Cat è scomparso.

O meglio, Hutch non ha idea di dove né come ritrovarlo.

È abbastanza snervante, e la parte più sconvolgente è che Hutch sta per dare di matto. Come può perdersi un ragazzino in un dannato villaggio in mezzo al deserto? Maledizione!

«Non può essere andato molto lontano. Non ha neppure una cavalcatura» commenta Pedro, molto meno in pensiero rispetto a quanto lo sia Hutch.

Quest'ultimo gli scocca un'occhiataccia omicida. «Il mese scorso non era neppure qui. E di certo non aveva cavalli! Può essere andato chissà dove e noi non lo ritroveremo mai! A meno che non decida il contrario» mugugna.

E se non si fosse allontanato spontaneamente? E se lo avessero catturato? E se gli avessero fatto del male? Oh, no, troppi se. E non ha uno straccio di certezza, neppure sul fatto che sia ancora vivo. Sgrana gli occhi e trae un brusco respiro, poi scuote la testa con vigore, tentando di scacciare dalla mente quell'ultimo, orribile pensiero.

«Dobbiamo trovarlo» affanna.

«Parla per te. Io di sicuro non me ne andrò in giro a setacciare tutta la regione per scovare il tuo amico» rifiuta Pedro.

Hutch avrebbe una gran voglia di strozzarlo. Ma se poi dovesse di nuovo servirgli, di certo non potrebbe riportarlo in vita, no? Meglio aspettare ancora un po'. Ma non riguardo a Cat. No, lui lo deve assolutamente trovare, accertarsi che sia in buone condizioni, e poi gridargli addosso per avergli fatto prendere un tale spavento.

Non può nemmeno chiedere in giro sue notizie. Se la sua ricerca arrivasse alle orecchie sbagliate sarebbero grossi guai, e non solo per il piccoletto. Dannazione, perché è sparito in quel modo? Hutch era convinto che si stessero costruendo una loro routine, una specie di… di famiglia, ecco. Magari è l'unico, fra i due, ad aver creduto una simile sciocchezza. Cat non sembra esattamente il tipo di persona che si affeziona facilmente agli altri, né tanto meno ama la vicinanza con la gente. Proprio il contrario di Hutch, in effetti. Dovrà tenerlo a mente, se riuscirà a scovarlo. Può darsi che rispettando maggiormente i suoi spazi e umori non lo costringerà a dileguarsi nuovamente.

Digrigna i denti, frustrato, si guarda attorno con attenzione per l'ennesima volta e, senza ancora alcun indizio, prosegue nella sua ricerca.

È stato costretto ad arrestare la sua ricerca di Cat, nonché a infrattarsi nell'ideale tentativo di rendersi invisibile, quando il suo cammino ha incrociato quello di gente dalla faccia per niente raccomandabile. Sembra un'intera banda, e sembra del tutto intenzionata a mettere radici in zona. Merda, finirà in un macello quando lo scoprirà Sant'Antonio. Quella è la sua di zona e non ama dividere le sue cose con altri, né i suoi uomini, che a pensarci bene possono benissimo essere catalogati come cose sue, per quanto ne tiene conto il gran capo.

E intanto Hutch sta sprecando un mucchio di tempo, tempo che potrebbe invece utilizzare per continuare la sua ricerca. Ma lui è da solo, e quelli sono almeno una ventina. Non ha speranze di cavarsela. Meglio attendere e vedere se riesce a trovare un momento più idoneo per passare in mezzo a quei tizi e dileguarsi oltre.

Sospira, scoraggiato. Si rannicchia meglio dietro il cumulo di sassi squadrati che un tempo dovevano essere una costruzione umana. Aspetta, e nel mentre i suoi pensieri vanno al piccoletto. Spera che stia bene, che si sia allontanato semplicemente per rimanere un poco da solo. Spera che sia vivo e che avrà occasione di beccarsi una delle sue frecciatine sarcastiche. Meglio farsi insultare con elaborati giri di parole, piuttosto che trascinarsi come un sonnambulo in un'esistenza priva di scopo. Sembra patetico da pensare, ma Hutch si è reso conto che la sua vita ha iniziato ad avere un senso reale solo dopo quell'incendio, e che il motivo principale non è il fuoco, ma Cat.

