"Prima che iniziamo la parata in suo onore signore le vorrei dire un cosa" disse Julio avvicinandosi al gruppo di poliziotti.
"Un momento. È stata una giornata dura. Ne parliamo nel pomeriggio più tardi. Voi. Andate a casa" disse Provenza a Andy e Rusty.
"Ma le scartoffie..."
"Ce ne occupiamo noi... andate"
I due colsero il suggerimento e si allontanarono.
"Scusa Julio..."
"Ho aspettato diversi giorni. Qualche ora non può far male"
"Allora... vuoi dirmi che è successo lì dentro?" chiese Flynn quando furono in macchina.
Stranamente Gus si era dileguato, avendo ricevuto una chiamata dal lavoro.
Il viaggio di rientro al condominio era servito per raccontare l'intera storia e il poliziotto non poteva essere più che orgoglioso di suo figlio.
"Ti va se portiamo i fiori a Sharon? Così glielo dici?"
"Mi piacerebbe"
"Se vuoi accendere la radio va bene" disse Andy capendo che Rusty non aveva più molta voglia di parlare, e francamente nemmeno lui ne aveva.
Il giovane fece zapping per un po, ogni canzone era un colpo al cuore.
O era triste il testo ma vivace la melodia, o entrambe erano da tagliarsi le vene pur avendo un bel messaggio.
Il problema non erano le canzoni, era il periodo che vivevano.
Sharon mancava molto ad entrambi e sebbene avesse ascoltato quelle canzoni con piacere se fosse stato solo a casa con le cuffie, non voleva che Andy ne patisse.
"Se vuoi nella chiavetta ci sono quelle del matrimonio" disse l'uomo con voce tremante.
Per quanto il problema sussistesse igualmente, era stato lui a chiedere.
Erano quasi tutte musiche che aveva scritto.
C'era la canzone che le aveva dedicato, quella che avrebbe dovuto essere la marcia nuziale ma durava troppo poco per i metri da percorrere, il loro primissimo ballo, la canzone degli Abba che Sharon gli aveva dedicato. La canzone che avevano ballato con i figli e quella che Emily e Nicole avevano dedicato loro.
C'era perfino la canzone che avevano risentito al funerale.
A questa staccò la chiavetta e partì una canzone di cui gli avevano parlato ma che non aveva mai sentito, che lo fece riflettere.
Alla fine arrivarono al cimitero e con sorpresa, davanti alla lapide c'era Tilly.
"Rusty... ciao..."
"Ciao"
"Vado a prendere i fiori" disse Andy con gli occhi rossi. Le canzoni avevano colpito il segno.
"Come stai?"
"Bene, è finita sai?!"
"Cosa?"
"La faccenda di Stroh"
"Finalmente sei al sicuro! Oh che bello!" disse abbracciandolo forte.
"Scusa" disse poi staccandosi.
"No no mi fa piacere vieni" disse aprendo le braccia e lei saltò dentro.
Aveva saputo che Gus era tornato nella sua vita e aveva pensato che forse voleva riprendere la loro relazione.
"Come ti senti?" chiese mentre era ancora tra le sue braccia.
"Bene perché l'incubo è finito ma vorrei che mamma fosse qui"
"Sarebbe orgogliosa e fiera di te"
"Tilly..."
"Si.."
"Mi sei mancata"
"Anche tu"
"Sai.. Gus... è stato a casa mia in questo periodo"
"Oh"
"Si beh si è scoperto che per arrivare a me, Stroh aveva cercato informazioni da lui fingendosi un cliente del ristorante. Cosìlo hanno messo sotto custodia e già che c'ero io .."
"Hanno preso due piccioni con una fava capisco"
"Si ... ed era con me oggi. Vedi.. gli ho detto che non volevo che se ne andasse..."
"Capisco"
"Però..."
"Però?"
"Dovrò parlare con lui"
"Che vuoi dire?"
"Ecco... lo hanno chiamato dal lavoro e lui si è defilato. In questo periodo non mi piaceva il suo comportamento e le allusioni che ha fatto, come se sminuisce me e i miei pensieri.
Quando ho provato ad aiutarlo mi aveva scacciato in malo modo... e ora che siamo stati vicini... voglio dirgli... che sono cambiato"
"In che senso?"
"La mia madre biologica aveva detto che io ero gay e quello che facevo anni fa non era indice del contrario. Ma ora... è facile prendere una via sbagliata quando non conosci di meglio.
Stroh era un pazzo e ha preso la via sbagliata comunque ma io non sono così, sono stato solo sfortunato agli inizia, ma mi sono ripreso. E per quanto mi manchi mia madre ho capito... che ... voglio stare con te"
"Dici sul serio?"
"Si. Se tu ovviamente..."
Venne interrotto dalle labbra della ragazza sulle sue, un sorriso su quelle di entrambi.
Poco lontano anche Andy sorrideva.
"Ciao Andy" disse una ore di donna.
"Andy!" esclamò voltandosi e trovando la cugina.
"Mi dispiace ..." disse la donna scoppiando a piangere.
La tirò nel suo abbraccio e pianse con lei.
"Non ti sono stata vicino. Io ... se l'avessi fatta smettere..."
"Ti dai la colpa?! Scherzi! Pensi... pensi che sia colpa tua? Credi che io ti dia la colpa?"
"Come posso pensare il contrario?! Lei era lì e tu mi hai chiesto di farla smettere ed io..."
"Oh Andy... Sharon era una testarda lo sai. È come se dessi la colpa a Buzz per averla fatta stare con quella pazza..."
"Non mi incolpi allora?!"
"Assolutamente no e non dovresti farlo nemmeno tu"
"D'accordo"
"Hai saputo? È finita"
"Si mi ha chiamato Sykes... lì qualcosa comincia invece" disse soffiandosi il naso e indicando i giovani.
