"Le cose sono cambiate quando è venuta a cercarmi nel mio ufficio di sua spontanea volontà per un caso. Ha detto che era passato un anno da quando Hayley, la moglie di Aaron era...insomma.. aveva bisogno di me per stare dietro a un caso irrisolto...
[INIZIO FLASHBACK episodio 6*11]
"David..."
Era entrata nel suo ufficio.
Aveva evitato l'interazione diretta con lui da quando era arrivato per quanto aveva potuto, ma stava impazzendo.
Se era riuscita ad avere dei rapporti normali perfino con Hotchner, doveva fare qualcosa con Rossi.
"Hai saputo di Aaron?"
"Sembra che non sia riuscito a dormire"
Sperava fosse entrata per parlare con lui di loro ma non c'era nessun LORO. Solo lavoro.
Non riusciva a guardarla più di tanto. Era bellissima con il completo che indossava.
Le piaceva quando portava i capelli sciolti o tirati su in modo elegante ma il modo in cui erano legati quel giorno non le rendeva giustizia.
Certo era sempre bellissima e aveva indossato la parure che le aveva regalato.
Iniziarono a parlare tranquillamente come se nulla fosse mai accaduto.
Si era seduta dall'altro lato della scrivania e si era messa comoda.
"Non posso occuparmi del caso con Aaron assente" disse David quando lei gli diede la cartella.
"E chi potrebbe?" chiese sinceramente interessata alla sua opinione.
Lui alzò la cornetta:
"Morgan puoi venire qui?!"
Erin annuì, approvando la scelta.
Erano sulla stessa lunghezza d'onda. Non era passato molto da quando lei stessa aveva usato suddetto agente per sostituire Hotchner.
[FINE FLASHBACK]
"Prima non aveva mai interagito direttamente con me"
"Come ti faceva sentire?"
"Arrabbiato. Era come se volessi attirare la sua attenzione ma allo stesso tempo poterla osservare senza essere sgamato. Come un bimbo con le sue marachelle"
"Ti ci vedo" disse Garcia.
"Per farla scattare continuavo a chiamarla per nome, invece che per grado.. e quando lei in un'occasione si è lasciata sfuggire Dave..." la sua espressione cambiò.
"Vuoi un po d'acqua?" chiese Garcia sorridendo mentre Reid si voltava.
Avevano visto entrambi un movimento sotto le lenzuola, nella zona lombare.
"Grazie" disse David bevendo.
"Direi che sei molto preso da Erin" disse Reid senza guardarlo.
"La amo moltissimo.
Più di quanto potrei mai dire a parole.
Amo tutto di lei. È l'amore della mia vita.
Ed era così affascinante. Aveva 51 anni ma Dio era bellissima.
Capelli sciolti, camicia scollata al punto giusto, tubino a filo con le ginocchia, tacchi medio alti, braccia conserte... È sexy quando è arrabbiata..."
[INIZIO FLASHBACK episodio 6*11]
Morgan e Rossi eravano arrabbiati.
Il caso irrisolto che Erin gli aveva dato sembrava essere ad un passo dall'essere chiuso ma la donna si impuntava su delle inezie burocratiche e remava contro l'arresto.
"Corrisponde al profilo ERIN"
"Scusatemi ma il vostro profilo parla di un uomo che ha il controllo di sé non dello psicopatico che pretendete che sia..."
David la fissava mentre lei, che parlava più con lui che con Derek, non riusciva a sostenere lo sguardo per più di pochi secondi alla volta.
Non riusciva a stare ferma, si sentiva come una fiera in gabbia mentre lui era impassibile fissandola.
"Non può arrestare un uomo basandosi solo sulla possibilità che abbia un graffio"
"Non possiamo arrestare QUESTO uomo, ecco che cosa intendi. Non prendermi in giro ti prego ERIN"
Lei lo fissò e gli andò incontro, lentamente, come una leonessa che si avvicina alla preda.
Ora l'aveva fatta arrabbiare.
Continuava a chiamarla per nome e sapeva che effetto le faceva.
Voleva giocare? Bene, avrebbe giocato anche se significava che si sarebbe abbassata al suo livello.
"Tu non capisci cosa sia la politica, vero DAVE?!"
Era difronte a lui, ancheggiando e fissandolo negli occhi.
Erano a un palmo di naso.
Se non ci fosse stato l'altro agente e se non fossero stati così arrabbiati, probabilmente sarebbero finiti a fare l'amore contro i mobili della stanza.
"Non l'hai mai capito" disse incrociando le braccia di modo che il suo seno tendesse contro la camicia scollata al punto giusto.
David stava per perdere il controllo e rispose arrabbiato:
"No al contrario, il fatto è che non mi riguarda"
Lei lo fissò ancora, quasi sorridendo. Lo aveva scalfito.
Essere odiati è meglio che essere ignorati, specie dopo un rapporto d'amore finito male.
Peccato che nel sogno Dave non vide nulla di come si sarebbe potuta concludere quella discussione.
[FINE FLASHBACK]
"Credo di dover fare una telefonata" disse il ragazzo in imbarazzo uscendo.
Il lenzuolo non accennava a diminuire, anzi, si era teso al massimo.
"Scusate" disse David vergognandosi.
"Perché? La ami. È bello vedere che il tuo corpo la vuole ancora, nonostante il sogno. E almeno sai per certo che funziona ancora tutto"
"Credi che ci sia qualcosa di sbagliato in me?"
"Non quello..ma scherzi a parte, non ho ancora sentito tutta la storia quindi è un po presto per dirlo. Comunque non credo"
"Meno male"
"Vuoi che ti lascio per un po..." disse indicando la sua scomodità.
"No. Non vorrei che entrasse..." rispose David e la ragazza capì che si riferiva a una certa infermiera.
"Vuoi parlare d'altro? Sempre inerente al tuo sogno ma magari qualcosa che non ti ecciti?"
"Come ti chiami?"
"Hai ragione. Scusa. Io so il tuo nome ma tu non sai il mio.."
"Posso indovinare?"
"Spara"
"Penelope"
"Preso al primo colpo"
"Te l'ho detto che vi ho sognato. E il tuo collega è Spencer"
"Uao hai l'udito di un pipistrello"