«Dove diavolo ti sei cacciato?» mugola piano fra sé.

Distrattamente ascolta le voci della gente accampata poco distante. Sono parecchio rumorosi, perfino più degli uomini di Sant'Antonio, il che è notevole. A Hutch non sembra una buona idea che se ne stiano lì a fare casino. Possibile che nessuno in quella marmaglia si sia preso la briga di informarsi se la zona sia già sotto il controllo di qualcuno? Se fosse così, beh, ha proprio il presentimento che non schiamazzeranno ancora a lungo. Ci penseranno i colleghi di Hutch a levare loro la voglia, e poi anche la voce.

Finalmente sta calando la sera. Forse se ne andranno a dormire, o magari se ne andranno a fare in culo, a patto che tolgano il disturbo a Hutch va bene qualunque opzione. Aspetta da ore, accidenti, e quelli sembrano così idioti da non pensare nemmeno di fare qualcosa di produttivo, tipo derubare viaggiatori, rapinare banche, rubare cavalli. Che razza di malviventi sono?! Sembrano perfino più pigri e svogliati di Hutch, il che è tutto dire. Scuote la testa con mestizia, pensando a come il mondo sta cambiando, e niente affatto in meglio.

Poi un'idea molto spiacevole transita per la sua testa mettendo in moto quei pochi neuroni superstiti e facendogli fare un gran sobbalzo. E se Cat avesse, come è accaduto a Hutch, incrociato la strada di quest'accozzaglia di buoni a nulla perdigiorno? Aggrotta la fronte, dubbioso. Ma Cat è un ragazzino sveglio e intelligente, non si farebbe mai mettere in trappola da dei tizi con così poco sale in zucca, che siano cinque o quaranta non fa granché differenza. Certo, Hutch ha potuto acchiapparlo e portarlo con sé da Sandra e Lucas, ma a quel tempo Cat non era esattamente in condizioni smaglianti, no? Probabilmente non sarebbe riuscito a darsela a gambe nemmeno se l'avesse voluto (e Hutch ha il sospetto che, almeno inizialmente, lo volesse eccome). Ora però è differente: nelle ultime settimane il piccoletto sembra più in forma, spesso il suo viso ha un gradevole colorito roseo che fa ben sperare Hutch riguardo la sua salute. Quindi Cat non avrebbe alcun problema a scivolare via dalle grinfie di quelle teste vuote che Hutch si trova in mezzo ai piedi in quello stesso momento, giusto? E allora sarà il caso che la pianti di immaginare possibilità assurde e si metta all'opera per ritrovare le tracce di quella piccola peste che, fin troppo presto, gli farà diventare i capelli completamente bianchi a furia di spaventi.

È sul punto di tentare una sortita per controllare la situazione e decidere se sia finalmente possibile procedere nella sua ricerca, quando qualcosa precipita bruscamente su di lui, facendogli perdere l'equilibrio. Hutch finisce con il culo per terra, e sta per lanciare un grido di protesta, ma non ne trova il tempo perché la sua bocca viene tempestivamente tappata con una pressione decisa.

«Fa' silenzio, sciocco» soffia appena una piccola voce, una voce che ha imparato a conoscere piuttosto bene in quelle ultime settimane.

Sgrana gli occhi e prova a mettere a fuoco l'ombra che pesa sul suo petto. Oh, sì, è proprio lui, il ragazzino pestifero che cercava disperatamente! Invece è stato Cat a trovarlo. Beh, non è esattamente una sorpresa, giusto? Ciò che importa davvero è che siano di nuovo insieme, tutto il resto sono sciocchezze senza importanza.