila Cat, alterato.
A Hutch verrebbe quasi da ridere, se solo la situazione non fosse così tragica. Quella che il piccoletto ha appena finito di pronunciare dev'essere la frase più lunga che gli abbia mai sentito esprimere a voce alta, e lo ha fatto in un tono tanto asciutto e perentorio che Hutch si domanda come sia possibile che Sandra nutra ancora dubbi al riguardo delle intenzioni bellicose della banda appostata fuori paese.
Beh, che dire? Sono stati cacciati via a calci in culo da una Sandra piuttosto inviperita che non sembrava affatto persuasa dei loro buoni propositi. E ora Cat sfoggia un piccolo broncio assolutamente delizioso e Hutch, decisamente, si sta concentrando su questioni totalmente fuori luogo quando, al posto di sorridere come un idiota guardando il ragazzino, dovrebbe pensare a un modo per persuadere gli abitanti del villaggio a mettersi in salvo.
«Inutile» soffia Cat, palesemente contrariato dai risultati dei loro recenti sforzi.
«No, ti sbagli» protesta Hutch. «Troveremo qualcuno disposto a darci retta. Magari Pedro è già riuscito a convincere qualcuno meno cocciuto di Sandra. Possiamo farci aiutare da lui» propone speranzoso.
Il modo in cui gli occhi chiari e affilati di Cat si posano su di lui gli dà i brividi. «Hutch, tu sei davvero convinto che questa gente muoverà il culo per mettersi in salvo assieme alle loro poche carabattole?» domanda scettico.
Hutch sospira. «Non lo so. Ma qualcosa dobbiamo pur fare. Non li possiamo mollare qui, sapendo quello a cui vanno incontro se rimangono» prega, sperando che non decida anche lui di piantarlo in asso.
Invece Cat si imbroncia di nuovo ma, contro ogni attesa, annuisce. «Ho capito. È una cosa idiota, perdere tempo in questo modo, ma troverò un modo per darti il tempo di convincere queste teste dure a lasciare il villaggio» dichiara con voce sicura.
Hutch invece non è per niente sicuro di quel che sta cercando di dirgli Cat, e un po' si sente anche preoccupato. «Cosa vuoi dire? Non avrai in mente di metterti contro di loro, vero?» si allarma.
«Non essere sciocco» ribatte, guardandolo storto. «Quella sì che sarebbe una vera follia. Siamo solo in due e quelli sono armati di tutto punto. Saremmo già belle che morti prima ancora di riuscire a rallentarli almeno un poco.»
«Oh…» soffia stordito. «Qui-quindi? Che cosa intendi fare?»
«Intendo provare a mettergli i bastoni fra le ruote. Guadagnerò tempo per te. Ma tu dovrai spicciarti, se vuoi salvare questa gente testarda. Io sono da solo e non sono per nulla certo di quanto a lungo riuscirò a distrarli.»
Hutch deglutisce nervoso e al tempo stesso tira su col naso commosso. «Mi metterò immediatamente al lavoro per farli uscire di casa!» esclama, orgoglioso per essere riuscito a far arricciare le labbra di Cat di un fuggevole moto di divertimento.
